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Neve: gran parte d'Italia nel caos

Discussioni su aspetti locali di attualità, specifici o comuni a vari luoghi, ove già non affrontati nei forum tematici. Riforme locali: decentramento e federalismo.

Re: Neve: gran parte d'Italia nel caos

Messaggioda Stefano'62 il 06/02/2012, 13:17

Si penso che hai ragione.
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La gestione dei rischi "imprevedibili"

Messaggioda franz il 06/02/2012, 14:58

Ok, a Roma nevica raramente e quando succede è, per un termine introdotto da Annarosa e decisamente adatto: "inusuale".
Ma è questa una giustificazione accettabile?
Facciamo un caso ancora piu' drammatico e raro. Il terremoto.
Alcune zone sono piu' sismiche di altre, alcune meno, ma questo basta per farsi trovare impreparati?
Tanto la scusa è "è stato un evento eccezionale"? Io direi di no.

Una comunità che si rispetti valuta i rischi, secondo la classica mattrice probabilità/improbabiltà incrociata con danni (leggeri/medi/alti). La matrice 3 per 3 indica i nove quadranti in concentrare le attività di prevenzione e/o di "minimizzazione del rischio".

Si valutano tutte le controminure ed i relativi costi e si implementano partendo dalla piu' economiche ed efficaci, concentrandosi sui quadranti che indicano i danni piu' gravi e piu' probabili, via via a scalare verso i danni meno gravi e meno probabili.

Naturalmente la neve di per se' dovrebbe indicare una probabilità ben nota a seconda delle località (altissima a livigno, bassa a Roma) e danni proporzionali alla scarsità di gestione (a Livigno non si muore di neve, perché il caso è gestito bene, a Roma ogni 25 anni possono esserci decine di morti, se il caso non è gestito).

Naturalmente non si puo' impedire che nevichi, che ci siano terremoti ed alluvioni ma si deve essere preparati prima a gestire l'evento. Essere impreparati non è piu' una scusa. Roma mi risulta sia priva di un piano d'emergenza.
Confida nel potere di protezione divino perché ospita il Vaticano?
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Re: Neve: gran parte d'Italia nel caos

Messaggioda franz il 07/02/2012, 23:04

franz ha scritto:Comprendo che a Roma, dove nevica ogni morte di papa (ecco perché appare così preoccupato :lol: :lol: )

Immagine


Grazie a Crozza che ha ripreso ( dopo tre giorni) la battuta su Ballaro'. :-)
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Allarmi fraintesi, città impreparate

Messaggioda franz il 08/02/2012, 12:07

IL DOSSIER
Allarmi fraintesi, città impreparate
i 10 errori che hanno scatenato il caos

I piani per affrontare le nevicate ci sono. Ma nell'ultima settimana si sono inceppati in molti punti. A frenare la macchina dei soccorsi soprattutto le infrastrutture obsolete e la scarsezza di mezzi a disposizione

di FABIO TONACCI e CORRADO ZUNINO

L'ITALIA era pronta ad affrontare l'emergenza neve? Sulla carta, sì. Dal momento in cui la Protezione civile ha emesso l'allerta meteo, la catena di comando doveva intervenire per prevenire il blocco delle infrastrutture vitali del paese (strade, autostrade, ferrovie, rete elettrica e servizi idrici) e mettere in moto la macchina dei soccorsi. Ma i mille disagi sofferti dagli italiani in questi giorni documentano la grande disorganizzazione dell'apparato statale, delle Regioni e dei comuni, di cui il caos vissuto a Roma è stata solo la conseguenza più chiara e rumorosa. Previsioni meteorologiche contraddittorie, piani antineve obsoleti, normative sulle calamità naturali lacunose. E ancora, insufficienza di mezzi di soccorso, condutture dell'acqua che si spaccano con il ghiaccio, treni fermi per ore a causa di una porta gelata, ritardi nel chiudere le strade colpite dalla bufera. Ecco cosa ha paralizzato l'Italia.

L'ALLERTA
Gli allarmi meteo diramati dalle Regioni non sono sempre chiari. L'allerta 2 (medio) dell'Emilia Romagna è diverso dallo stesso allerta lanciato in Liguria o Piemonte. "Sono poi troppo generici - spiega Roberto Reggi, sindaco di Piacenza e responsabile Anci per la protezione civile - non è stato codificato il comportamento da tenere in caso di allerta uno, due o tre. Ognuno decide da sé. In base ai vari bollettini meteo, ci sono prefetture che si permettono di chiudere le scuole quando è il sindaco, e solo lui, a poterlo
fare". Emilia Romagna e Piemonte, inoltre, hanno un centro meteo autonomo che spesso confligge con le previsioni nazionali

LA CAPITALE
A Roma non ha funzionato niente. A partire dal sindaco Alemanno che giovedì scorso non ha capito in tempo il fatto che i 35 mm di pioggia previsti dalla Protezione Civile per il giorno dopo potevano, in caso di termometro sotto lo zero, diventare 35 centimetri di neve. Gli spargisale sono entrati in azione troppo in ritardo, quando ormai erano inutili. I mezzi spalaneve messi in campo erano troppo pochi e spesso sono rimasti inutilizzati perché bloccati dal traffico. Intasate le vie consolari di accesso alla città, gli automobilisti sono rimasti fermi per ore nella neve. Caos nella chiusura delle scuole: per eccesso di prudenza sono rimaste chiuse anche lunedì e ieri.

LE FERROVIE
Poche "scaldiglie" (impianti di riscaldamento degli scambi ferroviari), squadre di pulitori non sufficienti a coprire l'intera rete, porte dei convogli bloccate dal ghiaccio. Il piano neve delle Rete Ferroviaria italiana in molte zone è naufragato su piccoli dettagli. Le scaldiglie, ad esempio. Non ce ne sono abbastanza nel centro Nord, per cui non è stato garantito a pieno il servizio pendolari in Emilia e in Piemonte. Non sono previste al Sud, ad esempio in Sicilia e in Basilicata. E con gli scambi congelati, i treni non passano. Così si spiegano i 66 Eurocity e Intercity a lunga percorrenza cancellati ieri. C'è poi un problema di vegetazione: a Cassino 4 km di ferrovia sono stati bloccati perché gli alberi si erano piegati sulle rotaie.

LE STRADE
Negli ultimi giorni dalle case cantoniere dell'Anas sono partiti 3000 uomini e 2500 mezzi per la pulizia di 25 mila km di strada. Ma gli interventi non sono sempre stati efficaci. Sul Grande Raccordo Anulare di Roma, ad esempio, il sale sparso giovedì notte è stato sciolto dalla pioggia mattutina del venerdì, senza che venisse poi ripristinato. Quel giorno, quando è cominciata la grande nevicata, i mezzi Anas non sono entrati in funzione perché tir e auto senza catene, causa ghiaccio, si sono messi di traverso, bloccando il passaggio sulla corsia d'emergenza. In Abruzzo la chiusura della SS 690 è stata decisa in ritardo (alberi e tralicci finiti sulla carreggiata), decine di automobilisti sono rimasti bloccati.

LE AUTOSTRADE
Sulle autostrade è stato il caos, il coordinamento di Viabilità Italia del Viminale ha limitato i danni: chiusure temporanee, deviazioni, automobilisti fermi ai lati della carreggiata (ieri nevicava su oltre 1000 km di rete autostradale). La prima misura adottata dai gestori è stato il filtraggio ai caselli dei tir di stazza superiore alle 7,5 tonnellate, una misura che ha facilitato l'ingresso in carreggiata dei mezzi spargisale e spalaneve. L'effetto collaterale è stato l'intasamento delle strade provinciali con incolonnamenti di camion vicino agli svincoli. Sull'A24 Teramo-l'Aquila-Roma i cittadini accusano la Strada dei Parchi Spa di avere impiegato 28 ore per rimuovere la slavina di Carsoli, causandone la chiusura.

L'ELETTRICITA'
Il piano di emergenza della Rete elettrica, sulla carta, è inattaccabile. Prevede la predisposizione di gruppi elettrogeni supplementari nel caso di interruzione delle linee e rinforzo delle risorse (tecnici e operai) sul campo. Dovrebbe reggere anche di fronte a un'intensa nevicata. Non è andata così, e anche ieri l'Enel ha dichiarato che 12.680 forniture nel centro sud sono senza elettricità. È successo che manicotti di ghiaccio si sono formati attorno alle linee, causandone la rottura. Non solo, sui cavi sono caduti anche alberi d'alto fusto. Le squadre di intervento, con i mezzi leggeri a loro disposizione, non sono riuscite a raggiungere le aree di campagna invase dalla neve o con la viabilità intasata.

L'ACQUA
Ancora ieri c´erano quarantamila famiglie senza acqua a Genova, più di 22 mila utenze interrotte nel Lazio (luce e acqua), tubi che sono esplosi a Firenze. La spiegazione si trova sottoterra, lungo i 500 mila km di condutture idriche italiane. 170 mila sono da rottamare perché prodotti in ghisa grigia, un materiale che si spacca con il freddo. Il sistema idrico si scopre così del tutto indifeso. I gestori, oltre a potenziare le squadre di intervento (che però hanno problemi a raggiungere i paesi più sperduti) diramano agli utenti consigli "della nonna": coprire i tubi esterni con panni di lana, polistirolo e giornali, sbrinare i contatori con dei normali phon per capelli.

GLI ENTI LOCALI
Perché i governatori di diverse Regioni colpite dal maltempo non hanno chiesto lo stato di emergenza o l'hanno fatto con troppo ritardo? Perché con la nuova normativa, in vigore dallo scorso anno, sono gli stessi enti regionali a dover tirar fuori i soldi per gli interventi urgenti, aumentando tributi, addizionali, accise regionali sulla benzina. Solo nel caso in cui le risorse non bastino, si può accedere al Fondo nazionale di Protezione Civile. Che però ammonta a zero. Ci sono stati poi inspiegabili ritardi istituzionali. Ad esempio il Coordinamento della Protezione civile presso la Regione Abruzzo è stato convocato solo 72 ore dopo l'inizio dell'emergenza.

L'ESERCITO
È il prefetto, e solo lui, il soggetto che può chiedere l'intervento dell'Esercito in casi di emergenza. Militari spalatori sono al lavoro nelle Marche, in Abruzzo, a Urbino, a Sora, nel basso Lazio. Alcuni mezzi pesanti hanno però avuto difficoltà a raggiungere i paesi di montagna e le località più isolate. C'è poi la questione del pagamento, che ha frenato gli interventi iniziali. L'indennizzo richiesto era di 800 euro al giorno per ogni ruspa usata, 200 per i mini escavatori, 60 euro a soldato per vitto e alloggio, e a pagare dovevano essere le amministrazioni locali. Il governo ieri ha stabilito invece che l'impiego dei militari non graverà sulle casse comunali.

LE DOTAZIONI
La mancanza di personale e di mezzi in aziende strategiche in queste occasioni di emergenza acuisce i problemi. La Cgil rivela che la Rete ferroviaria italiana, riferimento societario per Trenitalia, ha firmato un accordo per l'assunzione di 550 persone nell'area manutenzione. Ad oggi sono entrati in Rfi solo in cento e sul fronte manutenzione (binari, scambi, linea aerea) Trenitalia ha accusato i guai maggiori. A Roma venerdì scorso solo cinque volanti su quindici hanno potuto presidiare la città: dieci non avevano catene né gomme termiche. E il sindacato di polizia denuncia da tempo il contingentamento delle pattuglie della Polstrada sulle autostrade italiane.

(08 febbraio 2012) www.repubblica.it
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Re: Allarmi fraintesi, città impreparate

Messaggioda Stefano'62 il 08/02/2012, 12:28

Emilia Romagna e Piemonte, inoltre, hanno un centro meteo autonomo che spesso confligge con le previsioni nazionali

Le previsioni si fanno in questo modo.
Prima il satellite manda le immagini e i dati atmosferici,e sulla base di questo si fa una prima bozza di previsione di carattere generale ma che non ha i requisiti di completezza necessari ad una previsione definitiva.
Poi l'Aeronautica invia la foto e i dati ai distaccamenti regionali e poi a quelli locali.
Poi i distaccamenti locali elaborano le informazioni ottenute dalla foto e dai dati meteorologici macro integrandole con i dati rilevabili al suolo,cioè mettendoli in relazione con le reali variabili meteorologiche locali (pressione,umidità,temperature,flussi vari etc.) ed elaborano una previsione locale specifica e accurata.
Infine le singole previsioni locali vengono rielaborate a livelo macro come un puzzle e si ottiene la previsione più attendibile.
Quella che si vede nei tiggi è la prima previsione,quella meno attendibile senza tutti gli altri passaggi (ecco perchè sbagliano in continuazione,tranne quando pronosticano le leggendarie "piogge sparse",epperforza).

Quando le previsioni locali confliggono con quelle nazionali,è perchè queste ultime sono state fatte saltando i passaggi locali.
E' per questo motivo che noi ci basiamo sempre e solo sulle molto più attendibili previsioni locali fornite dalla Capitaneria di porto ai naviganti.
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Re: Allarmi fraintesi, città impreparate

Messaggioda franz il 08/02/2012, 13:04

Stefano'62 ha scritto:Le previsioni si fanno in questo modo.
Prima il satellite manda le immagini e i dati atmosferici,e sulla base di questo si fa una prima bozza di previsione di carattere generale ma che non ha i requisiti di completezza necessari ad una previsione definitiva.
Poi l'Aeronautica invia la foto e i dati ai distaccamenti regionali e poi a quelli locali.
Poi i distaccamenti locali elaborano le informazioni ottenute dalla foto e dai dati meteorologici macro integrandole con i dati rilevabili al suolo,cioè mettendoli in relazione con le reali variabili meteorologiche locali (pressione,umidità,temperature,flussi vari etc.) ed elaborano una previsione locale specifica e accurata.
Infine le singole previsioni locali vengono rielaborate a livelo macro come un puzzle e si ottiene la previsione più attendibile.

Ok, mi pare abbastanza antidiluviano (a proposito di clima :-)
La prima critica è: che cavolo c'entra l'aereonautica? Ho una certa esperienza del tema, perché ho lavorato nel campo delle previsioni (delle tecnologie satellite) per un paio di anni e per solo i paesi arretrati e latini basano il lavoro di previsione su strutture militari. Roba da sud america, ragazzi!
Un servizio civile, statale, credo che sia piu' moderno del solito militare che spesso vediamo apparire, gallonato, in TV. Solo in Cile lavoravo in una caserma, per il set-up dell'impianto.
La seconda critica è che nel riassunto di Stefano non si fa riferimento all'utilizzo di modelli atmosferici e dei super computer che, utilizzandoli, generano previsioni attendibili in ambito locale in tempo molto rapidi.
Date un'occhiata a questa descrizione del sistema COSMO, di cui anche elcune regioni d'Italia fanno parte) http://www.meteosvizzera.admin.ch/web/i ... zioni.html ed al sito in generale.
Vedere il sito http://cosmo-model.cscs.ch/ docve si capisce che solo Piemonte e EMR hanno a disposizione questa tecnologia di punta, in collaborazione con il centro di calcolo scientifico svizzero (un Cray XE6 "monterosa" che è tra i primi 30 supercomputer al mondo).
Ecco perché le previsioni accurate EMR possono essere differenti da quelle nazionali italiane. Anche l'Italia dovrebbe adottare queste tecnologie e modelli ma il supercomputer piu' potente (al CINECA) è ottantesimo al mondo come potenza. Insomma come sempre bisogna investire in tecnologia, non dare 2 miliardi ai partiti in sei anni che poi se li fanno pure ciulare dall'amministratore.
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Re: Neve: gran parte d'Italia nel caos

Messaggioda flaviomob il 09/02/2012, 15:34

http://espresso.repubblica.it/dettaglio ... ni/2173750

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Pompieri in pensione «dotati di velocipede». 'Rangers' con tanto di giubbe rosse. Un club di cavallerizzi. Sono le associazioni a cui il sindaco di Roma aveva affidato i soccorsi in caso di neve. E sono gli unici che ci hanno provato, senza mezzi e senza altri aiuti. Finendo per restare a loro volta bloccati e dover chiamare i vigili

...


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Re: Neve: gran parte d'Italia nel caos

Messaggioda flaviomob il 10/02/2012, 22:15

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Alemanno non si fida più degli eredi di Bertolaso. Stavolta ha chiesto aiuto alla protezione civile... giapponese! :lol:


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