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Strategia UE 2020

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 02/12/2009, 11:03

La Commissione lancia una consultazione sull'UE 2020:
una nuova strategia per fare dell'UE un mercato sociale più intelligente e più verde

La Commissione ha pubblicato un documento di consultazione su come offrire all'economia europea prospettive più brillanti mediante la strategia UE 2020. Come sottolineato dal Presidente Barroso negli orientamenti politici, l'UE 2020 intende promuovere una crescita più "verde" e socialmente inclusiva. La nuova strategia svilupperà quanto acquisito con la strategia di Lisbona traendone, al tempo stesso, i debiti insegnamenti. Come risulta dal documento di consultazione, l'UE 2020 mira principalmente a consolidare la ripresa post-crisi, a cercare di scongiurare in futuro il rischio di crisi analoghe e a raggiungere tre obiettivi tematici: far sì che la conoscenza sia un fattore di ricchezza, coinvolgere i cittadini in una società partecipativa e creare un’economia competitiva, interconnessa e più verde. Il termine ultimo per inviare i contributi alla consultazione è il 15 gennaio 2010. La nuova Commissione presenterà quindi una proposta dettagliata al Consiglio europeo di primavera.

Il Presidente della Commissione José Manuel Barroso ha dichiarato: "L'UE 2020 rappresenta l'azione concertata dell'UE nel prossimo decennio per sormontare alcune delle sfide economiche più temibili con cui l'Europa si sia mai confrontata. Un'economia "intelligente" è indissociabile da una società "saggia", basata su solidi valori europei. La crescita, la sostenibilità delle finanze pubbliche, la risposta ai cambiamenti climatici, l'inclusione sociale, una base industriale rafforzata e un terziario dinamico non sono alternative, bensì fattori che si rafforzano a vicenda. Nel decennio che ha preceduto il 2008, la disoccupazione in Europa è stata ridotta dal 12% al 7%. Ora abbiamo bisogno di nuove fonti di crescita per sostituire i posti di lavoro persi durante la crisi. Questo documento illustra le nostre proposte per mettere a frutto le potenzialità dell'Europa. Al tempo stesso, possiamo acquistare peso su una scena mondiale globalizzata dimostrando ai nostri partner che l'economia di mercato sociale è quella più efficiente e giusta. Prima di presentare le nostre proposte al Consiglio europeo di primavera, desideriamo ricevere i pareri delle parti interessate sulla strategia UE 2020.

La Commissione ritiene che l'UE 2020 debba concentrarsi sui settori indicati in appresso e lancia una consultazione su come riuscire in questo intento.

Una crescita basata sulla conoscenza come fattore di ricchezza
Occorre potenziare il settore dell'istruzione in Europa, dalla scuola materna all'istruzione superiore, per aumentare la produttività, sostenere le categorie vulnerabili e lottare contro la disuguaglianza e la povertà.
C'è ancora molto margine per migliorare le condizioni atte a favorire l'innovazione e la creatività in Europa, ad esempio modernizzando il sistema UE di tutela dei diritti di proprietà intellettuale. L'accesso al credito deve essere agevolato, anche mediante fonti di capitale di crescita pubblico-private.
L'Unione ha bisogno di un'agenda europea del digitale per poter realizzare un vero mercato unico online che permetta ai consumatori di beneficiare dei prezzi competitivi praticati in altri Stati membri e alle PMI di penetrare in mercati più vasti. L'accesso a internet e le competenze informatiche sono sempre più necessari per una piena partecipazione alla vita pubblica. L'"inclusione digitale" rientra nel più vasto concetto di inclusione sociale.

Coinvolgere i cittadini in una società partecipativa
La crisi ha cambiato le carte in tavola e ha distrutto definitivamente numerosi posti di lavoro.
L'Europa non può prosperare se i lavoratori non vantano le competenze necessarie per contribuire a un'economia basata sulla conoscenza e per trarne i debiti vantaggi. Occorre conciliare meglio domanda e offerta promuovendo la mobilità dei lavoratori al di là e all'interno delle frontiere e prevedendo con maggior precisione la futura domanda di competenze.
La Commissione è fermamente decisa a portare avanti il programma "flessicurezza" e a chiarirne i risvolti, non solo per quanto riguarda la flessibilità di cui devono dar prova i lavoratori, ma anche come assunzione di maggiori responsabilità da parte dei datori di lavoro e dei governi ad investire nel capitale umano e a tutelare i lavoratori. A chi non riesce a trovare lavoro occorrerà fornire un sostegno finanziario e un aiuto personalizzato perché possa reinserirsi nel mercato occupazionale.

Creare un’economia competitiva, interconnessa e più verde
Per il futuro si prevede un aumento dei prezzi dell'energia, delle restrizioni alle emissioni di carbonio e della lotta all'accaparramento di risorse e mercati. Questi rischi rappresentano tuttavia altrettante opportunità di creare una "nuova" economia UE 2020 che goda di un forte vantaggio competitivo a livello globale. Nuove tecnologie più verdi possono stimolare la crescita, creare nuovi posti di lavoro e nuovi servizi e contribuire al conseguimento degli obiettivi dell'Unione in fatto di cambiamenti climatici. Un'Europa incapace di adeguarsi al XXI secolo sarebbe invece condannata al declino.
Le politiche adottate a livello europeo e nazionale per promuovere l'ecoinnovazione e prodotti e sistemi efficienti sotto il profilo energetico devono contemplare, fra l'altro, lo scambio delle quote di emissione, la riforma fiscale, le sovvenzioni e i prestiti, gli investimenti e gli appalti pubblici, così come stanziamenti mirati alla ricerca e all'innovazione.

L'Europa deve disporre quanto prima di infrastrutture di trasporto innovative e di una "rete intelligente" per l'energia, così come di una copertura totale della banda larga. L'UE e gli Stati membri devono unire gli sforzi per effettuare gli investimenti strategici giusti affinché due terzi dell'elettricità vengano prodotti in condizioni più sicure e con emissioni di carbonio limitate entro i primi mesi del 2020.
Il settore manifatturiero rimarrà di fondamentale importanza per il futuro successo economico dell'UE. Ma l'Europa ha bisogno di una nuova politica industriale che ponga l'accento sulla capacità di innovazione, sulle nuove tecnologie, sulle competenze, sulla promozione dell'imprenditorialità e sull'internazionalizzazione delle PMI. Occorre affrontare il problema della capacità eccessiva in determinati settori, fornendo sostegno a chi subisce ripercussioni negative.

Governance - far funzionare l'UE 2020
La Commissione propone che il Consiglio europeo si assuma la guida dell'UE 2020, adottando le decisioni fondamentali e fissando gli obiettivi sulla base delle proposte della Commissione. La Commissione si augura che il Parlamento europeo svolga un ruolo molto più incisivo e auspica un forte interesse e coinvolgimento da parte dei parlamenti nazionali.
Sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo di primavera del 2010, il documento di consultazione propone l'elaborazione dei cosiddetti "orientamenti integrati", a conferma della priorità politiche da perseguire attraverso un partenariato fra UE e Stati membri. I nuovi orientamenti sostituirebbero quelli in vigore dal 2005 nell'ambito della strategia di Lisbona.


Il testo integrale del documento di consultazione potrà essere consultato ai seguenti indirizzi:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/ ... dex_en.htm
http://ec.europa.eu/eu2020

:) Per chi vuole dire la propria entro il 15.01.2010 sulla futura strategia europea :

http://ec.europa.eu/dgs/secretariat_gen ... ion_en.htm
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 04/03/2010, 11:49

IP/10/2258
Bruxelles, 3 marzo 2010

Europa 2020: la Commissione propone una nuova strategia economica in Europa.

La Commissione europea ha lanciato in data odierna la strategia Europa 2020 al fine di uscire dalla crisi e di preparare l'economia dell'UE per il prossimo decennio. La Commissione individua tre motori di crescita, da mettere in atto mediante azioni concrete a livello europeo e nazionale: crescita intelligente (promuovendo la conoscenza, l'innovazione, l'istruzione e la società digitale), crescita sostenibile (rendendo la nostra produzione più efficiente sotto il profilo delle risorse e rilanciando contemporaneamente la nostra competitività) e crescita inclusiva (incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, l'acquisizione di competenze e la lotta alla povertà). Questa battaglia per la crescita e l'occupazione richiede un coinvolgimento al massimo livello politico e la mobilitazione di tutte le parti interessate in Europa. Vengono fissati cinque obiettivi da cui si evince quali sono i traguardi che l'UE dovrebbe raggiungere entro il 2020 e in base ai quali saranno valutati i progressi compiuti.

Il presidente Barroso ha dichiarato: "Europa 2020 illustra le misure che dobbiamo adottare ora e in futuro per rilanciare l'economia dell'UE. La crisi ha messo in luce questioni fondamentali e tendenze non sostenibili che non possiamo più ignorare. Il disavanzo di crescita dell'Europa sta compromettendo il nostro futuro. Dobbiamo agire con decisione per ovviare alle nostre carenze e sfruttare i nostri numerosi punti di forza. Dobbiamo costruire un nuovo modello economico basato su conoscenza, economia a basse emissioni di carbonio e alti livelli di occupazione. Questa battaglia impone di mobilitare tutte le forze presenti in Europa."

Prima di tutto, l'Europa deve trarre insegnamenti dalla crisi economica e finanziaria mondiale. Le nostre economie sono strettamente legate fra di esse. Nessuno Stato membro può affrontare efficacemente le sfide mondiali se agisce da solo. Insieme siamo più forti. Ciò significa che per superare con successo la crisi abbiamo bisogno di uno stretto coordinamento delle politiche economiche, altrimenti potremmo andare incontro a un "decennio perso" caratterizzato da un relativo declino, da una crescita definitivamente compromessa e da livelli di disoccupazione strutturalmente elevati.
La strategia Europa 2020 delinea pertanto un quadro dell'economia di mercato sociale europea per il prossimo decennio, sulla base di tre settori prioritari strettamente connessi che si rafforzano a vicenda. Crescita intelligente, sviluppando un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione, crescita sostenibile, promuovendo un'economia a basse emissioni di carbonio, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, e crescita inclusiva, promuovendo un'economia con un alto tasso di occupazione, che favorisca la coesione sociale e territoriale.

I progressi registrati verso la realizzazione di questi obiettivi saranno valutati sulla base di cinque traguardi principali rappresentativi a livello di UE, che gli Stati membri saranno invitati a tradurre in obiettivi nazionali definiti in funzione delle situazioni di partenza:
- il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni deve avere un lavoro;
- il 3% del PIL dell'UE deve essere investito in R&S;
- i traguardi "20/20/20" in materia di clima/energia devono essere raggiunti;
- il tasso di abbandono scolastico deve essere inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani deve avere una laurea o un diploma; .
- 20 milioni di persone in meno devono essere a rischio di povertà.

Per raggiungere questi traguardi, la Commissione propone un programma Europa 2020 che consiste in una serie di iniziative faro. Realizzare queste iniziative è una priorità comune, che richiederà interventi a tutti i livelli: organizzazioni dell'UE, Stati membri, autorità locali e regionali.

- L'Unione dell'Innovazione – riorientare la politica in materia di R&S e innovazione in funzione delle sfide principali, colmando al tempo stesso il divario tra scienza e mercato per trasformare le invenzioni in prodotti. Il brevetto comunitario, ad esempio, potrebbe far risparmiare alle imprese 289 milioni di euro all'anno.
- Youth on the move - migliorare la qualità e l'attrattiva internazionale degli istituti europei di insegnamento superiore promuovendo la mobilità di studenti e giovani professionisti. Per fare un esempio concreto, i posti vacanti in tutti gli Stati membri devono essere più accessibili in tutta Europa e le qualifiche e l'esperienza professionali devono essere debitamente riconosciute.
- Un'agenda europea del digitale - trarre vantaggi socioeconomici sostenibili da un mercato unico del digitale basato sull'internet superveloce. Nel 2013 tutti gli europei dovrebbero avere accesso all'internet ad alta velocità.
- Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse - favorire la transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e a basse emissioni di carbonio. L'Europa non deve perdere di vista i suoi traguardi per il 2020 in termini di produzione di energia, efficienza energetica e consumo di energia. Questo ridurrebbe di 60 miliardi di euro le importazioni di petrolio e di gas entro il 2020.
- Una politica industriale per la crescita verde – aiutare la base industriale dell'UE ad essere competitiva nel mondo post-crisi, promuovere l'imprenditoria e sviluppare nuove competenze. Questo creerebbe milioni di nuovi posti di lavoro.
- Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro - porre le basi della modernizzazione dei mercati del lavoro onde aumentare i livelli di occupazione e garantire la sostenibilità dei nostri modelli sociali a mano a mano che i figli del baby boom andranno in pensione e
- Piattaforma europea contro la povertà – garantire coesione economica, sociale e territoriale aiutando i poveri e le persone socialmente escluse e consentendo loro di svolgere un ruolo attivo nella società.
La natura ambiziosa di Europa 2020 presuppone un livello più elevato di leadership e di responsabilità. La Commissione invita i capi di Stato e di governo ed assumere la titolarità di questa nuova strategia e ad approvarla in occasione del Consiglio europeo di primavera. Occorre inoltre potenziare il ruolo del Parlamento europeo.

I metodi di governance saranno rafforzati affinché gli impegni vengano tradotti in azioni concrete in loco. La Commissione monitorerà i progressi. Le relazioni e le valutazioni nell'ambito di Europa 2020 e del patto di stabilità e crescita saranno elaborate contemporaneamente (pur rimanendo strumenti distinti) per migliorare la coerenza. In tal modo, le due strategie potranno perseguire obiettivi analoghi in materia di riforme pur rimanendo due strumenti separati.
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 08/10/2010, 15:44

6.10.2010 Bruxelles

La Commissione europea ha presentato la Comunicazione "Unione dell'innovazione", uno dei progetti guida della strategia Europa 2020 finalizzato a concentrare gli interventi e la cooperazione in ambiti specifici quali i cambiamenti climatici, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e alimentare, la salute e l'invecchiamento della popolazione. Il programma intende utilizzare gli interventi pubblici per stimolare il settore privato e rimuovere gli ostacoli che impediscono alle idee di raggiungere il mercato. I problemi principali ai quale fare fronte sono la mancanza di finanziamenti, la frammentazione dei sistemi di ricerca e dei mercati, lo scarso utilizzo degli appalti pubblici nel campo dell'innovazione e la lentezza nella definizione delle norme.

I Dieci elementi chiave dell'Unione dell'innovazione


1. I partenariati europei per l'innovazione mirano a coinvolgere i soggetti interessati – a livello europeo, nazionale e regionale, pubblico e privato – per conseguire obiettivi ben definiti in settori che uniscano la capacità di affrontare importanti sfide per la società e le potenzialità dell'Europa di affermarsi come leader mondiale. In particolare, i partenariati consentiranno di dare impulso alla R&S, coordinare gli investimenti, accelerare la normalizzazione e stimolare la domanda. La Commissione erogherà finanziamenti propri per attirarne altri, più cospicui, da tutti i soggetti interessati. All'inizio del 2011 sarà avviato un partenariato pilota su come invecchiare mantenendosi attivi e in salute, con l'obiettivo di prolungare (di due anni entro il 2020) il periodo di vita in cui godiamo di buona salute. A questo seguiranno altri partenariati in settori quali l'energia, le "città intelligenti" e la mobilità, l'efficienza idrica, le materie prime non energetiche e l'agricoltura produttiva e sostenibile.

2. La Commissione ha riunito 25 indicatori in un "Quadro valutativo dell'Unione dell'innovazione" e ha definito un elenco di controllo relativo ai sistemi innovativi che abbiano dimostrato la loro efficacia. La Commissione elaborerà un nuovo indicatore per misurare la quota di società innovative a rapida crescita nell'economia e finanzierà la creazione di un sistema indipendente di classificazione delle università.

3. La Commissione proporrà misure per migliorare l'accesso ai finanziamenti. In particolare proporrà un regime transfrontaliero per il capitale di rischio, coopererà con la Banca europea degli investimenti per migliorare regimi UE quali il "Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi " e designerà una personalità di spicco con il compito di rafforzare i collegamenti transfrontalieri tra imprese innovative e investitori.

4. Saranno potenziate le in iniziative di ricerca in atto. La Commissione intende proporre misure per completare lo Spazio europeo della ricerca – obbligo giuridico previsto dal trattato di Lisbona – entro il 2014. A tal fine sarà necessario garantire maggiore coerenza tra le politiche europee e nazionali di ricerca, ridurre gli adempimenti amministrativi e rimuovere gli ostacoli alla mobilità dei ricercatori, quali la non trasferibilità dei diritti pensionistici. Sarà necessario inoltre favorire un accesso il più ampio possibile ai risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici. L'Ottavo Programma quadro verrà elaborato in modo da sostenere gli obiettivi di Europa 2020. Saranno ulteriormente sviluppati il Consiglio europeo della ricerca e l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e, tramite il proprio Centro comune di ricerca, la Commissione rafforzerà la base scientifica del processo decisionale.

5. Nel 2011 la Commissione istituirà un consiglio direttivo europeo in materia di design e un marchio europeo del design di eccellenza.

6. Sempre nel 2011 la Commissione avvierà un programma di ricerca di ampia portata in materia di settore pubblico e innovazione sociale e un progetto pilota di quadro valutativo dell'innovazione nel settore pubblico europeo; avvierà inoltre un progetto pilota sull'innovazione sociale in Europa finalizzato a creare competenze per l'innovazione sociale in quanto epicentro dei futuri programmi del Fondo sociale europeo. Essa consulterà le parti sociali sulle modalità per diffondere l'economia dell'innovazione a tutti i livelli occupazionali.

7. La Commissione propone che i governi destinino fondi ad hoc per gli appalti pubblici di prodotti e servizi innovativi, con l'obiettivo di creare un mercato degli appalti di un valore di almeno 10 miliardi di euro all'anno per le innovazioni che consentono di migliorare i servizi pubblici. La Commissione fornirà orientamenti in materia di appalti congiunti tra amministrazioni aggiudicatrici di Stati membri differenti.

8. All'inizio del 2011 la Commissione presenterà una proposta legislativa per accelerare e modernizzare il processo di normalizzazione allo scopo di consentire l'interoperabilità e promuovere l'innovazione.

9. È necessario modernizzare il regime europeo della proprietà intellettuale. Un accordo sul brevetto UE consentirebbe alle imprese di risparmiare 250 milioni di euro all'anno; per questo motivo la Commissione presenterà nel 2011 proposte per un mercato europeo della conoscenza per brevetti e licenze.

10. Per dare impulso all'innovazione sarà necessario rivedere il quadro normativo in materia di finanziamenti strutturali e aiuti di Stato. La Commissione coopererà con gli Stati membri al fine di garantire un migliore utilizzo degli 86 miliardi di euro dei Fondi strutturali desinati alla ricerca e all'innovazione nel periodo 2007-2013 e proporrà per il periodo successivo al 2013 un regime dei Fondi strutturali maggiormente incentrato sull'innovazione. Nel 2011 infine verrà rivisto il quadro sugli aiuti di Stato.

Il programma "Unione per l'innovazione" sarà esaminato nell'ambito del Consiglio concorrenza del 12 ottobre e nel Consiglio europeo di dicembre. Il suo stato di avanzamento sarà monitorato nell'ambito della gestione della strategia Europa 2020. Una convenzione annuale sull'innovazione farà il punto sull'avanzamento del programma.

Per il testo completo della Commissione: http://ec.europa.eu/research/innovation ... dex_en.cfm
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 09/11/2010, 22:52

dal sito del dipartimento politiche comunitarie:

[..]Il PNR (Programma Nazionale di riforma) è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 novembre 2010 e, dopo la trasmissione alle Camere, sarà presentato all'Unione Europea. Essendo il primo anno del nuovo ciclo, si tratta ancora di una bozza che verrà completata nel mese di aprile del 2011, quando verrà inaugurato il nuovo ciclo di programmazione del "Semestre europeo".

Il documento definisce le iniziative che sono già in atto o che il governo intende mettere in campo a breve, per superare gli ostacoli alla crescita dell'Italia e avviare il processo per raggiungere gli obiettivi al 2020 su occupazione, conoscenza, energia e clima, povertà, in maniera realistica ed equilibrata, garantendo la stabilità delle finanze pubbliche.

Immagine


Il documento completo approvato dal Consiglio dei Ministri si può scaricare da:
link: http://www.politichecomunitarie.it/atti ... di-riforma
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 10/11/2010, 12:29

Roma, 10 nov. (Apcom) - "La maggioranza in Senato è stata battuta in commissione Affari Europei sul parere relativo al Piano nazionale di riforma per l'attuazione della strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva - Europa 2020". Lo riferisce il Pd in una nota, spiegando che dopo che la capogruppo dei Democratici in Commissione Francesca Marinaro ha sottolineato "l'inadeguatezza del testo presentato dal governo a fronte della crisi finanziaria ed economica", il voto si è concluso "9 a 8 per l'opposizione".

Errore di calcolo....

(AGI) - Roma, 10 nov - La Presidente della Commissione Affari europei del Senato, Rossana Boldi (Lega), precisa che la maggioranza non e’ andata sotto in Commissione nell’esprimere un parere sul Piano nazionale di riforma per la Strategia Ue 2020. La capogruppo del Pd in Commissione, Francesca Marinaro, aveva parlato di un voto conclusosi 9 a 8 per l’opposizione. Boldi afferma che “il voto si e’ concluso 8 a 8 in perfetta parita’, il che significa che la Commissione non ha potuto esprimere alcun parere. Questo e’ avvenuto perche’ la senatrice del Pd Leana Pignedoli, che appartiene ad un’altra Commissione, non ha potuto votare perche’ non aveva la delega per sostituire un senatore del suo partito che era assente”.(AGI)
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 15/11/2010, 16:32

I link alle altre tre iniziative della strategia Europa 2020

1. Youth on the Move
Un'iniziativa per valorizzare il potenziale dei giovani ai fini di una crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva nell'Unione europea
link: http://ec.europa.eu/education/yom/com_it.pdf

2. Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione
Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità
link: http://ec.europa.eu/enterprise/policies ... icy_it.pdf

3. Un'agenda digitale europea
link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... FIN:IT:PDF
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda flaviomob il 19/11/2010, 13:17

Ovviamente su tutto questo in Italia c'è il totale silenzio dei media, dei politici e degli imprenditori...


"Dovremmo aver paura del capitalismo, non delle macchine".
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 19/11/2010, 17:29

flaviomob ha scritto:Ovviamente su tutto questo in Italia c'è il totale silenzio dei media, dei politici e degli imprenditori...


In particolare dei media. Il provincialismo dei mezzi d'informazione italiani è allucinante. Ormai il 90% delle decisioni economiche e finanziarie (e non solo) prese a livello nazionale sono l'applicazione di accordi e decisioni prese in Europa o a livello internazionale. Se l'opinione pubblica non ha una visione di ciò che accade nelle sedi internazionali non capisce nulla di ciò che avviene nella politica nazionale. I TG della RAI dedicano spazi enormi a qualunque idiozia viene detta quotidianamente dai vari portavoce di partito e non c'è mai un minimo di approfondimento su quello che realmente conta.

ciao
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 23/11/2010, 17:20

Nuovi documenti tematici sulla strategia Europa 2020

La PAC verso il 2020:
rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio
link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... FIN:IT:PDF


Commercio, crescita e affari mondiali
La politica commerciale quale componente essenziale della strategia 2020 dell'UE
link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... FIN:IT:PDF

Strategia europea sulla disabilità 2010-2020:
un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere
link: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/Lex ... FIN:IT:PDF
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Re: Strategia UE 2020

Messaggioda trilogy il 13/02/2011, 13:02

la Commissione Europea ha pubblicato l’ Innovation Union Scoreborad 2010, lo scopo del rapporto che si basa su 25 indicatori, è di monitorare lo sviluppo e la realizzazione degli obiettivi di innovazione e competitività del programma “Europe 2020” nei vari stati membri e identificare i punti di forza e le debolezze in un quadro comparativo.


La rilevazione suddivide gli Stati membri in quattro gruppi di paesi ( figura 1):

• Leader dell'innovazione: Danimarca, Finlandia, Germania e Svezia presentano risultati molto al di sopra della media dell'UE-27.
• Paesi che tengono il passo: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia e Regno Unito presentano risultati che si avvicinano alla media dell'UE-27.
• Innovatori moderati: i risultati di Croazia, Repubblica ceca, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Spagna sono inferiori alla media dell'UE-27.
• Paesi in ritardo: i risultati di Bulgaria, Lettonia, Lituania e Romania sono molto inferiori alla media dell'UE-27.

Le prestazioni dei leader dell'innovazione sono superiori del 20% o più rispetto a quelle dell'UE-27; quelle dei paesi che tengono il passo sono superiori di meno del 20%, ma inferiori di meno del 10% rispetto all'UE-27; quelle degli innovatori moderati sono inferiori di più del 10%, ma di meno del 50% rispetto all'UE-27; quelle dei paesi in ritardo sono inferiori di oltre il 50% rispetto a quelle dell'UE-27.

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In quadro degli indicatori per l’Italia (figura 2)

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Il link per scaricare il rapporto completo:
http://ec.europa.eu/enterprise/policies ... 010_en.pdf
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