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Egitto, il presidente Morsi isolato

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Egitto, il presidente Morsi isolato

Messaggioda franz il 03/07/2013, 8:02

Morsi sempre più solo: «Proteggerò
la democrazia con la mia stessa vita»

Proseguono gli scontri nella notte, 16 morti e 200 feriti. I militari pronti allo scontro e a sciogliere il Parlamento

Sembra precipitare la situazione al Cairo. Gli scontri tra i seguaci del presidente e le Forze dell'ordine non si sono fermati nella notte. La zona intorno all'Università si è trasformata in vero e proprio campo di battaglia. Il bilancio è di 16 morti e circa 200 feriti, come ha annunciato il ministro della Sanità. Da una parte, i Fratelli musulmani, il movimento del presidente egiziano Mohamed Morsi, che hanno lanciato un appello al «martirio» per fermare quello che denunciano essere un tentativo di colpo di Stato dei militari. Dall'altra, l'esercito, che su Facebook si dichiara pronto a morire per la causa, a sciogliere il Parlamento e a sospendere la Costituzione. L'ultimatum di 48 ore posto lunedì dal ministro della Difesa e capo delle forze armate, il generale Abdel Fattah al Sisi, sta per scadere. In ogni caso Morsi lo ha respinto.

IL DISCORSO IN TV - Martedì sera il presidente egiziano ha anche riaffermato la propria «legittimità costituzionale» e invitato formalmente l'esercito a ritirare l'ultimatum: «Non mi lascerò dare ordini, né dall'interno né dall'estero», ha commentato via Twitter. Più tardi, alla tv di Stato, Morsi ha aggiunto: «Sono il primo leader dell'Egitto eletto democraticamente e solo la legittimazione costituzionale garantisce che non ci sarà guerra civile». Morsi ha poi ammesso «di aver fatto degli errori», ma di non avere «altra opzione che l'eseguire le responsabilità che gli sono state democraticamente attribuite: proteggerò la legittimità, il prezzo è la mia stessa vita». Il presidente ha anche sottolineato che «la corruzione e le altre sfide ereditate dal vecchio regime, rimangono, ci vuole tempo per risolverle».

DIMISSIONI PER SALVARE VITE - Sempre martedì sera il generale al Sisi aveva infatti chiesto esplicitamente a Morsi di cedere il potere per salvare quelle vite che andrebbero perse negli scontri tra l'opposizione e i suoi sostenitori nell'eventualità di una sua resistenza ad oltranza. Lo riferisce la rete panaraba al Arabiya. Martedì infatti, almeno sette persone sono morte a Giza, 20 km a sud della capitale, durante scontri tra le diverse fazioni. E fonti mediche parlano di decine di feriti, anche da arma da fuoco. Sale quindi a 23 il bilancio dei morti da domenica, quando cadeva l'anniversario dell'inizio del mandato di Morsi. Intanto, diversi elicotteri d'attacco Apache dell'esercito egiziano hanno iniziato a volteggiare sui cieli del Cairo.

LE DEFEZIONI - Nella giornata di martedì il premier Hisham Qandil ha messo a disposizione il suo mandato nella mani del presidente. Tuttavia le dimissioni del premier non sono ufficiali e anzi un portavoce della presidenza egiziana le ha smentite. A dare le dimissioni, però, sono stati tre dei portavoce di Morsi: la televisione di Stato riferisce che Alaa el-Hadidy, portavoce del governo, ha lasciato il suo posto; come hanno fatto Omar Amer e Ihab Fahmy, che ricoprivano l'incarico da circa cinque mesi. Lunedì avevano lasciato l'incarico cinque ministri, cioè i titolari di Comunicazioni, Affari legali, Ambiente, Turismo e Risorse idriche, e nella notte era giunta la notizia delle dimissioni del ministro degli Esteri.

EL-BARADEI PORTAVOCE DELL'OPPOSIZIONE - I gruppi dell'opposizione egiziana hanno scelto Mohamed el-Baradei, per rappresentarli nei negoziati sul futuro del Paese. Il Fronte 30 Giugno - che raccoglie vari gruppi tra cui Tamarood, il movimento che ha animato l'oceanica protesta di piazza che domenica ha chiesto le dimissioni del presidente islamista, Mohamed Morsi - ha annunciato di aver indicato el-Baradei perché sia «la voce» dell'opposizione. Il Fronte ha affidato ad el-Baradei, già coordinatore del Fronte di Salvezza Nazionale, il compito di rappresentare le richieste del popolo egiziano - si legge nel comunicato - e di delineare uno scenario che porti alla completa applicazione di una «roadmap» per la transizione politica. Ex capo dell'Aiea (l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), Premio Nobel per la Pace nel 2005, el-Baradei si era presentato alle prime elezioni presidenziali post-Mubarak, ma poi si era ritirato.

I MILITARI: SOSPENDERE COSTITUZIONE - In Egitto la bozza di processo di transizione (roadmap) messa a punto dai militari, nell'eventualità che il presidente Mohamed Morsi, ignori l'ultimatum di 48 ore, prevede la sospensione della Costituzione e lo scioglimento del Parlamento controllato dagli islamisti, Fratelli Mususlmani in primis. Lo riferiscono fonti dello Stato maggiore.

L'ULTIMATUM DELL'ESERCITO - Morsi, come detto, ha fatto sapere di non aver preso in considerazione le affermazioni dell'esercito, specificando che alcune frasi contenute nell'ultimatum «potrebbero creare confusione». L'ufficio di presidenza dice che Morsi non è stato consultato in anticipo dal generale che ha lanciato l'ultimatum. In ogni caso il presidente sta andando avanti nel «percorso per promuovere la riconciliazione nazionale globale», sempre secondo il suo staff, e ha avuto un colloquio telefonico col presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Alla luce degli ultimi fatti, il ministro degli esteri egiziano Kamel Amr ha offerto le proprie dimissioni. Mentre sono state invece smentite le dimissioni del ministro delle Finanze Fayyad Abdel-Moneim.Morsi respinge l'ultimatum dei militari

L'ALLEANZA DEGLI ISLAMICI - Prima della dichiarazione del capo di Stato, l'alleanza degli islamici egiziani, che comprende anche i Fratelli musulmani, si era detta contraria al tentativo avviato da alcuni di sfruttare l'esercito «per attaccare la legittimità» in maniera parziale, rischiando un colpo di Stato. In una dichiarazione letta durante una conferenza stampa, l'alleanza ha aggiunto di essere pronta a rispettare tutte le iniziative in corso per risolvere la crisi politica del paese, ma occorre rispettare i principi costituzionali.

Redazione Online 2 luglio 2013 (modifica il 3 luglio 2013) www.coriere.it
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Re: Egitto, il presidente Morsi isolato

Messaggioda flaviomob il 04/07/2013, 0:10

http://www.internazionale.it/live-blog/ ... -giudizio/

Live blog
I militari depongono Mohamed Morsi

3 luglio 2013

Scaduto l’ultimatum, l’esercito egiziano ha sospeso la costituzione e nominato un governo a interim. Gli ultimi aggiornamenti e la diretta tv da piazza Tahrir.

23.57

Al Jazeera denuncia che la sua sede è stata perquisita e che alcuni membri del suo staff sono stati arrestati.

23.53

Le reti televisive gestite dai Fratelli musulmani sono state oscurate dopo il discorso in tv del generale Al Sisi.

23.47

Al Jazeera e Al Arabiya riportano quattro morti in scontri tra sostenitori e oppositori di Mohamed Morsi a Marsa Matrouh, una città sulla costa settentrionale. Ci sono stati scontri anche a Sidi Bishr, ad Alessandria e a Minya e Qena.
23.32

Gli Stati Uniti chiedono al personale dell’ambasciata statunitense al Cairo di lasciare il paese. AFP
23.25
Le dichiarazioni di Al Sisi

Le dichiarazioni in tv del capo dell’esercito, il generale Abdul Fattah al Sisi, con la traduzione in inglese della Bbc:

23.06

Festeggiamenti a Tahrir dopo l’annuncio della destituzione di Morsi.

23.04

Secondo Reuters il presidente della corte suprema Adly Mansour, che ora è il capo di stato ad interim, presterà giuramento giovedì.
21.53

21.38
La reazione della presidenza

21.35
Deposto il presidente

L’esercito ha ufficialmente deposto il presidente Mohamed Morsi, annunciando una roadmap per il futuro politico del paese e la creazione di un Comitato nazionale di riconciliazione.


...


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Re: Egitto, il presidente Morsi isolato

Messaggioda flaviomob il 04/07/2013, 10:59

Da questa analisi emerge una situazione molto simile a quella della Turchia di alcuni anni fa: esercito "garante" e controllore di uno stato laico per evitarne l'involuzione verso la teocrazia. Ma chi controlla il controllore?

- - -

http://www.globalist.it/Secure/Detail_N ... 15&typeb=0

Le contraddizioni di un putsch democratico

Bernard Guetta

4 luglio 2013


Questa è la storia di una somma di errori e del colpo di stato militare che alla fine li ha puniti, un colpo di stato che i paladini della democrazia non possono applaudire. Al governo dopo le prime elezioni libere della storia dell’Egitto, i Fratelli musulmani non hanno compreso la fragilità del loro potere, e questo è stato il loro primo errore.

A loro giustificazione va detto che erano stati perseguitati durante tutto il dopo-guerra, erano l’unica organizzazione d’opposizione presente su tutto il territorio e sostenuta da militanti devoti, incarnavano un’alternativa ideologicamente coerente alla dittatura mentre le forze laiche erano profondamente divise e soprattutto, prima di tutto, erano in totale sintonia con la metà del paese più religiosa, conservatrice ed economicamente liberale.

Grazie a questi punti di forza i Fratelli musulmani hanno vinto le elezioni legislative e presidenziali, ma il trionfo li ha portati a dimenticare che un’altra metà del paese (quella delle città, ma non solo) detestava il loro puritanesimo e il loro integralismo religioso. Inoltre sopravviveva tutto un apparato statale ereditato dal regime (polizia, giustizia, esercito) ben deciso a mettere loro i bastoni tra le ruote, mentre il denaro delle grandi famiglie e delle grandi aziende non poteva né voleva associarsi a questo partito vicino al piccolo commercio.

Per governare in queste condizioni, i Fratelli musulmani avrebbero dovuto trovare alleati e costruire una coalizione più forte della loro maggioranza elettorale. E invece, secondo errore, si sono accontentati di offrire posti da figuranti ministeriali a personalità di altri ambienti, mentre le decisioni concrete venivano prese nell’ombra dai leader più oscurantisti della fratellanza.

In questo modo, esacerbando le paure e la repulsione dell’altra metà dell’Egitto, i Fratelli musulmani hanno alimentato la sensazione che nel paese stesse nascendo una nuova dittatura. Inoltre, terzo errore, non si sono preoccupati di definire una politica economica soddisfacente che potesse mantenere a galla lo stato. Già indebolita, l’economia egiziana è crollata nel giro di pochi mesi, e i Fratelli hanno aggiunto un forte malcontento sociale al rifiuto politico di cui erano già vittime. Per loro è stata come una sentenza di morte.

A quel punto il seguito era prevedibile. Riunendo i più poveri e l’Egitto modernista, si è formata una nuova maggioranza a colpi di petizioni e grandi manifestazioni, e l’esercito è corso in aiuto della contestazione organizzando un colpo di stato con l’appoggio dei partiti laici e di alcune autorità religiose musulmane e cristiane. Non è stato solo l’esercito a rovesciare il presidente Mohamed Morsi, ma anche una larga coalizione che politicamente rappresenta la maggioranza degli egiziani. Ciò non toglie che si tratta di un putsch contro un capo di stato legittimo, che l’esercito ha ripreso in mano il controllo del paese e che l’ondata di arresti nei ranghi dei Fratelli musulmani è ingiustificabile.

Certo, questo non significa necessariamente che siamo tornati alla dittatura militare, perché l’Egitto in rivoluzione non si lascerà rubare facilmente le libertà conquistate. Ma resta il fatto che l’esercito è uscito dalle caserme, e non sarà facile farcelo ritornare.

(Traduzione di Andrea Sparacino)


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Re: Egitto, il presidente Morsi isolato

Messaggioda flaviomob il 08/07/2013, 10:30

I manifestanti pro Morsi hanno attaccato una caserma dell’esercito, i militari hanno risposto sparando sulla gente. Risultato: una carneficina costata la vita a 34 persone, almeno secondo le cifre fornite da al Jazeera. Sarebbe altissimo, quindi, il bilancio delle violenze che si sono registrate nelle prime ore della giornata di fronte a una caserma della Guardia repubblicana al Cairo. Secondo la tv satellitare, che cita il parlamentare di Fratelli Musulmani Mohamed Ibrahim El-Beltagy, i militari hanno aperto il fuoco contro i manifestanti provocando un “massacro” in cui sono morte 34 persone e altre 500 sono rimaste ferite. I militari sostengono di essere intervenuti per sedare l’attacco di un “gruppo terroristico” alla caserma, nel quale uno dei loro è rimasto ucciso e altri 40 sono rimasti feriti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07 ... me/649183/


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Re: Egitto, il presidente Morsi isolato

Messaggioda flaviomob il 08/07/2013, 20:59

I morti sarebbero 51 ma alcune fonti vicine ai Fratelli musulmani parlano di 77 vittime

http://www.aljazeera.com/news/middleeas ... 32698.html

Massacre in Cairo deepens Egypt crisis

At least 51 dead after gunmen open fire at Muslim Brotherhood protest against military coup in Egyptian capital.


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