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Disabili, uscite allo scoperto

Disabili, uscite allo scoperto

Messaggioda flaviomob il 04/02/2014, 17:17

http://www.disabilialloscoperto.it/word ... ia-marino/

Disabili, uscite allo scoperto

Lettera aperta all’assessore Rozza in vista dell’incontro in via Marino

Buon giorno assessore Rozza,

Ci siamo conosciuti al 3° forum delle politiche sociali, mi chiamo Claudio Cardinale ed ero quell’uomo in carrozzina elettrica di colore bianco che le ha sussurrato nell’orecchio che abbiamo ben 17 linee di tram non accessibili a persone disabili, spero si ricorda di me.

Ho saputo da Massimo Lo Russo, che ci legge in conoscenza, che domani ci sarà un incontro con lei per in via Marino 7 con il consigliere Cappato e altre persone. Dopo qualche giorno di influenza sono costretto a rientrare al lavoro, faccio part time al pomeriggio quindi non posso esserci, vorrei portare il mio apporto a tale argomento a me caro e porto le mie proposte.

Marciapiedi:

Tenere uno standard di altezza in modo che ci siano scivoli per così dire morbidi se no si rischia di ribaltarsi, di cadere e di farsi molto male. Le invio le segnalazioni da me riscontrate in molti sopralluoghi e qualche suggerimento da città estere:

Primo blocco di segnalazioni

Secondo blocco si segnalazioni

Interessante che Barcellona utilizza degli scivoli più larghi in modo da non creare un affollamento in unico punto ed essere schiacciati dalle altre persone come può leggere in questo articolo

Tram

A Milano abbiamo 17 linee tranviarie di cui accessibili solo 6 e di queste 6 non in tutte le fermate, quando saranno sistemate tutte le fermate accessibili di queste sei linee? Quando farete dei censimenti sulle fermate dette “accessibili” per evitare situazioni come presenti in questo video?

Quando saranno eliminate, pali, paletti, ecc e quando sarà messa una segnaletica dipinta sul marciapiede in ogni fermata affinché il conducente si fermi nel punto esatto perfettamente accessibile a carrozzine? Basterebbe un disegno di una carrozzina sul marciapiede per risolvere questa situazione. A volte gli autisti si fermano “a caso” causando gravi disagi a chi si muove in carrozzina.

Quando le altre 11 linee tranviarie saranno messe a norma?

Autobus

In molte fermate degli autobus non ci sono le banchine a norma e questo costringe l’autobus a fermarsi quasi in mezzo alla strada. Questo fatto determina che la pedana, non appoggiandosi sul marciapiede ma sulla strada ha una pendenza esagerata e pericolosa come può vedere in questa foto e in questo video. In una situazione analoga alla foto sottostante, questa estate quando il tram 19 è stato sostituito temporaneamente dall’autobus, mi sono quasi ribaltato con la mia carrozzina per la pendenza della pedana.



Ecco il video promesso di banchine dichiarate accessibili e che non lo sono, quando farete un censimento su queste cose?

La mia proposta è come ha fatto la città di Barcellona come può leggere in questo articolo:


Metropolitana

Quando verranno messe in tutte le fermate gli ascensori buttando gli obsoleti monta-scale? Quando saranno sistemate tutte le fermate eliminando il gradino dalla banchina al treno come ha fatto la città di Barcellona in questo articolo?

Filobus

In molte fermate non è possibile salire sulla banchina dalla strada perché non c’è lo scivolo per la 90-91, quando tutte le fermate dei filobus (anche 92) saranno rese accessibili? Una sera stavo tornando a casa da Piola e ho visto un filobus, il 92 con i gradini, quando saranno sostituiti tutti i filobus vecchi (90-91-92), ancora in circolazione, con i nuovi filobus accessibili?

Conclusione

Come noterà tutte le domande da noi poste sono sul “quando” ovvero in Italiano parlato “data inizio lavori”, “data fine lavori” linea interessata e barriera architettonica eliminata, non ci servono altre risposta se non queste.


_______________________________________

http://pinu-cosechesuccedono.blogspot.i ... l?spref=fb

martedì 4 febbraio 2014


Sono disabile e sono un delinquente?

La regione lombardia in data 20-12-2013 ha approvato una delibera sulle regole al riguardo del settore socio sanitario tra le quali ha nel suo interno la modifica delle assenze degli utenti residenziali e dei diurni ponendo un tetto massimo di 20 giorni nell'arco dell'anno pena decadenza della contribuzione alla Don Gnocchi con la provabile perdita del posto.
Di sicuro questo problema è forte per i ragazzi che pur essendo in una rsd(*) hanno ancora la possibilità di fare il fine settimana nella famiglia di origini, o in altri posti con gli amici vengono a meno anche le vacanze che uno a programmato al di fuori delle rsd. Qui termino perchè la lista delle cose che un ragazzo potrebbe fare è lunga ma di fatto con questa delibera gli viene tolta anche la libertà di scegliere e di essere costretto alla libertà condizionata che viene concessa a persone che hanno commesso un reato . Tutto questo è ingiusto è scorretto. cosa si può fare per spingere la regione a cambiare questa regola capestro ?

Un compagno di Omar dice: " ma non ho fatto nessun reato non ho scelto io di diventare disabile o solo scelto di vivere in una rsd per diminuire il peso alla mia famiglia senza dover per forza tagliare le visite del fine settimana e quando non vado in famiglia ho una rete di amici che mi ospitano che reato è essere disabile?"

Il problema è forte anche per le famiglie dei ragazzi che stanno nei CDD(**). Viene tolta l'autonomia di gestire il proprio tempo. Viene calpestata la Convenzione ONU sui diritti dei Disabili nel momento in cui viene negata al disabile e alla sua famiglia la possibilità di stare insieme e di andare in ferie.

Chiedo alle Associazioni di muoversi subito contro questa delibera!

= = = =

(*) Residenza sanitario-assistenziale disabili
(**) Centro diurno disabili
(note mie)


"Dovremmo aver paura del capitalismo, non delle macchine".
(Stephen Hawking)
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Re: Disabili, uscite allo scoperto

Messaggioda flaviomob il 12/10/2014, 23:33

Comune di Milano: Majorino “da gennaio 2014 obbligo presentazione ISEE”. Lettera aperta all’assessore
23 settembre 2013
buon giorno assessore,

in merito al comunicato stampa del 17 settembre 2013 vorrei che rispondesse a questa mia mail che è pubblicata sul sito www.disabilialloscoperto.it, in questo testo troverà delle domande

Immagino che lei sappia che il nuovo ISEE al momento la parola spetti al Governo per l'approvazione del Decreto Legge. Quindi allo stato attuale mi sembra illogico basarsi sul vecchio ISEE che, presto o tardi sarò obsoleto. Il vecchio ISEE non prevede accorgimenti per le disabilità gravi e per le spese mediche. Il nuovo ISSE prevede delle franchigie ed è stato licenziato dalle Commissioni Parlamentari dalle Affari Sociali e Bilancio della Camera e del Senato con le seguenti osservazioni al Governo che può o meno recepire. Le osservazioni sono:

a) il Governo confermi l’esclusione dal campo di applicazione del nuovo ISEE delle prestazioni assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, poiché un ampliamento del medesimo campo di applicazione che vada oltre le prestazioni sociali, così come definite dall’articolo 1 dello schema di decreto, potrà essere disposto solo in seguito ad una esplicita previsione legislativa;

b) valuti il Governo l’opportunità, all’articolo 1, lettera e), di prevedere la seguente definizione di prestazioni sociali agevolate: « prestazioni sociali non destinate alla generalità dei soggetti e le prestazioni sociali collegate nella misura dell’agevolazione o nella determinazione della compartecipazione a determinate situazioni economiche »;

c) valuti il Governo l’opportunità – in relazione al trattamento delle persone con disabilità e non autosufficienti nel nuovo ISEE – di prevedere un trattamento più favorevole con riferimento a situazioni in cui, in presenza di un reddito della persona disabile molto basso o nullo e, contestualmente, di beni patrimoniali, la detrazione prevista nel nuovo ISEE potrebbe non operare pienamente;

d) all’articolo 4, comma 2, lettera f), valuti il Governo l’opportunità di intervenire sulle franchigie e di prevedere uno specifico intervento per le famiglie con figli minori disabili;

e) con riferimento ai proprietari di casa, si segnala che nello schema in esame le franchigie sono state portate in conto reddito, anziché essere lasciate in conto patrimonio, come avveniva per il vecchio ISEE. Le Commissioni segnalano che la previsione può comportare distorsioni, abbattendo eccessivamente i redditi di chi ha patrimoni modesti, ovvero non permettendo di usufruire completamente della franchigia della prima casa, causa « incapienza », per il soggetto che, pur proprietario, si trovi in una situazione, magari temporanea, di basso reddito, e suggeriscono pertanto di riportare la franchigia per i proprietari della prima casa in conto patrimonio;

f) con riferimento alla eliminazione, nel nuovo ISEE, della maggiorazione della scala di equivalenza per il genitore solo, non lavoratore e con figli minori, valuti il Governo l’opportunità, vista la situazione di particolare fragilità di tali famiglie, di reintrodurre la suddetta maggiorazione anche nel nuovo ISEE;

g) a tutela delle famiglie più numerose, sulle quali gli indicatori della situazione patrimoniale sono destinati ad incidere diversamente da quelle con un numero minore di figli o senza figli, si segnala infine ’opportunità che il Governo riveda la franchigia massima di euro 10.000, prevista all’articolo 5, comma 6, ai fini della determinazione del valore del patrimonio mobiliare;

h) in tema di individuazione della consistenza dei depositi e dei conti correnti bancari e postali, si osserva che l’articolo 5, comma 4, lettera a), dello schema di decreto prevede un meccanismo assai incerto e complesso ai fini della determinazione della data di riferimento per il saldo contabile attivo: valuti pertanto il Governo l’opportunità di una riformulazione della disposizione che prenda a parametro di controllo il valore della giacenza annua media, riferita all’anno precedente la dichiarazione; i) considerata, infine, la complessità della nuova disciplina e la necessità di valutarne l’effettivo impatto, proseguendo nella positiva pratica della consultazione già intrapresa in sede di predisposizione dello schema di decreto in esame, il Governo provveda alla costituzione di una sede stabile di confronto con le istituzioni, le parti sociali e le associazioni nazionali portatrici d’interessi, con il compito di monitorare l’applicazione del nuovo strumento e le eventuali proposte di correttivi.

fonte: clicca qui

Oltre alla citazione del documento Parlamentare, cito anche un caso non stato contemplato dal nuovo ISEE e neanche dalle Commissioni Parlamentari che lo hanno licenziato, passando la palla al Governo.

E' il caso del trasporto disabili, un caso milanese ma anche Italiano. Vi è una normativa nazionale che prevede il trasporto disabili per andare/tornare da scuola ma non per andare/tornare dal lavoro o per andare/tornare per le cure o le fisioterapie. Questa carenza normativa, se non presentata al Governo e ivi ricevuta, impatta sul ISEE in modo errato. Ovvero farà incrementare artificiosamente il reddito per dei contributi per il trasporto disabili. Cito l'avvocato Carlo Giacobini che lavora presso la FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) e direttore del portale http://www.handylex.org/ che ha calcolato l'ipotetico ISEE se ad oggi venisse approvato con il testo licenziato dalle Commissioni Parlamentari, senza ulteriori modifiche dal Governo con il Decreto Legge. Ecco lo schema che ha preparato sui redditi di Claudio Cardinale:

Indennità accompagnamento: 5.991
Pensione: 3.586
Irpef beneficiario: 10.000
Trasporti: 7.200
Contributo vita indipendente: 12.000 (assistenza domiciliare indiretta per il comune di Milano)
Somma introiti: 38.777

Franchigia disabilità grave: 6.500
Spese per badanti: 12.000 (storno assistenza domiciliare indiretta per il comune di Milano)
Spese mediche: 0
Detrazione lavoro dipendente:1.000
Somma detrazioni/franchigie: 19.500
Parametro: 1
Totale ISR (per ISEE): 19.277

Come noterà a fronte di un reddito IRPEF di € 10.000 il conteggio ISR per ISEE sale a € 19.277 per via dei contributi erogati per il trasporto disabili.

Occorre per il comune di Milano e per lei valutare attentamente le seguenti cose:

1. Conviene al comune di Milano usare l'ISEE attualmente in vigore che a breve diventerebbe superato? Se si in che modo?

1.1. L'ISEE nazionale sul nucleo familiare?

1.2. L'ISEE, che è il valore dei singoli componenti della famiglia, quindi si può definire valore personale?

1.3. O il Fattore Famiglia di Regione Lombardia che è possibile fruirne dai comuni Lombardi?

2. Se creare un ISEE ad hoc per il comune di Milano prendendo spunto dalla delibera sull'assistenza domiciliare indiretta che è attualmente in vigore sul calcolo per l'erogazione del contributo e modificarla in modo coerente per determinare l’accesso ai servizi sociali?

3. Se aspettare il nuovo ISEE e correggerlo, alzando l'asticella per l'accesso ai servizi sociali, se si fruisce per esempio del trasporto disabili qualora il Decreto Legge del nuovo ISEE non prevedesse questo caso?

3.1. Se volesse attendere il nuovo ISEE perché ha fatto una dichiarazione di questo tipo gettando nella preoccupazione numerose famiglie fragili della società? Ricordo che recentemente, a giugno, sono state ritirate le delibere 1204 e 1205 quindi la ferita era ancora fresca

Per terminare questa serie di domande ci auguriamo che il comune non ci imponga di scegliere il nostro assistente personale. Questo causerebbe grossi problemi ogni persona che fruisce dell’assistenza domiciliare indiretta. L’assistente personale deve essere scelto dalla persona disabile perché un estraneo entra in casa e deve essere di assoluta fiducia, sia in termini di onestà, serietà e affidabilità della persona, sia in termini di come fisicamente aiuta la persona disabile: i suoi orari, i mestieri, la spesa, la cucina, e tutto quello che concerne l’autonomia persona e sopratutto la scelta dell’assistente personale da parte della persona disabile.

Altresì ci aspettiamo che il comune di Milano non imponga una certa compagnia di trasporto disabili piuttosto che un'altra perché se la persona disabile sceglie una certa compagnia è sicuramente perché gli fa sia un prezzo inferiore, sia una qualità ottimale del servizio. Ricordo che gli autobus, i tram, i filobus e le metropolitane attualmente non sono ancora completamente accessibile e fruibili da parte delle persone con disabilità in una città come Milano. Avere dei mezzi attrezzati e un contributo erogato da psrte del comune di Milano, è fondamentale per applicare sia la Carta dei diritti ONU sulle Persone con Disabilità, sia il diritto alla mobilità sancito dalla Costituzione Italiana.

Ci dispiace che certe dichiarazioni "scontrarci con lei", avremmo preferito una collaborare. Infatti nei prossimi mesi avremmo voluto coinvolgere il comune di Milano per sensibilizzare i negozianti per abbattere le barriere architettoniche ma mi rendo conto che sono più problematiche da abbattere le barriere mentali visto che siamo considerati dei costi e non un opportunità di portare il nostro contributo alla nostra città.

Buona giornata con amarezza

Lo staff di disabili allo scoperto

Claudio Cardinale

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