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Il federalismo è fuori moda?

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Il federalismo è fuori moda?

Messaggioda franz il 31/05/2020, 14:53

Secondo alcuni lo è, e infatti pochi se lo filano sui media e sui social. :shock:

Discutendo di residuo fiscale italiano con l'amico Gianni Carboni, alla domanda "ma com'è il residuo fiscale in Svizzera?" sono un po' caduto dalle nuvole, perché il tema è totalmente assente dal dibattito elvetico. Il motivo è presto chiarito: il 64.4% dell'imposizione fiscale è locale. Sono imposte emesse localmente sulla base di leggi locali, non finanza centrale poi trasferita o condivisa.

Se andiamo poi a vedere le imposte sugli utili delle società e sui redditi delle persone fisiche, passiamo il 70% di imposte locali. Queste imposte finanziano la spesa locale che quindi è pareggiata. Il basso debito pubblico testimonia che non ci sono trucchi scaricati sulle prossime generazioni e la stabilità del Franco mostra che di notte non si stampano banconote a go-go per pagare la spesa pubblica.

Certo che ci sono anche prestazioni federali ma sono quasi sempre uguali ovunque e nessuno si lamenta delle poche eccezioni, in quanto hanno un oggettivo motivo d'essere.

Un particolare aspetto aggiuntivo (e poco noto) è che in sede di tassazione PF e PG le imposte vengono ripartite tra tutti i comuni ed i cantoni in cui la persona fisica o giuridica avesse fonti di reddito. In questo modo il gettito non va solo al cantone e al comune in cui risiede il contribuente ma viene suddiviso tra tutti in base a chiavi di riparto particolari. In questo video ho provato ad illustrarne un modello semplificato.

Ogni cantone ha la sua legge tributaria con le sue aliquote, le sue deduzioni. Ogni comune ha la sua pressione fiscale, che può essere anche molto diversa dal comune limitrofo.

Questa concorrenza fiscale interna è all'origine del successo svizzero e del fatto che la pressione fiscale italiana è prossima al 50% mentre quella svizzera è in media il 32%, con differenze interne anche del 50%. Eppure con ottimi servizi scolastici, universitari, in fatto di sanità, socialità, trasporti, protezione dell'ambiente e del cittadino.

Questa è la base per capire perché tante cose vanno male e sempre peggio in Italia. Voi datemi una mano a far circolare questo video (solo 37 minuti: mettete il like anche su YT) e ad alimentare il dibattito. Potete anche scaricare il foglio excel che ho preparato ma non dimentichiamo che "la mappa non è il territorio" e quindi di un modello è solo un metodo per riassumere al meglio una realtà ben più complessa.

Un grazie a "Sardegna In Prospettiva" https://www.facebook.com/sardegnainprospettiva/

https://www.youtube.com/watch?v=KJws970787M

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Nelle note al video YT trovate anche come scaricare il foglio di calcolo (semplificato) che ho usato durante le riprese.

Rimango sempre più convinto che il federalismo. anche se oggi è un tema che non "tira" e quindi non al centro del dibattito politico sui media e sui social, sia l'unica possibilità per l'Italia di uscire dalla palude e dal costante declino. Certo, non è facile intraprendere un percorso federalista ma cominciamo almeno a far conoscere le cose a chi non le sa.
E sono tantissimi. Questo è il principale problema del federalismo oggi: la non conoscenza.

Ma se avete domande, ci sono.
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Re: Il federalismo è fuori moda?

Messaggioda franz il 31/05/2020, 14:58

Questo video, che presenta un modello per forza di cose esemplificato (solo 37 minuti!) ma vero nella sostanza, è la base per capire come mai in Italia, nazione in cui addizionali e IRAP a parte le imposte sono uguali ovunque, per un'impresa o per una persona fisica non ci sia alcuna convenienza fiscale rilevante a risiedere in un luogo al posto di un altro.

Se una multinazionale volesse stabilirsi in Italia, la scelta sarebbe tra Milano e Roma solo per motivi prettamente logistici.
Cagliari o Enna? Non pervenuti.

Si va nei centri economici potenti in quanto essi sono già attrattori economici e quindi questi diventano sempre più ricchi. In quei centri si concentrano le attività a maggior valore aggiunto, ci sono elevati redditi, si pagano stipendi elevati e quindi conseguenza si pagano più contributi e imposte. E ci sono maggiori consumi e quindi gettito IVA.

Invece c'è costante fuga (di lavoro, aziende e persone) dalle regioni del Sud, che quindi rimangono con poco gettito IRPEF, IRES, IRAP e IVA.
E di conseguenza contributi previdenziali.

Tutti quelli che calcolano i cosiddetti (e "sedicenti") residui fiscali, altro non fanno che fotografare un sistema che per forza di cose premia chi è già forte e penalizza chi non lo è. Non a caso è il maggiore difetto (voluto) del centralismo, che nasce per sostenere un'egemonia economica.

In un sistema federale alla svizzera (che non è teorico ma molto concreto e che conosco bene avendo lavorato 10 anni nell'amministrazione cantonale, di cui 8 nella parte tributaria) invece il grosso (più del 70%) del gettito delle imposte dirette è locale e vede differenze di aliquote (carico fiscale totale) anche del 50% tra cantoni. Inoltre quello che è rilevante è che all'interno di un cantone ci possono essere differenze comunali di pressione fiscale anche qui dell'ordine del 50%. Questo vuol dire che tutti, spostandosi di pochi Km, possono ottenere importanti vantaggi fiscali.

Decidere dove situare un'impresa fa parte quindi della pianificazione fiscale interna. Anche le persone fisiche si spostano e pur lavorando in una determinata località considerano come sono messe le imposte nei comuni vicini. In Italia quasi 1 milione e mezzo di persone si spostano ogni anno ma non guardano alle imposte del comune in cui andranno o alla qualità dei servizi ricevuti. In Svizzera sì, e soprattutto le aziende.

Il risultato netto in Svizzera è una spinta di cantoni e comuni a fornire ottimi servizi al minor carico fiscale possibile. Un buon bilanciamento attira attività economiche e lavoro. Gli attrattori cambiano. Il Ct. Zugo, che era il più povero alla fine di WWII, ora è il secondo più ricco dopo Basilea Città (una ricca e piccola città stato che violerebbe le astruse raccomandazioni di chi giocando a Risico ipotizza che le regioni italiane dovrebbero avere un numero minimo di abitanti).

Alla fine possiamo prendere atto del carico fiscale totale tra Italia e Svizzera. Quasi il 50% da una parte e poco più del 31% dall'altro.

E sarete stupiti a vedere come andavano le cose nel 1988.

https://www.google.com/publicdata/explo ... &ind=false
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Re: Il federalismo è fuori moda?

Messaggioda franz il 20/06/2020, 11:04

Michele Boldrin e tale Franz Forti (lo conoscete?) discutono di federalismo.

In questo video si è parlato di federalismo e di strumenti per incentivare comportamenti di buon governo, con Michele Boldrin e Franz Forti.

Proseguiamo le riflessioni già avviate in precedenza, cercando di trattare il tema in modo più macro e più "accademico", grazie alla preziosa aggiunta di Michele nel dibattito, grande esperto in materia.

I nostri politici spesso sono incompetenti e incapaci, verissimo.
La nostra classe dirigente è a tratti ridicola, verissimo.
Però è sbagliato generalizzare, perché poi, nelle realtà concrete, si nascondono anche delle nicchie diverse, virtuose, e non così poco frequenti.

Se fossimo noi i politici, se fossimo noi il sindaco della città X, se fosse Michele il suo consigliere economico e Franz il project manager per l’informatizzazione delle procedure tributarie, giusto per fare un esempio sulla base delle loro competenze ed esperienze professionali, siamo davvero sicuri che riusciremmo a fare la differenza rispetto ai criticati politici attuali?

In generale, con competenze, morale ed onestà intellettuale, a parità di strumenti amministrativi (e non solo) attuali, si potrebbe davvero agire in modo positivo e, se sì, con quali leve? Con quali strumenti di governo?
In tal senso può il federalismo essere una chiave per cambiare?

In che modo poter avviare, concretamente e tecnicamente, un processo di avvicinamento ad una logica federalista? In quanto tempo e come?
Perché il federalismo ha perso fascino? Perché non è al centro di nessun programma di nessun partito? Perché è un tema che sembra completamente sparito dal dibattito salvo nicchie isolate?

https://www.youtube.com/watch?v=sh5LeJx0IH8&

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Re: Il federalismo è fuori moda?

Messaggioda franz il 20/06/2020, 18:15

Le mie riflessioni sul perché oggi la cosa pubblica sia gestita così diversamente, pur a parità di regole (uguali per tutti, da Livigno a Lampedusa) difficilmente potevano stare in un post su FaceBook, quindi ne ho fatto un documento che gentilmente Carlo Lottieri ha deciso di pubblicare su https://nuovacostituente.org/centralism ... napoleone/

Altri amici seguiranno e ve ne darò notizia
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Re: Il federalismo è fuori moda?

Messaggioda mauri il 21/06/2020, 21:56

notevole grazie mi si è aperto uno squarcio federalista nel cervello
mauri
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Re: Il federalismo è fuori moda?

Messaggioda franz il 23/06/2020, 7:37

mauri ha scritto:notevole grazie mi si è aperto uno squarcio federalista nel cervello
mauri

Dovrebbe aprirsi a tutti :-)

Qui lo stesso articolo ma con in più una mappa dell'Italia pre-unitaria
https://sardegnaprospettiva.wixsite.com ... ranz-forti
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