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Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda franz il 06/01/2015, 18:37

Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Male le piazze asiatiche il giorno dopo il tonfo: Tokyo perde il 3%. L'euro torna a scendere sotto 1,19 dollari dopo i minimi da nove anni. Continua a preoccupare il greggio, che scende sotto 49 dollari al barile: con il calo degli energetici le azioni globali hanno perso 1.000 miliardi. In calo il Pmi servizi in Italia, sale (poco) il dato composito dell'Eurozona

di RAFFAELE RICCIARDI

MILANO - Il petrolio continua ad agitare i mercati, reduci dal tonfo di lunedì legato al calo delle quotazioni del greggio e alla campagna elettorale in Grecia, dove Alexis Tsipras si conferma in testa ai sondaggi e nell'Unione si diffonde la paura di doversi di nuovo sedere a un tavolo a ricontrattare le condizioni del debito di Atene.

I listini asiatici hanno accusato il peggior calo delle ultime sette settimane, in scia alle Borse europee e a Wall Street. Quelli del Vecchio continente provano a recuperare terreno, ma ben presto tornano sulle posizioni di partenza: Milano cerca di consolidare il recupero a metà giornata con un +0,7%. Flessioni più marcate per le altre con Francoforte che lima lo 0,1%, mentre Londra arretra dell'1,2% e Parigi è in rosso dello 0,4%. Continua il contraccolpo su Atene, in ribasso di oltre cinque punti percentuali.

Nell'ultima seduta, sono stati soprattutto i titoli del comparto energetico a fare le spese del barile di Wti sotto la quota di 50 dollari, nel mezzo di una buriana dei mercati che ha già portato, quest'anno, a erodere 1.000 miliardi di dollari di valore alle azioni sui mercati globali. "Il 2015 è arrivato appena a tre giorni di negoziazione e già i due grandi temi che erano stati indicati come influenti stanno facendo notizia: l'eccesso di scorte di materie prime e l'Eurozona", dice in una mail per i clienti, di cui dà conto Bloomberg, Evan Lucas, strategist a Melbourne per Ig Ltd. "E' difficile che i fondamentali del petrolio cambino nella prima metà di quest'anno, nei prossimi mesi continuerà la fase bear (da orso, cioè di ribassi, ndr)" per il greggio.

Non si arresta, infatti, la discesa delle quotazioni del petrolio: in tarda mattinata il Wti con consegna a febbraio ha aggiornato i minimi da fine aprile 2009, toccando quota 48,49 dollari al barile, per poi limitare le perdite e assestarsi a 48,68 dollari (-2,7% circa sulla vigilia). Stesso movimento per il Brent, con l'analoga consegna che è precipitata fino a 51,2 dollari. Dopo l'iniziale tenuta, torna in calo l'euro rispetto al dollaro, scendendo sotto quota 1,19: la moneta unica è scambiata a 1,1898 dollari, mentre ieri in chiusura la Bce l'ha rilevata a 1,1915 (dopo essere scesa in giornata fino a 1,1893). Insieme al calo del greggio, la svalutazione dell'euro rappresenta una spinta per l'economia reale.

E' stabile poco sopra 130 punti, sugli stessi valori della chiusura di ieri, lo spread tra Btp e Bund in avvio di giornata. Il rendimento del titolo decennale italiano è all'1,8%. Sul fronte obbligazionario si continua a guardare al board della Bce del prossimo 22 gennaio, dove si potrebbero avere novità sull'avvio di un quantitative easing, l'acquisto di titoli anche di Stato per combattere la deflazione. Ora, il quadro greco, con le elezioni di lì a tre giorni, complica il puzzle di Mario Draghi: si fa strada l'idea che l'Eurotower aspetti le urne ateniesi per capire come muoversi. Intanto i titoli di Stato dei Paesi forti come Usa, Germania, Australia o Giappone continuano a registrare cali dei rendimenti. Anche l'oro, bene rifugio per eccellenza, si apprezza: il lingotto con consegna immediata viene scambiato infatti a 1.211 dollari l'oncia con un aumento dello 0,6% sulle quotazioni della vigilia.

Dal fronte macroeconomico (agenda) si registrano i dati sugli indici Pmi, anticipatori dell'andamento economico, del settore dei servizi e compositi. In Italia, cala il dato del settore dei servizi: 49,4 punti a dicembre dai precedenti 51,8. Una flessione decisiva, perché passando sotto quota 50 punti l'indice indica l'ingresso in una fase di recessione del settore terziario. La Francia registra invece la crescita ai massimi da nove mesi per i servizi (50,6 punti) e da otto mesi per il dato composito (49,7 punti). In Germania, il terziario è stabile a 52,1 punti, quindi in fase di espansione. L'indice composito dell'Eurozona segna 51,4 punti, rispetto a una stima flash di 51,7 punti e ai 51,1 punti di novembre. Il valore medio di lettura dell'intero ultimo trimestre a 51.5 è risultato il peggiore dal terzo trimestre del 2013.

Anche negli Usa verrà pubblicato il dato dell'Ism non manifatturiero, insieme agli ordini alle fabbriche di novembre visti in leggero calo (-0,6%). Wall Street viene dalla peggior seduta degli ultimi tre mesi, colpita al cuore del settore energetico dal crollo del greggio: ieri il Dow Jones ha perso l'1,9% a 17.501 puinti, tre punti percentuali sotto il record di fine anno. L'S&P 500 ha perso l'1,8%, il Nasdaq l'1,6%.

In mattinata, le Borse asiatiche sono state tutte pesantemente penalizzate: a Tokyo l'indice Nikkei ha chiuso in ribasso del 3,02% perdendo 525,52 punti a 16.883,19 e tornando ai valori dello scorso 17 dicembre. Il più ampio indice Topix ha terminato la seduta a -2,85%, lasciando sul terreno 39,95 punti a quota 1.361,14. Seduta molto attiva, con 2,69 miliardi di titoli scambiati, su cui ha pesato anche l'apprezzamento dello yen rispetto a dollaro ed euro, favorta dalla scarsa propensione al rischio degli investitori. In calo anche le altre piazze asiatiche: Taiwan ha perso il 2,43%, Seul l'1,74% e Sydney l'1,57%. Ha limitato i danni Shanghai (-0,11%). Buone notizie sono arrivate dalla Cina, dove l'indice Pmi dei servizi è salito a 53,4 punti a dicembre dai 53 di novembre, segnando la maggior crescita degli ultimi tre mesi. L'indice composito, che comprende sia il manifatturiero sia i servizi, si è portato a 51,4 punti da 51,1 del mese precedente (sopra la quota 50 punti significa espansione economica).
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda trilogy il 07/01/2015, 10:36

La prima quotazione dell'euro/dollaro il 04/01/1999 è stata 1,1789. Ora siamo tornati su quel livello.
Oggi alle 11 Eurostat comunica i dati dell'inflazione. Secondo le aspettative degli analisti dovrebbe certificare l'entrata in deflazione dell'eurozona.
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda trilogy il 07/01/2015, 13:06

Eurolandia è entrata a dicembre in deflazione, per la prima volta dal 2009. Secondo la stima preliminare dell'Eurostat, i prezzi al consumo hanno registrato un calo dello 0,2% su base annua, a fronte del +0,3% di novembre, mentre i prezzi dell'energia, sempre lo scorso mese, sono scesi del 6,3% a livello annuale. L'inflazione core si è invece attestata a +0,8% tendenziale.

Un nuovo segnale di rischio di deflazione, dunque, che potrebbe spingere la Banca centrale europea ad adottare nuove misure per favorire una ripresa dei prezzi già nel corso del prossimo meeting del 22 gennaio, avendo l'istituto come obiettivo di stabilità un livello di inflazione inferiore ma vicina al 2%.

http://www.milanofinanza.it/news/eurola ... 1128454114

In realtà non siamo in deflazione, perchè il dato "core", cioè le componenti dell'indice meno volatili continua ad essere positivo,(+ 0,8%). Siamo comunque lontani dal target di riferimento BCE che è del +2%. Nel frattempo i tedeschi hanno emesso bund a 2 anni con rendimento negativo.Bisogna pagare per comprare titoli di Stato tedeschi. :mrgreen:
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda franz il 07/01/2015, 13:34

ma se siamo in deflazione come mai i pedaggi dell'autostrada sono stati "ritoccati" verso l'alto e pure le multe della circolazione sono state adeguate all'inflazione (anche qui verso l'alto).
parrebbe che siamo in deflazione o in inflazione a seconda della convenienza e che ci sia un governo un po' schizofrenico :lol:
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda trilogy il 07/01/2015, 14:11

più che schizofrenici sono ladri...
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda franz il 07/01/2015, 15:17

oops :o

Per fortuna che se ho inteso bene le accise sulla benzina, di cui si profilava l'aumento per il primo gennaio (come clausola di salvaguardia) è stato annullato, o meglio rinviato al 2016.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12 ... o/1306047/
A conti fatti, se l'economia è in deflazione, le imposte seguono la strada inversa: lievitano.
Naturalmente se i redditi rimangono costanti, l'aumento delle imposte deprime per forza tutti i consumi a cui possiamo rinunciare o per cui possiamo scegliere beni piu' economici. E questo deprime l'economia.
Capisco che nei mercati, soprattutto in Italia, domini l'incertezza.
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda trilogy il 07/01/2015, 18:47

Come sempre nelle fasi d'incertezza c'è chi ha il problema contrario :mrgreen:

Svizzera: balzo a livelli record delle riserve valutarie in scia a ripresa acquisti SNB a difesa del floor
Oggi, 14:22di Titta Ferraro
In deciso aumento le riserve valutarie detenute dalla Svizzera. La Swiss National Bank (SNB) ha reso noto che, sulla base dei dati preliminari elaborati secondo le norme del Fmi, a dicembre le riserve valutarie si sono attestate a quota 495,1 miliardi di franchi svizzeri dai 462,7 mld del mese precedente.
Lo scorso 18 dicembre la SNB aveva reso noto di avere ripreso gli acquisti di valute estere in scia al rafforzamento del franco svizzero con il cross euro/chf che si era riportato a ridosso del floor (livello minimo tollerato) fissaro a 1,20 chf dal settembre del 2011. Sempre lo scorso mese la banca centrale elvetica ha portato in negativo il tasso sui depositi al fine di disincentivare gli afflussi di capitali e si è detta pronta a intraprendere altre misure a difesa del floor se la situazione lo renderà necessario.
fonte: finanza.com
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda franz il 07/01/2015, 21:37

trilogy ha scritto:Come sempre nelle fasi d'incertezza c'è chi ha il problema contrario :mrgreen:

Svizzera: balzo a livelli record delle riserve valutarie in scia a ripresa acquisti SNB a difesa del floor
Oggi, 14:22di Titta Ferraro
In deciso aumento le riserve valutarie detenute dalla Svizzera. La Swiss National Bank (SNB) ha reso noto che, sulla base dei dati preliminari elaborati secondo le norme del Fmi, a dicembre le riserve valutarie si sono attestate a quota 495,1 miliardi di franchi svizzeri dai 462,7 mld del mese precedente.
Lo scorso 18 dicembre la SNB aveva reso noto di avere ripreso gli acquisti di valute estere in scia al rafforzamento del franco svizzero ...

Ovvio. La BNS difende il cambio minimo a 1.20 CHF su Euro e quindi vende CHF per comprare Euro e Dollari.
Il risultato è gonfiarsi di valuta, per ora pregiata,
La difesa delle esportazioni, pur a fatica, funziona (indicativamente il 50% del PIL)
http://eeas.europa.eu/delegations/switz ... 408_it.htm
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda trilogy il 09/01/2015, 13:35

franz ha scritto:Ovvio. La BNS difende il cambio minimo a 1.20 CHF su Euro e quindi vende CHF per comprare Euro e Dollari.
Il risultato è gonfiarsi di valuta, per ora pregiata,
La difesa delle esportazioni, pur a fatica, funziona (indicativamente il 50% del PIL)
http://eeas.europa.eu/delegations/switz ... 408_it.htm


E' stanno facendo un sacco di soldi 8-)

In un comunicato la Swiss national Bank (Snb) rende noto di attendersi utili intorno ai 38 miliardi di franchi svizzeri per il 2014. La gran parte di questo utile, 34 miliardi, è stato realizzato grazie alle posizioni detenute in valuta straniera mentre 4 miliardi sono riferibili alle posizioni in oro. La Banca nazionale svizzera ha confermato recentemente di essere pronta ad acquistare quantità illimitate di valuta estera per evitare un rafforzamento del franco svizzero e, in particolare, difendere la soglia di 1,20 nel tasso di cambio tra euro e franco svizzero.
Fonte: Finanza.com
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Re: Petrolio e Grecia agitano i mercati, domina l'incertezza

Messaggioda franz il 09/01/2015, 14:10

trilogy ha scritto:E' stanno facendo un sacco di soldi 8-)

In un comunicato la Swiss national Bank (Snb) rende noto di attendersi utili intorno ai 38 miliardi di franchi svizzeri per il 2014.

Ottima notizia, grazie
Perché per statuto quegli utili vengono tutti distributi annualmente alla popolazione, in parte alla confederazione ed in parte ai cantoni, contribuendo a tenere bassa la pressione fiscale. E 38 miliardi sono un'infinità. Sono quasi il 5.9% del PIL.
Sicuro che non siano milioni? :shock:
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