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Egitto

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Egitto

Messaggioda franz il 16/08/2013, 21:43

Blog Beppe Grillo: "Egitto polveriera per il Medio Oriente e Mediterraneo. L'Italia? Una comparsa" (FOTO, TWEET)

L'Huffington Post | Pubblicato: 16/08/2013 15:34 CEST | Aggiornato: 16/08/2013 17:59 CEST

"In Egitto è avvenuto da tempo un colpo di Stato, ma nessuno sembra volerlo ammettere. L'Occidente, Stati Uniti in particolare, si sono voltati subito da un'altra parte. La loro. Morsi nominato primo ministro in regolari elezioni è stato deposto dopo manifestazioni di piazza nell'indifferenza generale. Con questo metro di giudizio in Europa avrebbero dovuto dimettersi parecchi governi. I militari hanno preso il posto di Morsi senza nuove elezioni. Nessuno ha battuto ciglio. Ora è il tempo delle stragi, l'assassinio da parte dell'esercito di centinaia (forse migliaia) di civili che vogliono ripristinare la democrazia. Ma, ancora una volta, l'Occidente tace". È quanto scrive il blog di Beppe Grillo in un post dedicato alle stragi in Egitto.

"L'Occidente - si evidenzia nel post di Grillo - sempre pronto a condannare e a intervenire, anche con la forza, come è avvenuto in Libia, ora in parte sotto il controllo di Al Qaeda, (ma nessuno deve dirlo) o in Mali, per proteggere i suoi interessi, non vede, non sente, non parla. Chi ha ordinato la strage va processato da organismi internazionali come è avvenuto in Serbia. Il governo dei militari va disconosciuto senza alcun distinguo. Nuove elezioni vanno indette al più presto. Per l'Occidente la democrazia è un concetto relativo, che si applica caso per caso, quando gli conviene. Per i militari egiziani non si applica. La polveriera Egitto rischia di travolgere ogni equilibrio in Medio Oriente e in tutto il Mediterraneo mentre l'Italia fa da comparsa. Il ruolo che le riesce meglio".

Letta: "Vivissima preoccupazione". Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta,sta seguendo "con la massima attenzione e vivissima preoccupazione" gli sviluppi della situazione in Egitto e si tiene in stretto contatto con il ministro Emma Bonino. In tale contesto, Letta ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica francese Francois Hollande. "Francia e Italia - spiega il premier - convengono sul fatto che la crisi abbia ormai passato il limite, e che il livello di violenza e di repressione sia divenuto inaccettabile e deve, pertanto, cessare".
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Re: Egitto

Messaggioda pianogrande il 23/08/2013, 1:02

Egitto.
Una lotta tra dittatori.
Nessuno vuole la democrazia.
Né i militari né Morsi che stava cambiando la costituzione per prendersi sempre più poteri.
I fratelli musulmani che lottano per la democrazia mi fanno sorridere.

Il popolo che si era rivoltato contro Mubarak e poi contro Morsi se lo stanno dimenticando tutti.

Lo stesso popolo, dopo Mubarak e Morsi, si rivolterà contro i militari e continuerà a prenderle di santa ragione.

Forse, un giorno, arriverà la democrazia in Egitto e sarà grazie a questo popolo e non certo grazie ai fratelli musulmani o ai militari.
Fotti il sistema. Studia.
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Re: Egitto

Messaggioda trilogy il 24/08/2013, 10:47

Sulla crisi egiziana la stampa nazionale è un po' troppo semplicistica e riduce tutto ad un conflitto tra "laici" supportati dai militari e integralisti islamici. La realtà è un tantino diversa. Dietro allo scontro in Egitto c'è anche uno scontro tra varie componenti politiche di matrice islamica per l'espansione della propria sfera d'influenza nell'area.

1. A monte c'è la mancanza di una politica estera americana che lascia spazio libero alle scorribande dei sauditi e del quatarini in medio oriente e nord africa. Gli USA avevano una certa simpatia per la fratellanza per varie ragioni, tra cui le posizioni economiche piuttosto liberiste. In Egitto l'esercito controlla circa il 30% dell'economia, è facile entrare in rotta di collisione con questi poteri forti.
2. I fratelli musulmani sono una realtà piuttosto complessa e trasnazionale,tutt'altro che ideologicamente granitica. Al loro interno era in corso un confronto generazionale piuttosto accesso, (tipo quello in atto nel PD :mrgreen: ). Con la componente più giovane sostenuta dalla politica turca, Il golpe militare ha annichilito questo confronto interno, che avrebbe potuto condurre a sviluppi interessanti, portando ad una radicalizzazione delle posizioni.
3. I militari sono sostenuti economicamente e politicamente dai sauditi, e dai salafiti, che sono tutt'altro che laici. I sauditi temono qualunque evoluzione politica in medio-oriente, i salafiti (anch'essi sono un movimento trasnazionale), sono su posizioni molto più radicali della fratellanza, e vedono nella radicalizzazione dello scontro maggiori spazi di consenso nel futuro.
4. Il Quatar, anche questo regime tutt'altro che laico, sostiene la fratellanza e vari movimenti radicali, in altri paesi, in chiave anti saudita. La componente di scontro per l'espansione della sfera d'influenza nella penisola tra sauditi e quatarini e in chiave più defilata con la Turchia gioca un ruolo importante in tutta la vicenda.

In conclusione i fratelli musulmani sono una realtà complessa e in evoluzione, dove ci sono sicuramente componenti incompatibili con una società moderna e libera, ed altre che probabilmente potrebbero giocare un ruolo per l'evoluzione democratica dei paesi arabi. E' una situazione che andrebbe gestita dall'occidente evitando analisi superficiali, e con una visione di medio lungo periodo.
non c'è nulla di "smart" nel cosiddetto "smart working , chiamiamolo lavoro a distanza.
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Re: Egitto

Messaggioda ranvit il 24/08/2013, 11:14

Concordo con Trilogy....salvo che sul ruolo americano; passivo secondo lui e tanti altri (salvo poi lamentarsi quando gli americani intervengono :roll: ). Salutare secondo me. E' bene che gli occidentali stiano il piu' possibile fuori dalle beghe islamiche. L'Islam non è solo una religione ma anche una visione della società e del mondo: arcaica, violenta e lontanissima dai principi di democrazia e diritti dell'uomo; ha bisogno di tempo per maturare.
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: Egitto

Messaggioda flaviomob il 27/08/2013, 10:54

La repressione egiziana fa meno rumore
Dopo le stragi, un apparente "ritorno alla normalità" nasconde persecuzioni e un colpo di stato culturale contro i Fratelli Musulmani
26 agosto 2013


Dopo i giorni delle repressioni violente da parte del regime militare nei confronti dei movimenti islamisti e sostenitori del deposto presidente Morsi, da una settimana la diminuzione di notizie dall’Egitto sembra suggerire una situazione tornata di calma e normalità. Il Washington Post racconta ad esempio che per le strade del Cairo si vedono circolare le automobili, che i negozi sono aperti e che i locali sono pieni di persone, almeno durante il giorno. Si tratta però di una tranquillità solo apparente che secondo molti analisti nasconde il rischio di una maggiore radicalizzazione dei conflitti e delle violenze. Con l’accusa generica di appartenere all’organizzazione dei Fratelli Musulmani (il movimento politico-religioso che sostiene il presidente Morsi deposto dai militari) vengono infatti perseguiti e arrestati anche molti attivisti che con la Fratellanza non avrebbero nulla a che fare.

In Egitto nell’ultimo mese e mezzo sono successe molte cose: il colpo di stato che ha deposto il presidente Mohamed Morsi, eletto nel giugno 2012, il ritorno al potere dei militari che erano stati progressivamente estromessi dai Fratelli Musulmani, e una serie di massacri soprattutto al Cairo, gli ultimi dei quali sono stati compiuti mercoledì 14 e venerdì 16 agosto e in cui è morto un numero imprecisato di persone (le cifre ufficiali sono state riviste più volte al rialzo, ma si parla di almeno 900). Inoltre, nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 agosto Mohamed Badie, leader “spirituale” dei Fratelli Musulmani in Egitto, era stato arrestato al Cairo e il giorno dopo un tribunale egiziano aveva ordinato la scarcerazione di Hosni Mubarak, ex presidente del paese contro il quale, nel febbraio del 2012, avevano avuto inizio le proteste chiamate “primavera araba”.

Sabato 24 agosto il coprifuoco imposto dal governo ad interim negli ultimi dieci giorni è stato ridotto di due ore iniziando alle 21 invece che alle 19, ad eccezione dei venerdì, giorno che generalmente è anche occasione di proteste di piazza. Il Cairo, dove vivono circa 18 milioni di persone, rimane presidiata dall’esercito e il coprifuoco costringe i cittadini a rimanere chiusi in casa a guardare i canali televisivi di stato che trasmettono di continuo notizie contro i Fratelli Musulmani. Racconta sulla Stampa Giovanni Cerruti, dal Cairo

Dal quartiere delle ambasciate su fino a Piazza Tahrir, i cani fiutando cercano esplosivo tra le piante, in mezzo ai rifiuti lasciati da taxisti senza clienti e senza lavoro. All’alba andranno a riposare all’ingresso degli alberghi, tanto son poche le auto in arrivo dall’aeroporto, non ci sono nemmeno i facchini, nemmeno i ragazzini che chiedono un dollaro, un euro, una moneta qualsiasi. Una città al rallentatore, ancora impaurita. 22 milioni di cairoti, come tutto l’Egitto, in Stato d’Emergenza.

Intanto l’esercito si sta preoccupando di non perdere l’appoggio dei fedeli musulmani al suo interno, cercando di attribuire un senso e un valore religioso alle proprie scelte, coinvolgendo autorità religiose non legate ai Fratelli Musulmani.

Hazem el-Beblawi, il primo ministro del nuovo governo “di transizione” egiziano, ha fatto sapere che le principali priorità del suo mandato sono quelle della lotta al “terrorismo” e del ripristino della sicurezza e della democrazia, precisando che da questo processo dovranno rimanere esclusi coloro che «rifiutano i principi della non violenza e che attaccano le minoranze», accuse rivolte più volte proprio all’organizzazione dei Fratelli Musulmani che il premier ha anche proposto di mettere fuori legge. «Oggi, l’ideologia predominante è quella dell’esclusione», ha detto Yasser el-Shimy, dell’International Crisis Group del Cairo, organizzazione non governativa per la prevenzione dei conflitti nel mondo. L’esclusione e la repressione non riguarderebbero solamente i membri della Fratellanza. L’esercito agirebbe infatti fuori da qualsiasi stato di diritto accusando genericamente di essere degli estremisti islamici anche tutti coloro che criticano il nuovo governo ma di fatto non appartengono alla Fratellanza e gli attivisti che hanno partecipato alle proteste del 2011 che hanno portato alla caduta di Mubarak.

Sabato scorso, due attivisti che hanno avuto un ruolo di primo piano nel movimento che ha portato alla caduta di Mubarak, Asmaa Mahfouz e Esraa Abd el-Fattah, sono stati accusati di spionaggio. Il 19 agosto la polizia ha arrestato due canadesi – John Greyson, regista e docente universitario di Toronto, e Tarek Loubani, medico – accusati di aver partecipato con alcuni membri dei Fratelli Musulmani a un attacco contro una stazione di polizia, ma non ne risultano prove. Con le medesime generiche accuse lo scorso 12 agosto è stata bloccata una manifestazione di operai a Suez e sono stati arrestati i due leader della protesta.

http://www.ilpost.it/2013/08/26/repressione-egitto/


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