Ora l’Italia è più forte in Europa. Priorità: lavoro, crescita, sviluppo e solidarietà

Europee: Prodi, ora Italia ha piu’ voce in capitolo

(ASCA) – Milano, 28 maggio 2014 – ”Tutto sommato, adesso abbiamo un po’ piu’ di voce in capitolo. Se il governo italiano vuole proseguire nella via delle alleanze politiche, ha piu’ possibilita’ oggi che in passato”. Per l’ex premier, Romano Prodi, e’ il maggior peso dell’Italia nello scacchiere europeo il dato principale che emerge dalla tornata elettorale di domenica scorsa. ”Non sono sorpreso del risultato – ha aggiunto il professore parlando a Milano a un convegno promosso dall’Ispi – tutto e’ andato secondo le previsioni tranne l’Italia. Il vero dato e’ lo scarto impressionante che si e’ registrato tra previsoni e dati demoscopici. Si vede – ha ironizzato Prodi – che noi italiani siamo gli unici abituati a dire bugie a chi ci fa domande, e questo rende l’idea di quanto sia difficile governare questo paese”.


Europa: Prodi, grande coalizione attesa e logica

(AGI) – Milano, 28 maggio 2014 – Secondo l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, dopo il risultato delle elezioni europee di domenica, “la grande coalizione e’ attesa e logica“. Prodi sta intervenendo ad un dibattito sugli scenari che si prefigurano dopo le elezioni europee, a Milano e si e’ chiesto se “di fronte ad una minaccia dei partiti populisti ed euroscettici, la grande coalizione, attesa e logica, fara’ un passo avanti per evitare che raddoppino. O invece sara’ una commissione che tendera’ al piccolo compromesso quotidiano”.

Prodi ha aggiunto che la Germania “non ha interesse a cambiare e per questo occorre un blocco di Paesi che abbia una politica economica comune“. Le priorita’ che questa Europa dovra’ affrontare sono quelle relative al “problema del coordinamento fiscale e quelle della politica energetica comune”. Per Prodi, le priorita’, che pure esistono, di difesa e politica estera arriveranno “tra vent’anni.

Le priorita’ vere in politica, pero’, sono quelle che si possono fare realisticamente”. “Non so se Draghi sparera’ un colpo di bazooka, ma se lo facesse favorirebbe la ripresa”. Prodi, riferendosi alle politiche annunciate dal governatore della Bce, Mario Draghi, si e’ detto certo tuttavia che “la Bce fara’ di tutto per aiutare la ripresa economica dell’Europa”.

Governo: Prodi, Renzi piu’ forte dopo elezioni europee

(ASCA) – Milano, 28 maggio 2014 – Oggi ”Renzi ha piu’ spazio e piu’ forza, dopo le elezioni europee”. Ne e’ convinto l’ex premier Romano Prodi, intervenuto a Milano a un convegno promosso dall’Ispi. Secondo il professore, ”occorrera’ vedere cosa succedera’ in Parlamento che non e’ cambiato, ma certo Renzi oggi puo’ dire ‘se le cose non vi piacciono, il bastone in mano ce l’ho io”.

Europa, Prodi a Renzi: “Non serve picchiare i pugni, ma costruire maggioranze”

(Il Fatto Quotidiano) “I nostri interessi a Bruxelles sono chiarissimi: lavoro, crescita, sviluppo e solidarietà tra stati membri”. Così Romano Prodi a commento delle posizioni del premier italiano Matteo Renzi (“Cambiare l’Europa”), forte dei risultati elettorali che lo hanno premiato: “Il problema non è dire ‘qui comando io’, ma fare accordi con paesi che soffrono degli stessi problemi”. A chi poi gli ha chiesto se vede nuovi incarichi politici all’orizzonte, magari provando di nuovo la corsa al Quirinale, l’ex presidente della Commissione Ue risponde: “Sono ‘game over’ e, come vedete, preferisco fare il commentatore” di Fabio Abati

Prodi, dall’euro non si torna indietro “Ue decida se essere laboratorio o museo”

(ANSA) – Roma, 28 maggio 2014 – Con la creazione dell’euro “si è veramente superato lo stato nazionale”, ma “il problema è che è cambiata la politica, non l’idea dell’euro” e ora l’Europa deve decidere se essere “un laboratorio o un museo”. Così Romano Prodi in un’intervista su Treccani.it, online sul sito dell’Enciclopedia Italiana su Ansa.it.

Secondo Prodi “i grandi paesi sono diventati paurosi prima dell’immigrazione, poi dei cinesi, poi della crisi e dei partiti populisti. I leader, invece di fare come Kohl (‘voglio una Germania europea’), hanno inseguito i voti populisti. A questo punto è chiaro che la serietà è cominciata a venire meno” ed “è arrivata la crisi, che ha messo a nudo la mancanza di pilastri”.

“Ma adesso indietro non si torna”, è la convinzione dell’ex presidente del Consiglio, e bisogna “stabilire cooperazione di carattere economico, finanziario“. Ma questo “non è un problema tecnico, è un problema politico”. Dobbiamo essere noi “a decidere se saremo un laboratorio o un museo”, aggiunge Prodi, spiegando di non credere “nella dissoluzione dell’Europa” e sottolineando che “i paesi singolarmente presi non possono essere protagonisti del futuro”.


Bce: Prodi, quantitative easing favorirebbe ripresa europea

(ASCA) – Milano, 28 maggio 2014 – Il quantitative easing della Bce favorirebbe la ripresa europea. Questo, in sintesi, il pensiero espresso da Romano Prodi in vista della ‘mossa’ di Mario Draghi attesa la prossima settimana. ”Non so se Draghi sparera’ un colpo di bazuka ma se lo facesse favorirebbe la ripresa europea”, sono state la parole del professore ospitato oggi a un convegno in corso all’Ispi di Milano. ”Un messaggio di questo tipo – ha aggiunto Prodi – vorrebbe dire che la Bce fara’ di tutto per aiutare la ripresa economica europea”.

Quirinale: Prodi, per me Game Over, penso a nipotini

(ASCA) – Milano, 28 maggio 2014 – Anche di fronte a un passo indietro di Giorgio Napolitano prima della fine del settennato, Romano Prodi non intende farsi eleggere alla presidenza della Repubblica. Lo ha assicurato lo stesso professore al termine di un convegno promosso dall’Ispi di Milano. ”Ho ribadito piu’ volte che ‘the game is over’. Ho finito con il mio ruolo politico. Ora faccio il commentatore”. I ripetuti attestati di stima lanciati da Matteo Renzi nei suoi confronti ”non hanno importanza” secondo Prodi che ha messo in chiaro: ”Ognuno ha una visione della propria vita e delle proprie prospettive. Non sono piu’ un ragazzino, non devo piu’ pensare al potere ma ai miei nipotini”.

Europee: Prodi, sorpreso solo da italiani che mentono ai sondaggisti

(AdnKronos) “Non sono sorpreso dai risultati elettorali perchè è andato tutto secondo le previsioni ma sono sorpreso dal fatto che siamo gli unici a dire le bugie a chi fa indagini demoscopiche”. E’ quanto afferma l’ex premier Romano Prodi oggi a Milano per un convegno all’Ispi su ‘l’Europa che verrà: scenari dopo le elezioni’. “Siamo gli unici che dicono le bugie durante le indagini demoscopiche e questo -ha proseguito Prodi- rende bene l’idea della difficoltà di governare questo paese”.

Quanto ai risultati elettorali “era tutto previsto cosi’ come i problemi dell’Europa -ha aggiunto- e per questo si dovranno fare scelte difficili. Il voto britannico rende piu’ difficile la situazione verso i referendum per uscire dell’Unione e direi che questo è il messaggio piu’ importante di queste elezioni. La politica economica deve essere diversa da quella attuale -ha aggiunto- e la Germania non vuole. Serve quindi un blocco alternativo a loro adesso che abbiamo una voce in capitolo maggiore se il governo -ha concluso- vuole proseguire la via di una alleanza politica”.

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