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Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda franz il 15/12/2014, 19:07

gli effetti delle sanzioni economiche
Russia, crollo del rublo
Il dollaro supera quota 60

Pressing sulla Bank of Russia per ulteriori interventi a difesa della divisa russa.
Il Cremlino decide di tagliare il 10% del bilancio statale per il 2015

di Redazione Economia

Nuovo strappo al ribasso per il rublo. La divisa russa non beneficia del tentativo di rimbalzo del petrolio con il mercato che continua ad aumentare il pressing sulla Bank of Russia per ulteriori interventi a difesa del rublo. Il cross tra dollaro Usa e rublo oggi è salito per la prima volta nella storia sopra quota 60 rubli, con una variazione di oltre il 3% rispetto ai livelli di chiusura di venerdì scorso. La Bank of Russia ha cancellato un’asta di 700 miliardi di rubli (circa 11,6 miliardi dollari) di titoli di Stato a tre anni dopo non aver ricevuto alcuna offerta. Aumentano quindi le pressioni per interventi sul mercato valutario da parte della banca centrale russa a difesa della moneta dopo l’infruttuosa mossa di settimana scorsa di alzare ulteriormente i tassi di interesse (dal 9,5 al 10,5%). Da inizio mese il rublo ha già perso oltre il 18% del proprio valore portando a -76% circa il saldo degli ultimi 12 mesi.

Il taglio al bilancio

Il governo russo ha così deciso di tagliare del 10% il bilancio del 2015, in seguito al brusco mutamento dello scenario economico. Lo rivela il quotidiano economico-finanziario Vedomosti, citando tre fonti governative. Saranno salvaguardate le spese sociali e, con ogni probabilità, anche quelle per la difesa. La scure si abbatterà quindi sugli altri settori, dai trasporti (che assorbono il 38,1% del budget) allo spazio (19%), dallo sviluppo dell’estremo oriente russo (6%) all’aeronautica (4,6%). Il bilancio 2015 era stato predisposto lo scorso luglio, con una previsione del prezzo del barile a 95 dollari quando era a 115 dollari (ma venerdì scorso era a 61) e un dollaro valeva 34 rubli (oggi ha superato quota 60). Secondo gli esperti, una riduzione di 10 dollari a barile `brucia´ 10 miliardi di dollari di ricavi e abbassa il pil dello 0,4%-0,8%.

15 dicembre 2014 | 15:02
http://www.corriere.it/economia/14_dice ... 56c5.shtml

Ulteriore approfondimento: Russia, banca centrale: Pil 2015 rischia caduta -4,5%. E il rublo e la Borsa precipitano
Toccato il fondo per la valuta (62 rubli per un dollaro, grafico usd/rub).
Balzano rendimenti:sopra livelli del Rwanda
http://www.wallstreetitalia.com/article ... itano.aspx
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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda flaviomob il 15/12/2014, 23:55

E crollano le borse europee...


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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda trilogy il 16/12/2014, 0:13

All'Italia questa storia sta costando miliardi di euro. La sola Saipem ha visto annullato un contratto da 2,4 miliardi, :?
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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda franz il 16/12/2014, 8:29

mi pare chiaro che le guerre oggi vengono condotte sul piano commerciale, invece che con gli eserciti.
E penso che tutto sommato sia meglio cosi'.
Qualche perdita c'è sempre ma una cosa è avere migliaia di morti, altro perdere un contratto.
La Federazione Russa in questo momento è quella che piu' sta perdendo la "guerra" innescata da Putin prima con la georgia e poi con crimea e ukraina.
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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda pianogrande il 16/12/2014, 11:04

Putin può fare il bullo a casa sua ma, e per fortuna, fuori casa qualche reazione la trova.

Non per niente, il suo miglior amico in Italia, finito il berlusca, è nientemeno che Salvini.
E' proprio messo male il povero Putin.

Che facciamo?
Perdiamo qualche contratto o ci facciamo mettere i piedi in testa da gente come Putin, Salvini, Le Pen?
Fotti il sistema. Studia.
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La svalutazione russa

Messaggioda franz il 16/12/2014, 14:03

un'interessante analisi economica della situazione russa

Come saprete negli ultimi tempi la moneta russa ha subito una notevole svalutazione http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=ABgHdwLC
Purtroppo nel chiacchiericcio dell'estrema destra e dell'estrema sinistra che si baloccano come sempre con complotti anti Putin orditi dal mostro occidentale e costrutti pindarici su modelli alternativi di gestione dell'economia , che alla prova dei fatti crollano però mediamente su se stessi , non si riesce a capire veramente cosa sta succedendo.
A noi che invece piace l'analisi scientifica seria , cerchiamo di vedere quali sono , e se ci sono , le reali ragioni economiche che spiegano quanto sta avvenendo , ricordando sempre come faro guida che l'economia ha delle leggi , leggi che sono ferree , leggi che valgono per qualsiasi paese in qualsiasi epoca e che nessuna persona al mondo per quanto potente può cambiare .
Ovviamente queste leggi sono sostanzialmente quelle descritte dal modello neoclassico di stampo monetarista .

Per cominciare diamo uno sguardo all'andamento del cambio euro/rublo negli ultimi 5 anni https://it.finance.yahoo.com/echarts?s= ... X;range=5y

http://4.bp.blogspot.com/-bMGJZtFbjYY/V ... /rublo.JPG

Vediamo subito che dal 2010 fino a metà 2013 si è avuta una sostanziale stabilità , venuta meno proprio da giugno 2013 .
Da li in poi il rublo svaluta passando piano piano da 40 rubli per un euro ai 50 di marzo 2014 , per poi svalutarsi ulteriormente fino agli attuali 66 rubli circa .

La svalutazione quindi non coincide strettamente con gli eventi connessi all'Ucraina e nemmeno con le sanzioni imposte dall'occidente essendo iniziata almeno un anno e mezzo fa .
Sicuramente invece c'è stata una forte accelerazione di questa svalutazione a partire da metà settembre 2014 in poi .

A questo punto prima di proseguire diamo una ripassatina veloce a quelle che sono le determinanti teoriche del tasso di cambio.
Innanzitutto cos'è ?
Semplicemente il tasso di cambio è un indice che serve a comparare i prezzi dei beni interni di un paese nei termini di un'altra moneta .
E' evidente quindi che questo indice muterà in base a tutto ciò che può far cambiare i prezzi interni tra vari paesi .
Abbiamo quindi in ordine di importanza decrescente e considerando per ovvi motivi di spazio solo le componenti principali :

1) il tasso di variazione della quantità di moneta in circolazione : qui la spiegazione dovrebbe essere banale , almeno per chi ha rudimentali conoscenze economiche .
Se la quantità di moneta in circolo aumenta a tassi sostenuti , come si ha ad esempio quando la banca centrale stampa moneta , il valore della moneta scende e come conseguenza i prezzi dei beni espressi in tale moneta salgono . Se quindi il tasso d'inflazione ( ovvero il tasso di variazione dei prezzi ) è maggiore di quello degli altri paesi il tasso di cambio tenderà a svalutarsi .

2) i movimenti di capitale : anche qui la cosa è molto banale . Se i capitali fuoriescono dal paese A noi abbiamo vendita della moneta A e acquisto di quelle estere . La conseguenza immediata è ovviamente una diminuzione del valore della moneta A , ovvero una tendenza verso la svalutazione del cambio.
Punto importante: il meccanismo è reciproco . Ovvero se abbiamo afflusso di capitali noi abbiamo vendita delle monete estere e acquisto della moneta A e quindi una rivalutazione di A.

3) il saldo della bilancia commerciale : il meccanismo è identico a quello precedente .
Se noi abbiamo un saldo positivo della bilancia commerciale tecnicamente significa che l'estero acquista più moneta A e quindi avremo una rivalutazione .
Se invece il saldo è negativo avremo vendita di A e quindi svalutazione .

Fatto questo breve riassunto proviamo a vedere come questi tre punti hanno influito sulla dinamica del rublo negli ultimi cinque anni , ricordando che interagiscono tra loro e per valori contenuti del primo meccanismo anche neutralizzandosi a vicenda .

Iniziamo esaminando il tasso d'inflazione russo , ovvero il driver primario del tasso di cambio .
Come possiamo vedere secondo i dati dell'Fmi via la Banca centrale Russa http://www.principalglobalindicators.or ... fault.aspx il tasso d'inflazione dal 2010 ad oggi ha viaggiato ad una media aritmetica annua vicina al 7% e negli ultimi due anni è in accelerazione .
Considerando che nel frattempo l'area euro ( e per il dollaro è identico ) ha avuto un'inflazione media annua vicina al 2% , il rublo aveva accumulato solo per il periodo 2010-2013 un differenziale di variazione dei prezzi con l'euro di circa il 15%.
In base a quanto visto nel punto 1 il rublo nel periodo considerato avrebbe dovuto svalutarsi almeno per l'appunto del 15% .
Ma così non è stato . Il rublo infatti dal 2010 al 2013 è rimasto sostanzialmente stabile.
Perchè ?
Come detto ci sono altre due forze in gioco , ovvero i movimenti di capitale e la bilancia commerciale .

Esaminiamoli come sopra attraverso i dati forniti dall'Imf attraverso la Banca centrale Russa .
Guardiamo il saldo della bilancia commerciale in termini percentuali di Pil.
2010 +4.4
2011 +5.1
2012 +3.5
2013 +1.6
Con la particolarità che nel 2013 abbiamo il Q1 ancora a +5.3% , mentre dal Q2 in poi si scende quasi a 0 .
I dati del 2014 ancora non sono ufficialmente disponibili .

Per quanto riguarda i movimenti di capitale esaminiamo i dati che la Banca centrale Russa gentilmente offre http://www.cbr.ru/eng/statistics/print. ... _new_e.htm
Come possiamo vedere dalla somme delle prime due colonne e dalla quinta , i capitali hanno la tendenza ad uscire dalla Russia .

Riassumendo , abbiamo quindi due spinte a favore della svalutazione del cambio che costantemente operano in Russia e che sono i movimenti di capitali e soprattutto l'alta inflazione .
In contrapposizione abbiamo invece il saldo della bilancia commerciale che fino a metà 2013 riusciva a mantenere costante il tasso di cambio .
Il saldo della bilancia commerciale quindi , saldo che però da metà 2013 sta scendendo .
Cosa può essere successo ?
Per capirlo guardiamo cosa esporta la Russia e quali sono le componenti principali .
Qui possiamo vedere i dati per il 2012 http://en.wikipedia.org/wiki/Economy_of ... reemap.png
Sommando le varie componenti notiamo subito un dato abbastanza impressionante : il petrolio direttamente o indirettamente conta per quasi il 70% del valore delle esportazioni della Russia .
A questo punto andiamo a vedere il prezzo del petrolio , cosa che possiamo fare grazie all'Opec qui http://www.opec.org/opec_web/en/data_graphs/40.htm
Notiamo subito che negli ultimi 5 anni il prezzo ha oscillato poco sopra i 100 dollari al barile.
Da agosto in poi invece è sceso costantemente raggiungendo le attuali quotazioni inferiori ai 70 dollari .

Adesso abbiamo tutti gli elementi per trarre delle conclusioni :
1) La Russia ha tenuto in questi ultimi 5 anni una dinamica inflattiva discreta che ha fornito una spinta verso la svalutazione del cambio .
2) Questa svalutazione non si è verificata grazie al prezzo del petrolio elevato che ha permesso un saldo della bilancia commerciale tale da impedire la svalutazione .
3) A causa dei movimenti di capitale avversi però , sommati all'accumularsi di un differenziale inflattivo sempre più grande e alla stasi del prezzo del petrolio , da metà 2013 la moneta russa ha iniziato una lenta ma costante svalutazione .
4) Svalutazione che ha accelerato nel momento in cui la principale forza contraria è venuta meno , ovvero il saldo positivo della bilancia commerciale dovuto all'alto prezzo del petrolio .

Nulla di trascendentale quindi .

Che fare ora ?
Certamente non stampare moneta , cosa che semmai aggraverebbe la situazione .
Anche qui però la cosa è di nuovo semplice , almeno se come detto all'inizio si usano le teorie economiche corrette : date le tre forze all'opera è evidente che bisogna intervenire esattamente su quelle tre forze .
Come ?
Chiunque abbia fatto almeno un esame di macroeconomia dovrebbe già sapere la risposta .
Comunque :
1) Ridurre il tasso di crescita della moneta e quindi l'inflazione . Per farlo bisogna alzare in via prioritaria i tassi d'interesse .
2) Con tassi d'interesse più alti e si spera meno rischio , i capitali dovrebbero piano piano rientrare invertendo il deflusso .
3) Cercare di riportare in positivo il saldo della bilancia commerciale . Ovviamente la determinante prima vista la forte concentrazione del commercio russo è il prezzo del petrolio , prezzo sul quale temo ( o per fortuna ) Putin non ha più grandi margini di manovra .

Cosa sta facendo il leader del Cremlino ?
Lo possiamo leggere nel primo articolo linkato all'inizio :
1) la banca centrale sta alzando i tassi d'interesse
2) Putin , dietro la retorica propagandistica sulla lotta alla speculazione , ha promesso invece l'immunità totale ai russi che riportano i capitali in patria .

Più o meno quindi sta seguendo quando la "dottrina" prevede.
Direi tutto secondo copione .
L'abbiamo detto all'inizio : ne complotti ne trame oscure magari della Cia o di qualche gruppo di banchieri .
Semplicemente l'economia con le sue leggi .
Leggi alle quali anche Putin si sta piano piano sottomettendo .

Tutto a posto allora ?
Eh no .
Di nuovo , chi conosce un po di economia avrà già capito , ma le criticità sono molte e alcune decisamente più importanti del tasso di cambio che alla fine è puramente un indicatore secondario di quelli che sono i veri problemi di un paese :
1) La politica di alzare i tassi per controllare l'inflazione vuol dire operare una stretta monetaria . Questa provoca recessione . Non a caso la banca centrale russa ha avvertito che nei prossimi due anni l'economia andrà male.
2) Come visto il saldo della bilancia commerciale dipende in via prioritaria dal prezzo del petrolio . Se questo si mantiene basso , non solo la Russia avrà problemi monetari e di cambio , ma soprattutto avrà problemi di liquidità , ovvero detto in modo chiaro : soldi da spendere .
E quanto conti questa voce per un regime non compiutamente democratico basato sul petrolio già l'abbiamo visto per il Venezuela.
3) La composizione della bilancia commerciale centrata sul petrolio ci dice infine un'altra cosa , forse la più importante : la base industriale della Russia è ancora relativamente piccola , e questo significa che la Russia è essenzialmente un gigante politico dai piedi economici d'argilla .
La crescita esponenziale dei prezzi delle commodities avvenuta dal 2000 in poi ha mascherato questa verità pompando il Pil a forza di petrodollari , ma la cosidetta maledizione del petrolio a quanto pare ha colpito ancora http://it.wikipedia.org/wiki/Maledizione_delle_risorse .
Se i dirigenti russi fossero responsabili avrebbero comunque esempi vincenti di gestione delle riserve petrolifere con crescita industriale diffusa da imitare : la Norvegia e gli Uk sono i paesi guida su questo .
Certo per farlo serve umiltà e spirito critico , ma non siamo sicuri sia questo il caso .
Staremo a vedere .
Il futuro è decisamente interessante.
http://archeo-finanza.blogspot.it/2014/ ... russa.html
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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda flaviomob il 17/12/2014, 12:24

Una tempesta incombe sul mondo
Bernard Guetta

La Federazione russa è il paese più esteso al mondo, uno dei primi produttori mondiali di gas e petrolio, un esportatore di energia da cui dipendono l’industria e le famiglie europee e una terra di investimento per le banche e le grandi aziende occidentali. Per questo un collasso economico della Russia avrebbe gravissime conseguenze per l’economia mondiale. E purtroppo questo collasso è sempre più vicino.

Davanti al crollo del rublo la Banca centrale russa ha deciso nella notte di lunedì di aumentare il suo tasso di riferimento di 6,5 punti, portandolo dal 10,5 per cento al 17 per cento. Il messaggio rivolto alle famiglie e agli investitori è chiaro: non vendete i vostri rubli in cambio di dollari ed euro perché non avrete alcun guadagno. Ciononostante, dopo due ore di ripresa, il rublo ha ricominciato a scendere, e nel pomeriggio di martedì ha perso un altro 20 per cento.

Dall’inizio dell’anno la valuta russa ha perso il 60 per cento sul dollaro (era il 40 per cento fino a pochi giorni fa) e questo significa che il costo delle importazioni e degli interessi sul debito dovuto alle banche straniere è aumentato enormemente. Siamo davanti a un naufragio, una catastrofe nazionale che ha tre cause principali.

Prima di tutto ci sono le sanzioni economiche imposte dagli occidentali a marzo a causa della crisi ucraina, che tra l’altro hanno continuato a inasprirsi. Poi c’è il crollo del prezzo del petrolio, innescato dall’Arabia Saudita per colpire ulteriormente l’economia dell’Iran (grande rivale regionale) e per indebolire lo sfruttamento del petrolio e del gas di scisto statunitensi che minacciano le esportazioni di Riyad. In questo processo la Russia è una vittima collaterale della difesa degli interessi sauditi, ma è comunque una vittima importante perché l’energia costituisce i due terzi delle sue esportazioni e la base della sua economia.

Infine bisogna tenere presente che le famiglie e i grandi patrimoni russi non capiscono più dove sta andando il paese. Mentre i capitali fuggono al ritmo di 120 miliardi di dollari l’anno, i privati prendono d’assalto gli uffici di cambio per sbarazzarsi dei rubli.

Domani Vladimir Putin terrà la sua conferenza stampa annuale. Il presidente dovrà dire qualcosa, ma nella sostanza l’unica alternativa a un salto nel vuoto sarebbe la scelta di fare un passo indietro sull’Ucraina per ottenere la cancellazione delle sanzioni. È una possibilità concreta, e da una settimana Putin sembra disposto a scendere a patti. Il problema è che una soluzione sull’Ucraina non farebbe aumentare il prezzo del barile, mentre la crescita cinese rallenta, quella dell’Europa è vicina allo zero e l’instabilità greca minaccia nuovamente la sopravvivenza dell’eurozona. I mercati sono nel panico, e ne hanno tutte le ragioni.

http://www.internazionale.it/opinione/b ... -sul-mondo


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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda franz il 17/12/2014, 16:33

flaviomob ha scritto:...una catastrofe nazionale che ha tre cause principali.

Prima di tutto ci sono le sanzioni economiche imposte dagli occidentali a marzo a causa della crisi ucraina, che tra l’altro hanno continuato a inasprirsi. Poi c’è il crollo del prezzo del petrolio, innescato dall’Arabia Saudita per colpire ulteriormente l’economia dell’Iran (grande rivale regionale) e per indebolire lo sfruttamento del petrolio e del gas di scisto statunitensi che minacciano le esportazioni di Riyad. In questo processo la Russia è una vittima collaterale della difesa degli interessi sauditi, ma è comunque una vittima importante perché l’energia costituisce i due terzi delle sue esportazioni e la base della sua economia.

Infine bisogna tenere presente che le famiglie e i grandi patrimoni russi non capiscono più dove sta andando il paese. Mentre i capitali fuggono al ritmo di 120 miliardi di dollari l’anno, i privati prendono d’assalto gli uffici di cambio per sbarazzarsi dei rubli.

No, non sono d'accordo.
Sul piano del puro e semplice fact checking è noto che le sanzioni di USA e UE dopo l'affare ukraino sono relativi esclusivamente ad alcuni oligarchi particolarmente vicini al regime nazional-mafioso di Putin. Nessuna sanzione verso la popolazione.
RaiNews ha scritto:Le sanzioni americane colpiranno finanza, energia e difesa. Quelle europee, messe a punto prima della firma del cessate-il-fuoco ma l'accordo è arrivato ieri, restringeranno l'accesso ai mercati finanziari europei non solo delle cinque banche controllate dallo stato già colpite a fine luglio, ma anche di tre produttori di armi e dei tre giganti del petrolio Transneft, Rosneft e Gazprom-neft. Non è consentito lo scambio di obbligazioni, azioni e altri strumenti la cui durata supera i 30 giorni emessi dalle stesse banche. Sono poi state aggiunte altre 24 persone, fra cui oligarchi russi, nella lista dei soggetti colpiti dal congelamento dei beni finanziari e dalla sospensione del visto di viaggio. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... av0Tt.dpuf

Quindi le sanzioni non stanno affamando la russia ma solo un gruppo di oligarchi e di aziende di stato.

Il vero motivo è il prezzo del petrolio e la fuga dei capitali, i quali uniti all'inflazione hanno indebolito il rublo, come da ABC dell'economia. Tre forze, tutte nella stessa direzione. Un'anticipazione di quello che capiterebbe all'Italia fuori dall'euro.

Tra l'altro la Russia quando OPEC ha chiesto di diminuire la produzione per tenere alto il prezzo ha risposto NIET. Una risposta un po' ottusa, direi.

Che ora Putin sia indotto a piu' miti consigli è ottima cosa.
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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda pianogrande il 17/12/2014, 16:46

Che Putin sia "ridotto a più miti consigli" mi dispiace per Salvini che pensava di aver trovato il petrolio senza neanche fare un buco col trapano.

Il cattivo esempio dei bulli miliardari fa sempre proseliti ma, per fortuna, ogni tanto i bulli si devono dare una regolata.

Anche la Le Pen non reggerà molto, sopratutto se la situazione economica in Francia dovesse migliorare.

A quel punto, Salvini dovrà rivestirsi e mettersi a lavorare.

Sì.
Forse sto mescolando un po' gli argomenti ma neanche troppo.
Putin era diventato il finanziatore dei destabilizzatori e questa stangata non ci sta per niente male.
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Re: Russia, crollo del rublo. Il dollaro supera quota 60

Messaggioda franz il 17/12/2014, 16:55

pianogrande ha scritto:A quel punto, Salvini dovrà rivestirsi e mettersi a lavorare.
...
Putin era diventato il finanziatore dei destabilizzatori e questa stangata non ci sta per niente male.

Doppio gradimento, per entrambe le affermazioni. Tra l'altro non ho mai capito veramente il perché di tanto panslavismo filo putin nella destra leghista italiana. Capisco a sinistra, la Russia e sempre la Russia, anche se non è piu' CCCP. I simboli rimangono. Ma non capisco la Lega. Già Bossi a suo tempo (primi anni 90) folleggiava per Milosevich ed i serbi.
Sarà che sono per i nazionalismi indipendentisti? Sarà che pagano?
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