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L'opposizione responsabile

Discussioni e proposte, prospettive e strategie per il Paese

Siete d'accordo con Piero Ostellino?

Sì, sono d'accordo pienamente
10
24%
Si, sono parzialmente d'accordo
9
21%
No, non condivido buona parte del ragionamento
15
36%
No, sono totalmente in disaccordo
8
19%
Non so, non rispondo
0
Nessun voto
 
Voti totali : 42

Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda matthelm il 18/06/2008, 21:43

pinopic1 ha scritto:
leoncione ha scritto:Confesso che sono annichilito:in un forum dell'Ulivo -ripeto, dell'Ulivo che si richiama al suo fondatore nel 1995 Romano Prodi, e che pur essendo aperto a tutti si presume sia in prevalenza frequentato da elettori del centro sinistra-oltre il 60% si dichiara favorevole all'articolo di Ostellino!!
E' proprio vero che Dio, o Allah ,o Geova o chi per loro rende ciechi chi vuole perdere!
Un articolo che è un chiarissimo esempio di quel pensiero "terzista" che in realtà è la "quinta colonna" della destra nell'elettorato italiano.Seguire i consigli che da Ostellino significherebbe per il PD il più totale "harakiri", ed è forse questo che vogliono gli Ostellino,i Galli della Loggia ed epigoni.
Non ho poi ben capito se nell'ultima parte del suo articolo l'ex direttore del Corsera scherza o parla sul serio:Veltroni dovrebbe da la possibilità a Berlusconi di "prendersi le sue responsabilità" con un chiaro messaggio pubblico.
Evidentemente fa finta di non sapere che ciò si tradurrebbe in un ennesimo evento di propaganda mediatica e di assoluto travisamento della realtà da parte del Cavaliere,come è suo stile ed abitudine
Romano Scaffardi


Quoto.
Mi sembra di avere a che fare con un fenomeno di sudditanza culturale a cascata. Intellettuali si sinistra o riformisti (almeno così si sutodefiniscono) in preda a un complesso d'inferiorità nei confronti del pensiero di destra trasmettono le loro frustrazioni a tanti militanti di sinistra, pardon centrosinistra, che si sforzano di autoconvincersi di aver commesso un sacco di errori e di essere stati inadeguati.
E' più consolante che ammettere di vivere in un Paese governato da una classe dirigente inqualificabile ben rappresentata da un signore che giustamente è stato definito caimano . Difficile ammettere ilruolo dell'incitrullimento televisivo delle masse perché di fronte a questo si è impotenti; allora è più consolatorio dire "è colpa nostra, la televisione non influisce, non sposta voti". Sposta le coscienze però.
Chi viene dalla Margherita poi è più fortunato: può dire "è colpa della sinsitra" ed elencare i vizi ancestrali della sinistra stessa, senza i quali certamente oggi non esisterebbe il fenomeno Berlusconi.
E' anche un segno di stanchezza, di resa incondizionata.
Così, dicono, si perde perché l'opinione pubblica non ci segue essendo notoriamente presa da benaltri problemi. Sarà così, ma io penso che nelle condizioni che si sono determinate, che non sono da tempo quelle di un paese a democrazia liberale, perderemmo comunque, e allora preferisco perdere con le mie idee difendendo i principi in cui credo. E difendendo la verità sia pure relativa come si addice a chi crede nella ragione.


Una parte maggioritaria dell'opinione pubblica credo tolleri Berlusconi perché comunque riesce a governare e questo è il punto.
E' la prima cosa che dovremmo dimostrare e ti piaccia o no questo non è possibile con la sinistra radicale.

Il PD questo deve dimostrare. Poi se si vuole fare testimonianza tanto di cappello ma in democrazia contano i voti e chi ne prende di più governa.
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda pinopic1 il 18/06/2008, 22:00

matthelm ha scritto:Una parte maggioritaria dell'opinione pubblica credo tolleri Berlusconi perché comunque riesce a governare e questo è il punto.
E' la prima cosa che dovremmo dimostrare e ti piaccia o no questo non è possibile con la sinistra radicale.

Il PD questo deve dimostrare. Poi se si vuole fare testimonianza tanto di cappello ma in democrazia contano i voti e chi ne prende di più governa.


Mi aspettavo il riferimento alla sinistra radicale (della quale mi importrebbe assai poco se non fosse perché la sua assenza dal Parlamento ha indebolito l'opposizione). Quando io uso l'espressione "sinistra" non mi riferisco alla sinistra radicale ma a quella cosa che in GB chiamano LEFT con riferimento al Labour party, e in altre lingue con riferimento a partiti socialdemocratici. Ti piaccia o no il PD è formato per due terzi da persone (esponenti ed elettori) che fino a pochi mesi fa si definivano "sinistra" e anche "socialista".
Ma non è questo il punto. Io sostengo che ormai dare la colpa ai vizi della sinistra, quindi a noi stessi, è un segno di impotenza, un moto autoconsolatorio. Forse un modo per continuare a sperare, perché se basta cambiare noi stessi per cambiare la realtà ce la possiamo fare. Magari seguendo i consigli disinteressati di Bonaiuti.
Non c'è nessun bisogno di demonizzare Berlusconi, si demonizza benissimo da solo.
E se invece stiamo ai fatti? Come ci si oppone a provvedimenti e metodi come quelli ai quali assistiamo? E se facciamo l'opposizione dolce la gente ci vota? E perché dovrebbe?
E poi conta il consenso tout court o la qualità del consenso? Dobbiamo cercare il consenso demonizzando i Rom invece di Berlusconi? E poi cosa ce ne facciamo del consenso ottenuto demonizzando i Rom? Lo so che è più popolare, ma cosa ci serve? Che ci stiamo a fare noi? Percè siamo democratici e non leghisti?

PS: E' appena finito uno speciale su Fabrizio De Andrè su RAISAT EXtra (Sky), c'era (vecchia registrazione) anche Mina.
"Un governo così grande da darti tutto quello che vuoi è anche abbastanza grande da toglierti tutto quello che hai" (Chiunque l'abbia detto per primo)
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda matthelm il 18/06/2008, 22:16

pinopic1 ha scritto:
matthelm ha scritto:Una parte maggioritaria dell'opinione pubblica credo tolleri Berlusconi perché comunque riesce a governare e questo è il punto.
E' la prima cosa che dovremmo dimostrare e ti piaccia o no questo non è possibile con la sinistra radicale.

Il PD questo deve dimostrare. Poi se si vuole fare testimonianza tanto di cappello ma in democrazia contano i voti e chi ne prende di più governa.


Mi aspettavo il riferimento alla sinistra radicale (della quale mi importrebbe assai poco se non fosse perché la sua assenza dal Parlamento ha indebolito l'opposizione). Quando io uso l'espressione "sinistra" non mi riferisco alla sinistra radicale ma a quella cosa che in GB chiamano LEFT con riferimento al Labour party, e in altre lingue con riferimento a partiti socialdemocratici. Ti piaccia o no il PD è formato per due terzi da persone (esponenti ed elettori) che fino a pochi mesi fa si definivano "sinistra" e anche "socialista".
Ma non è questo il punto. Io sostengo che ormai dare la colpa ai vizi della sinistra, quindi a noi stessi, è un segno di impotenza, un moto autoconsolatorio. Forse un modo per continuare a sperare, perché se basta cambiare noi stessi per cambiare la realtà ce la possiamo fare. Magari seguendo i consigli disinteressati di Bonaiuti.
Non c'è nessun bisogno di demonizzare Berlusconi, si demonizza benissimo da solo.
E se invece stiamo ai fatti? Come ci si oppone a provvedimenti e metodi come quelli ai quali assistiamo? E se facciamo l'opposizione dolce la gente ci vota? E perché dovrebbe?
E poi conta il consenso tout court o la qualità del consenso? Dobbiamo cercare il consenso demonizzando i Rom invece di Berlusconi? E poi cosa ce ne facciamo del consenso ottenuto demonizzando i Rom? Lo so che è più popolare, ma cosa ci serve? Che ci stiamo a fare noi? Percè siamo democratici e non leghisti?

PS: E' appena finito uno speciale su Fabrizio De Andrè su RAISAT EXtra (Sky), c'era (vecchia registrazione) anche Mina.


Dei vizi della sinistra radicale non è immune la sinistra, altrimenti non si chiamerebbe così. E’ la storia.
Se fai riferimento a Blair ci possiamo trovare concordi, ma ti sembra che la nostra sinistra ( da cui come logico non provengo) assomigli anche lontanamente a quella? Quando mai.

In democrazia contano i voti che si possono ottenere anche dicendo cose diverse da Berlusconi e l’abbiamo fatto.
Noi, tornando a prima, quando eravamo al governo ne abbiamo parlato, parlato parlato. Loro fanno i fatti, naturalmente a modo loro.

…a su De Andrè siamo perfettamente d’accordo. Un grandissimo.
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda pinopic1 il 18/06/2008, 22:26

Sono più d'accordo con Europa Quotidiano. (già organo ufficiale della margherita)

Un applauso da pedofili e stupratori

Sequestri, rapine, furti, associazioni a delinquere, stupri e violenze sessuali, aborti clandestini, usura, sfruttamento della prostituzione, omicidio colposo per medici e pirati della strada, traffico di rifiuti, bancarotta fraudolenta, frodi fiscali, violenze private, maltrattamenti in famiglia, corruzione, abuso d’ufficio, peculato, rivelazioni di segreto d’ufficio, intercettazioni illecite, reati informatici, detenzione di materiale pedopornografico, molestie, t r u f f e , adulterazione di cibi, incendi dolosi, detenzione abusiva di armi.
Questa dunque è la criminalità minore che da ieri va in frigorifero.
Processi sospesi, un mare di carte per avvertire le parti in causa.
La resa definitiva della giustizia.
Abbiamo passato anni a polemizzare a sinistra contro una concezione aristocratica secondo la quale l’unico allarme sociale veniva dal grande crimine organizzato.
Il resto non contava. Il resto è il 90 per cento delle cause pendenti davanti ai tribunali. La quotidianità di ogni cittadino, fortunato certo perché non è nel mirino dei camorristi o di al Qaeda. Ma non per questo più sereno.
Colpisce, in questo elenco di reati che ora per Berlusconi e la destra diventano minori, l’evocazione di tutti gli eventi drammatici degli ultimi tempi. Le stragi dei pirati della strada. I pazienti morti sotto i ferri criminali. Le rapine in villa. Le prostitute per strada. Lo spionaggio telefonico illegale (che tanto allarma lo stesso Berlusconi se invece è legale e ordinato da un magistrato). Il traffico di materiale pedopornografico. Le botte in famiglia. Gli incendi dolosi.
Ci preoccupiamo che la fine del dialogo schiacci il Pd sull’oltranzismo di sinistra? Ecco l’antidoto: impugnare finalmente la bandiera della sicurezza che la destra lascia cadere nel fango degli interessi privati. Si facciano sentire i sindaci sceriffi.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Osservazione personale: la destra non vuole la sicurezza, se no poi i voti come li prende? Alla destra guidata da Berlusconi basta demonizzare Rom, clandestini e aspiranti suicidi sulle carrette del mare. Più ce ne sono meglio è, prima delle elezioni. Dopo le elezioni basta non parlarne in TV e sui giornali del network padan berlusconiano.
Occhio non vede, cuore non duole.
Ora voglio sapere da voi: questa ulteriore indecenza istituzionale come facciamo a portarla a conoscenza dell'opinione pubblica senza dire che è una indecenza utile a Berlusconi? Così non si rischia di demonizzarlo? E allora che fare? Famo finta de gnente?
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda pinopic1 il 18/06/2008, 23:29

matthelm ha scritto:
pinopic1 ha scritto:
matthelm ha scritto:Una parte maggioritaria dell'opinione pubblica credo tolleri Berlusconi perché comunque riesce a governare e questo è il punto.
E' la prima cosa che dovremmo dimostrare e ti piaccia o no questo non è possibile con la sinistra radicale.

Il PD questo deve dimostrare. Poi se si vuole fare testimonianza tanto di cappello ma in democrazia contano i voti e chi ne prende di più governa.


Mi aspettavo il riferimento alla sinistra radicale (della quale mi importrebbe assai poco se non fosse perché la sua assenza dal Parlamento ha indebolito l'opposizione). Quando io uso l'espressione "sinistra" non mi riferisco alla sinistra radicale ma a quella cosa che in GB chiamano LEFT con riferimento al Labour party, e in altre lingue con riferimento a partiti socialdemocratici. Ti piaccia o no il PD è formato per due terzi da persone (esponenti ed elettori) che fino a pochi mesi fa si definivano "sinistra" e anche "socialista".
Ma non è questo il punto. Io sostengo che ormai dare la colpa ai vizi della sinistra, quindi a noi stessi, è un segno di impotenza, un moto autoconsolatorio. Forse un modo per continuare a sperare, perché se basta cambiare noi stessi per cambiare la realtà ce la possiamo fare. Magari seguendo i consigli disinteressati di Bonaiuti.
Non c'è nessun bisogno di demonizzare Berlusconi, si demonizza benissimo da solo.
E se invece stiamo ai fatti? Come ci si oppone a provvedimenti e metodi come quelli ai quali assistiamo? E se facciamo l'opposizione dolce la gente ci vota? E perché dovrebbe?
E poi conta il consenso tout court o la qualità del consenso? Dobbiamo cercare il consenso demonizzando i Rom invece di Berlusconi? E poi cosa ce ne facciamo del consenso ottenuto demonizzando i Rom? Lo so che è più popolare, ma cosa ci serve? Che ci stiamo a fare noi? Percè siamo democratici e non leghisti?

PS: E' appena finito uno speciale su Fabrizio De Andrè su RAISAT EXtra (Sky), c'era (vecchia registrazione) anche Mina.


Dei vizi della sinistra radicale non è immune la sinistra, altrimenti non si chiamerebbe così. E’ la storia.
Se fai riferimento a Blair ci possiamo trovare concordi, ma ti sembra che la nostra sinistra ( da cui come logico non provengo) assomigli anche lontanamente a quella? Quando mai.

In democrazia contano i voti che si possono ottenere anche dicendo cose diverse da Berlusconi e l’abbiamo fatto.
Noi, tornando a prima, quando eravamo al governo ne abbiamo parlato, parlato parlato. Loro fanno i fatti, naturalmente a modo loro.

…a su De Andrè siamo perfettamente d’accordo. Un grandissimo.


Mi riferivo alla sinistra europea in generale e alla sinistra riformista italiana. A Blair ma non solo, al partito laburista che non è solo Blair e non sempre è stato Blair e ai socialdemocratici e liberalsocialisti europei. Vizi ne abbiamo tutti, poi ognuno ha il suo modo di giudicare se una cosa è un vizio oppure una virtù.
Quello che io critico, lo ripeto ancora, è il cercare dalla nostra parte le cause della situazione attuale del nostro Paese perché, questo è importante, mi sembra un modo per consolarsi e rinunciare alla lotta.
Blair o non Blair non c'è dubbio che in nessun Paese europeo esiste una situazione di degrado della democrazia come nel nostro Paese. Da nessuna parte esiste un fenomeno paragonabile al berlusconismo. Quindi avremo pure delle colpe, la sinistra radicale molte di più, ma obiettivamente se fossimo come in Danimarca o Svezia potremmo vivere beatamente anche con gli errori della SR e i vizi presunti della sinistra.


Anche Ricolfi ci ha ripensato dopo pochi giorni

A carte scoperte

LUCA RICOLFI

Peccato. Era probabilmente ingenuo sperarci, ma in molti ci eravamo augurati che fosse iniziata una nuova stagione politica. Forse non una stagione esaltante, di concordia nazionale e di rinascita dell’Italia, ma almeno una stagione di proposte ragionevoli e costruttive. Una stagione in cui i politici, pur continuando a litigare fra loro, si occupassero anche un po’ di alcune cose che stanno a cuore a noi: sicurezza, tenore di vita, servizi sociali.

Dopotutto molte delle cose che in questi mesi il centro-destra ha fatto o si accinge a fare erano copiate dall’opposizione.

Il pacchetto sicurezza riprendeva molte misure volute da Giuliano Amato, l’aliquota fissa sugli affitti ripropone un’idea cara a Rutelli e alla Margherita, la riforma dei servizi pubblici locali dovrebbe seguire il tracciato del disegno di legge Lanzillotta. Insomma, per molti versi il governo Berlusconi stava facendo le stesse cose che avrebbe voluto fare il Pd, e che il Pd non fece solo per non litigare con Rifondazione comunista.

E invece no. Ora torneremo allo scontro e alla diffidenza, perché Berlusconi ha scoperto le carte e nessuno dei suoi osa fiatare. Che cosa ci dicono le carte che ora si vanno scoprendo una dopo l’altra? La prima carta ci rivela che la priorità delle priorità di Berlusconi è proteggere se stesso. Emendamento «salva Rete 4», limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un’idea del futuro dell’Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura, ma quando si mette in movimento è del tutto incapace di separare l’interesse personale da quello del Paese. Come ha suggerito Vittorio Feltri ieri su Libero, sarebbe molto meglio che parlasse chiaro dei propri guai senza pretendere di ridisegnare istituzioni e regole solo per bloccare un singolo processo, quello che lo riguarda.

La seconda carta ci rivela che Berlusconi confonde sicurezza e legalità. Sia le norme sulle intercettazioni sia quelle sulla sospensione dei processi «minori» tendono a limitare l’azione di contrasto della criminalità ai soli reati considerati di forte «allarme sociale», e allentano la presa su quelli che - non toccando direttamente il cittadino medio - suscitano minori ansie e paure. Rientrano tipicamente in questa categoria i reati ambientali, economici, finanziari, ossia i cosiddetti reati dei «colletti bianchi»: in poche parole i reati commessi da dirigenti, funzionari, impiegati, imprenditori, finanzieri, politici, ivi compresi - naturalmente - alcuni reati di cui è stato accusato Berlusconi.

Dettando alla magistratura le priorità sui reati da perseguire, e pretendendo di accantonare i procedimenti per reati di minore allarme sociale, il governo mostra che, ammesso che qualcosa gli importi della sicurezza, della legalità gli importa invece ben poco. Questo è un guaio, non tanto e non solo perché in troppi la faranno franca, ma perché se il Paese è ridotto nello stato in cui è dobbiamo dire grazie anche alla continua e spudorata violazione delle regole del vivere civile. Se ci fosse un po’ più di legalità, non avremmo ogni anno 80 miliardi di sprechi nella Pubblica Amministrazione e 100 miliardi di evasione fiscale. E magari sarebbe anche meno diffuso quel senso generale di ingiustizia, di iniquità e di impotenza che si è impadronito di tanti cittadini.

Ma c’è anche una terza carta che sta venendo allo scoperto. Il governo non solo se ne infischia della legalità, ma sembra curarsi ben poco della stessa sicurezza. Dalle maglie artificiosamente allargate per salvare i «colletti bianchi», oltre a vari reati finanziari stanno uscendo anche reati di forte allarme sociale. Succede così che, con le nuove norme, non possano più essere intercettati i soggetti sospettati «soltanto» di associazione per delinquere semplice, truffa, rapina. E rischiano di essere sospesi migliaia di procedimenti per reati predatori, come lo scippo o il furto.

Per non parlare dell’aspetto simbolico di questi provvedimenti. La sospensione per un anno (o per sempre?) dei processi minori di fatto funzionerà come un’amnistia mascherata, e nel frattempo manda un segnale opposto a quello che si intendeva inviare con il reato di clandestinità. Quanto a quest’ultimo, e più in generale alla minaccia di norme più severe contro gli irregolari, la loro credibilità resta minima perché non è accompagnata né da provvedimenti capaci di accelerare i processi né da stanziamenti adeguati in materia di edilizia carceraria.
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda Alì il 19/06/2008, 2:23

Non sono d'accordo con Ostellino per il semplice motivo che ci troviamo di fronte all'ennesimo svilimento delle istituzioni.
Il Parlamento viene sottomesso e la Costituzione svuotata dei suoi principi fondamentali.
Quali riforme fare con un governo ed una maggioranza che delle regole fanno carta straccia e usano le leggi a scopi di parte in ciò riducendo sottomessa anche quella Magistratura che dovrebbe essere invece autonoma?
E che dire della violazione dei diritti dei cittadini ad una libera informazione su qualsisais fatto e soprattutto su quelli che possano incidere più da vicino sulla formazione dell'opinione pubblica in ordine a chi svolge, comunque, una vita pubblica e a chi è sottoposto a procedimento penale, di cui non si deve parlare in assoluto?
E' mai possibile vietare le intercettazioni al di là di ogni ragionevolezza e del diritto di privacy per legare mani e piedi alle indagini e all'informazione? Di quale sicurezza si preoccupa questa maggioranza? Sta prendendo in giro gli italiani con annunci falsi e roboanti mentre, nei fatti, protegge la casta e i suoi amici (in affari).
Quali riforme istituzionali e costituzionali si possono così concordare?
No. Io penso che Berlusconi abbia voluto presentarsi con la maschera del mite, dell'uomo di stato, aperto al confronto, ben sapendo che invece si stava preparando a muovere all'attacco, di nuovo, delle istituzioni di cui si sente padrone e che, per virtù popolare, ritiene di gestire a suo piacimento, tanto l'acclamano ovunque egli vada.
Non ci sono margini per una dialogo in queste condizioni.
Berlusconi avrebbe potuto, in qualche modo, riscattarsi. Invece la sua natura e le sue preoccupazioni (che sono forti e giustificate dalla sua coscienza sporca) lo hanno indotto a ripetersi e in peggior modo, forte della maggioranza che, ahinoi, ha ottenuto.
Ostellino filosofeggia, come gli capita non di rado.
Alì
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda FRA il 19/06/2008, 3:39

Non credo che il bandolo della matassa sia in mano alla magistratura che spesso sembra una strumento in mano a chi ha la possibilità di "orientarla", accendendo riflettori su zone più o meno buie del Paese ed indicando "cose" sui cui l'azione della magistratura, in base alle leggi vigenti leggi, è obbligata ad agire. Penso alla nascita di Tangentopoli a Milano, penso alla questione Mastella/De Magistris. Ma penso ai magistrati che si tolgono la toga in diretta lasciando allibiti tutti coloro che sperano in un cambiamento. Penso anche a tutti i politici indagati, nessuno escluso.
Credo che il tema sollevato da Ostellino rientri tra le queste questioni rientrino tra quelle fondamentali che richiedono una larga condivisione in Parlamento (e non la divisione tra buoni e cattivi) e che vanno decise velocemente per dedicarsi finalmente ai reali problemi del Paese. A volte sembra quasi che un sottile tam tam faccia riflettere e parlare la gente su temi che dividono più che su temi che uniscono (questioni etiche, questioni morali, questioni di ingegneria costituzionale, ecc.) dirottando l'attenzione sui veri problemi irrisolti (giovani, casa, lavoro, scuola, sicurezza) che se continuano ad essere tali sono sì la premessa per una involuzione ancor più oligarchica di quanto non lo sia ora. Per cui il sostanziale invito al buon senso di Ostelino credo che vada sostanzialmente condiviso.
P.S. - Anche in un condominio su alcune questioni rilevanti non basta la maggioranza dei millesimi, ma occorre anche la maggioranza dei condomini...
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda erpolenta il 19/06/2008, 8:14

vorrei dire ad Ostellino che mi trova totalmente in disaccordo. Il mio problema di cittadino, con profilo civile e responsabile, è eliminare la casta per quello e come che si manifesta (comprenderà ci siamo demtro tutti). Vincere le elezioni è un dettaglio, per me, insignificante. Circa Berlusconi, per la mia coscienza e la mia spiritualità, non lo posso accettare,mi ha deformato il concetto di diritto, esaltando il concetto di violenza delinquenziale.Il suo ragionamento è tale che porta ad accettare la Mafia per il contributo che da all'economia (quale male necessario),mi sto attenendo ad affermazioni che fece a suo tempo l'On. Giulio Andreotti. Circa le rivoluzioni una sola può avere successo, ed è la crescita civile di un popolo. Caro Ostellino, inizi Lei ed il Corriere della Sera a togliersi i privilegi del finanziamento pubblico dell'editoria... vedrà che si cresce. Un saluto Dal Tio Antonio
erpolenta
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda Bob il 19/06/2008, 9:04

Se dovessi rispondere a Ostellino comincerei con il ringraziarlo.
Si', perche' dall'intero articolo emerge evidente una seria preoccupazione per la credibilita' dell'opposizione e per i destini elettorali del PD.
Stia tranquillo Ostellino, stia tranquillo.
Di pulsioni rivoluzionarie nell'opposizione non ce n'e' traccia. (A proposito, da osservatore attento, se trova tracce di "rivoluzionarismo" nell'azione del governo Prodi ce lo dica, lo scriva per favore. Muoio dalla voglia di leggerlo...)
E non si preoccupi neppure dei destini elettorali del PD.
Come si suol dire: le elezioni sappiamo perderle da soli.

Poi, con garbate parole, gli insinuerei il dubbio che se sul percorso verso riforme "condivise" c'e' un macigno insormontabile questo non stia di qua, ma stia ben evidente dall'altra parte.

Stia proprio li', in S.B. in persona: nel suo mostruoso conflitto di interessi, nel suo passato (e qui bisogna scegliere un aggettivo che escluda ogni sospetto di rivoluzionarismo verbale. Diciamo: problematico. Va bene cosi'?) Nel suo passato problematico.

Ricordiamo la Bicamerale? Ricordiamo quando e perche' tutto quanto fatto in 2 annni di lavoro e' finito nel cestino?

Dobbiamo onestamente riconoscere che oggi B. non ha perso tempo e non ci fara' perdere tempo.
Con tutte le carte in mano ha giocato subito l'asso di briscola.
Una serie interventi "inaccettabili" per qualsiasi opposizione democratica, in qualsiasi paese democratico, liberal-democratico, Ostellino, l i b e r a l-d e m o c r a ti c o.

E le riforme se le fara' da se' come voleva, come ha sempre voluto. (E il pensiero corre alla baita di Lorenzago)
Per fortuna corre anche alla saggezza, cosi' ben nascosta, della nostra gente che quelle riforme le ha cassate senza pieta'
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Re: L'opposizione responsabile

Messaggioda resistente il 19/06/2008, 10:12

Piero Ostellino pare vivere in un paese immaginario, dove le regole vengono fatte rispettare e dove l'informazione non è monopolizzata. Nel suo ragionamento non spende una parola sul caso, quasi non lo interessasse, ma si impegna invece sui comportamenti che il caso genera. E' un modo assai curioso di fare informazione confezionando "punti di vista" che in astratto possono essere condivisibili ma, ahinoi, dimenticandone il contesto.
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