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E la guerra in Siria continua.

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

E la guerra in Siria continua.

Messaggioda pianogrande il 07/04/2017, 7:35

Trump bombarda base siriana.

ww.repubblica.it/esteri/2017/04/07/news/siria_usa_lanciano_attacco_contro_base_aerea_oltre_50_missili-162376837/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S1.12-T1

La Siria parla di "aggressione" e non poteva certo mettere un like.

Quello che è assolutamente grottesco è che la Russia convoca il consiglio di sicurezza dopo aver messo il veto alla sua convocazione per l'attacco ai civili con armi chimiche.

Ormai tutto viene strumentalizzato per tirare acqua al proprio mulino compreso Trump che se ne asce con "Il mondo si unisca a noi".

Naturalmente c'è anche l'approvazione degli alleati di ferro come Israele e Arabia Saudita.

Assad, ovviamente, meritava di molto peggio ma più che provare appagamento per i missili di Trump, mi sento preso in giro da questi giochi di potere e propaganda dove a rimetterci sono sempre i più deboli.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda mariok il 07/04/2017, 8:42

Credo che c'era da aspettarselo. Tipi come Trump aspettano l'occasione giusta per mobilitare il "proprio popolo" a difesa della patria.

Ciò nulla toglie alla perversione del regime di Assad ed alle responsabilità di chi lo sostiene. Ma abbiamo visto che con la logica dell'azione-reazione non si sa mai dove si va a finire.

Speriamo di non dover rimpiangere troppo le "remore" di Obama che gli sono state tanto (e talvolta giustamente) rimproverate ma che hanno almeno evitato di trascinare l'occidente in nuove avventure da cui ci sono voluti anni per uscire.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda gabriele il 07/04/2017, 9:54

Sta succedendo tutto troppo in fretta. C'è qualcosa che mi sfugge e per questo mi suona in testa un campanello d'allarme...
Chi sa, fa. Chi non sa, insegna. Chi non sa nemmeno insegnare, dirige. Chi non sa nemmeno dirigere, fa il politico. Chi non sa nemmeno fare il politico, lo elegge.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda pianogrande il 07/04/2017, 11:02

gabriele ha scritto:Sta succedendo tutto troppo in fretta. C'è qualcosa che mi sfugge e per questo mi suona in testa un campanello d'allarme...


Nelle guerre per procura, ogni tanto i mandanti vanno a mettere le mani (o gli stivali sul terreno) direttamente e quelli sono sempre momenti critici.

La politica, anche quella internazionale, è ormai in mano a dittature o aspiranti tali con la lodevole eccezione della Unione Europea che però fa fatica a trovare unità di azione.

Guarda caso, tutti quelli che sbavano per i dittatori attaccano a tempo pieno l'Unione Europea (generalmente e con l'eccezione di qualche paese dell'est, democratica e pacifista).

Per procura non si fanno solo le guerre armate e anche questo è molto poco tranquillizzante.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda ranvit il 07/04/2017, 11:28

Se si ferma a questa azione, Trump ha fatto bene!
E' un avvertimento anche per la Corea del Nord...
Certi tipini vanno "consigliati" per bene. ;) ....e credo, al di là delle apparenze, anche con il consenso di Russia e Cina ;)
Da Obama solo chiacchiere e soprattutto senza raggiungere risultati. :mrgreen:
Il buonismo con certi sociopatici non funziona affatto, e fa molti danni.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda pianogrande il 07/04/2017, 15:22

ranvit ha scritto:Se si ferma a questa azione, Trump ha fatto bene!
E' un avvertimento anche per la Corea del Nord...
Certi tipini vanno "consigliati" per bene. ;) ....e credo, al di là delle apparenze, anche con il consenso di Russia e Cina ;)
Da Obama solo chiacchiere e soprattutto senza raggiungere risultati. :mrgreen:
Il buonismo con certi sociopatici non funziona affatto, e fa molti danni.


Si arriva prima o poi al punto in cui la forza è indispensabile ma non mi fido di Trump e di nessun altro che sia correo (più che lui, gli USA) della attuale situazione in cui un paese terzo è usato come campo di battaglia tra potenze di altri paesi.

Se non si risolve il problema tra Russia, America, Turchia e non so più chi altro (magari anche combattendo davvero l'IS), i poveri siriani sono condannati a subire il lato peggiore della guerra e della dittatura.

Insomma, la politica internazionale (la lotta tra potenze) stritola i più deboli e questa vomitata di missili (magari legittima difesa) fa parte del tritacarne.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda trilogy il 07/04/2017, 15:46

gabriele ha scritto:Sta succedendo tutto troppo in fretta. C'è qualcosa che mi sfugge e per questo mi suona in testa un campanello d'allarme...


Non è strano. Trump ha perso lo scontro interno con i vertici militari e dell'intelligence. I suoi uomini sono stati liquidati e sostituiti da militari che hanno ripreso la guida della politica estera Usa.
non c'è nulla di "smart" nel cosiddetto "smart working , chiamiamolo lavoro a distanza.
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda ranvit il 07/04/2017, 17:17

trilogy ha scritto:
gabriele ha scritto:Sta succedendo tutto troppo in fretta. C'è qualcosa che mi sfugge e per questo mi suona in testa un campanello d'allarme...


Non è strano. Trump ha perso lo scontro interno con i vertici militari e dell'intelligence. I suoi uomini sono stati liquidati e sostituiti da militari che hanno ripreso la guida della politica estera Usa.



;) ;) ;) :D
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda ranvit il 07/04/2017, 17:50

Ecco perché Bannon è uscito, Trump si affida al team dei generali e a Jared
–di Mario Platero
Donald Trump ha dunque agitato i venti di guerra. La rappresaglia militare americana contro il regime di Bashar Assad, colpevole di aver usato contro la sua stessa popolazione armi chimiche, diventa un “game changer” su più livelli. Riafferma la presenza attiva dell’America in Siria dopo le incertezze e latitanze dell’Amministrazione Obama. Ripropone la necessità di un cambiamento di regime a Damasco dopo che la questione, anche dalla stessa Amministrazione Trump era stata messa in secondo piano. Lancia un avvertimento a Mosca: il tempo delle incursioni impunite per allargare i confini di influenza russa e' finito. Soprattutto segnala la vittoria di quei ministri e uomini del Presidente, Jim Mattis al Pentagono, Rex Tillerson al dipartimento di Stato, John Kelly alla Sicurezza Interna e HR McMaster al National Security Council che rappresentano la continuità degli interessi vitali americani. Per definizione, quando si parla di Sicurezza Nazionale, quegli interessi non possono avere uno spiccato colore di politica interna o di politica elettorale.

SESSANTA MISSILI SU SHAYRAT 07 aprile 2017
Forze Usa colpiscono base siriana. Trump: impedire uso armi chimiche
A parte Tillerson, i tre personaggi chiave per la sicurezza americana sono generali o ex generali. Mattis è stato alla guida delle forze alleate in Iraq, ha servito alla Nato e ha guidato fino al 2013 il Comando Centrale per il coordinamento delle operazioni militari in Iraq e in Afghanistan. Conosce a fondo il territorio e la psicologia dei suoi avversari. La svolta, per gli equilibri dell’Amministrazione, è chiave: non è un caso che Stephen Bannon sia stato allontanto del Security Council lo stesso giorno in cui si è avuta notizia dell’attacco chimico di Assad contro i ribelli siriani e poi dell’attacco all’ospedale dove i feriti erano stati ricoverati.
Sappiamo che Bannon aveva ispirato Trump a non perdersi in minacce per il cambiamento di regime a Damasco o in rappresaglie in caso di un attacco chimico per concentrarsi invece nella lotta per distruggere ISIS. Le indiscrezioni dicono che Bannon abbia insistito su questa linea anche dopo l’attacco di Assad di due giorni fa. Per McMaster, grande stratega, pluridecorato, critico delle azioni che hanno portato alla guerra in Vientam in un libro del 1997 divenuto oggi un manuale per gli allievi delle accademie militari la partita doveva chiudersi subito: non avrebbe accettato di avere fra i piedi uno pseudo rivoluzionario che metteva la politica interna davanti alla Sicurezza Nazionale.

POLITICA ESTERA 07 aprile 2017
L’isolazionismo a tempo determinato della presidenza Trump
Trump si è reso conto, consigliato dal genero Jared Kushner e dal capo di Gabinetto Reince Priebus, che era giunto il momento di dare spazio a coloro che nell’Amministrazione hanno «la testa sulla spalle». Questo diventa il vero cambiamento politico avvenuto in questi giorni a Washington. Dopo le dimissioni di Michael Flynn di due mesi fa, il ridimensionamento di Bannon la dice lunga sui nuovi equilibri nelle vicinanze dell’Ufficio Ovale. Sappiamo che Mattis, Kelly, McMaster e Tillerson lavoravano da tempo per neutralizzare l’influenza negativa di Bannon sul Presidente in materia di politica estera. Ma i tempi sembravano più lunghi. Con il suo maldestro attacco chimico, per dimostrare all’opposizione di essere pronto a tutto pur di sedare la rivolta Assad ha commesso un errore sia tattico che strategico. Ha invitato un attacco militare contro il suo governo, attacco che rafforza e da energia alle forze ribelli sempre più deboli. E ha riportato la nozione del cambiamento di regime a Damasco in cima alle priorità americane.

La Russia ha protestato e minacciato per questa azione militare. Ma a Mosca Vladimir Putin dovrà prendere atto del fatto che l’America ha deciso di riaffermare il suo ruolo di superpotenza anche sul piano militare. E che a Washington i consiglieri di Trump che guardavano con simpatia alla Russia, cercando di ricucire un dialogo, di offrire una via d’uscita indolore dalla guerra in Ucraina, di eliminare le sanzioni non sono più nel “Cerchio Magico” del Presidente. Lo stesso messaggio dovrà essere letto con attenzione anche in Iran e Turchia. Da ieri qualcosa di importante è cambiato nella politica estera americana.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/20 ... id=AE4ZBG1
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Re: E la guerra in Siria continua.

Messaggioda pianogrande il 07/04/2017, 18:19

E torna il gendarme del mondo; come dice qualcun altro.

Il gendarme, però, deve essere equilibrato.

Non si risolve tutto con i missili; si va solo incontro al disastro.

Ci vuole anche la politica e anche lì bisogna vedere se politica sporca come ai tempi dei regimi asserviti (vedere Sudamerica) o politica di sostanziale pace e democrazia.

Ho finito con parole grosse.
Troppo grosse per Trump e per l'America di oggi?

Non passerà molto tempo per verificarlo.
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