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-----Original Message----- From: gargonza@perlulivo.it [mailto:gargonza@perlulivo.it] On Behalf Of Piero DM Sent: Monday, July 24, 2000 6:00 PM To: Multiple recipients of list GARGONZA Subject: [GARGONZA:9230] R: RE: Lega Nord: insulti e mancata censura - Forti >Quello che gli intellettuali meridionali e la gente comune dovrebbe fare >(cominciando da me, che nel confronto nord-sud mi ritengo orgogliosamente > un meridionale) è di smetterla nel ricercare sempre e soltanto cause "aliene" >ai malanni del sud, o letture storiche eccessivamente vittimistiche: la >"responsabilità" della società meridionale non significa necessariamente >"colpa", ma è una responsabilità fuori discussione, così come fuori >discussione è il suo ruolo nel gioco delle parti che ha dato luogo >all'Italia repubblicana che conosciamo. Sicuramente il primo aiuto al Sud deve darlo la popolazione del Sud stesso, con un atteggiamento piu' votato al rinnovamento. Pero', ed era questo il senso del mio discorso, poiche' in questo momento il Sud non ha le energie e le condizioni necessarie per venire fuori da una situazione di stallo, l'errore maggiore di coloro (sia il Nord o l'Italia in generale o l'Europa) che si adoperano per farlo e' non tenere conto della storia e della reale situazione sociale ed adottare ogni volta un metodo nuovo che si basa su concetti vecchi. Vorrei anche ricordare che purtroppo al Sud anche sparano, ed uccidono, e la gente ha anche molta paura, piu' che mancanza di cultura e di capacita' come pensano in molti, ad intraprendere una attivita', perche' non si puo' chiedere a tutti di mettere a repentaglio la propria vita e quella dei familiari. >Con tutto il rispetto per l'informatica, la tecnologia non è solo >informatica. >E' tecnologia anche un'azienda agricola moderna, o la possibilità di >ricorrere a risorse energetiche alternative a basso costo, per esempio. >Molte delle cosiddette "potenze industriali" hanno vaste zone che sono in >realtà zone agricole molto ben condotte, ad alto reddito, e non sono fatte >solo di ciminiere o di microchip. Nessun popolo al mondo e' sufficientemente ricco ed evoluto se basa soltanto la sua ricchezza sull'agricoltura, credo che sia cosi' in Italia dalle repubbliche marinare in poi. ......... >Io sento una specie di rigetto, quando sento parlare di "industria >turistica" come missione per il sud, ma ritengo invece che l'agricoltura >sarebbe un'eccellente investimento industriale - con tutto l'indotto che ne >consegue ovviamente, compresa l'alta tecnologia. >D'altra parte, è una follia parlare di turismo, senza un tessuto produttivo >forte di carattere generale, dato che si creerebbe una specie di grande >Costa Smeralda, che importa la gran parte dei materiali e dei capitali da >chissà dove, offrendo in cambio solo qualche migliaio di posti da cameriere >o da sguattero - o magari qualche decina di cooperative di "giovani" >debitamente finanziate, per fare accogliea turistica o grafica pubblicitaria >per i cartelloni degli stsbilimenti e le discoteche. Una grafica molto >hi-tech, ovviamente, con l'uso dei computer più recenti e dei plotter più >costosi, e le agenzie di coloocamento per i camerieri ugualmente superdotate >di PC velocissimi e collegatissimi in rete :-) Anche queste affermazioni nascono dalla esigenza del bello e del naturale che c'e' in tutti noi. Chiunque vedendo ancora dei posti abbastanza naturali, durante le vacanze, vorrebbe che rimanessero cosi', quindi alt allo scempio edilizio che purtroppo ha devastato spiagge ed altro. E su questo come non essere d'accordo, anche se il turismo rimane un capitolo importante dell'economia meridionale ed italiana, e deve essere sapientemente potenziato. L'agricoltura al Sud, con forti carenza idriche si e' spesso specializzata su alcune coltivazioni di carattere intensivo come il grano, per il quale esiste una forte concorrenza di paesi emergenti, con costi piu' bassi. E' come se si volessero sfidare in Italia I produttori asiatici di giocattolini. La produzione di latte o altri prodotti a ciclo piu' controllato e' difficoltosa per motivi di clima e di caratteristiche naturali. Ed inoltre bisogna vedere se la vocazione dei meridionali e' proprio l'agricoltura o altro. L'unica alternativa e' proprio la tecnologia informatica, basata su SW e microchip, perche' e' anche la strada che hanno seguito tutti i paesi al mondo per lo sviluppo. Inoltre usare un PC non inquina, non necessita di enormi capannoni e obbliga per il suo uso ad una cultura almeno media, ed infine puo' essere appreso anche dai giovanissimi, senza particolari controindicazioni. Sembrerebbe la ricetta giusta per il Sud, e la ST, Nokia, IMB, CSC di Catania l'hanno capito (convinti all'inizio dagli sgravi fiscali e da altre agevolazioni). L'universita' di Catania ha prodotto nel 1999 circa 30 chip innovativi, contro una ventina di Politecnico di Milano + Universita' di Pavia. Questo per dire che si sta anche creando una buona integrazione tra Universita', strutture e Industrie, come auspicabile in tutta Italia. La speranza del Sud e' che vengano ad investire grossi gruppi stranieri o italiani nelle tecnologie, creando degli ecosistemi settoriali che siano in grado dopo alcuni anni di auto alimentarsi e progredire da soli (la ST a Catania ha un deficit di centinaia di laureati, e fatica a colmarlo). -----Original Message----- From: gargonza@perlulivo.it [mailto:gargonza@perlulivo.it] On Behalf Of Francesco Paolo Forti Sent: Monday, July 24, 2000 6:55 PM To: Multiple recipients of list GARGONZA Subject: [GARGONZA:9232] Federalismo = stato leggero: poca burocrazia e tasse basse >Un ingegnere a Seul prende 25'700$ lordi annui che netti diventano 20'800 >e lavora 49 ore a settimana. Ha 19 giorni di ferie pagate. >Trasformati in $ PPP il netto coreano diventa 58'590. >Un ingegnere a Milano prende 37'500 $ che netti diventano 23'000 (ecco il >costo del lavoro). Lavora 40 ore alla settimana (se gli va male) e fa 24 >giorni di ferie. Pero' il netto annuale trasformato in $PPP diventa di soli >44'573. Il 24% in meno del collega coreano. Oppure diciamo che >il collega coreano e' del 31% piu' ricco di quello milanese. (Non >convincermi ad andare in Corea, qui in Svizzera guadagno ancora >di piu': 55'000 $ PPP netti con 40 ore settimanali e 24 gg di ferie) Per Pasquale Pistorio, amministratore delegato di ST, il costo in Sicilia di un ingegnere e' 24.000 $, lordi, quindi inferiore al tuo dato della Corea, I cui costi sapevo fossero inferiori che a Taiwan, eppure nessuna ditta americana mette le foundry in Sicilia, e quelli badano solo al guadagno. Una differenza cosi' elevata non passerebbe inosservata a livello mondiale. (vedi il caso del Portogallo e della Irlanda). Quindi non sono sicuro che I dati siano poi corrispondenti alla realta' (io ho un dato di 1000 $ netti al mese per Taiwan). In ogni caso non capisco poi le violente dimostrazioni degli studenti in Corea, proprio contro l'eccessivo lavoro nelle industrie con bassi salari. Evidentemente 60 M sembrano pochi. >Forse dimentichi che in Italia gli stipendi degli insegnanti sono bassi >proprio per eccesso di offerta. Il sistema di potere democristiano, >con l'avvallo dei sindacati (autonomi e confederali) ha assunto nella >scuola oltre ogni limite, creando esuberi pazzeschi. Il risultato e' >che i troppi insegnanti sono per forza di cose pagati troppo poco. In Italia gli stipendi degli insegnanti sono bassi come sono bassi tutti quelli delle P.A., tranne alcuni casi, perche' la scuola come altre istituzioni offriva una certa garanzia del posto e una certa liberta' (tre mesi estivi a casa o quasi, lavoro spesso nel comune di residenza o quasi), quindi richiedere uno stipendio maggiore poteva dire anche una modifica a uno stato lavorativo che probabilmente costituisce un obiettivo per tante persone (soprattutto donne che hanno cosi' piu' tempo per la famiglia), piu' che un reale ripiego. E' per questo che, provocatoriamente, ti dicevo che chi non era contento dello stipendio poteva cambiare mestiere (in ambito industriale e' una prassi molto comune). In realta' io non sono contrario ad un aumento dello stipendio per gli insegnanti, anzi, ma ho cercato di applicare alcune delle regole e dei ragionamenti che spesso tutti auspicano per una visione piu' liberale dell'Italia. Se si pretende una legge di mercato entrano probabilmente in gioco tutte quelle ipotesi, anche eccessive, che ho fatto precedentemente, perche' dovresti poi in tutto e per tutto confrontare anche gli insegnanti al libero mercato Ad esempio mi dici che e' giusto distinguere un insegnante bravo da uno meno bravo, e qui siamo tutti d'accordo, ma sulla mia proposta di superminimo gestita dal dirigente scolastico locale (piu' federalistico di cosi'!) hai avanzato il criterio degli scatti di anzianita', quindi sei ripiegato sull'appiattimento degli insegnanti. >Lo stato centralizzato burocratico ha due grossi difetti. La burocrazia ostacola e la >burocrazia costa. Cio' significa che con gli ostacoli farai meno plus-valore e che poi il >poco che fai verra' tassato in modo elevato. Il federalismo e' molto meno burocratico e >molto meno costoso, ha quindi i pregi opposti ai difetti di cui sopra. Sono d'accordo con te sulla negativita' della burocrazia. Non sono pero' convinto che un principio federalistico possa essere applicato in Italia per risolvere la burocrazia. Credo che sia piu' un problema di percorso storico che non di modello adottato. Non vorrei cadere nell'errore di dire che buoni uomini fanno buone leggi, ma analogamente non mi sento di abbracciare l'ipotesi che buone leggi fanno buoni uomini. Cioe' ritengo che difficilmente potra' essere adottato in Italia il sistema Svizzero, soltanto con un processo di deferimento alle provincie dei poteri dello Stato (anzi credo che si complicherebbero enormemente le cose a livello di rapporti interprovinciali, ad esempio per la costruzione di un nuovo tratto di ferrovia). E' piu' utile cercare di risolvere in tutti I campi le sovrapposizioni degli interventi paralleli e disgiunti delle istituzioni, non so da chi generati, che provocano per assurdo che I Carabinieri, la Polizia e la GDF indaghino sulo stesso caso. Non mi ricordo se facevi tu l'esempio eclatante del PRA, dell'ACI, della motorizzazione, etc.. >Il senso del tuo ragionamento invece e' molto sbagliato. >Te lo smonto :-)) in pochi secondi. Dici <<I paesi ricchi potendo produrre >a costi piu' bassi ... >> Fermati un attimo. Tu immagino che sappia >quanto prendono di stipendio gli operai (e gli insegnanti ...) svizzeri >e tedeschi (in $PPP). E' esattamente l'opposto. La base stessa del >fordismo e' di dare stipendi elevati per sostenere il mercato. I paesi ricchi >lo sono perche' hanno stipendi mediamente molto piu' alti dei paesi >poveri (a meno che tu non creda l'opposto). Fino a prova contraria >la ricchezza di un paese e' data per l'80% dalla domanda interna. >Paga male la gente e non avrai ricchezza, non avrai domanda. Volevo dire esattamente quello che dici tu, infatti ti ho detto che potendo produrre altrove a costi piu' bassi si ha piu' denaro da investire in patria in attivita' piu' innovative e remunerative. E quindi chi ha uno stipendio basso, che gli permette appena di vivere non ha risorse sufficienti per migliorare il proprio stato. E' per questo che sono contrario fermamente alla differenza di stipendio tra il Nord e il Sud, a meno di contratti d'area che hanno altri scopi, perche' chi vorra' comprare una Punto al Sud la paghera' come quello del Nord, ma guadagnera' meno, e questo vale per tutti i prodotti avanzati, anche se potra' risparmiare sulle carote e sul caffe' (visto che sei un esperto di statistiche sicuramente saprai che la tazzina del caffe', 1000 lire al Sud, 1500 al Nord, entra in queste statistiche e pesera' con il suo 50% di differenza). E' ovvio che in Etiopia mangiare e abitare (magari nelle baracche) costa meno che in Italia, ma a 70 $ al mese (sicuramente avrai un dato piu' aggiornato), quanto devono lavorare I contadini per acquistare un trattore agricolo prodotto in Italia, diciamo del costo di 21.000 $? Circa 300 mesi (25 anni) senza mangiare. In definitiva il messaggio che volevo lanciare e' che ritengo ingiusto fare discriminazioni tra Nord e Sud, anche se in nome di qualsiasi riforma federalistica, perche' penso che il Sud non trarrebbe vantaggio, e se il Sud non progredisce, sulla base della legge domanda interna da te indicata, fa fatica anche il Nord. Ho trovato semplicistici i ragionamenti sul clientelismo, sull'ignoranza, etc.., ed e' per questo che ritengo inurbani e non democratici gli atteggiamenti della Lega, e credo che la realta' non disegna due Italie diverse, se non dal punto di vista economico. Infine non sono contro all'aumento degli stipendi di chiunque in genere, pero' non capisco perche' ogni qualvolta si parla di mercato e poi qualcuno vuole veramente adottarlo, subito chi lo propone si tira indietro. Io personalmente sarei contento di guadagnare come in Germania o in USA, ma prima occorre produrre come la Germania e gli USA. Michele Corvo. ![]() |