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Un pozzo senza fondo

Un pozzo senza fondo

Messaggioda trilogy il 07/09/2012, 12:41

Lazio, le spese d'oro del Consiglio: il presidente guadagna come Obama
L’assemblea costa a ogni cittadino 24 euro, gli emiliani ne versano 10


di Mauro Evangelisti

ROMA - IERI tutti, ma proprio tutti, i consiglieri regionali hanno detto che erano d’accordo. Quelli della minoranza, gli stessi che hanno governato fino a tre anni fa, hanno tuonato: si passi dalle parole ai fatti. Quelli dellamaggioranza, gli stessi che da tre anni hanno i numeri in Consiglio per fare i tagli, hanno tuonato: bene ha fatto la Polverini a chiedere di eliminare gli sprechi. Il balletto è cominciato dopo l’intervista di ieri della presidente della Regione, Renata Polverini, al Messaggero. Intervista in cui ha spiegato: «Il Consiglio regionale costa 140 milioni di euro all’anno. Io ho eliminato gli sprechi in giunta, ora anche il Consiglio regionale faccia la propria parte, riduca consulenze e compensi vari. Oppure intervengo io».

Ma cosa raccontano i numeri del Consiglio regionale, quello che ha almeno il doppio di commissioni (e dunque di poltrone) rispetto a qualsiasi altra regione? Si può partire dal dato complessivo, elaborato dalla Regione: la macchina dell’assemblea elettiva del Lazio ha avuto un costo complessivo nel 2010 di 138.593.703 di euro, che nel 2011 sono diventati 141.395.795. Le simulazioni sul tavolo della Polverini danno un responso allarmante: ogni cittadino del Lazio spende 24 euro all’anno per mantenere il Consiglio regionale, l’Emilia-Romagna neppure 10, la Toscana 14,5. Polverini non è stata tenera neppure con il presidente del consiglio regionale, Mario Abbruzzese (che pure è espressione della sua maggioranza). I dati parlano chiaro: otto collaboratori per la Polverini e 115 mila euro di spese di rappresentanza, zero per le consulenze direttamente dipendenti dalla presidente; Abbruzzese invece ha uno staff di 18 collaboratori, un milione e mezzo di euro di spese di rappresentanza e 466 mila euro per le consulenze.

Il presidente del Consiglio regionale ha uno stipendio lordo mensile entusiasmante (ovviamente valeva anche nella precedente legislatura): 20.958 euro lordi mensili. Sono 251 mila euro all’anno, poco meno di Barack Obama (275 mila euro). Tra l’altro non va malissimo anche ai due vicepresidenti del Consiglio regionale, Bruno Astorre (Pd) e Raffaele D’Ambrosio (Udc): 20.178 euro lordi mensili. A completare il quadro dell’ufficio di presidenza ci sono i tre consiglieri regionali segretari: Isabella Rauti (Pdl), Gianfranco Gatti (Lista Polverini) e Claudio Bucci (Idv) prendono 19.153 euro lordi mensili. In totale l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha a disposizione uno squadrone di 72 dipendenti e 21 consulenti.

Non va malissimo neppure ai consigliere regionali semplici. Anche se i soldati semplici in realtà nel Lazio sono una rarità. Come mai? Merito delle 19 commissioni (con un presidente e due vicepresidenti ciascuna) e dei 17 gruppi consiliari (tutti naturalmente con un proprio capogruppo): per i 70 consiglieri regionali inevitabilmente una indennità aggiuntiva, per la legge dei grandi numeri, esce sempre.

Ma come come si compone il salario mensile del consigliere regionale? In Regione hanno fatto questa simulazione: all’indennità di carica di poco più di 9 mila euro si aggiungono la diaria di 3.500 euro, l’indennità di funzione (l’esempio preso è quello dei 38 vicepresidenti di commissione), indennità chilometrica (70 chilometri, 320 euro), più altre voci che fanno capo a due differenti leggi che sommate arrivano ad altri 4.800 euro. Risultato finale, 18.675 euro lordi, che in termini di retribuzione netta valgono 13.321 euro.

Nonostante questa pioggia di denaro i consiglieri regionali hanno abolito i vitalizi solo dalla prossima legislatura e anzi li hanno estesi anche agli assessori esterni; e hanno eliminato il meccanismo dei monogruppi, ma solo per il futuro. Il meccanismo è semplice. Voi siete il consigliere X e venite eletto nel partito Y. Poi però nel corso della legislatura avete un’illuminazione, lasciate il partito Y, aprite un gruppo che collegate a qualche partitino presente in Parlamento e il gioco è fatto. Diventate capogruppo di voi stessi, vi ritrovate a gestire uno staff di sette persone e a spartirvi i molti soldi a disposizione dei gruppi. Nel Lazio i monogruppi che non sono frutto della volontà degli elettori sono cinque. I costi di gestione dei gruppi poi sono elevatissimi, sfiorano i 19 milioni di euro all’anno. 10.050.000 sono per i 201 dipendenti. Ma il vero buco nero sono gli 8.900.000 euro alla voce «costo attività dei gruppi consiliari».

Vengono divisi in base alla grandezza del gruppo, gestiti e concessi ai consiglieri dai rispettivi capogruppo. Nessuno in realtà controlla come vengono spesi: certo, c’è un rendiconto, ma nessuno va a verificare le ricevute, basta un’autocertificazione. Tanto che l’ex capogruppo del Pdl Franco Fiorito, quando è stato defenestrato, ha sparso veleno contro i suoi (che a loro volta gli hanno chiesto conto di come erano stati usati i soldi del gruppo), accusandoli di avere fatto spese pazze e poco chiare.

Alla Pisana circola anche la storia di un singolo consigliere che in un anno avrebbe speso 70 mila euro per un consulente incaricato di curare la sua immagine. Visto che nessuno controlla, tutto è possibile. Ma il Consiglio regionale - che pure era riuscito a inventarsi una commissione per le Olimpiadi di Roma 2020 che si è riunita solo tre volte costando un milione di euro all’anno - non è neppure riuscito in un’impresa molto semplice: dimezzare le commissioni. Per carità, le proposte di legge sono tante, ma non vengono mai approvate. Così ecco 19 commissioni che ci costano un milione di euro all’anno ciascuna. Ieri i Radicali hanno rivendicato il fatto di aver iniziato da subito una battaglia per i tagli dei costi del Consiglio regionale e per la pubblicazione in modo trasparente di tutti i dati. Senza successo.
ilmessaggero: http://www.ilmessaggero.it/roma/campido ... 8075.shtml
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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda trilogy il 11/09/2012, 12:39

ROMA - Sul mistero di quei bonifici, adesso, farà luce la procura. E non perché gli esponenti del Pdl alla Pisana, nel mezzo di una guerra fratricida, abbiano presentato un esposto ai pm accusando l’ex capogruppo Franco Fiorito di avere trascorso vacanze da sogno con i soldi del partito o avere spostato denaro Oltralpe.

Il fascicolo aperto dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto nello Rossi, responsabile del pool di sostituti che si occupa di reati economici e finanziari, al momento, contiene solo la lunga e dettagliata relazione dell’Uif di Bankitalia, consegnata direttamente in procura dal direttore dell’ufficio, Giovanni Castaldi. Perché l’unità di informazione finanziaria di Palazzo Koch, attenta alle movimentazioni in odor di riciclaggio, si era già accorta dei bonifici e dei trasferimenti di denaro all’estero da quel conto. Somme consistenti che avevano acceso i sospetti degli 007. Così erano stati chiesti chiarimenti alla filiale Unicredit presso la quale era aperto il deposito del Pdl.

Le movimentazioni finite sotto inchiesta riguardano gli ultimi due anni. E i chiarimenti chiesti a Unicredit, adesso, sono arrivati e la relazione è finita a piazzale Clodio. Un fascicolo ancora senza indagati e ipotesi di reato.

Ma ieri, in procura, è arrivato direttamente Castaldi, il direttore dell’Uif a consegnare la relazione. Ha incontrato i pm. L’indagine adesso sarà delegata al nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza che non avrebbe ancora ricevuto un incarico formale, ma sarà chiamata a seguire quel flusso di denaro e stabilire dove sia finito e se le operazioni fossero legittime o ci sia un profilo penalmente rilevante. Riciclaggio o evasione fiscale. Almeno finché dal Pdl non arrivi una denuncia.

Le informazioni fornite da Unicredit, su due anni e mezzo di gestione dei conti Pdl, riguardano bonifici su altre filiali bancarie. Su conti italiani, come un’agenzia di Anagni. O su conti esteri: cinque banche spagnole. La movimentazione complessiva, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe di di centinaia di migliaia di euro. Ma sono soprattutto due bonifici, per una somma complessiva di circa un milione e mezo di euro ad avere acceso l’attenzione degli 007 di Palazzo Koch.

Poi i pagamenti in favore di una società proprietaria di alcuni resort in Sardegna. A Porto Cervo. E altri due bonifici sono finiti all’esame di Bankitalia: uno da diecimila euro, l'altro da 19 mila, che hanno causale «soggiorno dell'onorevole Fiorito». E da Unicredit sarebbero arrivati chiarimenti anche su una decina di carte di credito prepagate. Con addebiti sullo stesso conto.

Infine i pagamenti ai concessionari, per una Bmw e una Smart, acquistate coi soldi del gruppo: una pagata a rate, l'altra in un'unica soluzione.


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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda Iafran il 11/09/2012, 14:41

trilogy ha scritto:Nonostante questa pioggia di denaro i consiglieri regionali hanno abolito i vitalizi solo dalla prossima legislatura e anzi li hanno estesi anche agli assessori esterni; e hanno eliminato il meccanismo dei monogruppi, ma solo per il futuro. Il meccanismo è semplice. Voi siete il consigliere X e venite eletto nel partito Y. Poi però nel corso della legislatura avete un’illuminazione, lasciate il partito Y, aprite un gruppo che collegate a qualche partitino presente in Parlamento e il gioco è fatto. Diventate capogruppo di voi stessi, vi ritrovate a gestire uno staff di sette persone e a spartirvi i molti soldi a disposizione dei gruppi. Nel Lazio i monogruppi che non sono frutto della volontà degli elettori sono cinque. I costi di gestione dei gruppi poi sono elevatissimi, sfiorano i 19 milioni di euro all’anno. 10.050.000 sono per i 201 dipendenti. Ma il vero buco nero sono gli 8.900.000 euro alla voce «costo attività dei gruppi consiliari».


Quando funzionava il controspionaggio del "capo" ... era tutta un'altra cosa!

Comunque, la Magistratura (quella buona) se va ad indagare sulle soffiate (o sulle malefatte evidenti) dovrà poi fare i conti con il deliberato degli apparati decisional-politici (ovvero, nessun valore alle intercettazione e nessuna autorizzazione a procedere, men che meno agli arresti dei lestofanti).

Però, la casta che abbiamo in Italia (nel Lazio come in qualsiasi altra regione o in qualsiasi Ente Locale centrale o periferico) non è da tutti "mantenerla"!
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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda trilogy il 11/09/2012, 16:45

Iafran ha scritto:
...Però, la casta che abbiamo in Italia (nel Lazio come in qualsiasi altra regione o in qualsiasi Ente Locale centrale o periferico) non è da tutti "mantenerla"!


Infatti per me il problema non sono i reati che compiono, ma è la normalità. Sono pagati troppo, sia i politici che gli alti burocrati di stato, e hanno troppi soldi a disposizione. Mentre buona parte del paese è costretto a tirare la cinghia anche per pagare il costo del loro mantentimento per loro non succede nulla. Non c'è nessun interesse collettivo che giustifichi questi costi, non c'è nessun problema di domanda/offerta. Di cosiglieri regionali a 1500 euro al mese ne trovi quanti ne vuoi. Questo andrebbe a scapito della qualità? Non scherziamo :mrgreen:
Va rivisto tutto il quadro dei costi della politica e del personale al vertice, con tagli anche del 50% delle compensi. Ne guadagnerebbero i cittadini, le casse dello stato, e la qualità della politica e della pubblica ammnistrazione.
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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda trilogy il 19/09/2012, 8:57

Mentre alla Regione Lazio andava in onda la tragicomica del taglio alle spese dei gruppi consiliari, ricevevo l'avviso di pagamento del bollo auto....che dire, trovo ripugnante dover dare soldi a questo ente per poi vederli rubare o sperperare in attività che con l'interesse collettivo, il bene comune non hanno nulla a che fare.
Triste considerazione: abbiamo ridotto le province per ridurre i costi, forse era meglio sopprimere le Regioni.
Unico aspetto positivo della vicenda è che finalmente ho le idee chiare su chi voterò alle prossime elezioni regionali :mrgreen:

a. voterò quel partito che proporrà un ricambio totale (al 100%) dei propri rappresentanti. Non voterò nessun partito che ripresenti anche uno solo dei politici oggi presenti nel Consiglio del Lazio. In piena crisi economica con i cittadini dissanguati da tasse di tutti i tipi, nessuno di loro si è fatto scrupolo di incassare compensi personali ingiustificabili, e milioni di euro ai gruppi consigliari immotivati e illegittimi. Illegittimi perchè non giustificati da nessun interesse collettivo. Il fallimento e l'arroganza di questa classe di potere è totale.

b. Voterò quel partito che proporrà un drastico e credibile taglio ai costi di funzionamento e alle spese della Regione, accompagnato da un parallelo taglio di imposte, tasse, contributi vari.
Programmino semplice e chiaro 8-)


Regione Lazio, la giunta approva i tagli Polverini: "Fermati ostriche e champagne"

Incontro lampo in Regione poi il sì alla delibera: bloccati i trasferimenti al Consiglio regionale per il 30 per cento. Passa anche la proposta di legge per ridurre consiglieri e assessori. La governatrice: "Possiamo voltare pagina e ripartire". E sulle dimissioni, più volte minacciate: "Non ho paura di tornare alla vita normale". (commento mio: brava tornaci rapidamente assieme a tutta la giunta e al consiglio) Poi in serata a Tgcom24: "Berlusconi mi ha detto di andare avanti"


"Trasformare immediatamente in atti concreti ciò che ieri è stato deliberato" aveva detto Renata Polverini convocando la giunta oggi pomeriggio alle 14. E così è stato, visto che al termine della seduta di lavori la governatrice ha reso noto che è stata approvata la delibera che dà attuazione ad alcuni dei provvedimenti, approvati ieri in consiglio alla Pisana, riguardanti i tagli dei costi della politica. Bloccati quindi i trasferimenti al Consiglio regionale per il 30%."Ci sarà un risparmio di 22 milioni di euro per quest'anno, di 26 milioni per il 2013 e di 26 milioni per il 2014 - ha spiegato Polverini - Sedici milioni di euro saranno equamente divisi ai servizi sociali e al lavoro mentre i 6 milioni di euro che sarebbero andati per la costruzione della palazzina del Consiglio, li abbiamo destinati all'edilizia sanitaria. Nei prossimi giorni decideremo quali opere realizzare. Infine abbiamo inviato la proposta di legge della Giunta per l'applicazione del decreto 138 sul taglio dei consiglieri e della Giunta". In pratica i consiglieri passerebbero da 70 a 50, la giunta vedrebbe scendere da 16 a 10 il numero di assessore e verrebbe istituito il Collegio regionale dei revisori dei conti. Modifiche che si applicano dalla prima legislatura successiva a quella in corso. (Commento mio: si poteva fare prima senza aspettare gli scandali

Inoltre tre commissioni speciali sono in via d'estinzione. Venerdì prossimo è previsto il voto definitivo dall'Aula del Consiglio sulla soppressione delle commissioni ''Federalismo fiscale e Roma Capitale''; ''Sicurezza
ed integrazione sociale, lotta alla criminalità''; ''Sicurezza e prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro''.

Ieri in Consiglio, la governatrice aveva spiegato che il primo intervento urgente che avrebbe messo in campo sarebbe stato il blocco del 30% dei trasferimenti verso il Consiglio regionale: "I fondi che erano destinati al Consiglio verranno assegnati all'assessorato al Lavoro e a quello per le Politiche sociali. In questo modo potremo offrire opportunità e aiuto alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà - ha detto la governatrice - Il Consiglio farà i suoi passi. Abbiamo una straordinaria opportunità, da qui possiamo ripartire, voltare pagina e dare l'idea che c'è davvero una classe politica interessata al bene dei cittadini''.

I tagli erano stati formalizzati in mattinata all'ufficio di presidenza di via della Pisana dopo l'ordine del giorno approvato ieri a maggioranza. Una serie di misure che diminuiscono le spese del Consiglio regionale. L'Ufficio di presidenza, secondo quanto reso noto, ha approvato il dimezzamento delle somme destinate al rapporto elettore-eletto che passa da 4.190 euro a 2.095 per ogni consigliere; l'azzeramento dei contributi destinati alle attività dei gruppi consiliari e la sospensione dei contributi utilizzati per il funzionamento degli stessi gruppi fino a quando non verrà introdotto un sistema di controllo; l'azzeramento di ogni investimento in conto capitale, che di fatto blocca la costruzione di nuove palazzine; la revoca definitiva dell'assegnazione delle auto blu a tutti i presidenti delle Commissioni e ai componenti dell'Ufficio di presidenza; l'azzeramento delle consulenze di tutti i componenti dell'Ufficio di presidenza, i vice presidenti e i consiglieri segretari.

In serata la Polverini è intervenuta a Check Point, trasmissione televisiva di Tgcom24. La governatrice ha parlato a tutto campo. Ha definito "una persona da mandar fuori" Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl alla Pisana, per un "uso abnorme e scellerato e personale". Ha suggerito che ''Francesco Battistoni, l'attuale capogruppo Pdl, si è messo in contrapposizione con il personaggio 'incriminato' (Fiorito appunto) e suo malgrado si trova coinvolto in una vicenda giudiziaria" anche se alcune fonti riferiscono che il pidiellino non sarebbe intenzionato a restare. Ha promesso che "il bilancio con le relative spese della lista Polverini sarà pubblicato su internet entro lunedì 24". Ha confermato che fino a ieri mattina era decisa a dimettersi. Ha sottolineato di aver parlato con Berlusconi "che mi ha detto che io non c'entravo niente con questa vicenda e che dovevo andare avanti". E ha giurato che "entro venerdì 21 mattina tutto quello che abbiamo detto oggi verrà fatto".

I delicati capitoli sul riordino del sistema delle autonomia locali e sull'inchiesta sui conti del gruppo alla Pisana sono ancora aperti. La bufera in Regione è scoppiata con lo scandalo di Franco Fiorito (ex capogruppo sulla graticola per i suoi bonifici, i suoi prelievi e la gestione della cassa del partito) indagato ora dalla magistratura per peculato. "Non voglio discutere sulla vicenda del capogruppo Pdl in Regione, sono opportunità politiche che il partito sicuramente sarà in grado di cogliere", ha detto la governatrice del Lazio. E' ancora da decidere il futuro del neo capogruppo Francesco Battistoni, tirato in ballo da Fiorito con le accuse di spese non giustificate. E tra i possibili sostituti spunta il nome di Chiara Colosimo. "Ieri - ha aggiunto Polverini - ho ascoltato la giovane consigliera che mi ha fatto molto riflettere e oggi questo è un messaggio che arriva da tutta Italia: se c'è chi ha rubato non è giusto che gente onesta vada a casa".

La governatrice del Lazio ha confermato poi la sua linea del 'rigore o tutti a casa', ma ha precisato che l'esito del dibattito di ieri in Consiglio fa ritenere molto improbabili le sue dimissioni, più volte minacciate ("Azzerare le cariche o lascio", aveva ripetuto) perché ''venerdì possiamo cominciare a voltare pagina. Tanti ieri temevano che mi potessi dimettere, ma io non l'ho temuto nemmeno per un attimo, perché non ho paura di tornare alla vita normale. Mi considero temporaneamente presidente della Regione. Ringrazio chi da questa notte mi manda messaggi, la posta della presidenza è sommersa di mail di persone che ci incitano ad andare avanti - ha continuato Polverini - Ma questa legislatura avrà senso se andremo avanti a riformare noi stessi e il sistema, i modi, i comportamenti, le abitudini. Non credo che valesse la pena mandare a casa tutti, anche chi non ha fatto nulla, e di esporci a una gogna - ha concluso Polverini-. Questa è un'opportunità che ho voluto dare a tutto il Consiglio regionale, altrimenti avrei potuto salvare solo la mia faccia. Non vogliamo creare una Regione 'ciambella', ovvero una Regione con una capitale che assorbe tutto a dispetto del resto del territorio. Sono convinta - ha concluso - che in questo assetto istituzionale le Province hanno un senso e ribadisco la disponibilità della Regione Lazio a ricorrere alla Corte Costituzionale. Sono convinta che da questa assemblea uscirà la decisione migliore e sono disposta a portare avanti qualsiasi progetto, ma che sia condiviso da tutto il territorio del Lazio''. E ha tenuto a sottolineare che il Lazio è tra le poche regioni italiane che ''non hanno proliferato Province".

Polverini, intervenendo telefonicamente alla trasmissione televisiva 'UnoMattina', ha parlato dello scandalo che ha investito la gestione dei fondi del gruppo Pdl in Regione spiegando: ''Di quei soldi che andavano utilizzati in quel modo da oggi il consiglio regionale non avrà più un euro da parte della giunta''. Ha comparato lo scandalo all'alluvione di Firenze, ''qualcosa di drammatico - ha detto - arrivato peraltro in un momento in cui il dibattito sui costi della politica si trascina da troppo tempo. Non c'è stata nemmeno la capacità di capire che, se anche c'era un sistema che potesse consentire un atteggiamento purtroppo anche delittuoso, andava interrotto prima. Il Consiglio non lo ha capito. Siamo rimasti tutti scioccati quando abbiamo visto in che modo, e adesso mi auguro che la magistratura farà chiarezza al più presto, il consigliere Fiorito utilizzava quei fondi. Abbiamo anche visto il dibattito che ha lasciato senza parole ancora di più gli elettori - ha continuato Polverini, - perché a un certo punto si trattava di capire se era meglio, nel dibattito che si era aperto in Consiglio, utilizzare quei fondi per bere champagne e ostriche o mangiare porchetta. Io credo che l'uso abnorme e sconsiderato di quei fondi andava bloccato e ieri lo abbiamo fatto''.

Polverini ha anche confermato la sua linea dura sui conti: "C'è un calendario fittissimo''. E tornando sull'argomento 'dimissioni' e sulla seduta di venerdì prossimo, quando si voteranno i nuovi provvedimenti, ha detto: "C'è l'assoluta consapevolezza che questo Consiglio regionale ha sbagliato, come ho detto ieri non tutti hanno sbagliato nello stesso modo ma tutti devono pagare, o pagano un conto pesante, salato con norme che rendano l'ordine del giorno di ieri operativo, oppure andranno a casa - ha aggiunto - Ma soprattutto andranno a casa con la gogna di aver consentito, se non fatto, qualcosa che non andava fatto. Intanto venerdì possiamo ricominciare a voltare pagina".

Polverini sembra avere il sostegno almeno di una parte del gruppo dirigente nazionale del Pdl. ''Ieri in Consiglio Regionale Renata Polverini - ha detto infatti il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto - ha segnato un punto di non ritorno, l'unico che può far decollare una nuova fase e anche salvare un Consiglio regionale che deve mostrarsi capace di autoriformarsi dopo indubbi errori che vanno superati. Per questo bisogna andare avanti lungo un percorso che è positivo anche per il Pdl''.

(18 settembre 2012)
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/ ... -42768856/
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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda flaviomob il 22/09/2012, 14:50

Cari consiglieri regionali del Partito democratico…

Cari consiglieri regionali del Pd,

vi scrivo questa lettera perché non facendo parte della direzione del partito non posso intervenire lunedì e dirvi le stesse cose in faccia, guardandovi negli occhi.
Da una settimana avete avuto la possibilità di mandare a casa la destra del Lazio, mandando definitivamente in pezzi il partito di Berlusconi e avviando un processo a catena che avrebbe fatto saltare, come dice lo stesso Berlusconi, Campania e Lombardia. Da una settimana avete preferito tacere, limitandovi a qualche comunicato stampa, all’annuncio di una mozione di sfiducia della quale non si ha traccia, alla richiesta di dimissioni della Polverini “perché – come dice il capogruppo Montino – non ha più la maggioranza”. Dite di spendere oltre settecentomila euro per i manifesti, ma in questo caso non avete stampato manco un volantino. Davanti al consiglio regionale, venerdì mattina c’erano dieci militanti della Federazione della sinistra a manifestare.
Vi scrivo non tanto perché preoccupato della vostra carriera politica, che da questa situazione – magari non ve ne siete accorti – riceverà una mazzata terribile. Ma perché quella che state gettando nel fango è la mia faccia. La mia faccia di militante del Pd che va a parlare con la gente, che apre il circolo, che attacca i manifesti.
Vorrei chiedervi cosa vado a dire domani ai cittadini?

Che cosa gli vado a dire: beh, ma noi abbiamo usato i fondi per le iniziative politiche, mica per le donnine e le Bmw?
Io, noi, quelli che non prendono rimborsi, diarie e indennità, ci mettiamo la faccia tutti i giorni. Non ci meritiamo di sentir dire “abbiamo sbagliato ad accettare quei soldi”. Facile, voi avete fatto il sacrificio di gestire oltre due milioni di euro, noi andiamo a raccontare ai cittadini che ci serve il loro contributo per pagare l’affitto del circolo e per stampare i manifesti.

E allora voi avete almeno il dovere di dirci dove stavate.
Dove stavate quando l’ufficio di presidenza approvava quel meccanismo nefasto di moltiplicazione dei fondi. Forse il vicepresidente Bruno Astorre era malato? E non se n’è accorto dopo? Era così difficile capire che distribuire 12 milioni di euro in un anno ai gruppi consiliari, per giunta senza alcun meccanismo di controllo, senza nessuna regola, era una cosa scandalosa?
Vi informo che la Regione ha chiuso ospedali, non paga i fornitori, taglia i fondi per i trasporti, taglia perfino il buono pasto ai dipendenti.
Mi chiedo dove stavate quando il Pdl presentava i suoi bilanci al Comitato regionale di controllo contabile. Forse anche il presidente Carlo Ponzo era malato?
E quando i soldi sono arrivati al gruppo, Esterino Montino non si è accorto che erano forse un po’ troppi. Anche lui malato. Oggi su Repubblica dice che avete fatto una riunione. Per rimandarli indietro? No, solo per stabilire le procedure per utilizzarli.
Mi chiedo dove state quando in Consiglio regionale si cambiano porte nuove, si comprano mobili nuovi per sostituire scrivanie che hanno due anni di vita per soddisfare il capriccio di qualche presidente di commissione. Mi chiedono dove state quando si fanno lavori inutili, senza appalto. Centinaia di migliaia di euro buttati, anche questi lavori sono spartiti fra voi?
Mi chiedo dove eravate quando l’ufficio di presidenza votava la delibera che distribuisce a pioggia un milione e mezzo di euro a testate locali in cambio della benevolenza verso qualche consigliere.
Mi chiedo dove eravate quando l’ufficio di presidenza distribuiva patrocini a pioggia, poche migliaia di euro che diventano milioni se le sommiamo tutte insieme.
Mi chiedo dove eravate quando si approvavano i lavori per fare la nuova biblioteca, tutta legni pregiati, lampade che raffigurano lo stemma della regione, pavimenti in marmo. Frequentatori zero.
E mi chiedo soprattutto perché non avete mai risposto a quelli che vi chiedevano di fare una battaglia perché le delibere dell’ufficio di presidenza fossero pubbliche, inserite sul sito come tutti gli atti del Consiglio regionale, come io stesso ho fatto per anni. Perché lì, nella segretezza di quelle decisioni di sei persone, stanno le radici del malaffare.
E dire che è tutta colpa di Fiorito non vi laverà la coscienza. Perché se lui è un ladro, come scrive Merlo su Repubblica, voi siete i pali, voi siete complici.
E voglio sapere, ne ho il diritto come iscritto a questo partito, chi avete pagato con quei 622 mila euro che dite di aver speso per i collaboratori del gruppo. Le 23 persone che lavorano al gruppo pagate dal consiglio regionale non bastavano? Chi sono questi collaboratori, chi li ha decisi? Prima di leggerlo sui giornali, avete assunto parenti, fratelli, amanti?

Malgrado avessi ben presente tutto questo mi sarei aspettato un sussulto di orgoglio, una battaglia in aula, dimissioni collettive, gesti clamorosi. Se lo aspettavano quelli che aprono le sezioni, vanno ad attaccare i manifesti e vanno soprattutto a chiedere quei voti che vi permettono di stare lì.
E invece nulla, manco per salvare la faccia. Sono stanco di leggere le dichiarazioni di chi si scusa. Sono stanco di leggere “siamo onesti, però abbiamo sbagliato ad accettare quei soldi”. Non capite che non è la vostra la faccia, ma la mia, la nostra? L’antipolitica non è Grillo, siete voi con la vostra arroganza e la vostra presunzione. Vi credete depositari di non si capisce bene quale verità assoluta perché “prendete le preferenze”. Eccole le preferenze: Fiorito 26mila, migliaia anche per Piccolo. Invece di pensare alle preferenze, per una volta pensate ai voti che ci fate perdere con le vostre facce impassibili. Sepolcri imbiancati di un sistema di potere che genera corruzione. Incapaci perfino di capire che tutto sta crollando.

Vi chiedo – a dire il vero con poca speranza – un sussulto di orgoglio. Dopo la frase “abbiamo sbagliato” nella prossima intervista, aggiungete “per questo mi dimetto”. Forse guardarvi la mattina allo specchio sarà più facile.

http://www.sostienecardulli.it/wordpres ... li-del-pd/


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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda trilogy il 23/09/2012, 9:43

Sembra che qualche cosa si stia muovendo nella giusta direzione.....


Scandalo fondi, il Pd all'attacco "Dimissioni di tutti i consiglieri"

Il segretario del partito nel Lazio e il capogruppo alla Pisana: "Necessario un elettroshock. Occorre un atto di forte rottura". La Corte dei conti: "Preoccupati e addolorati da come vengono usati i soldi pubblici". Duro il presidente Cei Bagnasco: "Si sentono cose vergognose". Il vicario di Roma Vallini incalza: "Abusi intollerabili". Polverini. "Chi ha sbagliato paghi". Intanto Sel, Idv e Verdi dichiarano: "Siamo pronti a dimetterci"


S'indigna il mondo cattolico per lo scandalo che ha travolto la Regione Lazio. E mentre il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, si dice "molto preoccupato" per la vicenda, il segretario del Pd del Lazio, Enrico Gasbarra, chiede agli eletti del suo partito in consiglio regionale "un elettroshock" e "azioni più concrete per tornare immediatamente al voto". Una richiesta subito raccolta dagli esponenti democratici che siedono alla Pisana. Poco dopo, infatti, il capogruppo Pd in consiglio regionale, Esterino Montino, annuncia: "Abbiamo avviato la raccolta di firme per le dimissioni dei consiglieri regionali del Pd". Decisione condivisa anche da Sel, Idv e Verdi.

Gasbarra. "Davanti a una così gigantesca disfatta politica e morale della coalizione che da tre anni governa il Lazio - dice il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra - la risposta del centro destra e della presidente Polverini è stata quella di arroccarsi in un bunker. Nonostante le responsabilità siano ben individuate, tutti devono riflettere e tutti sono chiamati al cambiamento. Noi dobbiamo dimostrarlo subito".

"C'è bisogno di un elettroshock - continua il segretario del Pd laziale
- c'è bisogno ricollegare questa istituzione con il suo popolo. C'è bisogno di un nuovo grande progetto di ricostruzione, di rigenerare la politica e di dare al Lazio subito un nuovo governo regionale capace di risolvere i drammatici problemi dei cittadini. Il Pd - spiega Gasbarra - metterà in campo tutte le azioni più concrete per tornare immediatamente al voto, dando sostegno, anche con i Circoli, alla mozione di sfiducia presentata dagli eletti in Consiglio regionale affinché diventi una mozione popolare di sfiducia e di scioglimento dell'Assemblea".

"Sicuro dello spirito di servizio a cui tutti si sentono chiamati chiedo ai consiglieri regionali del Pd la disponibilità a mettere in atto tutti i gesti e le azioni più concrete per raggiungere l'obiettivo del voto. La particolare fase politica impone ai partiti da una parte e agli eletti dall'altra un'azione straordinaria dentro il Consiglio regionale e fuori, nei territori. Sono certo - conclude Gasbarra - che tutto il partito e tutti gli eletti sapranno raccogliere il grido di cambiamento che i cittadini invocano e tutti insieme lavoreremo per tornare al voto".

La risposta del capogruppo Pd alla Regione. "I consiglieri del gruppo Pd condividono l'analisi e l'appello del segretario regionale Enrico Gasbarra - dice Esterino Montino - Il centro destra ha ridotto la Regione Lazio in uno stato comatoso non più sopportabile. Il limite di guardia è superato. Occorre uno sforzo corale per costringere questa Giunta alle dimissioni e allo scioglimento del Consiglio regionale come previsto dal documento presentato venerdi scorso insieme a tutti i gruppi d'opposizione. La parola deve tornare ai cittadini, solo cosi si esce dalla crisi attuale e si da un segnale di forte rinnovamento nella politica regionale".

"Le priorità - sottolinea l'esponente dei Democratici - oggi sono le dimissioni della Polverini e lo scioglimento del Consiglio regionale Per farlo è necessario un atto di forte rottura: abbiamo avviato la raccolta di firme per le dimissioni dei consiglieri regionali del Pd. Spero - conclude Montino - che l'iniziativa venga accolta anche da tutti i consiglieri di opposizione da tutti coloro che non sopportano piu di assistere inermi alla deriva della Regione Lazio".

Le reazioni. Subito è arrivata la risposta dei Verdi: "Sono pronto a rassegnare le mie dimissioni da consigliere regionale per favorire lo scioglimento del consiglio e portare la regione al voto. Bisogna lavare questa vergogna con il voto dei cittadini", afferma il capogruppo alla Regione Angelo Bonelli. Gli fa eco Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà: "Anche Sel è d'accordo a dimettersi dal consiglio regionale". Appoggia Gasbarra anche l'Idv: "Non siamo pronti, noi siamo prontissimi alle dimissioni. Bisogna in ogni modo farla finita con questa melma [...]

articolo completo: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/ ... ef=HRER1-1
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Il j'accuse della Bonino "Il Pd salvò la spartizione"

Messaggioda franz il 24/09/2012, 12:30

L'intervista
Il j'accuse della Bonino
"Il Pd salvò la spartizione"

Nel 2010 chiedevo l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati nelle aziende che fanno capo alla Regione. Molti compagni anche del Pd mi dicevano: vacci piano con la trasparenza di CONCITA DE GREGORIO

ROMA - La distribuzione di pani e pesci fra tutti i gruppi consiliari del Lazio, Pd compreso, la chiama "grande spartizione inevitabile". Su 'inevitabilè sorride ruvida. "Beh, sì. Alla luce della "grande spartizione inevitabile" si capisce qualcosa di più sulla sorte della mia candidatura alla Regione Lazio". Emma Bonino, vicepresidente del Senato, sta partendo per New York: è attesa stasera a chiudere la sessione di lavoro con le leader del Benin e del Burkina Faso sulla lotta alle mutilazioni genitali femminili. Mi scusi, ma dovremmo parlare invece dei toga party con teste di suino a Roma Nord... "Prego, non si imbarazzi. Non è mica colpa sua. E' l'Italia, la conosco". E dunque vorremmo ricordare la sua campagna elettorale nel 2010, quando perse per pochi voti contro Renata Polverini...

"Quella campagna elettorale fu davvero particolare, per così dire".

Diceva che l'intervista ad Esterino Montino, capogruppo Pd in Regione, ne illumina la storia a posteriori.

"Illumina è un verbo nobile. Fu una campagna elettorale opaca, invece. Ho letto Montino con attenzione. Non dubito che con quei soldi il Pd non abbia fatto festini, magari avrà fatto concerti di musica classica. Tuttavia, vede, non è una questione - come dire - di eleganza. Il nodo è che i soldi quando arrivano al gruppo vengono utilizzati come fossero di proprietà privata. Sono destinati alle esigenze dei consiglieri, ma non a quelle della comunità. Poi se queste esigenze sono di farsi una biblioteca, pubblicare opuscoli o di ingaggiare escort questo dipende dai gusti che, per definizione, sono personali. Dire 'non potevamo darli indietrò è penoso. Potevano. Anzi: dovevano".

E in che modo questa "spartizione inevitabile" dice qualcosa della sua sconfitta?
"Avevo concentrato la campagna sulla trasparenza. Chiedevo anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati nelle aziende che fanno capo alla Regione. Molti compagni anche del Pd mi dicevano vacci piano con la trasparenza. Spaventi. Non capivo: spavento chi? Dal meccanismo di spartizione unanime ora si capisce meglio che spaventavo tutti: i beneficiati e i beneficiandi. A tutte le latitudini politiche".

Dice: anche a sinistra?
"Senta, parliamoci chiaro. La mia fu un'autocandidatura, ricorda? Il Pd non aveva candidato nessuno. Polverini in quel momento era la candidata di Fini, e una parte della sinistra corteggiava Fini perché si decidesse a mollare Berlusconi. Renata piaceva molto a questa sinistra dei calcoli, era molto gradita ai salotti degli strateghi, del resto la sua popolarità è nata a Ballarò. Giganteggiava la sua candidatura solitaria, il Pd non faceva nomi da opporle. Strano, no? Così, il 3 di gennaio, mi sono candidata da sola".

E poi?
"E poi silenzio. Gelo. Prima che reagissero è passata una settimana. Alla fine Bersani ha detto: è la nostra candidata. Ci hanno pensato Franceschini e Bindi ad aggiungere: 'non certo la candidata ideale'. Dal Pd romano, molto legato a D'Alema a partire dallo stesso Montino, arrivavano segnali di freddezza di cui conservo tracce. Le dico solo che il comitato elettorale è stato costituito il 2 febbraio, a un mese dal voto".

Soprattutto si diceva che la sua candidatura fosse sgradita al Vaticano.
"Lasci stare i preti. Il tema sono sempre i soldi. Gli interessi, le rendite. Una partitocrazia vorace, bulimica, spudorata. Non c'è solo il Lazio. La Calabria, la Lombardia. Dove ci sono i soldi c'è corruzione. C'è un libro, "La casta invisibile delle Regioni". Lo legga, è impressionante. Un senso di impunità arrivato a livelli grotteschi".

Da cui il ribellismo politico, la rivolta, il "sono tutti uguali".
"No, tutti uguali no. Qualcuno ha fatto esplodere lo scandalo, o no? Sono anni che i radicali denunciano. Ma nessuno ascolta, l'assuefazione è ormai endemica. Alla festa dei porci c'erano duemila persone: possibile che nessuno l'abbia trovata scandalosa? C'era anche qualche giornalista, non si sono accorti di niente? Non è solo la casta della politica. C'è una collettiva assuefazione al peggio".

Intende: è come se fosse considerato normale comportarsi cosi?
"Certo. Se non lo fai sei strano: io mi accorgo anche al Senato che mi guardano un po' così, mi trattano come una stravagante, mi approvano gli ordini del giorno e fanno vuoto attorno. Ma vogliamo parlare del bilancio di Roma?"

Parliamone.
"Una voragine. Chi se ne occupa? Noi abbiamo 8 referendum su Roma, uno riguarda la trasparenza del Comune, il 5 ottobre dobbiamo consegnare le firme. Per favore firmateli. Lo so che costa crederci ancora, ma facciamo un sforzo".

Lei è d'accordo con l'iniziativa dell'opposizione: dimettersi per far cadere la giunta?
"Intanto serve che si dimetta anche l'Udc e una parte della maggioranza. Ma poi no: facciano il favore di assumersi le loro responsabilità politiche adesso. Andare a nuove elezioni significa rinviare tutto a primavera, rubare il rubabile, prendere tempo, sperare che l'opinione pubblica dimentichi magari saturata da un nuovo scandalo. No, non si deve rinviare tutto. Si deve fare pressione perché facciano subito tre leggi, proprio loro, proprio gli ospiti della festa dei maiali. Polverini lo pretenda".

Quali leggi?
"Primo: anagrafe pubblica di eletti e nominati. Che vuol dire curriculum, redditi, intrecci societari. Come in Europa, come nel mondo. Non è interessante chi va a letto con chi. E' importante il profilo degli interessi economici degli eletti".

Questo lo dice pensando, a posteriori, anche al caso Marrazzo?
"Certo, il confronto con quel che accade oggi è impietoso. L'abuso dell'auto di servizio, sì, si potrebbe ripensare anche al trattamento che gli fu riservato. Ma possiamo guardare avanti? Vogliamo dire: eliminiamo i vitalizi?"

I vitalizi. Sandro Frisullo, ex vicepresidente della Puglia coinvolto nell'inchiesta sulle escort di Tarantini, prende molte migliaia di euro pubblici di vitalizio. E' la legge.
"Appunto. Molte di queste delibere non passano nemmeno dall'aula, vanno solo in ufficio di presidenza. Si faccia una legge regionale, subito, che elimina i vitalizi. E poi, terzo: abolire i fondi a pioggia per i gruppi. Facciano questo subito se non vogliono che la politica sia travolta dallo sdegno, alle prossime elezioni".

Il rischio è alto, in effetti.
"Altissimo. Però bisogna ostinatamente fare appello alle intelligenze. Non siamo tutti uguali, no davvero. Certo: costa remare contro la corrente del comune sentire. E' faticoso e si paga un prezzo. Lo avverto ogni giorno sulla pelle. Per me però è molto importante mantenere accesa la fiaccola delle istituzioni. E' fondamentale. E' come tenere accesa una luce: guardate, questa è un'istituzione, vedete? Sapeste quanto è importante, in democrazia".

(24 settembre 2012) www.repubblica.it
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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda trilogy il 24/09/2012, 21:01

Polverini si dimette:
«Umiliata, basta Giunta pulita, Consiglio indegno Gente da operetta, li mando tutti a casa»
La governatrice: «Dimissioni irrevocabili per una faida interna al Pdl. Hanno fatto cose raccapriccianti, e ora da persona libera potrò dire tutto». Casini: «Uno schifo, al voto»

Articolo: http://www.ilmessaggero.it/roma/campido ... 1268.shtml

V

bene così ! 8-)
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Re: Un pozzo senza fondo

Messaggioda Iafran il 24/09/2012, 22:23

trilogy ha scritto:Polverini si dimette:

... poverina Polverini ... le sue "dimissioni irrevocabili" forse sono proprio ... irrevocabili (chissà se firma e se controfirma la propria firma, come un altro personaggio tempo fa? :lol: ).
Con questi qua, però, le parole o le intenzioni perdono di significato e potrebbe ... revocare l'irrevocabile!
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