LA PREGIUDIZIALE ANTIULIVISTA

Promemoria per gli "smemorati"

Perché ritornare ancora una volta, a distanza ormai di mesi, sui giorni che vanno dal 9 al 15 ottobre, i giorni della crisi del governo dell’Ulivo presieduto da Romano Prodi?

Perché insistere su quello che è successo in quei sei giorni che vanno dalla sfiducia votata dall’aula di Montecitorio all’incarico a Massimo D’Alema di formare il nuovo governo?

Non si rischia di dare soltanto sfogo al rancore, al risentimento, a una reazione emotiva per la brusca interruzione di un progetto politico cui abbiamo dedicato in questi anni le nostre migliori energie?

Crediamo di no.

La pregiudiziale antiulivista è all'origine del governo presieduto da Massimo D'Alema, come dimostra l'agenzia che potete leggere qui sotto.

"La pregiudiziale antiulivista"

CRISI: MASTELLA, ECCO COSA DEVE CHIARIRE PRODI

Roma, 14 ott. (Adnkronos) - Non un Prodi-bis, ma un governo del ''popolare Prodi'', con una base parlamentare nuova. Ecco le questioni che, secondo il segretario dell'Udr Clemente Mastella, il presidente incaricato Romano prodi deve chiarire ''preliminarmente''. ''Il governo che andrebbe a formarsi con l'appoggio dell'Udr -afferma Mastella- sarebbe un governo diverso per base e legittimazione politico-parlamentare da quello battuto in Parlamento, cioe' non sarebbe un Prodi-bis ma un governo presieduto da Romano Prodi appartenente all'area popolare italiana ed europea''. Inoltre -aggiunge Mastella- ''il governo avrebbe una base parlamentare e una legittimazione politica nuova e discontinua da quella che sosteneva il precedente governo e cio' a motivo dei voti non aggiuntivi ma determinanti dell'Udr e dal riconoscimento dell'esser irreversibilmente venuta meno la maggioranza politica uscita dalle elezioni del 21 aprile 1996''. Infine, ''di questo governo, ovviamente, come abbiamo ufficialmente detto al presidente incaricato questa mattina, l'Udr, pur se dovesse votare a favore e non certo astenersi, essendo un partito di minoranza che si muove in modo indipendente nell'area dell'opposizione, non farebbe parte ne' in modo diretto ne' in modo indiretto, cioe' ne' con rappresentanti politici ne' con tecnici da essa indicati''.
(Pol/As/Adnkronos)
14-OTT-98 17:16


La risposta di Romano Prodi non poteva che essere negativa. Eccola:

"Non potevamo distruggere L’Ulivo"

GOVERNO: PRODI, NON POTEVO DISTRUGGERE L'ULIVO

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - ''L'unica condizione era distruggere la coalizione dell'Ulivo, una condizione per me inaccettabile''. Con queste parole Romano Prodi ha spiegato i motivi per i quali ha rinunciato al tentativo di formare un nuovo governo.

GOVERNO: PRODI, NON POTEVO DISTRUGGERE L'ULIVO (2)

(ANSA) - ROMA, 15 OTT - ''Ho ritenuto di dover accettare l'incarico offertomi conoscendo - ha precisato Prodi dopo il breve colloquio - le difficolta'; ma so anche che era interesse del Paese''. Quindi, ad avviso di Prodi, era ''un obbligo anche affrontare i rischi e le difficolta'''. Rischi e difficolta' che per Prodi erano chiari fin dall'inizio. ''L'unica condizione per poter formare il governo - ha proseguito - era la distruzione della coalizione dell'Ulivo, che ha dato in questi anni all' Italia il risanamento interno e una crescente dignita' internazionale. Una condizione per me inaccettabile perche' non potevo essere chiamato a distruggere quanto avevo costruito. Dell'Ulivo e del sistema bipolare l'Italia ha oggi piu' che mai bisogno. Ringrazio il presidente della Repubblica - ha concluso - che ha avuto in me fiducia e amicizia ed auguro al mio Paese di poter avere presto un governo stabile e una maggioranza coesa, come richiesto dal grande ruolo dell'Italia e dalle drammatiche evoluzioni dell'economia internazionale''.
(ANSA)
15-OTT-98 13:04

Le polemiche di questi giorni provano che vale la pena di ricordarlo tanto a chi l'ha dimenticato che a chi lo vuole dimenticare. E, soprattutto, vale la pena di ricordarlo a chi fa finta di averlo dimenticato.

Siamo anzi convinti che sia più che mai utile e necessario capire cosa è successo. Riletti oggi, gli avvenimenti di quei giorni si rivelano essere la cartina di tornasole di tanti mali storici che affliggono la democrazia italiana: il trasformismo, lo scavalcamento della volontà popolare, l’instabilità, la mancanza di coerenza programmatica. Sono il vero "passato che non passa" della nostra politica.

Per questo abbiamo preparato questo Dossier. Di seguito potete trovare un diario ragionato dei giorni della crisi, scanditi "minuto per minuto" dalle notizie di agenzia; inoltre, abbiamo raccolto alcuni commenti usciti dopo la crisi su alcune autorevoli riviste. I fatti e le opinioni, come si sarebbe detto una volta. Per comprendere, meglio di tanti discorsi, cosa è successo veramente in quei sei giorni di ottobre. E perché continuano a pesare sul nostro presente.

Le agenzie stampa dal 9 al 15 ottobre 1998

Il Regno n. 4, febbraio 1999. - Attualità - intervista a Romano Prodi
Aggiornamenti Sociali n. 11/1998 - Editoriale
Rubrica: 720. Cattolici e politica
di Padre Bartolomeo Sorge
Aggiornamenti Sociali n. 12/1998 - Fatti e valutazioni
Rubrica: 756. Governo
di Franco Monaco

Il Mulino - n 5/1998 - Editoriale - 791



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