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La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati africani

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati africani

Messaggioda trilogy il 28/08/2018, 10:37

La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati africani

Il Franco coloniale garantisce a Parigi un ferreo controllo della loro moneta, oltre a un monopolio esclusivo sulle ricche materie di cui abbondano (oro, uranio, petrolio, gas, cacao, caffè), con un trasferimento di ricchezza pari a 500 miliardi di dollari l’anno

Verso metà settembre si terrà a Roma una manifestazione politica piuttosto singolare. A scendere in piazza saranno infatti solo giovani africani, emigrati da tempo in Italia e in altri paesi europei, che si siederanno per protesta davanti all'ambasciata francese, in piazza Farnese, per contestare la politica africana della Francia di Emmanuel Macron. A guidarli sarà Mohamed Konare, originario della Costa d'Avorio, che si definisce «attivista panafricano» ed ha fondato un movimento politico che, per usare un termine corrente, potremmo definire sovranista. L'obiettivo, come lui stesso afferma in una lunga intervista sul web (Byoblu), è di spiegare agli europei i metodi di tipo coloniale con i quali la Francia continua a comandare e depredare in Africa ben 14 Stati, un tempo sue colonie, diventate indipendenti negli anni 60, ma soltanto sulla carta.

Il giogo francese su questi Paesi, sostiene Konare, è soprattutto economico e monetario, ed è congegnato in modo tale da garantire a Parigi un ferreo controllo della loro moneta, oltre a un monopolio esclusivo sulle ricche materie di cui abbondano (oro, uranio, petrolio, gas, cacao, caffè), con un risultato duplice: arricchire la Francia e le sue élites imprenditoriali da un lato, con uno smisurato trasferimento di ricchezza (circa 500 miliardi di dollari l'anno, secondo alcune stime); dall'altro lato. impoverire fino alla miseria i popoli indigeni, che sono così costretti a fuggire per fame verso l'Italia e l'Europa, in cerca di fortuna.

A questo sfruttamento sistematico della Francia, dice Konare, è giunto il momento di dire basta: «Manifesteremo davanti a tutte le ambasciate francesi in Europa e non solo, con l'obiettivo ambizioso, oggi quasi utopico, di giungere alla creazione degli Stati uniti d'Africa, dove i 14 Stati, che sono ancora sotto il giogo francese, diventino veramente sovrani, liberi di usare le loro risorse naturali per lo sviluppo delle economie locali, e non per arricchire sempre più la Francia parassitaria di Macron e i governi burattini da lei insediati in Africa».

Il perno attorno al quale ruota l'intero sistema del controllo francese sui 14 Paesi africani è il franco coloniale, detto franco Cfa, moneta che la Francia impose alle sue colonie nel 1945, subito dopo l'accordo di Bretton Woods, che regolò il sistema monetario dopo la Seconda guerra mondiale. In origine l'acronimo Cfa stava per «Colonie francesi d'Africa», ma negli anni Sessanta, a seguito del riconoscimento dell'indipendenza delle colonie francesi deciso da Charles De Gaulle, il suo significato è cambiato: «Comunità finanziaria africana».

Un riconoscimento puramente formale della fine del regime coloniale, in quanto il franco Cfa ha conservato tutti i vincoli ferrei e giugulatori che aveva fin dall'inizio sulle economie locali. Stiamo parlando di 14 Stati dell'area subsahariana e del Centro Africa, con una popolazione di circa 160 milioni di unità, per i quali la moneta ufficiale è il franco Cfa, coniata e stampata in Francia, paese che ne ha stabilito tutte le caratteristiche e ne detiene il monopolio. Ecco il loro elenco: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo.

Il primo vincolo del franco Cfa consiste nell'obbligo per i 14 Paesi che ne fanno uso di depositare il 50% delle loro riserve monetarie presso il Tesoro francese. In pratica, quando uno dei 14 Paesi del franco Cfa esporta verso un paese diverso dalla Francia, e incassa dollari o euro, ha l'obbligo di trasferire il 50% di questo incasso presso la Banca di Francia.In origine la quota da trasferire in Francia era pari al 100% dell'incasso, poi è scesa al 65% (riforma del 1973, dopo la fine delle colonie), infine al 50% dal 2005. Così, per esempio, se il Camerun, previo un esplicito permesso francese, esporta vestiti confezionati verso gli Stati Uniti per un valore di 50mila dollari, deve trasferirne 25 mila alla Banca centrale francese. Un sistema al quale non sfugge neppure un soldo, in quanto gli accordi monetari sul franco Cfa prevedono che vi siano rappresentati dello Stato francese, con diritto di veto, sia nei consigli d'amministrazione che in quelli di sorveglianza delle istituzioni finanziarie delle 14 ex colonie.

Grazie a questo trasferimento di ricchezza monetaria, la Francia gestisce a suo piacimento il 50% delle valute estere delle 14 ex colonie, investendoli massicciamente in titoli di Stato emessi dal proprio Tesoro, grazie ai quali ha potuto finanziare per decenni una spesa pubblica generosa, sovente ignara dei vincoli di Maastricht. E Konare, nell'intervista sul web, ricorda che quando Angela Merkel ha chiesto ai vari governi francesi di depositare il 50% delle riserve delle 14 ex colonie presso la Bce, invece che presso la Banca centrale francese, la risposta è sempre stata un secco no.

Tra i numerosi vincoli imposti dagli accordi sul franco Cfa, vi è anche il «primo diritto» per la Francia di comprare qualsiasi risorsa naturale scoperta nelle sue ex colonie. Da qui il controllo di Parigi su materie prime di enorme valore strategico: uranio, oro, petrolio, gas, caffè, cacao. Soltanto dopo un esplicito «non interesse francese», scatta il permesso di cercare un altro compratore. Ma attenzione: i maggiori asset economici di tutte le 14 ex colonie sono in mano a francesi che si sono insediati da tempo in Africa, diventando miliardari a palate (su tutti, Vincent Bolloré e Martin Bouygues). Tanto che Konare trova giusto dire che «gli africani vivono in Paesi di proprietà dei francesi. Mentre agli africani, la Francia di Macron lascia solo le briciole. E spesso neppure quelle: soltanto miseria».
Da questa povertà diffusa, sostiene l'attivista panafricano, hanno origine le ondate migratorie verso l'Europa. «Un viaggio che sono il primo a sconsigliare», dice Konare. «L'Italia non ha lavoro a sufficienza per i suoi giovani, non è pensabile che lo trovi per quelli africani. Per questo ha fatto bene Matteo Salvini a chiudere i porti. I giovani africani devono impegnarsi di più nei loro Paesi per chiedere la fine del colonialismo e delle ruberie francesi, e costruire gli Stati Uniti d'Africa, una federazione di Stati indipendenti e sovrani. Un'utopia che può diventare realtà».

fonte: https://www.italiaoggi.it/news/la-franc ... ni-2292284
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda pianogrande il 29/08/2018, 14:54

Questi africani "Ha fatto bene Matteo Salvini" puzzano di imbroglio a chilometri di distanza.

Non ritengo possibile che possano esistere simili trattati senza una contropartita.
Non è inoltre chiaro con quale tipo di vincoli questi soldi vengano depositati.
L'articolo si esprime come se costituissero una vera e propria tassa ma allora sarebbe un sopruso davvero barbaro e se ne sarebbe sentito parlare un po' di più.

La puzza finale di questo articolo è che faccia parte, almeno nello stile e nell'enfasi, di una certa paccottiglia anti europea.
Fotti il sistema. Studia.
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda flaviomob il 13/09/2018, 23:18



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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda franz il 14/09/2018, 9:22

Grazie! Avevo letto questa cosa mi pare un mese fa in una pagine FB.
Mi sembrava una notizia un po 'artefatta ma non ho avuto tempo di controllare.
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda franz il 22/01/2019, 8:33

In effetti avevo controllato (è una bufala) ma mi ero dimenticato di aggiornarvi.

La conferma che di bufala si tratta è che il MS% l'ha fatta sua, fino ad arrivare ad una crisi diplomatica.
Il tutto come sempre per distrarre l'attenzione da cose più serie, come i migranti che muoiono in mare.

Un amico riporta che nella lista del ministero degli interni italiano sui migranti che sono sbarcati nel nostro paese, come visto ieri, solo all'ottavo posto compare un paese che fa parte dell'area monetaria CFA.
E nella lista dei richiedenti asilo il numero di paesi Cfa scende a ....zero.
Zero.

Poi appena ho tempo in giornata approfondisco perché sia una bufala.

Per ora: https://www.nextquotidiano.it/franco-cfa-immigrati/?

e anche: https://www.ilpost.it/2019/01/21/moneta ... a-cfa-m5s/
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda franz il 22/01/2019, 10:23

Ecco, ricordavo di aver visto il post di un amico, che chiariva alcune cose; eccolo


Bisognerebbe sempre partire dalla regola aurea che quello che dice Di Maio è una minkiata a prescindere, fossanche un numero di telefono. Ma visto che la questione del Franco CFA è un po' specialistica, difatti mai avrei immaginato che sarebbe stata argomento di conversazione fuori da una stretta cerchia di appassionati d'Africa, la commento brevemente.

Il Franco CFA è la moneta di alcune ex colonie francesi, che ha la particolarità, in virtù di un accordo con la vecchia potenza coloniale, di non fluttuare liberamente sul mercato, ma di essere legata ad un cambio fisso, prima col Franco francese, ora con l'euro.

Il prelievo di una parte delle riserve di valuta dei paesi africani che viene investita in titoli del debito francese serve proprio a garantire questo cambio fisso Rappresenta meno dello 0,5% del debito francese. Quindi non è tutto sto gran vantaggio per i cugini d'oltralpe.

Ma per i paesi africani è una cosa buona o cattiva? Dipende. È una sicurezza per importazioni ed esportazioni, mentre rende molto complicato l'accesso al credito per famiglie ed aziende. Quindi è adeguato a quello che i paesi africani sono ora, esportatori di materie prime, ma frena lo sviluppo dell'industria manifatturiera

Bisogna comunque dire che neanche i paesi africani che hanno una moneta loro, come Congo, Nigeria e Zimbabwe hanno una brillante produzione industriale e un sistema bancario efficiente.

Con questo non voglio dire che i francesi non abbiano una politica neo coloniale in Africa, esattamente come americani, inglesi, cinesi e persino turchi e israeliani, voglio dire che con l'immigrazione, checché dica quello scappato da casa di Di Maio, il Franco CFA non c'entra una mazza.

Del resto dei primi dieci paesi da cui vengono i rifugiati solo la Siria è stata una colonia francese, ma non ha mai avuto il Franco CFA.

Altri amici chiariscono che l'adesione al CFA è su base volontaria.
Ogni stato può disdire l'adesione e ritirare la sua parte di riserve.
Se non lo fanno, vuol dire che tutto sommato, tra pro e contro, conviene.

Un altro amico amico fa notare che i paesi del gruppo CFA hanno inflazione più bassa delle altre nazioni della zona, e questo è un vantaggio per i pur pochi lavoratori e pensionati. Sono paesi più stabili ed infatti pochi scappano da quei paesi. C'è anche un grafico, su questo, e come sempre è dura ritrovare le cose viste il giorno prima .... ma l'ho trovato.
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda Robyn il 22/01/2019, 11:24

Quello della Francia che sfrutta l'Africa è solo fumo del fonte sovranista.In realtà attaccando i paesi fondatori dell'Europa come la Francia potrebbe esserci la precisa strategia di spostare l'Italia sui paesi di Visegrad.Altra cosa che si capisce è che non c'è la reale volontà di affrontare e risolvere il problema dei flussi migratori all'origine.La strategia europeista deve essere quella di istituire attraverso le ambasciate canali umanitari nei paesi da cui partono i migranti per analizzare le richieste di asilo e di protezione umanitaria e nel contempo attivare politiche di sviluppo in quei paesi per diminuire l'intensità dei flussi prendendo a riferimento il global compact separando quindi la stabilizzazione della Libia che non vuole essere il campo profughi dell'Africa dalla stabilizzazione della sua democrazia
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda franz il 22/01/2019, 13:45

Anche questa sbufalata non è male:

https://www.democratica.com/focus/monet ... -battista/

Luigi Marattin @marattin · 21 gennaio 2019
La bufala della “moneta francese in Africa”. Spieghiamo il perché

Proviamo a fare chiarezza sulla nuova cialtronata targata M5S

La cialtronata della settimana è la bufala della “moneta francese in Africa”. In altri paesi, se dici sciocchezze del genere vieni cacciato a forza di risate dal dibattito pubblico. Da noi, vai in prima serata su RaiUno sommerso dagli applausi.

Proviamo a fare chiarezza?

È VERO CHE CI SONO PAESI AFRICANI CHE USANO LA MONETA FRANCESE?

No. Ci sono 14 paesi africani (tra l’altro non tutte ex-colonie francesi, ma anche spagnole e portoghesi) che, a loro volta divisi in due zone diverse, usano due monete diverse. Entrambe sono emesse da banche centrali africani.

E QUINDI CHE C’ENTRA LA MONETA FRANCESE?

Nulla, anche perché una “moneta francese” non esiste più da 20 anni. Le due monete di cui sopra sono semplicemente legate all’euro da un rapporto di cambio fisso con l’euro (come ne esistono vari, ad esempio quello che ha la Bosnia).

CHI BENEFICIA DALL’AVERE UN CAMBIO FISSO CON L’EURO?

La scelta tra cambio fisso e flessibile non è mai univoca e permanente: dipende dalle circostanze e dal contesto economico.
Se sei un paese in via di sviluppo (e se sei legato ad una moneta forte e stabile) è probabile che tu ne tragga parecchio beneficio, perlomeno finché non hai rafforzato la tua economia.

PERCHÉ?

Perché non sei esposto alle fluttuazioni della tua moneta debole che impattano sia sull’economia reale (tramite esportazioni e importazioni) sia sulla stabilità finanziaria (tramite il cambiamento del valore dei debiti in valuta estera). O meglio, sei molto più protetto (perché ora “importi” la stabilità della moneta a cui sei legato). E poiché nei paesi in via di sviluppo sia l’economia reale che quella finanziaria sono fragili, ogni cosa che ne limiti la debolezza è benvenuta (fatti salvi i rischi che ha il sistema dei cambi fissi quando c’è troppa divaricazione tra cicli economici di economie mature, come sappiamo fin dalla caduta di Bretton Woods nel 1971; ecco perché nel lungo periodo è certamente auspicabile un ritorno ai cambi flessibili, cosa che del resto ognuno di quegli stati può fare subito, se lo vuole).

E QUALI SAREBBERO I BENEFICI CHE LA FRANCIA OTTIENE DA QUESTO SISTEMA?

Nessuno di rilevante.

MA COME? E QUESTI “10 MILIARDI” DEPOSITATI PRESSO Il MINISTERO DEL TESORO FRANCESE..?

Quando c’è un sistema di cambi fissi, significa che ci deve essere qualcuno che si fa garante di quel cambio; perché se il libero commercio di quella valuta fa sì che il suo valore esterno salga o scenda oltre il rapporto di cambio fisso, qualcuno deve intervenire sul mercato dei cambi (acquistando o vendendo quella valuta) per ripristinare il valore concordato.

E con quali soldi si interviene sul mercato dei cambi? Con le riserve detenute presso le banche centrali.

Nel sistema di cambi fissi di cui stiamo parlando, è la Francia che si fa garante del mantenimento del cambio fisso (sollevando così i paesi africani da questo pesante onere, che storicamente – vedi Sud America – ha provocato il crollo di quelle economie). L’unica cosa è che chiede – giustamente! – a quei paesi di compartecipare a questo costo, versando parte delle riserve delle loro banche centrali al ministero del Tesoro francese, in modo che quelle somme possano essere utilizzate per difendere il cambio fisso.

Sono appunto i famosi 10 miliardi. Che non sono un furto, bensì la compartecipazione ad un onere di cui si fa carico la Francia (invece dei paesi stessi).

MA CON QUEI 10 MILIARDI QUEI PAESI AFRICANI POTREBBERO INVESTIRE IN STRADE, PONTI, INFRASTRUTTURE?

No. Le riserve delle banche centrali non fanno parte della spesa pubblica; servono, appunto, a intervenire sul mercato dei cambi, e non possono essere usate nell’economia reale. A meno di non voler monetizzare il debito pubblico (cioè stampare moneta a go-go), che non a caso è la folle posizione che ogni tanto il M5S ripete.
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda Robyn il 22/01/2019, 14:17

L'obbligo di rimanere legati a questo sistema non esiste,se un paese vuole può uscire,però un paese fragile non ha interesse ad uscire quindi quella dei pentastelle è tutta fuffa.Anche una certa influenza francese non è negativa per quei paesi perche tende a mantenere un livello minimo di democrazia e turbare quell'equilibrio è da irresponsabili in un continente così instabile
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Re: La Francia controlla, deruba e impoverisce 14 Stati afri

Messaggioda franz il 22/01/2019, 19:15

Solo armi di distrazione di massa per far parlare d'altro.

Non di quanto ha detto FMI sul PIL italiano, per esempio.
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