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Ukraina: escalation e aerei abbattuti

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Re: Ukraina: escalation e aerei abbattuti

Messaggioda franz il 09/09/2014, 17:09

questo non è il rapporto defintivo ma solo un'anteprima.
Il rapporto completo uscirà nel 2015.
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Re: Ukraina: escalation e aerei abbattuti

Messaggioda franz il 09/09/2014, 20:09

Un buon esempio di come i media esteri (qui la BBC) possono seguire un tema con competenza

http://www.bbc.com/news/world-europe-28357880
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Re: Ukraina: escalation e aerei abbattuti

Messaggioda flaviomob il 10/09/2014, 23:19

Amnesty: «Criminali i battaglioni di Kiev»

—  Simone Pieranni, 9.9.2014

Ucraina. Un rapporto internazionale accusa la formazione paramilitare «Aydar» di «abusi e crimini di guerra». Si tratta di uno degli oltre 40 gruppi di «volontari» in supporto all’esercito regolare


Può essere che alcuni gior­na­li­sti e osser­va­tori inter­na­zio­nali siano stati irre­titi da imma­gini come la seguente: para­mi­li­tari che al ter­mine di un com­bat­ti­mento, in un gia­ci­glio, o al riparo da un tank, si met­tono a gio­care a scac­chi o a decan­tare poe­sie. Roman­ti­ci­smo di una «guerra per l’Europa» che si tinge di let­te­ra­tura, di pas­saggi così ampia­mente noti e sto­rici nelle vicende di quelle terre.

Que­sti intel­let­tuali impe­gnati a leg­gere e con­fron­tarsi su versi di poeti russi, ame­ri­cani e ucraini, secondo Amne­sty Inter­na­tio­nal, però, sareb­bero i più spie­tati tra gli uomini impe­gnati nei cosid­detti «bat­ta­glioni di volon­tari» che sosten­gono e hanno soste­nuto l’esercito ucraino nelle zone orien­tali del paese. Così come i media inter­na­zio­nali casca­rono nel tra­nello dei neo­nazi della Maj­dan, impe­gnati a fare uffici stampa pro­fes­sio­nali e dipin­gersi come sin­ceri filoeu­ro­pei­sti, anche le pseudo visioni roman­ti­che di que­sti com­bat­tenti, hanno nasco­sto la loro reale fun­zione. E que­sto gruppo di intel­let­tuali, ex pro­fes­sori, docenti, for­me­rebbe il «grosso» del cosid­detto «Bat­ta­glione Aydar», recen­te­mente segna­lato tanto dall’Osce, quando da Amne­sty, come gruppo spie­tato e col­pe­vole di «abusi e cri­mini di guerra».

Rapi­menti, ope­ra­zioni ille­gali, ese­cu­zioni; sono solo alcune delle accuse mosse tanto dagli osser­va­tori inter­na­zio­nali, già nel luglio scorso, quando da Amne­sty un paio di giorni fa, con un report inti­to­lato pro­prio «Abusi e cri­mini di guerra del Bat­ta­glione Aydar nelle regioni a nord di Lugansk». Secondo alcuni arti­coli di quo­ti­diani russi, sarebbe stato pro­prio il bat­ta­glione Aydar — ad esem­pio — a pro­vo­care il colpo di mor­taio che ha ucciso due gior­na­li­sti russi. E nelle file dei volon­tari capi­ta­nati da Ser­gej Mel­ny­chuk avrebbe ope­rato anche Nade­zhda Sav­chenko, cat­tu­rata dai filo­russi, sotto pro­cesso in Rus­sia e dipinta sui media di mezzo mondo come una mar­tire per la libertà.

Lo scorso ago­sto su Worl­d­crunch André Eich­ho­fer ha ripor­tato alcuni dia­lo­ghi avuti con espo­nenti del bat­ta­glione. Sono scul­tori, poeti, pro­fes­sori uni­ver­si­tari, bio­logi. Due set­ti­mane di trai­ning, un sen­ti­mento patriot­tico sem­plice e tante armi. Il capo Mel­ny­chuk era stato dato per morto alcune set­ti­mane fa, un’ipotesi poi smen­tita. Di sicuro i mem­bri dell’Aydar hanno subito pesanti per­dite, tro­van­dosi sulla prima linea del fronte, a Lugansk, tea­tro di com­bat­ti­menti pesanti con le truppe dei filo­russi. Quest’ultimi sono con­si­de­rati «tra­di­tori», «ter­ro­ri­sti» e costi­tui­scono il nemico pri­ma­rio della «bri­gata degli intel­let­tuali». Nono­stante que­sta for­ma­zione uma­ni­sta, secondo Amne­sty gli uomini dell’Aydar si sareb­bero mac­chiati di delitti tal­mente gravi, da ipo­tiz­zare un’inchiesta per­fino da parte del mini­stero della difesa di Kiev (che pure nel mag­gio scorso ne ha auto­riz­zato la formazione).

Secondo quanto pub­bli­cato dal Kiev Post, quo­ti­diano fin da subito mega­fono della Maj­dan, sareb­bero oltre 40 i gruppi para­mi­li­tari for­mati da volon­tari in sup­porto all’esercito rego­lare di Kiev. Tra que­sti ci sono i ben noti del bat­ta­glione Azov, dei quali è bene ricor­dare alcuni par­ti­co­lari. Di chiara impronta nazi­sta, con tanto di sim­bolo delle SS, sono sem­pre stati sot­to­va­lu­tati da tutti, fino a quando i sim­boli nazi­sti mostrati con orgo­glio, hanno finito per giun­gere anche sugli schermi dei tele­vi­sori ita­liani (in par­ti­co­lare al tg2). L’Italia ha dun­que sco­perto quanto si sa fin dalle prime set­ti­mane di pro­te­sta sulla Maj­dan. Ovvero, la forza, mili­tare, nume­rica, di for­ma­zioni neo­na­zi­ste (a cui pare l’Italia voglia per­fino dare man­forte con armi e vei­coli militari).

L’esistenza di que­sti gruppi, che hanno quasi sem­pre ope­rato con regole pro­prie e nel dispetto di qual­siasi legge inter­na­zio­nale, rende per altro ben più dif­fi­col­toso di quanto si pensi il man­te­ni­mento della appena otte­nuta tregua.

Pur essendo nati sotto l’egida del mini­stero della difesa di Kiev, la forza di que­ste for­ma­zioni è pro­prio quella di poter agire al di fuori di ordini. Non a caso fu il bat­ta­glione Aydar, lo scorso giu­gno, ad agire di pro­pria volontà e sfer­rare un attacco vicino a Lugansk. L’operazione non era stata decisa dal comando cen­trale. Gli uomini di Aydar hanno occu­pato la cit­ta­dina di Scha­stya, hanno arre­stato il vice sin­daco e hanno assunto la lea­der­ship della città. Un’operazione tal­mente rischiosa, da indurre il mini­stero della Difesa di Kiev ad agire in tutta fretta, ripor­tando i para­mi­li­tari sotto il pro­prio con­trollo, almeno sulla carta.

Que­ste for­ma­zioni sono emble­ma­ti­che dell’ambiente più gene­rale all’interno del quale si muo­vono. Nel sot­to­bo­sco di que­sti gruppi, ci sono infatti delin­quenti, ex mili­tari, oli­gar­chi. Il più noto tra i bat­ta­glioni, il «Dnie­per», sarebbe finan­ziato diret­ta­mente dall’oligarca Ihor Kolo­moy­skyi. Quest’ultimo, miliar­da­rio ucraino-cipriota-israeliano, è stato nomi­nato dall’ex pre­si­dente ad inte­rim Tur­chy­nov quale gover­na­tore della regione di Dni­pro­pe­tro­vsk (e sarebbe pro­prio lui il pros­simo e prin­ci­pale rivale di Poroshenko).

I bat­ta­glioni, durante il con­flitto, si sono rive­lati ben equi­pag­giati e ben armati, anche gra­zie a una impo­nente opera di pro­pa­ganda on line, che ha saputo tra­sfor­mare gli «uffici stampa» della Maj­dan in un’ottima mac­china per rac­co­gliere con­tri­buti. Su inter­net, infatti, sono decine i siti che rac­col­gono finan­zia­menti per i «volon­tari», usando pay­pal e altre forme di paga­mento on line.

http://ilmanifesto.info/amnesty-crimina ... i-di-kiev/


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(Stephen Hawking)
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Bellingcat svela chi ha dato l’ordine di abbattere MH17

Messaggioda franz il 01/03/2016, 13:54

Bellingcat svela chi ha dato l’ordine di abbattere MH17

Danilo Elia
Venerdì, 26 Febbraio 2016

Il collettivo di giornalisti-cittadini investigativi – o, come si dice in inglese citizen investigative journalists – ha pubblicato la versione integrale del rapporto MH17. Un anno di indagini informatiche che fanno cadere enormi sospetti sull’esercito russo, a tutti i livelli, come diretto e unico responsabile dell’abbattimento del Boeing della Malaysia nell’estate del 2014.

Nei loro precedenti report, i volontari di Eliot Higgins, il fondatore di Bellingcat, avevano già raccolto una mole di prove indiziarie. Usando il loro metodo – e una montagna di ore passate davanti ai computer – hanno ricostruito oltre ogni ragionevole dubbio la dinamica del disastro dell’MH17. Sin dalle prime ore dopo l’abbattimento, quando l’ipotesi immediatamente più ragionevole era che fosse stato un missile terra-aria tipo Buk a colpire il Boeing, loro sono stati i primi a individuare con esattezza la posizione in cui si trovava il lanciamissili, in territorio controllato dai separatisti. Quando la narrativa sovietica se n’è uscita con spiegazioni tra l’incredibile e il complottistico (tipo, sono stati gli americani, è stato abbattuto da un caccia ucraino per dare la colpa a noi, e simili) loro hanno smontato ogni tentativo di inquinare i fatti, smascherando foto satellitari photoshoppate e ricostruzioni pseudoscientifiche. I risultati delle loro ricerche sono stati presi in seria considerazione dagli esperti, tanto che le loro indagini affiancano ora quelle della commissione d’indagine olandese.

Indagini
Il rapporto appena pubblicato ordina per la prima volta in maniera organica tutte le scoperte di Bellingcat, aggiungendo nuovi dettagli. La versione disponibile a tutti contiene un triplice livello di censura, come spiegano loro stessi. I nomi dei soldati semplici sono stati omessi e i loro volti sulle foto pixelati; gli ufficiali sono presentati con il nome e il cognome puntato, ma sempre con i volti oscurati; «gli alti comandanti dell’esercito, dal comandante della 53a brigata antiaerea al presidente russo, compaiono con i loro nomi e le loro fotografie non censurate». La versione del rapporto consegnata agli olandesi, però, contiene i nomi di tutti i militari russi coinvolti nel lancio del Buk.

Le indagini di Bellingcat partono dalla base russa di Kursk, sede della 53a brigata di difesa aerea, da cui il convoglio del Buk è partito per raggiungere la destinazione di Snizhne, vicino Donetsk in Ucraina, da dove è stato sparato il missile.

Sulla base di tutte le informazioni raccolte analizzando più di cento profili di soldati della 53a brigata, emerge che alle 16.20 del 17 luglio 2014 da un campo a sud di Snizhne il sistema Buk ha sparato il missile terra-aria che ha abbattuto il volo Malaysia MH17. La mattina del 18, il giorno dopo, il Buk è stato trasportato di nuovo in Russia attraverso Luhansk.

Chi ha dato l’ordine di sparare
Ed ecco i nomi. Il comandante della 53a brigata di difesa aerea nel 2014 era Sergey Muchkaev. Dal momento che lui era il più alto in grado della brigata, dice il rapporto, è molto probabile che sia stata sua la decisione operativa di mandare il Buk nella regione di Rostov e da dove è poi stato trasportato in Ucraina.

È molto probabile, continua Bellingcat, che la decisione di mandarlo in Ucraina sia stata presa a livello del comandante della Difesa aerea della 20 a armata, Aleksey Zolotov, della Difesa aerea del Distretto militare occidentale, Andrey Kokhanov, e della Difesa aerea generale, Alexander Leonov.

Ma la decisione di utilizzare armamenti di difesa aerea in Ucraina è stata presa a livelli persino più alti, conclude il rapporto. Il livello cioè del ministero della Difesa russo – ossia dai viceministri Arkady Bakhin e Valery Gerasimov, e dal ministro Sergey Shoygu – e, in ultima analisi, dal comandante in capo delle Forze armate, il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin.

http://www.eastonline.eu/it/opinioni/mo ... ttere-mh17

Il rapporto: https://www.bellingcat.com/wp-content/u ... public.pdf

Il sito di bellingcat: https://www.bellingcat.com/
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Re: Ukraina: escalation e aerei abbattuti

Messaggioda franz il 25/05/2018, 13:08

E alla fine la commissione di inchiesta, dopo anni, ha stabilito.
Sono stati i russi con un missile appositamente dislocato in ucraina.

Piangerà Salvini e piangeranno i filorussi de sinitra, foraggiati da Putin.
Ma i fazzoletti non mancano.

http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... 78ccc.html

MONDO L'inchiesta Ucraina: "I russi abbatterono volo Malaysia 17 nel 2014" Team investigatori, 'missile Buk partito da forze russe'. Mosca: nostri missili mai in Ucraina Tweet Volo MH17 abbattuto in Ucraina, l'Olanda commemora le vittime Volo MH17, l'inchiesta conferma i sospetti di Kerry sul ruolo della Russia MH17 abbattuto in Ucraina: colpito da "numerosi proiettili", si è spezzato in volo

L'Olanda: un missile dei separatisti filorussi colpì l'aereo MH17 il 17 luglio 2014 Ucraina, schianto volo Mh17 Malaysia Airlines: trovati possibili frammenti missile russo Buk 24 maggio 2018 Fu lanciato da forze russe il missile antiaereo Buk che nel 2014 nei cieli dell'Ucraina orientale abbattè il volo di linea MH17 della Malaysia Airlines diretto dall'Olanda a Kuala Lumpur con 298 persone a bordo: a questa conclusione è giunto il team di investigatori internazionali che da quasi quattro anni indaga su quel disastro sulla base di un dettagliato esame di immagini video. Mosca: nostri missili mai in Ucraina Nessun sistema missilistico dell'esercito russo ha mai attraversato il confine fra la Russia e l'Ucraina.

Lo dichiara il ministero della Difesa russo citato dalla Tass. La Russia, prosegue il ministero, ha presentato prove sostanziali che a lanciare il missile Buk responsabile dell'abbattimento del volo MH17 è stato "personale ucraino". La squadra di inquirenti "è arrivata alla conclusione che il (sistema missilistico) Buk-Telar che ha colpito l'MH17 proveniva dalla 53esima brigata di missili anti-aerei di stanza a Kursk in Russia", ha riferito il responsabile, l'olandese Wilbert Paulissen. "La 53esima brigata fa parte delle forze armate russe", ha aggiunto.

Già nel settembre 2016, la procura olandese aveva affermato che il missile era stato fornito dai russi mediante un sistema Buk da un'area all'epoca controllata dai ribelli filo-russi del Donbass. L'aereo era partito da Amsterdam diretto a Kuala Lumpur, quando fu abbattuto su una zona di conflitto nella regione del Donbass, teatro degli scontri tra separatisti filo-russi e forze governative. Tutte le 298 persone a bordo rimasero uccise. Nel 2016, gli inquirenti olandesi avevano annunciato di avere prove che il sistema Buk, coinvolto nell'incidente, aveva attraversato dalla Russia il confine con l'Ucraina, per poi tornare indietro dopo che l'aereo era stato abbattuto. Le autorità, che hanno tenuto una conferenza stampa, sostengono di avere ora "prove legali e convincenti da portate davanti a un tribunale", sul fatto che il sistema Buk in questione fosse in possesso dalla 53esima brigata missilistica anti-aerea di stanza a Kursk, nella Russia occidentale.

"Tutti i veicoli nel convoglio che trasportava il missile erano parte delle forze armate russe", ha detto Wilbert Paulissen della polizia nazionale olandese. In precedenza, il sito investigativo Bellingcat aveva puntato il dito proprio sulla stessa brigata, usando informazioni open-source. La Russia ha sempre negato un suo coinvolgimento e media di Stato hanno diffuso numerose teorie in questi quattro anni su come responsabile della tragedia aera fosse l'Ucraina.

Mosca ha usato il suo diritto di veto in sede Onu per evitare la creazione di un tribunale internazionale che determinasse le responsabilita' sull'accaduto; in questo modo, qualsiasi eventuale processo sara' tenuto in Olanda, secondo la legge olandese, come stabilito da un accordo raggiunto con i Paesi che guidano le indagini congiunte.
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