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L'Europa rischia il collasso

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

L'Europa rischia il collasso

Messaggioda ranvit il 16/01/2016, 13:10

L'Europa rischia il collasso con le spaccature da Est a Ovest e dal centro alla periferia
di MAURIZIO RICCI

http://www.repubblica.it/economia/rubri ... 131341847/
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda ranvit il 17/01/2016, 17:50

Austria decide di annulla temporaneamte Schengen: controllo su persone rafforzato
Ansa
http://www.huffingtonpost.it/2016/01/16 ... _ref=italy
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda trilogy il 17/01/2016, 19:25

Bella intervista, e condivido molte delle cose che dice, quelle sulla Turchia, sull'Iran, sulla Siria, in parte sull'Europa; ed è raro che mi trovi daccordo con Luttwak :mrgreen:

Luttwak: "L'Ue ha fallito, chi resta dentro è destinato alla non crescita"

Il docente del Centre for Strategic & International Studies di Washington fa il punto della situazione sulle crisi economica del Vecchio continente e la situazione geopolitica mondiale che minaccia la ripresa
di RAFFAELE RICCIARDI e GIULIANO BALESTRERI

MILANO - Focolai di tensione in tutto l’emisfero, crisi economica ancora irrisolta, tenuta dell’Unione continuamente minacciata da pressioni esterne e interne. La rubrica dei tasti dolenti globali è quanto mai densa, ma a sentire il professor Edward Luttwak, coi suoi concetti estremi nati per far discutere, nella maggior parte dei casi si tratta di "fenomeni prevedibili, che sapevamo si sarebbero verificati, con il solo dubbio di quando sarebbe successo". Il docente del Centre for Strategic & International Studies in Washington racconta il suo punto di vista in questo colloquio raccolto in occasione della Conferenza annuale sugli investimenti 2016 di Etf Securities, a Milano.

Partiamo dalla nuova ondata di incertezza sui mercati, di cui è in gran parte responsabile il rallentamento cinese.
In Cina ha "accelerato la decelerazione", che si spiega soprattutto con le campagne anti-corruzione. Hanno fermato la crescita perché la politica locale ha smesso di convertire pezzi di terra, in un processo di industrializzazione che era lubrificato dai soldi degli imprenditori ai burocrati. Ora, bisogna vedere se i cinesi riusciranno a diventare ricchi - come gli europei o i giapponesi -, prima di invecchiare. Diversamente non saranno mai, compiutamente, un’economia di consumo.

L'Europa rischia di pagarne la conseguenze?
Gli europei si stanno accorgendo che i maggiori successi si hanno in Svizzera, che è fuori dall’Ue, in Inghilterra, che è per tre quarti fuori, o in Svezia. Più stai fuori, meglio stai. Il mercato comune è stato un successo, ma la struttura governativa e burocratica che gli è stata messa sopra non funziona. Sta fallendo, chi ci rimane dentro è destinato alla non crescita.

Anche l’Italia?
Da quando l’Italia è in Europa ha registrato crescita zero. Cosa dire di più? L’euro toglie competitività e da Bruxelles arrivano nuovi lacci e lacciuoli, in aggiunta a quelli interni. Anche i grandi sforzi di Renzi hanno in realtà risultati modesti. L’esperimento è fallito.

Di certo non aiuta il Medio Oriente tornato ad essere una pentola in ebollizione. Il ruolo dell’Occidente è confuso.
Oggi ci sono contraddizioni oltre il livello ‘normale’, per quelle terre. Dalla stessa base aerea gli americani bombardano per appoggiare i turchi e i turchi bombardano i curdi. Ci sarà bisogno di uno o due secoli per una stabilizzazione. C’è frenesia, ma si può già intuire la mappa del futuro.

Pensa già a una nuova cartina?
La Turchia perderà un quarto del suo territorio per uno Stato curdo. Non puoi usare l’aviazione per bombardare un popolo e chiedergli che resti tuo cittadino. Non ci sarà probabilmente uno Stato siriano o iracheno riconoscibile, ma uno alawita con qualche minoranza inclusa, come i cristiani. Parimenti, ci sarà uno Stato sunnita di Siria e nord Iraq.La Primavera araba è stata ingenua e sincera, ma l’area del Mediterraneo sarà stabile solo con forme diverse di dittature semi-tecnocratiche.

La tensione tra Arabia Saudita e Iran è salita di livello. Questa lotta per l’egemonia nella regione è la minaccia maggiore
Credo che l’Iran sarà il primo Stato veramente post-islamico. E’ solo questione di tempo: il trend è iniziato nei quartieri più ricchi di Teheran, scenderà verso la parte bassa della capitale. I veri ricchi saranno post-islamici e anti-clericali e presto lo diverranno anche gli altri.

Non crede che il conflitto con Riad riaccenda pulsioni identitarie in chiave religiosa?
No. Il post-islam iraniano non dipende dalla politica estera. Ogni iraniano sa bene che la sua povertà corrisponde alla ricchezza della schiera clericale degli ayatollah.I persiani disprezzano l’Islam saudita ancor di più, proprio perché stanno diventando post-islamici.

La Turchia martoriata da attentati e lotte interne, è sempre più lontana dall’Europa. Una carta giocata male da Bruxelles?
L’Europa è stata ignorante e ideologica: ha legittimato l’Islam e creduto che Erdogan fosse un interlocutore ‘occidentale’, ma era chiaramente assurdo. Ora come ora la Turchia non potrà mai essere europea, a meno che l’Europa non voglia tagliarsi la gola. Chi non capisce questo non ha idea di cosa sia la Turchia oggi.

Che ruolo per l’Isis, nella sua mappa?
E’ un fenomeno che per l’Islam esiste da sempre: attaccare i non-musulmani. Al Qaeda lo è
stato, i talebani pure. In forme diverse, o in zone periferiche, esiste da secoli. L’Isis può crescere, può viaggiare, scomparire e riapparire. E’ un fenomeno antico che continua a ricorrere, espressione dell’Islam portato alla sua logica finale.

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2016/ ... ref=HRLV-6
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda ranvit il 17/01/2016, 20:03

NOn posso che concordare....penso le stesse cose da tempo.
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda mariok il 18/01/2016, 13:50

Tutti sono bravi a dire ciò che non va nell'Ue: i fallimenti sono tanti e tali che per la verità non ci vuole chi sa quale capacità di analisi per evidenziarli.

Nessuno però mostra di avere la più pallida idea su come uscire da questa situazione, a meno delle balle sparate dai cosiddetti euro-scettici su improbabili ritorni a politiche nazionalistiche.

Stante la situazione e la sua insostenibilità, cosa si può realisticamente fare: tornare indietro? andare avanti superando gli attuali limiti? ma come?

Sono queste le risposte che soprattutto i politici dovrebbero dare. Delle solite critiche a buon mercato non sappiamo onestamente cosa farci.
« Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto» Alexis de Tocqueville
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda Robyn il 18/01/2016, 20:27

L'Europa è importante per l'Italia senza l'Europa l'Italia rischia la deriva e senza l'Europa rischia di essere una democrazia più debole,perche l'Italia rischia di non rimanere legata alla democrazia,ma naturalmente l'Europa và cambiata in profondità ed è molto sbagliato attaccare l'Europa o continuare a farlo soprattutto se gli attacchi provengono dal csx il rischio è di indebolire ancora di più quello che rimane fra i cittadini più europeisti del paese del sentimento europeo.Schenghen non si può toccare i singoli paesi non possono ristabilire le frontiere.Le frontiere esterne dell'Europa sono una cosa quelle interne non possono essere accettate non sono tollerabili perche rappresentano la chiusura e l'egoismo allo stato puro.Jean Claude Junker rimprovera a Renzi di non fare le riforme e di occuparsi solo di cose di superfice
Locke la democrazia è fatta di molte persone
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda flaviomob il 19/01/2016, 0:40

Siamo sicuri che i fallimenti siano UE e non siano piuttosto nostrani? Renzi è stato scaricato pure dalla Mogherini... ce ne vuole...


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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda pianogrande il 19/01/2016, 1:47

Renzi ha preso la strada di Cameron; bluff indipendentista => separatista.
Rende finché non ti mandano a farti benedire.
A Cameron è andata male ed ora l'UK rischia la pelle su un referendum separatista che se dovesse vincere ne farebbe un'isola (o un'isola e mezza) in mezzo al mare per la prima volta.
Renzi (l'Italia) rischia molto di più.
Se l'Italiano Draghi viene sostituito o comunque ci molla in mezzo al guado dell'allegra spesa pubblica sostenuta dai miliardi del QE, noi andiamo a fondo e twitter Facebook non potrebbero farci molto neanche se si alleassero.
Forse la leopoldina ..... mavalà!
Fotti il sistema. Studia.
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda ranvit il 19/01/2016, 10:20

Sempre la solita italietta....
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: L'Europa rischia il collasso

Messaggioda mariok il 19/01/2016, 13:26

La cosa inconcepibile è che tutto questo casino, gestito in modo tanto approssimativo (appunto da Italietta), non trova nessun riscontro in un serio dibattito su temi tanto importanti.

La solita sinistra, quella "dell'altra Europa" (ennesima presa per i fondelli a scopo elettorale), che si taglia le vene per difendere la democrazia dalla "svolta autoritaria" renziana, non dice mezza parola su un fatto tanto importante e strategico come la mandata in malora del progetto europeo.
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