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Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Discussioni e proposte, prospettive e strategie per il Paese

Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda franz il 06/08/2020, 8:25

Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”. I big M5S contro Catalfo
Scontro sulla proroga, arriva lo strappo dei sindacati. Dubbi in casa Pd. Malumori dei grillini sulla ministra

Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”. I big M5S contro Catalfo
ILARIO LOMBARDO
PUBBLICATO IL
06 Agosto 2020

ROMA. Alla fine di una giornata di liti e di mediazioni tentate e fallite, Giuseppe Conte si è trovato di fronte a due note. Una, arrivata al mattino, dei sindacati che minacciano lo sciopero generale se il governo non dovesse prorogare il divieto di licenziamenti fino al 31 dicembre. L’altra, giunta in serata, di Confindustria, che avverte il premier sui rischi di «pietrificare l’intera economia allo stato del lockdown» se dovesse capitolare di fronte alle richieste di Cgil, Cisl e Uil. Una soluzione semplice non c’è, anche perché nella maggioranza ci sono fratture scomposte, anche dentro i partiti, alle prese con ansie elettorali e timori di perdere blocchi sociali di riferimento.È evidente a tutti, a Conte per primo, che la scelta è tra due visioni dell’economia. La serata di trattative si spinge troppo oltre e il Consiglio dei ministri che deve varare il decreto Agosto, contenente la norma sui licenziamenti, previsto per oggi, slitta a domani sera o a sabato.

Eppure la questione sembrava risolta, con un compromesso abbastanza semplice: la proroga del divieto di licenziamento sarebbe arrivata fino al 15 ottobre, quando virtualmente finirebbe lo stato di emergenza. I capidelegazione, i rappresentanti dei partiti di maggioranza e Conte si erano lasciati martedì sera, con la promessa di rivedersi al mattino per ratificare un accordo che avrebbe lasciato qualche mugugno ma che tutto sommato appariva come l’unico possibile, nonostante la massima contrarietà della ministra grillina del Lavoro Nunzia Catalfo, quasi per nulla assecondata dai colleghi di Movimento. Una distanza che, riferiscono diverse fonti, sembra giustificare agli occhi di non pochi 5 Stelle di governo l’esigenza di sostituire Catalfo se si arrivasse al rimpasto. Mentre lei è schierata con i sindacati, a cui ha dato precise garanzie, altri ministri del M5S, il titolare dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli su tutti, ma anche Luigi Di Maio, invece si mostrano molto sensibili alle ragioni degli imprenditori e si allineano alle posizioni che in un primo momento sembrano maggioritarie anche nel Pd.

Al mattino però piomba, com’era prevedibile, l’ultimatum dei segretari di Cgil Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan, Pierpaolo Bombardieri, e la già fragilissima bozza di intesa viene travolta dai ripensamenti. Anche perché i sindacati esibiscono un’arma che terrorizza il Pd. Il 18 settembre, a due giorni dalle elezioni regionali, hanno già in programma un’iniziativa comune. «Che possa essere trasformata in uno sciopero generale dipenderà solo dalle scelte del governo e di Confindustria. Se il governo non prorogasse il blocco dei licenziamenti si assumerebbe tutta la responsabilità dello scontro sociale». Per il segretario dem Nicola Zingaretti, già angosciato dall’esito delle urne e dai contraccolpi sul suo destino personale, sarebbe la catastrofe.

Il Pd è lacerato, su questo e su altro. Ma anche nel M5S c’è chi sostiene che sarebbe una follia obbligare le imprese a tenere i lavoratori quando non ce la possono fare perché straziate dalla crisi. Solo Italia Viva di Matteo Renzi e Leu sono compatti: uno assolutamente contrario alla proroga, l’altro assolutamente favorevole. Ma alla fine la segreteria Pd, con il responsabile Lavoro Maro Miccoli, prende posizione accanto ai sindacati. Come compensazione, verrebbe in aiuto la linea di credito europea dello Sure: «Potrebbe essere a breve a disposizione, concedendo garanzie per le risorse sugli ammortizzatori sociali per tutto l’inverno». È l’ora di pranzo. Da qui in poi è l’impasse.

Conte convoca un vertice, che poi viene sospeso, in attesa di essere riconvocato in notturna. Il Cdm intanto viene spostato. Il premier chiede al ministro del Tesoro Roberto Gualtieri di essere aggiornato sulla possibilità di aumentare gli incentivi alle imprese per bilanciare l’eventuale proroga. Ogni ora conquistata diventa preziosa per la sua mediazione. Anche perché sul decreto Agosto ci sono altri nodi da sciogliere, per esempio sui contratti a tempo e la sospensione del Decreto Dignità. Ma soprattutto perché in serata arriva la controffensiva di Confindustria sui sindacati («inutile evocare lo sciopero generale») e al premier ricorda il documento inviato due settimane fa, contenente tutte le ragioni per le quali il divieto non avrebbe più ragione di essere: «Impedisce ristrutturazioni di impresa, investimenti e di conseguenza nuova occupazione». Dopo mesi di scontri, potrebbe finire la tregua siglata tra Conte e il presidente degli industriali Carlo Bonomi.

https://www.lastampa.it/economia/2020/0 ... 1.39163500


E voi come la pensate? Per quale visione dell'economia propendete?
Immagino che già sappiate come la penso io ma se ci sono dubbi, chiedete
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda franz il 06/08/2020, 9:53

A ribadire con forza la sua posizione anche Confindustria. "

Come abbiamo spiegato in un documento inviato al governo due settimane fa - afferma un comunicato -, se l'esecutivo intende ancora protrarre il divieto dei licenziamenti, il costo per lo Stato sarà pesante. Come correttamente osservato dall'OCSE e da numerosi economisti, il divieto per legge assunto in Italia - unico tra i grandi paesi avanzati- non ha più ragione di essere ora che bisogna progettare la ripresa. Esso infatti impedisce ristrutturazioni d'impresa, investimenti e di conseguenza nuova occupazione. Pietrifica l'intera economia allo stato del lockdown".

https://www.ansa.it/sito/notizie/econom ... 98fbc.html
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda pianogrande il 06/08/2020, 11:02

La discussione (e una precisa presa di posizione) su questo argomento ha sullo sfondo un elemento di disturbo piuttosto pesante.
Parliamo di quella forma di lavoro nero (tra le tante) costituita dalla cassa integrazione percepita da gente che comunque continua a lavorare.
Terribile pensare che lo stato debba pagare cifre aggiuntive a chi già evade le tasse e la conclusione che l'evasore è ladro due volte arriva sempre puntuale.
Questo dovrebbe essere argomento da tenere presente sia dagli imprenditori che dai sindacati (ognuno ha sue sue colpe).

Certo che, se fosse assente questo problema, saremmo un paese diverso e forse discuteremmo di altro.
Si potrebbe per esempio dire che il licenziamento è libero con una forma di sussidio alla disoccupazione non limitato nel tempo.
Questa forma di sussidio prenderebbe semplicemente il posto delle continue proroghe della cassa integrazione.

L'altro problema, da trattare assolutamente a viso aperto tra sindacati e imprenditori, rimarrebbe quello del licenziamento usato come arma di ricatto (o discriminazione o semplicemente economica per assumere gente a stipendio più basso etc.).
Insomma l'aspetto politico della faccenda; sempre troppo dimenticato.

E quindi licenziamenti con sussidio alla disoccupazione ma anche con qualche filtro che serva a non mettere il destino dei lavoratori in mano a decisioni a senso unico.

Come al solito, l'ON-OFF va bene solo per accendere e spegnere la luce.
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda trilogy il 06/08/2020, 12:43

pianogrande ha scritto:Terribile pensare che lo stato debba pagare cifre aggiuntive a chi già evade le tasse e la conclusione che l'evasore è ladro due volte arriva sempre puntuale.
Questo dovrebbe essere argomento da tenere presente sia dagli imprenditori che dai sindacati (ognuno ha sue sue colpe).


A guardare i premi (oltre allo stipendio) che si spartiscono all'Agenzia delle Entrate sembrerebbe che siano bravissimi, non si capisce dove sia il problema l'evasione. Alcuni di loro, solo di premi, percepiscono più di quello che guadagna un ingegnere informatico in una impresa privata. Finchè i lavoratori del privato non si ribelleranno in massa a questi privilegi da monarchia assoluta saremo solo schiavi dello Stato, non cittadini.

Premi: https://www.agenziaentrate.gov.it/porta ... d8203bcb15
non c'è nulla di "smart" nel cosiddetto "smart working , chiamiamolo lavoro a distanza.
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda pianogrande il 06/08/2020, 13:47

trilogy ha scritto:
pianogrande ha scritto:Terribile pensare che lo stato debba pagare cifre aggiuntive a chi già evade le tasse e la conclusione che l'evasore è ladro due volte arriva sempre puntuale.
Questo dovrebbe essere argomento da tenere presente sia dagli imprenditori che dai sindacati (ognuno ha sue sue colpe).


A guardare i premi (oltre allo stipendio) che si spartiscono all'Agenzia delle Entrate sembrerebbe che siano bravissimi, non si capisce dove sia il problema l'evasione. Alcuni di loro, solo di premi, percepiscono più di quello che guadagna un ingegnere informatico in una impresa privata. Finchè i lavoratori del privato non si ribelleranno in massa a questi privilegi da monarchia assoluta saremo solo schiavi dello Stato, non cittadini.

Premi: https://www.agenziaentrate.gov.it/porta ... d8203bcb15


I potenti si godono i privilegi.
E' abbastanza normale e mette corrotti e corruttori sullo stesso piano.

I cittadini non si ribellano in massa per un motivo alquanto squallido.
Quando possono, partecipano anche loro al magna magna e potremmo fare mille esempi.

La politica corrottissima a cui corrispondono cittadini onestissimi è una immagine buona per la demagogia.
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda franz il 07/08/2020, 8:56

pianogrande ha scritto: ...
L'altro problema, da trattare assolutamente a viso aperto tra sindacati e imprenditori, rimarrebbe quello del licenziamento usato come arma di ricatto (o discriminazione o semplicemente economica per assumere gente a stipendio più basso etc.).
Insomma l'aspetto politico della faccenda; sempre troppo dimenticato.

Giusto, come anche il resto.
Ma per quale motivo dover ricorrere addirittura al licenziamento per assumere lavoratori con uno stipendio più basso?
Direi solo perché abbiamo una resistenza psicologica (che i sindacati cavalcano alla grande) al fatto che lo stipendio possa diminuire. Lo stipendio può solo aumentare. Mai diminuire. Ma nel mercato le cose vanno diversamente.
Beni e servizi aumentano di prezzo ma anche calano. I generi alimentari sono un po' legati ai capricci del tempo ma anche altri prezzi (per esempio materie prime e prodotti petroliferi) variano di prezzo in entrambe le direzioni.
Siamo contenti quando il prezzo del TV che prima era 799.-- ora viene venduto a 599.-- (soprattutto se abbiamo aspettato :-) o quando cala il prezzo delle auto.
Esistono dinamiche dei prezzi di mercato che vanno in entrambe le direzioni ma stranamente nel mondo del lavoro no.
E questi sono i risultati. Ovviamente i datori di lavoro lo sanno e devono tenerne conto nel loro vincolo di bilancio. Se una parte del costo del lavoro (salario) è incomprimibile cercheranno altre strade. Per esempio riducendo il numero di lavoratori, alla ricerca di maggiore produttività. Ma anche qui i sindacati vigilano col risultato che la produttività langue e prima o poi l'azienda fallisce e licenzia tutti o si trasferisce all'estero.
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda pianogrande il 07/08/2020, 9:50

Va bene Franz.

Un'altra cosa "incomprimibile" è che gli imprenditori sono sempre dalla parte della ragione mentre i dipendenti e i sindacati sono lì a rovinargli la giornata.

Il rapporto di lavoro dipendente potrebbe anche prevedere uno stipendio variabile ma allora parliamo della comunistissima "partecipazione agli utili" ma allora anche presenza in consiglio di amministrazione e diritto di indirizzo e di voto piuttosto pesante ed ogni altra possibile facoltà di controllo e verifica.

Ma benissimo.

Se no e chissà perché, gli imprenditori si fanno vivi su questo fronte solo in senso negativo (vecchissima storia).

Teniamo comunque anche presente che se una massa di dipendenti non avesse la sicurezza dello stipendio la nostra società diventerebbe un'altra cosa.

Tutto è possibile meno che, appunto, il senso unico
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda franz il 07/08/2020, 15:37

In effetti i sistemi di compartecipazione agli utili (con premio annuale) sono molto interessanti.
Solo che i sindacati non lo vogliono, perché basati sul merito.
Bestemmia, per i sindacati rimasti al "mila-votcent-cifola" (scusate il dialetto dell'alta brianza).
Ho lavorato un paio di anni in una ditta che lo usava ed ho guadagnato una barca di soldi.
Probabilmente perché me li meritavo.

Tu dici: " chissà perché, gli imprenditori si fanno vivi su questo fronte solo in senso negativo (vecchissima storia)."

Penso di capire perché. Perché i sindacati vogliono essere inseriti nel sistema di compartecipazione, per deciderlo.
Per prima cosa per i sindacati "niente merito": se a fronte di 1'000 di premio collettivo devo dare di più a A perché ha meritato, allora devo dare di meno a B (che quindi ha meritato meno) e questo è incompatibile con la visione egualitaria, comunitaria (e comunista) della sinistra e del movimento cattolico.
Quindi è piu' che legittimo che gli imprenditori siano contrari a questa intrusione, soprattutto se colorata di ideologia come in italia (in Germania è diverso).

Imprenditori e sindacati hanno idee divergenti sullo "stipendio variabile" ma chi paga gli stipendi sono gli imprenditori, non i sindacati.

Per parafrasare Fassino, ... "i sindacati si facciano le loro aziende e poi vediamo cosa sono capaci di fare" :-)

Oh, magari ci riescono ma permettimi di essere dubbioso.
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda pianogrande il 07/08/2020, 17:18

franz ha scritto:In effetti i sistemi di compartecipazione agli utili (con premio annuale) sono molto interessanti.
Solo che i sindacati non lo vogliono, perché basati sul merito.
Bestemmia, per i sindacati rimasti al "mila-votcent-cifola" (scusate il dialetto dell'alta brianza).
Ho lavorato un paio di anni in una ditta che lo usava ed ho guadagnato una barca di soldi.
Probabilmente perché me li meritavo.

Tu dici: " chissà perché, gli imprenditori si fanno vivi su questo fronte solo in senso negativo (vecchissima storia)."

Penso di capire perché. Perché i sindacati vogliono essere inseriti nel sistema di compartecipazione, per deciderlo.
Per prima cosa per i sindacati "niente merito": se a fronte di 1'000 di premio collettivo devo dare di più a A perché ha meritato, allora devo dare di meno a B (che quindi ha meritato meno) e questo è incompatibile con la visione egualitaria, comunitaria (e comunista) della sinistra e del movimento cattolico.
Quindi è piu' che legittimo che gli imprenditori siano contrari a questa intrusione, soprattutto se colorata di ideologia come in italia (in Germania è diverso).

Imprenditori e sindacati hanno idee divergenti sullo "stipendio variabile" ma chi paga gli stipendi sono gli imprenditori, non i sindacati.

Per parafrasare Fassino, ... "i sindacati si facciano le loro aziende e poi vediamo cosa sono capaci di fare" :-)

Oh, magari ci riescono ma permettimi di essere dubbioso.


Uhm.
Chissà che un giorno non si riesca a fare squadra senza tante furberie.
Data la natura umana questo è impossibile (non siamo mica api o formiche).
Dovrebbe culturalmente passare il concetto di bene comune che, in fondo, dovrebbe essere la base dell'economia che richiede specialisti di vari campi che scambiano le loro prestazioni e questo perché se non per un maggior benessere di tutti?

Fa comunque bene sperarlo e ogni tanto qualche passettino...
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Re: Blocco dei licenziamenti: “Sarà sciopero generale”

Messaggioda pianogrande il 07/08/2020, 17:18

franz ha scritto:In effetti i sistemi di compartecipazione agli utili (con premio annuale) sono molto interessanti.
Solo che i sindacati non lo vogliono, perché basati sul merito.
Bestemmia, per i sindacati rimasti al "mila-votcent-cifola" (scusate il dialetto dell'alta brianza).
Ho lavorato un paio di anni in una ditta che lo usava ed ho guadagnato una barca di soldi.
Probabilmente perché me li meritavo.

Tu dici: " chissà perché, gli imprenditori si fanno vivi su questo fronte solo in senso negativo (vecchissima storia)."

Penso di capire perché. Perché i sindacati vogliono essere inseriti nel sistema di compartecipazione, per deciderlo.
Per prima cosa per i sindacati "niente merito": se a fronte di 1'000 di premio collettivo devo dare di più a A perché ha meritato, allora devo dare di meno a B (che quindi ha meritato meno) e questo è incompatibile con la visione egualitaria, comunitaria (e comunista) della sinistra e del movimento cattolico.
Quindi è piu' che legittimo che gli imprenditori siano contrari a questa intrusione, soprattutto se colorata di ideologia come in italia (in Germania è diverso).

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Per parafrasare Fassino, ... "i sindacati si facciano le loro aziende e poi vediamo cosa sono capaci di fare" :-)

Oh, magari ci riescono ma permettimi di essere dubbioso.


Uhm.
Chissà che un giorno non si riesca a fare squadra senza tante furberie.
Data la natura umana questo è impossibile (non siamo mica api o formiche).
Dovrebbe culturalmente passare il concetto di bene comune che, in fondo, dovrebbe essere la base dell'economia che richiede specialisti di vari campi che scambiano le loro prestazioni e questo perché se non per un maggior benessere di tutti?

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