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Crescita UE .... Italia fanalino di coda

Discussioni e proposte, prospettive e strategie per il Paese

Crescita UE .... Italia fanalino di coda

Messaggioda franz il 08/02/2019, 10:40

Ecco un'immagine suggestiva
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E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai.
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Re: Crescita UE .... Italia fanalino di coda

Messaggioda franz il 08/02/2019, 10:43

Questo il documento con tutti i dati ed una scheda per ogni paese.

https://ec.europa.eu/info/sites/info/fi ... 096_en.pdf

La crescita media (non pesata) è del 2.4%, che è un valore di tutto rispetto, paragonabile a quello USA (2.7%) e superiore a quello giapponese (1.1%). Tutto sommato anche Francia e UK crescono più del Giappone.
Giappone e Germania hanno la stessa crescita.
La crescita pesata UE-27 è 1.5% (anche UE-28) e per l'area Euro è 1.3%.

L'italia cresce meno di Grecia e Portogallo.
E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai.
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Re: Crescita UE .... Italia fanalino di coda

Messaggioda trilogy il 08/02/2019, 12:16

Produzione industriale in dicembre -5,5% su anno, peggior dato dal 2012

A dicembre diminuisce nuovamente la produzione industriale italiana, con una variazione ampiamente negativa sia su base congiunturale sia in termini annui e una flessione diffusa a livello settoriale. L’Istat diffonde i dati preliminari della produzione industriale stimando per dicembre che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,8% rispetto a novembre. Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 5,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017)....

fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/notizie ... id=AFP53kK
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Re: Crescita UE .... Italia fanalino di coda

Messaggioda franz il 08/02/2019, 15:52

La scheda sull'Italia, tradotta alla buona.



L'economia italiana ha iniziato a perdere slancio all'inizio del 2018, a causa di un più ampio rallentamento dell'area dell'euro e ha subito una contrazione nella seconda metà dell'anno. Il PIL reale è sceso dello 0,2% negli ultimi tre mesi del 2018, dopo una diminuzione dello 0,1% nel trimestre precedente.

Mentre il rallentamento iniziale era in gran parte dovuto a un commercio mondiale meno dinamico, il recrudimento dell'attività economica è più attribuibile alla debole domanda interna, in particolare agli investimenti, poiché l'incertezza legata all'orientamento politico del governo e l'aumento dei costi di finanziamento hanno pesato. In termini annuali, il PIL reale è cresciuto dell'1,0% nel 2018, aiutato da un considerevole effetto di riporto rispetto all'anno precedente. L'indebolimento in atto nel settore manifatturiero con un ulteriore calo del sentiment economico è paragonabile a prospettive a breve termine. L'attività economica rimarrà probabilmente anemica nella prima metà del 2019.

Nel 2019, la crescita annua del PIL reale dovrebbe scendere allo 0,2%, in misura considerevolmente inferiore a quanto previsto nella previsione di questa previsione. Un peggioramento dei cicli ciclici peggiore delle attese nel 2018, amplificato dall'incertezza della politica nazionale e interna e dalle prospettive di investimento sostanzialmente meno favorevoli delle imprese, spiegano ampiamente questa revisione al ribasso.

Inoltre, il rallentamento più marcato di importanti partner commerciali avrà probabilmente effetti a catena sulla produzione manifatturiera italiana. A seguito della revisione del bilancio nel dicembre 2018, il rendimento sovrano è scomparso, ma è ancora significativamente superiore a un anno fa. Nel 2020, si prevede che la crescita aumenterà fino allo 0,8%, favorita da un effetto positivo di riporto e altri due giorni lavorativi nel 2020. Le previsioni non incorporano gli effetti dell'aumento delle imposte indirette previsto nel bilancio 2019 per il 2020.

Il consumo privato è impostato per sostenere la crescita del PIL, aiutato da un aumento del reddito disponibile reale a causa del calo dei prezzi del petrolio e marginalmente sostenuto dall'introduzione del sistema di reddito di cittadinanza, ma in parte attenuato dal peggioramento delle prospettive di occupazione. Per contro, si prevede che gli investimenti delle imprese decelereranno bruscamente nel 2019 e rimarranno in sordina nel 2020.

In seguito a questi precedenti registrati nella prima metà del 2018, le esportazioni hanno recuperato e si stima che si espandano ad un ritmo più vicino a quello della domanda estera nel periodo di previsione. Poiché il rallentamento degli investimenti è destinato ad attenuare la crescita delle importazioni, è probabile che le esportazioni nette forniscano un sostegno marginale alla crescita del PIL. L'aspetto di crescita è soggetto ad alta incertezza. Un'economia globale più debole del previsto e l'impatto dell'incremento dell'incertezza delle politiche sul sentiment e sulle condizioni di finanziamento del settore privato potrebbero portare a una recessione più protratta.

L'inflazione complessiva dovrebbe rallentare nel 2019 sulla scia di prezzi dell'energia più bassi. Le aspettative dei consumatori sono aumentate dell'1,2% nel 2018, ma quest'anno dovrebbero salire solo dell'1,0%, prima di salire all'1,3% nel 2020. L'inflazione di base è destinata a risignificarsi nel periodo di previsione, in linea con la crescita dei salari.

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Re: Crescita UE .... Italia fanalino di coda

Messaggioda flaviomob il 09/02/2019, 1:50

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Sempre peggio ...

Messaggioda franz il 11/02/2019, 19:36

Pil: Oxford Economics, Italia a crescita zero nel 2019
–di Giuliana Licini 11 febbraio 2019

Oxford Economics si aspetta una flessione del Pil italiano anche nel primo trimestre del 2019, dopo il segno meno della seconda metà del 2018 e «una crescita zero per il 2019 nel suo insieme». Analizzando le prospettive della Penisola sulla scorta dei più recenti dati economici, la società di consulenza britannica sottolinea, però, che i rischi «sono chiaramente al ribasso».

A parte i fattori domestici, legati ai possibili sviluppi a livello di politica e di ‘policy e alle loro ripercussioni sui mercati finanziari, anche i fattori esterni potrebbero deprimere l'attività, quali un rallentamento dell'Eurozona maggiore del previsto e un'intensificazione del protezionismo globale, spiega il lead economist Nicola Nobile, rilevando che «se qualcuno di questi rischi si materializzasse, potrebbe spingere l'economia in una contrazione per l'intero 2019».

Visto l'andamento del quarto trimestre, il divario tra la crescita del Pil italiano e quello del resto dell'Eurozona si è allargato e questo «rafforza la nostra opinione che fattori specifici dell'Italia (mercati e aziende colpiti dall'incertezza sulla ‘policy' del Governo) hanno avuto un ruolo chiave». La debole performance economica è destinata a restare un rompicapo per il Governo.

La legge di bilancio «non fa altro che rinviare i problemi»
Nel commentare la situazione italiana, Oxford Economics rileva che la legge di bilancio «non fa che rinviare i problemi», perché la maggior parte delle misure originali di spesa sono state semplicemente posposte fino al 2020, quando saranno pagate con un ampio aumento dell'Iva, che «se venisse attuato minerebbe la già debole crescita». Lo studio rileva anche come le banche italiane si ritrovino ancora una volta sotto i riflettori: «La loro elevata esposizione al debito sovrano assieme alla miope strategia fiscale della coalizione di governo rischiano di danneggiare i loro cuscinetti di capitale e costi di finanziamento». La debolezza dei conti pubblici mantiene l'Italia «sull'orlo della sostenibilità fiscale», ma la previsione sotto il consensus sul Pil «non suggerisce un'imminente crisi fiscale» perché il debito pubblico italiano esistente ha per lo più una scadenza lunga. L'economia, tuttavia, è ora «molto più vulnerabile ai rischi» e la situazione politica è destinata a restare molto incerta. Non è chiaro quanto un Governo «con alcune contraddizioni» durerà e, in effetti, «nuove elezioni nel 2019 sono un'evidente possibilità».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2 ... 3359.shtml



PS: Sono previsioni sul futuro.
Quindi è colpa dei governi futuri. :lol: :lol: :lol:
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