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Province da tagliare

Discussioni su aspetti locali di attualità, specifici o comuni a vari luoghi, ove già non affrontati nei forum tematici. Riforme locali: decentramento e federalismo.

Re: Province da tagliare

Messaggioda ranvit il 13/01/2012, 19:02

Pianogrande ha perfettamente ragione! E Franz ha torto perchè (anche scritto in piccolo).... se è vero che "Se li pagassero loro, sarebbero fatti loro." è altrettanto vero che non se li pagano loro.....
Ma si sa.... stiamo parlando di una provincia del Nord, addirittura ai confini con al mittleuropa, e allora la si butta in battute sui caratteri grandi o piccoli. Se si fosse trattato di una provincia del Sud....apriti cielo!
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda franz il 13/01/2012, 19:59

pianogrande ha scritto:Mi colpisce l'espressione "federalismo da sogno".

A me non stupisce ma concordo sul fatto che in Italia possa essere definito "da sogno".
In realtà è ordinario. Anche in Svizzera il 90% delle imposte dirette rimane in casa, divise in parti quasi uguali tra Cantone e Comuni.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda franz il 13/01/2012, 20:03

ranvit ha scritto:Pianogrande ha perfettamente ragione! E Franz ha torto perchè (anche scritto in piccolo).... se è vero che "Se li pagassero loro, sarebbero fatti loro." è altrettanto vero che non se li pagano loro....!

Esatto. Se non li pagano loro sono fatto nostri.
Ma tu avevi detto che sarebbe stato uno scandalo chiunque avesse pagato.
Il concetto è che se ogni provincia (o comune) si autofinanzia, allora come spendono i soldi sono fatti che riguardano i cittadini di quella provincia o di quel comune. Possono fare 26 stadi, 12 piscine, 33 ospedali e/o pagare lauti stipendi.
Devono essere i cittadini di quel posto ad essere d'accordo.
Se non lo sono, votano diversamente.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda ranvit il 13/01/2012, 20:54

Ma tu avevi detto che sarebbe stato uno scandalo chiunque avesse pagato.


E infatti lo è....anche se fossero in Tanzania....la mia etica è diversa dalla tua, evidentemente.
Legittimo ma non condivisibile, soprattutto affidandosi ad una battuta sui caratteri grandi.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda franz il 13/01/2012, 21:36

ranvit ha scritto:Ma tu avevi detto che sarebbe stato uno scandalo chiunque avesse pagato.
E infatti lo è....anche se fossero in Tanzania....la mia etica è diversa dalla tua, evidentemente.
Legittimo ma non condivisibile, soprattutto affidandosi ad una battuta sui caratteri grandi.

Francamente con tutti i problemi che abbiamo, preoccuparsi dello stipendio dei parlamentari della Tanzania sarebbe grottesco.
Sempre che siano quei cittadini, democraticamente, a votare il costo della loro scelta pubblica, sono fatti loro.
La democrazia, dove funziona, implica rispetto per le decisioni altrui.
Non so per la Tanzania ma credo che per il trentino alto adige e l'Italia si possa parlare di democrazia.
Bisogna vedere solo i flussi fiscali in ingresso ed uscita dal TAA e comunque prendere atto del dato di fatto (certificato da decine di indagini) che le due provincie autonome sono i posti con la migliore qualità della vita in Italia.
Se per questo pagano meglio i loro politici, fanno benissimo.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda flaviomob il 13/01/2012, 21:59

I cittadini del TAA non hanno la possibilità di determinare lo stipendio dei loro politici. Non è determinabile per democrazia diretta. E comunque, non sono loro che se lo pagano ma anche i finanziamenti che ricevono dallo stato italiano, quindi è anche una questione che ci riguarda. La sostanziale differenza con gli stipendi d'oro siciliani è che il TAA l'amministrazione è di ottimo livello e la qualità della vita di gran lunga superiore alla media italiana.


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Re: Province da tagliare

Messaggioda franz il 14/01/2012, 0:02

flaviomob ha scritto:I cittadini del TAA non hanno la possibilità di determinare lo stipendio dei loro politici.

Nemmeno gli altri cittadini italiani, se è per questo.
Ma come giustamente dici "l'amministrazione è di ottimo livello e la qualità della vita di gran lunga superiore alla media italiana". Il rating pubblico è AAA e quanto entra dallo Stato è l'8.8% del totale. (vedere http://www.provinz.bz.it/finanze-bilanc ... a_2011.pdf )
Se è vero cio' che riportava quell'articolo (e per quello che scrivono i giornali ogni dubbio è lecito) che il 90% delle entrate fiscali rimane in loco ed il 10% va a Roma allora visto che torna l'8.8% direi proprio che sono decisamente autonomi.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda ranvit il 14/01/2012, 9:49

Facciamo a capirci Franz....e con il 1,2% che TAA versa allo Stato partecipa ai costi dello Stato unitario, a partire dalla Difesa, politica estera etc???

Io credo che lo Stato dovrebbe pretendere un po' di piu'....non credi?

http://it.wikipedia.org/wiki/Regioni_dell%27Italia
Lo statuto speciale garantisce una particolare forma di autonomia, ciò è tangibile nell'autonomia impositiva. Il Friuli-Venezia Giulia trattiene per sé il 60% della maggior parte dei tributi riscossi nel territorio regionale, la Sardegna il 70%, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige il 90%, la Sicilia il 100% delle imposte. Tali regioni dispongono di notevoli poteri legislativi e amministrativi, come nei settori scuola, sanità, infrastrutture e di conseguenza debbono provvedere al relativo finanziamento principalmente con le proprie risorse, mentre nelle regioni a statuto ordinario le spese sono principalmente a carico dello stato.
Di conseguenza la regione Trentino-Alto Adige (1.000.000 di abitanti) dispone di un budget che corrisponde a quello della Regione del Veneto, con 4,8 milioni di abitanti. Anche per questo diversi comuni di confine chiedono il passaggio alle più ricche regioni di diritto speciale, come permesso dalla Costituzione.
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Re: Province da tagliare

Messaggioda flaviomob il 14/01/2012, 10:17

Abolizione delle Province: Formigoni e la Lombardia lanciano una proposta al governo
January 13, 2012

Dalla Lombardia, entro il 25 febbraio, arriverà una proposta indirizzata al Governo e al Parlamento, che tenga conto dell’opportunità “di tagliare drasticamente i costi, di aumentare l’efficienza, ma anche di garantire il governo del territorio”. Il presidente della Regione Roberto Formigoni sintetizza così l’esito dell’incontro con le Province a Palazzo Lombardia. All’ordine del giorno l’articolo 23 della legge 214, che prevede il taglio delle Province italiane. Dalla Lombardia – è questo il significato del tavolo odierno, illustrato dallo stesso Formigoni a conclusione della seduta – “parte un invito al Governo e al Parlamento a rivedere sollecitamente questa legge”.

L’INCONTRO IN REGIONE – Presenti all’incontro – presieduto da Formigoni e dall’assessore regionale al Bilancio, Finanze e Rapporti istituzionali Romano Colozzi – il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, quello del Consiglio della Provincia di Milano Bruno Dapei e i presidenti delle Province di Como, Brescia, Lodi, Monza e Brianza, Sondrio, Bergamo, Cremona, Mantova e Pavia, rispettivamente: Leonardo Carioni, Daniele Molgora, Pietro Foroni, Dario Allevi, Massimo Sertori, Ettore Pirovano, Massimiliano Salini, Alessandro Pastacci e Daniele Bosone. Presenti, per la Provincia di Lecco e quella di Varese, rispettivamente, l’assessore all’Ambiente, Caccia e Pesca Carlo Signorelli e il vicepresidente Gianfranco Bottini. Ha partecipato al Tavolo anche il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida.

LEGGE NAZIONALE TROPPO FRETTOLOSA – “L’articolo 23 della legge 214 – ha sintetizzato Formigoni – contiene un’impostazione del tutto frettolosa e scoordinata, non capace di tenere in considerazione la differenza tra le Regioni italiane, in particolare quella di una grande Regione come la Lombardia che, in questi anni, ha lavorato insieme alle Province, trasferendo molte competenze e funzioni già a partire dalla riforma Bassanini del 1997. Pare evidente che una legge nazionale non possa pretendere di regimentare nello stesso modo Province virtuose e non virtuose, Province piccole di piccole Regioni e Province medie di medie o grandi Regioni”.

RAZIONALIZZAZIONE MA ANCHE COESIONE TERRITORIALE – La necessità assoluta di una semplificazione della Pubblica Amministrazione può e deve portare, per Formigoni, “a un efficientamento dei vari livelli di Governo e, in particolare, a un efficientamento e a una razionalizzazione delle Province e dei costi della Pubblica Amministrazione”. Studi interni a Regione Lombardia hanno evidenziato la possibilità di una “drastica riduzione del numero delle Province”, ma tutto questo deve essere fatto nella salvaguardia della “necessaria coesione territoriale di una Regione come Lombardia, con 10 milioni di abitanti”.

LE POSIZIONI DELLE PROVINCE – Le Province lombarde intendono lavorare – ha rimarcato il presidente della Provincia di Como e presidente dell’Unione delle Province lombarde, Carioni – con la Regione Lombardia per “uscire da questo empasse. Togliere le Province creerebbe un grande problema ai territori che esse rappresentano, ma anche alla stessa Regione”. Carioni parla di azione “incostituzionale” da parte del Governo, segnalando come a Como arriverà un commissario. Per Podestà siamo di fronte al pericolo di “esautorazione del livello intermedio di Governo”, che porterebbe a un aumento del costo della Pubblica Amministrazione. Duro il giudizio anche di Pirovano e Molgora: se per il primo “eliminare le Province sarebbe come eliminare i bronchi”, per il secondo la strada dell’efficienza non passa attraverso l’abolizione delle Province lombarde.

http://www.laltrapagina.it/mag/?p=4257

---

In effetti, una riflessione ci può stare. La Svizzera, con 6-7 milioni di abitanti, è suddivisa in 26 cantoni (23 cantoni e 3 semicantoni, se la memoria non mi inganna, almeno in passato era così: li sapevo tutti a memoria). La Lombardia, che ha quasi 10 milioni di abitanti (forse anche un po' di più, con l'immigrazione irregolare), da nove province è passata a dodici negli ultimi anni. E' anche vero però che in Svizzera non esiste il soggetto intermedio (la regione), mentre il cantone costituisce un'entità autonoma federata con altri pari.
Secondo me si risparmierebbe invece parecchio abolendo le innumerevoli ASL e facendole coincidere proprio con le province.


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Re: Province da tagliare

Messaggioda franz il 14/01/2012, 10:52

flaviomob ha scritto:In effetti, una riflessione ci può stare. La Svizzera, con 6-7 milioni di abitanti, è suddivisa in 26 cantoni (23 cantoni e 3 semicantoni, se la memoria non mi inganna, almeno in passato era così: li sapevo tutti a memoria). La Lombardia, che ha quasi 10 milioni di abitanti (forse anche un po' di più, con l'immigrazione irregolare), da nove province è passata a dodici negli ultimi anni. E' anche vero però che in Svizzera non esiste il soggetto intermedio (la regione), mentre il cantone costituisce un'entità autonoma federata con altri pari.
Secondo me si risparmierebbe invece parecchio abolendo le innumerevoli ASL e facendole coincidere proprio con le province.

Non posso che concordare (confermando il numero dei cantoni e che i comuni sono circa 3000, cosa normale in un territrio frastagliato dalla complessa struttura orografica alpina). Esiste all'interno dei cantoni piu' grandi (berna, zurigo ed altri che non so) un ente intermedio (il distretto) con poteri amministrativi. Ogni cantone infatti è libero di organizzarsi come vuole al suo interno.
Concordo con l'ipotesi di "provincializzare" la sanità, facendo coincidere asl con provincia.

PS: è il secondo miracolo in pochi giorni.
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