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Usa +5% di PIL ---> Perché?

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda franz il 24/12/2014, 22:37

C'è chi dice (in Italia) che la crescita improvvisa (e non preventivata) dell'economia USA sia dovuta alle massicce iniezioni di liquidità. Ma negli USA, che sono meglio informati, raccontano una storia diversa.
La totalità del balzo in avanti sarebbe dovuto agli adeguamenti dei consumatori americani all'Obamacare ed alla necessità per tutti di reperire un'assicurazione malattia. Sono si' cresciuti i consumi, ma per comprare polize sanitarie.
Qui un'analisi, non so quanto affidabile, di Zerohedge

Here Is The Reason For The "Surge" In Q3 GDP
http://www.zerohedge.com/news/2014-12-2 ... rge-q3-gdp

Oscar Giannino cosi' commenta la notizia:

Gli Stati Uniti crescono nel terzo trimestre 2014 del 5% su quello dell’anno precedente, l’Europa stenta a raggiungere l’1%, l’Italia chiuderà il 2014 con un Pil tra -0,3% e -0,4% , e oggi nessuno si azzarda a credere che nel 2015 potrà andare oltre il mezzo punto. Facciamo come gli States, verrebbe da dire. Renzi lo ha twittato subito, dicendo che l’Europa in quanto tale deve cambiare verso, sposando la via della crescita e degli investimenti al posto di quella del rigore. Sembra facile. Fare come l’America significa infatti alcune cose che alla politica antirigorista piacciono ormai per definizione. Ma soprattutto tante altre che alla politica europea, e soprattutto italiana, piacciono per niente.

Cominciano da quelle “popolari”. Da destra a sinistra in Italia oggi molttissimi ripetono che la cosa che più ci manca per “fare come l’America” è una bella banca centrale che usi il torchio monetario e batta moneta a palate, e quando non basta compri carrettate di titoli privati, bancari e pubblici per sostenerne il prezzo e il reddito che ne ricavano i possessori. Ah, se la BCE di Mario Draghi lo capisse e decidesse di fare come la FED!

E’ facile? Non si tratta di volontà della BCE, visto che gli statuti e gli obiettivi delle due banche centrali sono diversi. La FED ha come obiettivo il miglior tasso di crescita non inflazionistico con la più elevata occupazione e utilizzo degli impianti ottenibile rispetto a quella potenziale ma tale da non arroventare i prezzi. La BCE ha invece come obiettivo la stabilità dell’euro e un’inflazione non oltre il 2%. Bisognerebbe dunque modificare l’obiettivo della BCE cambiando il Trattato europeo e lo statuto. E passare dall’inflazione annua al 2% – che la BCE come si vede non riesce a garantire – a un obiettivo costituto dal prodotto nominale, cioè dalla somma dell’andamento del Pil reale più l’inflazione anzi oggi meno, visto che il rischio deflazionistico è realtà. Solo in quel caso, potremmo avere una BCE iper interventista sui mercati come la FED, che è arrivata ad avere asset per 4 trilioni di dollari nel suo bilancio mentre la BCE stenta oggi a passare da 1 trilione di euro a 2.

Praticamente si ferma a questo, il ritornello anti-euro che indica il modello americano come quello da seguire. Ma la crescita “reale” americana si deve solo in minima parte all’euforia di Borsa grazie agli acquisti FED, con l’indice DOW che sfonda il tetto di quota 18mila e macina massimi storici ogni 3 mesi. Se osserviamo che cosa spinge verso l’alto gli Stati Uniti nel terzo trimestre, la componente più significativa sono i consumi. Quelli delle famiglie crescono più del 3% (e la componente più elevata si deve alla spesa per regolarizzarsi nello schema sanitario Obamacare). E quelli delle imprese crescono stellarmente in alcuni settori “sensibili” alla fiducia in una ripresa ormai solida, come attesta il +11% nei nuovi macchinari e il +8,8% in ricerca, sviluppo e software.

Il fatto che negli States i consumi “tirino” il Pil molto più che da noi dipende storicamente dal fatto che è quella la molla essenziale per ogni paese-impero, non l’export come nel nostro caso di piccola nazione trasformatrice. Ma quel che conta di più è l’assenza di alcuni potenti disincentivi che invece da noi frenano velocità e intensità con cui i consumi possono ripartire. Quei disincentivi sono essenzialmente il maggior peso dello Stato del nostro modello economico europeo, e massime poi di quello italiano.

La media delle entrate federali sul PIL USA è del 17,4% tra il 1974 e il 2014 (sommando quelle statali e locali si supera il 30%), e quella delle spese federali è del 20,5% con una punta fino al 25% nel 2009 per effetto della crisi (nel 2009-2010, sommando spese degli Stati e locali si è giunti al 37%). In Italia il totale delle entrate è tra il 48 e il 49% del Pil, e la spesa tra il 50 e il 51%.

Da noi per preservare il rientro del deficit pubblico scattano automaticamente aumenti di tasse, e anche il governo attuale tra 2016 e 2018 prevede 30 miliardi di IVA e accise aggiuntive. Negli Stati Uniti, il debito pubblico non può aumentare a piacere come da noi ma c’è un limite quantitativo votato dal Congresso: se si sfora, scatta automaticamente non l’aumento delle tasse ma il cosiddetto sequester della spesa pubblica, cioè voci intere per punti di Pil della spesa pubblica vengono in alcuni casi congelate, e in tanti altri si riducono automaticamente e drasticamente. Nel 2013 è accaduto: statalisti e keynesiani dissero che in quel modo l’America si sarebbe piantata. Invece grazie a secche riduzioni di spesa automatiche il deficit federale è sceso da oltre l’11% a meno del 5%, e oggi scenderà ancora, grazie alla ripresa travolgente del Pil che è seguita ai tagli di spesa senza aumenti di tasse.

Al contempo, se in questi ultimi mesi grazie alla creazione di oltre 250 mila nuovi posti ogni 4 settimane il tasso di disoccupazione USA è sceso sotto il 6% cioè meno della metà del nostro (un tasso che la FED aveva indicato come soglia oltre la quale tornare a rialzare i tassi, e la scommessa e quando lo farà nel 2015), è anche vero che il tasso di occupazione è sceso al 65% cioè ai minimi dai primi anni Settanta, quando superava il 72%. La nuova occupazione è soprattutto a tempo e a basso costo, e in questo modo le imprese hanno ricostruito i loro margini prima di riscattare in avanti: ma questo fenomeno riguarda tutto il mondo del lavoro USA tranne i settori hi-tech e le posizioni apicali, perché il mercato del lavoro non è ingessato come il nostro tra garantiti e non garantiti. Col risultato che nelle crisi in America si aggrava la differenza di reddito tra chi sta in alto e chi in basso, ma si riparte prima tutti perché le imprese hanno margini di manovra sul costo reale e sul miglioramento del CLUP che a noi sono sconosciuti, per il peso del cuneo fiscale e l’asimmetria delle tutele. Siamo per finta più egualitari degli americani – per finta visto che autonomi e giovani continueranno a non godere delle tutele di chi aveva il vecchio articolo 18 – ma siamo enormemente più lenti a creare nuovi posti di lavoro, perché le imprese sono appesantite da piombo che in America manca.

Infine: gli States hanno lo shale gas e shale oil che in 6 anni ha fatto crescere di 5 milioni di barile-giorno la loro produzione di petrolio equivalente e noi non ce l’abbiamo, e non hanno un fisco rapinoso come il nostro sui carburanti visto che all’altroieri il prezzo medio in USA di un gallone di benzina era di 2 dollari e 39 centesmui, cioè 50 centesimi di euro al litro.

E soprattutto: gli States hanno mercati del lavoro, dei beni e dei servizi con le stesse regole, che funzionano da vasi comunicanti consentendo ad attività e lavoratori di spostarsi a seconda del ciclo e dei prezzi laddove è più vantaggioso. Esattamente ciò che i politici anti-euro, nazionalisti e autarchici come sono, da noi non vogliono neanche se li spari.

https://www.leoniblog.it/2014/12/24/fac ... no-sapere/
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda flaviomob il 25/12/2014, 1:25

Nell'Ottocento, mentre negli USA la parte a favore dei diritti civili per tutti e contro la schiavitù raggiungeva l'egemonia vincendo la guerra di secessione, in Europa si strutturavano gli stati nazionali attraverso percorsi conflittuali che mettevano in crisi antichi imperi, mescolando patriottismo ma anche forme di nazionalismo fanatico che sarebbero arrivate a giustificare il colonialismo e, in situazioni più estreme, nuove ed antiche forme di razzismo. Questo percorso avrebbe portato nel secolo successivo alla prima guerra mondiale, alle dittature, fino allo scontro di civiltà della seconda guerra mondiale. Poi di fronte all'orrore da essa stessa causato, l'Europa occidentale ha intrapreso un cammino di pacificazione attraverso la collaborazione e la delega di potere ad istituzioni comunitarie, seguendo un percorso che partisse dall'economia per evitare nuovi conflitti politici. Questa strategia si è rivelata però estremamente limitata e l'esplosione di una grave crisi economica crea un circolo vizioso con l'inadeguatezza delle istituzioni comunitarie politiche a fronte di una moneta comune cui si è arrivati senza un progetto di integrazione intorno.
Gli USA hanno istituzioni politiche solide e stabili che prendono decisioni che condizionano i destini di tutto il globo ed hanno una banca centrale che si pone obiettivi ambiziosi e li realizza.
In Europa abbiamo un parlamento quasi privo di poteri, una commissione lontanissima dalla "gente", una banca centrale che deve chiedere il permesso di cambiare statuto per ogni scoreggina in più o in meno... Oltre a stati nazionali con interessi in conflitto tra loro i quali coltivano politiche estere assolutamente eterogenee e disparate, magari tentando di fregarsi e accoltellarsi alle spalle reciprocamente...


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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda franz il 25/12/2014, 11:31

Gli USA infatto sono una federazione, dalla metà del 1800, l'Europa no.
Eppure non credo che questo basti a spiegare la dinamicità americana rispetto alla stagnazione europea, pur divisa da una certa vivacità ed intrapprendenza al Nord ed un certo fatalismo ed immobilismo mediterraneo.
Gli americani sono flessibili e mobili, si spostano spesso cambiando stato ma hanno dalla loro un'unica lingua ed un'unica moneta. Da secoli.
Noi abbiamo solo recentemente raggiunto una mobilità minima di merci e persone ed una moneta unica.
Ci manca tutto il resto (poteri federali, welfare federale etc).
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda franz il 26/12/2014, 11:23

Maggiori informazioni sui motivi della crescita USA.

Faccio notare che l'analisi di zerohedge è parziale, perché si limita a mettere sotto la lente i consumi.
Naturalmente se si limita l'analisi ad un solo aspetto, è facile farvi vedere solo quello che si vuole.

Il PIL tuttavia lo si puo' vedere da tre punti di vista e tutti alla fine danno lo stesso totale: consumi, redditi, valore aggiunto. Se le famiglie consumano di piu' in certi settori (Obamacare) è perché o hanno risparmiato su altri fronti di spesa, oppure è perché alla base c'è stato un incremento di reddito e di valore aggiunto (per esempio 200'000 nuovi lavoratori ogni mese). Bisogna quindi esaminare tutte e tre le prospettive per poter determinare le cause di una crescita.

Una cosa interessante è che gli USA hanno ridotto il rapporto defici/PIL dal 10.1% del dic.2009 al 2.8% del settembre 2014. La tendenza è verso il 2.6%. Questo perché la spesa è stata ridotta e perché l'economia è cresciuta. Ci sono diversi fattori, non da ultimo il basso costo del carburante per via dello shale oil e shale gas (vi piacerebbe fare il pieno a 50 centesimi di euro al litro?) e la bassa tassazione.

Questo lo dico a chi magari pensa che il rigore sia solo quello della Merkel e che gli USA siano spendaccioni.
In USA è diminuita la spesa pubblica e la tassazione. Hanno di fatto inseguito gli stessi criteri di Maastrict (deficit sotto il 3% del PIL). Certo hanno aiutato anche i diversi QE fatti dalla FED ma chi vuole farvi credere che quella è la chiave di volta è in malafede.

Il grosso dell'incremento attuale (i QE vanno avanto da molto tempo) è legato allo shale gas e shale oil ed ai nuovi lavori che sono nati attorno a questa tecnologia. Una buona metà dei 200'000 lavoratori in piu' al mese è legata alle nuove tecniche estrattive (fonte non verificata).

Qui una rapida carrellata degli aspetti legati alla crescita USA
http://mobile.bloomberg.com/news/2014-1 ... -turn.html
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda ranvit il 26/12/2014, 11:50

Fare paragoni fra due realtà cosi' diverse è puro esercizio mentale (pippe)!

E ovvio che in una società basata sostanzialmente sulla legge della jungla ci sia una forte capacità di...cambiamenti.
Ma che il QE sia stato ininfluente o quasi mi sembra una balla colossale.
Se lo facessimo anche noi europei, nonostante il peso dei vari legami dovuti al welfare, avremmo presto risultati...checchè ne dica tizio, caio o sempronio 8-)

PS Il business dello shale gas sta andando in crisi e si teme una enorme bolla a causa dei tantissimi crediti bancari alle migliaia di società interessate che con il calo de prezzo del petrolio non hanno piu' cash flow.
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda pianogrande il 26/12/2014, 12:42

Se abbiamo un costo del denaro bassissimo ma l'economia non riparte c'è qualcos'altro che non funziona.

La circolazione del denaro si chiude sulla speculazione finanziaria invece di orientarsi sulla economia reale ma anche questo è la conseguenza di qualcos'altro che non va.

Se l'economia reale è debole, non ha idee innovative, non prende iniziative, a cosa serve il denaro? Cosa deve farsene?

Per me, il punto critico è proprio questo.
C'è domanda di denaro per intraprendere, per innovare, per potenziare etc. etc. e cioè c'è vitalità nell'economia reale?

Sarà anche una immagine abusata ma se il motore non gira, se nessun piede preme sull'acceleratore, puoi anche far traboccare il serbatoio della benzina ma....
Fotti il sistema. Studia.
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda ranvit il 26/12/2014, 13:47

1) Il motore non va da vent'anni quindi l'austerità serve solo a peggiorare sempre piu' le cose....

2) Metti un bel po' di soldi e vedrai che anche arrancando, va....

In piu' oggi abbiamo un Governo che sta avviando realmente le riforme che ci bloccano. Ma se non gli diamo tempo....neanche Mandrake riuscirebbe a sbrogliare la matassa in quattro e quattr'otto!...si torna al punto 1) :evil:

Leggevo ieri su un inserto del Corriere dedicato alle nuove start up italiane......ci sono tantissime piccole imprese italiane da nord a sud che stanno facendo faville nei piu' svariati ed incredibili campi (in particolare tecnologia e web)!
Vogliamo aiutarle a crescere o vogliamo passare il ns tempo azionando il cilicio? :lol:
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda franz il 26/12/2014, 14:43

pianogrande ha scritto:Se abbiamo un costo del denaro bassissimo ma l'economia non riparte c'è qualcos'altro che non funziona.

E bravo pianogrande: hai centrato il problema.
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda ranvit il 26/12/2014, 16:13

Il costo del denaro è bassissimo, ma....soldi non ce ne sono:
1) la gente non spende,
2) quindi i prodotti non escono dai negozi,
3) quindi i negozi non riordinano,
4) quindi le aziende non hanno da produrre,
5) quindi chiudono e licenziano,
6) ....si torna al punto 1) :o
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Re: Usa +5% di PIL ---> Perché?

Messaggioda flaviomob il 26/12/2014, 17:26

L'insicurezza sociale porta la gente a non spendere. Anche chi ha 80 euro al mese in più se li tiene stretti se si aspetta che aumentino bollette e tasse o se ha dei debiti da saldare. Tanto più se hai un lavoro precario.


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