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Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda flaviomob il 30/08/2013, 7:49

Rainews (in video) specifica che la decisione del parlamento britannico comprende anche l'ipotesi di una missione militare autorizzata dall'ONU: in ogni caso, l'intervento armato è bocciato dal voto dei deputati.


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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda franz il 30/08/2013, 8:32

Due reporter di Le Monde, clandestini in Siria, raccontano (in inglese e francese) la loro esperienza diretta con l'uso dei gas
http://www.lemonde.fr/proche-orient/art ... _3218.html
http://www.lemonde.fr/proche-orient/art ... _3218.html

Il rapporto di medici senza Frontiere: http://www.msf.org.uk/article/syria-tho ... ported-msf

Quello che è certo è che sono stati usati agenti chimici neurotossici. In passato piccole quantità sono state usate da entrambe le parti ma qui il volume è drammaticamente diverso. Naturalmente un attacco col gas va condotto a distanza quindi si usano proiettili, o sparati da terra o lanciati da un aereo.
Da quello che ho inteso leggendo qua e la, una cosa è lanciare un proiettile tramite un mortaio (gittata tra 1000 e 3000 metri) e contaminare una piccola zona. Questo è alla portata di esercito e ribelli.
Tuttavia la vastità della zona colpita ed il numero di casi (migliaia) indicano che si è trattato di un attacco massiccio e qui è molto piu' credibile che a farlo sul piano operativo sia stato l'esercito regolare piuttosto che piccoli gruppi di ribelli. Ma è solo un indizio logico. Le prove, le canne fumanti, non si troveranno forse mai.

Visto che in questo modo il vero colpevole difficilmente verà identificato e punito e stante le oggettive problemaciticità di un attacco americano, il risultato piu' probabile sarà l'impunità e che chi è impunito continuerà ad usare gas tossici.

Forse la cosa da fare piu' rapidamente sarebbe inviare sul posto milioni di kit anti sarin, medicinali, anche se senza una preparazione precisa nessuno credo sia in grado di iniettarsi da solo l'antidoto in tempo utile. Inoltre per quanto ricordo su quelli in uso negli anni 80, se ti iniettavi l'antidoto (principalmente atropina) ma l'attacco dei gas era un falso allarme, ci sono danni collaterali gravi.
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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda franz il 30/08/2013, 11:42

Leggo delle prime manifestazioni di pacifisti contro l'intervento in Siria.
Francamente sono sconcertato. So che molto probabilmente innescherò una forte polemica ma non posso tacere sul fatto che dal 15 marzo 2011 ad oggi le vittime del conflitto interno siriano sono secondo ONU 100'911 (mentre per dare una dimensione in 13 anni dal 2000, dalla prima intifada, le vittime del conflitto israelo palestinese di entrambe le parti sono state 4'093) e che malgrado questa carneficina in siria i pacifisti non si sono fatti vivi. Siamo di fronte ad un massacro (per non parlare dei profughi) con una escalation che vede ora anche l'impiego di agenti chimici. Nulla. Certo le ong denunciano e noi ne discutiamo ma manifestazioni di piazza, quelle no.

Si vedono oggi di fronte alla minaccia USA e UK di intervento.
Mi sembrano pacifisti a senso unico.
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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda flaviomob il 30/08/2013, 12:19

In Siria c'è una guerra civile.

http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_siriana

Come potrebbero manifestare delle persone? Pro o contro una fazione? E' chiaro che le manifestazioni in occidente possono solo condizionare le decisioni dei governi occidentali.
La questione dell'utilizzo di gas tossici, o di armi chimiche in generale, è un tasto dolente dopo che USA e GB hanno gravissimi precedenti di azioni militari in larga scala intraprese con prove false o costruite, con pure e semplici menzogne.
Come ci si può fidare ancora di costoro?


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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda franz il 30/08/2013, 13:07

flaviomob ha scritto:In Siria c'è una guerra civile.

http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_siriana

Come potrebbero manifestare delle persone?

Mah, veramente se si vuole si manifesta anche per un peto nell'Artico.
Mi sembra una scusa bella e buona.
Poi sulla crdibilità mi pare che quella di Obama sia superiore a quella di Assad.
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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda flaviomob il 30/08/2013, 13:18

Io credo che in un teatro di guerra civile ci si possa solo impegnare in difesa dei diritti umani, dei rifugiati, dei feriti.
Poi politicamente ognuno esprime come la pensa. Il parlamento britannico lo ha fatto in maniera inequivocabile: il rifiuto della guerra non è affatto l'accettazione dell'uso di armi chimiche. L'ONU deve fare il suo dovere.

Se invece prevale la logica dello schierarsi ad ogni costo, beh i talebani si sono appena schierati contro Assad...

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore ... io/4372590


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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda franz il 30/08/2013, 14:48

flaviomob ha scritto:L'ONU deve fare il suo dovere.

Se invece prevale la logica dello schierarsi ad ogni costo, beh i talebani si sono appena schierati contro Assad...

L'ONU il suo dovere non lo farà, per i noti veti russi e cinesi.
Quanto a chi si schiera invece per Assad, una piccola sorpresa http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06 ... ad/624468/
Non so se guardare chi si schiera da una parte o dall'altra sia cosa intelligente o pure perdita di tempo.
Forse è meglio ragionare con la nostra testa.
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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda franz il 31/08/2013, 16:39

Satelliti e social network, così i Servizi hanno trovato le “pistole fumanti
LAPRESSE

Intercettazioni di comunicazioni militari, immagini satellitari, video girati in loco e testimonianze dirette raccolte grazie ai social network sono alla base del documento di quattro pagine con cui l’amministrazione Obama ha reso pubbliche le prove a carico del regime di Bashar Assad sull’uso, il 21 agosto, delle armi chimiche nei quartieri Est di Damasco ricostruendo un attacco realizzato con il ricorso anche al gas sarin, protrattosi per circa quattro ore, messo a segno con il lancio di razzi e proiettili di artiglieria, e costato la vita ad almeno 1429 civili, inclusi 426 bambini.

La decisione
La scelta dell’attacco non è stata casuale. Il regime siriano «è impegnato nel tentativo di espellere le forze dell’opposizione dai sobborghi di Damasco perché consentono di lanciare attacchi contro gli obiettivi del regime nella capitale» ma «l’uso di tutte le armi convenzionali a disposizione non è riuscito nell’intento» e dunque «hanno deciso di usare le armi chimiche il 21 agosto» per colpire «dodici aree» nel Guthah orientale. A realizzare l’azione è stato il personale del «Centro di studi e ricerche scientifiche siriano» che gestisce le armi chimiche e dipende dal ministero della Difesa ma «il primo responsabile è il presidente Bashar Assad».

La preparazione
Il personale siriano è stato osservato dall’intelligence mentre «preparava le munizioni chimiche prima dell’attacco». Nei «tre giorni precedenti» al 21 agosto sono stati raccolte testimonianze «umane, segnaletiche e geospaziali che rivelano la preparazione delle armi». Il personale siriano «ha operato dai sobborghi di Adra, da domenica 18 agosto fino alla mattina di mercoledì 21 agosto, vicino ad un’area che il regime adopera per mischiare armi chimiche differenti, incluso il sarin». Il 21 agosto le forze siriane si sono apprestate a lanciare i gas «indossando maschere anti-gas» al fine di proteggersi. Nei giorni precedenti all’operazione «l’intelligence non ha osservato preparativi di attacco chimico da parte dell’opposizione».

L’attacco
I 12 quartieri a Est di Damasco «sono stati attaccati con razzi e colpi di artiglieria sin dalle prime ore del mattino del 21 agosto». Sono stati «i satelliti a osservare che gli attacchi sono partiti da aree controllate dal governo, diretti verso Kafr Batna, Jawbar, Ayn Tarma, Darayya e Muaddamiyah» ovvero quartieri in mano all’opposizione. In particolare «sono stati osservati lanci di razzi da aree controllate dal regime a partire da circa 90 minuti prima dell’inizio delle denunce sui social media». Fonti locali affermano che l’attacco «è iniziato alle 2.30 del mattino ed è continuato per quattro ore».

Le vittime
Gli ospedali di Damasco «hanno accolto circa 3600 pazienti con i sintomi dell’esposizione a gas nervino nell’arco di appena tre ore». Personale medico «siriano e internazionale presente sul terreno» ha confermato «l’esposizione di massa al gas nervino» che ha provocato «la morte di 1429 persone, inclusi almeno 426 bambini». Vi sono «circa cento video», girati in loco e in gran parte diffusi attraverso i social network, «che mostrano un gran numero di vittime con i segni evidenti dell’esposizione al gas nervino».

Le intercettazioni
L’intelligence americana ha «intercettato comunicazioni da parte di un alto funzionario ben al corrente dell’offensiva nelle quali si conferma che le armi chimiche sono state adoperate il 21 agosto, esprimendo anche timore che gli ispettori Onu possano ottenerne le prove». Ulteriori intercettazioni provano che «nel pomeriggio del 21 agosto il personale siriano ha avuto l’ordine di cessare l’attacco con i gas» e «al tempo stesso il regime ha intensificato il bombardamento di artiglieria verso i quartieri che erano stati colpiti con le armi chimiche». Nelle 24 ore seguenti l’attacco «il ritmo dei colpi dell’artiglieria su questi quartieri è stato di quattro volte superiore a quello registrato nei dieci giorni precedenti». L’artiglieria ha continuato a colpire «fino al 26 agosto» al fine di cancellare le prove del lancio dei gas.

I precedenti
Non è la prima volta che le forze siriane usano i gas contro i civili: «Lo hanno fatto più volte su scala ridotta lo scorso anno, anche nei sobborghi di Damasco».

http://www.lastampa.it/2013/08/31/ester ... agina.html
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La Siria esulta: "Fermata l'aggressione"

Messaggioda franz il 01/09/2013, 11:32

La Siria esulta: "Fermata l'aggressione
gli Usa si espongono al sarcasmo"



Siria: nostra fermezza sventato aggressione
"Gli Usa ormai si espongono a sarcasmo"

Il vice premier siriano Qadri Jamil fa lo sbruffone: merito di Damasco se gli Stati Uniti non attaccano e prende in giro Washington. La stampa di regime: è "l'inizio della storica ritirata americana". "Delusa" l'opposizione. Il Senato americano voterà l'intervento entro il 15 settembre. Francia: "Non agiremo da soli"

E' stata la determinazione della Siria a rispondere ad un attacco americano "a sventare l'aggressione". Lo afferma oggi il vice premier Qadri Jamil, che prende il giro l'avversario americano: l'atteggiamento dell'amministrazione Usa su un possibile attacco in Siria "è diventato ormai oggetto di sarcasmo da parte di tutti"

"Rimaniamo con il dito sul grilletto", ha aggiunto Jamil, sottolineando che la Siria continua ad avere "grande fiducia nei suoi alleati" e che la risposta ad un attacco potrebbe colpire ovunque.

Anche la stampa siriana festeggia. Il giornale governativo Al-Thawra scrive oggi in un editoriale che la decisione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama di cercare l'approvazione del Congresso prima di un intervento militare in Siria segna "l'inizio della storica ritirata americana". Nell'editoriale, in prima pagina, si legge che la riluttanza di Obama a condurre attacchi contro la Siria deriva dalla sua "sensazione di sconfitta implicita e dalla scomparsa dei suoi alleati". Il quotidiano scrive anche che le preoccupazioni del presidente degli Stati Uniti che un intervento limitato diventi "una guerra aperta lo hanno spinto a chiedere il consenso del Congresso".

Sull'altro fronte è "delusa" l'opposizione siriana. "Abbiamo provato un senso di delusione", ha detto Samir Nashar, membro del direttivo della Coalizione nazionale siriana. "Ci aspettavamo un attacco diretto ed imminente... ma pensiamo che il Congresso approverà i raid", ha concluso.

Intanto a Washington, dopo il discorso di ieri del presidente Obama, la Casa Bianca ha richiesto formalmente al Congresso degli Stati Uniti l'autorizzazione per condurre attacchi militari in Siria. Il Senato voterà sulla risoluzione entro il 15 settembre, secondo il capo della maggioranza democratica nella Camera alta, Harry Reid.

Nella bozza di risoluzione, si spiega che il sostegno di Capitol Hill all'operazione "invierebbe un chiaro segnale della determinazione americana". "L'obiettivo dell'uso della forza da parte degli Stati Uniti con questa autorizzazione dovrebbe essere quello di scoraggiare, bloccare impedire e limitare il potenziale per un futuro impiego di armi chimiche o di altre armi di sterminio", si legge nel testo della risoluzione.

Reid ha spiegato che anche se il Congresso riprenderà i lavori solo il 9 settembre, già dalla settimana prossima il Senato avvierà audizioni e briefing top secret con i vertici dell'Amministrazione. In questo modo potrà votare sulla risoluzione entro la fine della prima settimana di ripresa dei lavori, il 15 settembre. Il leader democratico ha detto di ritenere "un uso limitato" della forza contro il regime di Bashar al-Assad "giustificato e necessario" alla luce delle "atrocità" commesse con l'attacco con armi chimiche del 21 agosto.

Sul fronte degli alleati, interviene la Francia. Parigi non agirà da sola in Siria, ma attenderà una decisione degli Usa, dopo il dibattito al Congresso. Lo ha detto il ministro dell'Interno Manuel Valls a radio Europe 1. "Abbiamo bisogno di una coalizione", ha aggiunto. Il premier Jean-Marc Ayrault ha in programma domani un incontro con principali esponenti parlamentari e dell'opposizione per discutere.

http://www.repubblica.it/esteri/2013/09 ... ref=HREA-1
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Re: Caos Siria, Obama rompe gli indugi

Messaggioda trilogy il 02/09/2013, 7:38

Sotto dettatura dell'Intelligence

29 agosto 2013 di Vittorio Zambardino

Sono sempre stato un interventista. Ho sempre pensato che contro i dittatori e torturatori si dovesse prendere partito, nonostante i costi umani di ogni azione del genere. Ma adesso no. E non solo perché i regime change non hanno prodotto i risultati sperati. Ma perché parto da quello che è successo in questi anni all'informazione per come la si intende nei paesi liberi.

Continuiamo (continuano) a informare sotto dettatura dell'intelligence. Questa volta francese. Questa volta particolarmente rozza, addirittura con i video di YouTube. Ma fra l'Iraq e oggi c'è l'inchiesta di Peppe D'Avanzo e Carlo Bonini sull'uranio nigerino, che mise a nudo la truffa informativa dietro la seconda guerra in Iraq. C'è l'accertamento, non ideologico, di quella catena di "fabrication" che dal lavoro delle spie porta alle redazioni dei giornali e dei media. E non è che possiamo restar sempre crociati che giustificano qualsiasi manipolazione perché "wrong or right my side". Attraverso quel modo di scrivere sotto dettatura, siamo arrivati (sono arrivati) a giustificare la galera a Manning e Snowden.

Io sono un quasi vecchio che strimpella sul computer da casa sua. Un grano di polvere del mondo. Ma da questo granello di polvere, metto il mio no. Odio Assad, ma questa non mi sembra una buona ragione per farsi manipolare da chi ha già distrutto l'informazione libera dell'occidente pensando il proprio ruolo come "pezzo di un sistema". Il giornalismo non è un ingranaggio.
fonte: http://blog.wired.it/zambardino/2013/08/29/no.html
non c'è nulla di "smart" nel cosiddetto "smart working , chiamiamolo lavoro a distanza.
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