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Roma un disastro a 5 stelle

Roma un disastro a 5 stelle

Messaggioda trilogy il 03/07/2019, 9:18

Gli inceneritori non servono, le discariche non servono, rifiuti zero, ecc. ecc. Questo era il grande programma dei 5 stelle a Roma. Risultato concreto SIAMO SOMMERSI DALLA SPAZZATURA E DALLA PUZZA!!

https://www.movimento5stelle.it/virgini ... gola2.html

ROMA
Rifiuti per strada fino a Natale: Raggi evoca la crisi pilotata

Mercoledì 3 Luglio 2019 di Mauro Evangelisti

ROMA Il nuovo consiglio di amministratore di Ama: «Supereremo la crisi dei rifiuti solo a Natale». La sindaca Virginia Raggi, mentre i cumuli di spazzatura crescono, in una lettera al presidente del Consiglio: «È una crisi stabilita a tavolino», «sono disposta ad adottare come sindaco di Roma e della Città Metropolitana tutti gli atti di mia competenza anche straordinaria per assicurare la regolarità del servizio». Rifiuti, Roma è sull’orlo del baratro e ora se ne rendono conto anche in Campidoglio. Appena due settimane fa il Movimento 5 Stelle di Roma su Facebook gigioneggiava: «La situazione della raccolta nei Municipi è in progressivo miglioramento, l’Ama ci ha assicurato che a breve tutto tornerà a regime». Le ultime parole famose.

Ieri, nel corso della riunione della Commissione trasparenza, Paolo Longoni, ad di Ama, ha avvertito: «Se facciamo battaglie ideologiche su inceneritori sì/inceneritori no, discariche sì/discariche no, non ne veniamo fuori. I rifiuti restano dove stanno e in un mese rischiano di formare una montagna di rifiuti alta come il Vesuvio». Il riferimento è alle discariche e ai termovalorizzatori dove ogni settimana vanno 2.800 tonnellate di materia prodotta dal trattamento dei rifiuti romani. I vertici di Ama hanno aggiunto: la crisi sarà superata solo a Natale (poi hanno precisato che intendevano quella strutturale).Ma Longoni ha descritto la situazione di Ama con parole che rappresentano, involontariamente, un drammatico atto di accusa per Virginia Raggi che da tre anni guida Roma Capitale: «C’è una emergenza nel servizio, c’è una emergenza organizzativa perché l’organizzazione interna è da migliorare, c’è una emergenza finanziaria perché la società ha problemi di risorse finanziarie. C’è molto che non funziona e che deve essere sistemato». Altro che nuovi impianti: Ama non ha neppure un piano industriale, visto che quello prodotto dai precedenti vertici scelti dalla Raggi, secondo il nuovo Cda, è da rifare.

STRATEGIA
Cambio di scena. Virginia Raggi ha corretto la strategia perché la realtà (i rifiuti per strada) è più forte dei social network (i post per dire che va tutto bene). Ha inviato una lettera al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, al ministro Sergio Costa, al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, alla procura e alla prefettura. Parla di complotto. Anzi, più correttamente, di «crisi stabilita a tavolino, forse per logiche commerciali». La ricostruzione della Raggi: il Tmb di Malagrotta (Colari) per la manutenzione ha ridotto dal 25 aprile di 200 tonnellate giornaliere i rifiuti lavorati, dal 26 maggio di 500; dal 20 maggio il Tmb di Rida (Aprilia) accoglie 1.000 tonnellate settimanali in meno; dal 26 aprile il Tmb di Ecologia Viterbo riceve 700 tonnellate settimanali. Il primo luglio anche un tmb abruzzese deve rallentare (e il 31 finisce la disponibilità in Abruzzo), mentre il Tmb di Saf (Frosinone) si è fermato per un guasto. Secondo la Raggi così si è passati da una disponibilità di 19.160 tonnellate a settimana a 15.590 tonnellate, manca la destinazione per 300 tonnellate al giorno. A questo si aggiunge un guasto del Tmb di Ama e l’indisponibilità di spazi a San Vittore nell’inceneritore, portando a 650 tonnellate giornaliere il buco nero di Roma.

Secondo la Raggi, negli impianti del Lazio sulla carta c’è disponibilità sufficiente, ma non viene erogata per carenza di spazi finali nell’inceneritore di Acea a San Vittore e nella discarica di Colleferro di Lazio Ambiente. Di qui l’accusa di «crisi stabilità a tavolino» e il richiamo a «senso di responsabilità del presidente della Regione, Nicola Zingaretti». Fin qui l’atto di accusa della Raggi. Da Lazio Ambiente replicano che la discarica di Colleferro riceve ogni giorno più di 800 tonnellate di rifiuti romani. L’inceneritore Acea di San Vittore (che ha rimandato al 21 luglio la manutenzione per aiutare Roma) da quello che risulta sta rispettando gli impegni. Zingaretti spiega: «Noi stiamo collaborando. Ma il problema di queste ore, che è sotto gli occhi di tutti, non deriva da un deficit di spazi di conferimento, ma da difficoltà della raccolta e soprattutto dall’assenza, dopo la Salaria, di centri di trasferenza».

fonte: https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola ... 94537.html
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Re: Roma un disastro a 5 stelle

Messaggioda trilogy il 02/10/2019, 7:53

Purtroppo per la capitale, la Raggi e la sua giunta non si dimettono mai...

Rifiuti a Roma, ancora scontro sul bilancio di Ama: si dimette il cda. E' il sesto vertice che "salta" in tre anni.
E Raggi punta su Zaghis.

Il vecchio cda presieduto da Lorenzo Bagnacani fu rimosso a febbraio dalla sindaca Raggi, anche in quel caso dopo un duro scontro politico su conti e debiti. Ranieri, consigliere uscente: "Deluso e arrabbiato, se il piano per Ama era un altro potevano dirlo subito". In serata la sindaca fa il nome di un consulente finanziario, già nello staff di Marcello De Vito, come prossimo amministratore unico

A un centinaio di giorni dal suo insediamento, si è dimesso il consiglio di amministrazione di Ama, la società che si occupa dei rifiuti della Capitale, composta dalla presidente Luisa Melara, dall'ad Paolo Longoni e dal consigliere Massimo Ranieri. Alla base della decisione lo scontro col Comune di Roma, socio unico della municipalizzata, sul progetto di bilancio 2017.

Mercoledì scorso, dopo diversi incontri tra le parti, il dg di Roma Capitale Franco Giampaoletti aveva inviato una lettera agli amministratori avvisando che il bilancio non poteva essere approvato per via di un "elemento ostativo" e cioè l'iscrizione della partita dei 'solitì 18,3 milioni di crediti (vantati da Ama verso il Comune) per i servizi funebri e cimiteriali.

Come il vecchio cda presieduto da Lorenzo Bagnacani - rimosso i primi di febbraio dalla sindaca Raggi anche in quel caso a valle di un duro scontro sul bilancio e su quei soldi - anche questa terna di amministratori ha inserito quei denari in un fondo rischi per oneri contrattuali collegato al patrimonio netto.
Ma anche questa volta il Campidoglio non ne ha voluto sapere. Per il Comune quei 18,3 milioni vanno svalutati interamente.

....."Se Raggi dice di essere stata lasciata sola, allora noi siamo stati abbandonati. Sono deluso e arrabbiato, se il piano per Ama era un altro ce lo potevano dire subito. Il problema dei rifiuti non si gestisce con l'ideologia ma servono azioni concrete" così, con rabbia, si è sfogato il consigliere dimissionario Massimo Ranieri, geologo e presidente dell'azienda abruzzese EcoLan entrando nella sede di Calderon de la Barca, "anche oggi abbiamo continuato a lavorare, ho appena visto un dirigente Hera per la gestione dei flussi. Vanno avanti anche le procedure per l'apertura dei due compostaggi. Noi abbiamo provato a lavorare: oggi avrei dovuto vedere in V Municipio i cittadini perché con il presidente Giovanni Boccuzzi ci eravamo impegnati a far partire il porta a porta da Natale, ma purtroppo è andata così. Tutto questo avviene sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori di Ama".....

L'inerzia e la mancanza di una concreta e fattiva collaborazione con Ama da parte del Comune di Roma, molto più che i 18 milioni 'contesì di crediti cimiteriali. E' questo il motivo per cui il cda della municipalizzata dei rifiuti ha deciso di dimettersi e ha voluto scrivere alla sindaca Raggi una lettera di sei pagine in cui vengono elencate e motivate tutte le ragioni del loro addio.......

....In serata, senza aver replicato a nessuno degli attacchi rivolti alla sua amministrazione per la nuova "giostra" Ama, la sindaca Raggi firma una nota del Campidoglio: "E' stato individuato nella persona di Stefano Zaghis il nuovo amministratore unico di Ama spa. La sindaca ha dato mandato agli uffici di avviare la procedura per la nomina". Scarse le notizie sul prossimo numero 1 di una azienda primaria come l'Ama, con oltre 7.500 dipendenti e alimentata da una tassa sui rifiuti, la tari, che ha l'aliquota più alta d'Italia e che vale quasi 800 milioni di euro nelle due tranche annuali. Stefano Antonio Zaghis è un fedelissimo M5s con un curriculum più orientato nella finanza che nell'ambiente. E' un milanese trapiantato a Roma che nel 2013 fu una delle figure chiave dello staff di Marcello De Vito che si candidava contro l'allora candidato sindaco Marino. Di De Vito, poi nominato presidente del Consiglio comunale di Roma con la sindaca Raggi, le ultime cronache hanno raccontato del suo arresto con l'accusa di aver incassato tangenti per il nuovo stadio della Roma....

fonte: https://roma.repubblica.it/cronaca/2019 ... 237423689/
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