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La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Discussioni su quanto avviene su questo piccolo-grande pianeta. Temi della guerra e della pace, dell'ambiente e dell'economia globale.

La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda trilogy il 06/01/2020, 18:52

Dalla Libia all'Iraq la guerra si avvicina, gli editorialisti sono già mobilitati ma noi siamo pronti? E soptrattutto per fare che cosa? :?

Tensione in Medio Oriente: che cosa farà l’Europa?
di Angelo Panebianco

E' uno di quei momenti, che capitano nella storia più frequentemente di quanto vorremmo, in cui tutto sembra svolgersi al rallentatore, tutti sembrano immobili, con il fiato sospeso. Il mondo attende le prossime fasi dell’escalation nel conflitto (già in atto da molto prima dell’uccisione di Qassem Soleimani) fra Stati Uniti e Iran e si interroga sui possibili effetti. Nell’attesa si può forse fare qualche osservazione, sperabilmente sensata, su cose che ci riguardano da vicino. A proposito dell’America e dell’Europa. Per quanto riguarda l’America ci si può chiedere come la scelta di Trump di infliggere un colpo di quella portata, così devastante, al nemico iraniano possa influenzare, da un lato, le imminenti elezioni presidenziali e, dall’altro, gli sviluppi della strategia americana in Medio Oriente.

Sul primo piano, la sensazione è che Trump, che partiva comunque già favorito, abbia accresciuto il proprio vantaggio rispetto ai rivali democratici. Questi ultimi, scegliendo di condannare l’uccisione di Soleimani hanno certamente ottenuto il plauso delle componenti radicali (in Europa si direbbero «di sinistra») del loro elettorato ma, plausibilmente, non hanno raccolto molti consensi nell’elettorato più centrista, indeciso fra democratici e repubblicani. Se l’asse politico democratico – come questa vicenda fa supporre – sarà troppo spostato a sinistra, Trump, presumibilmente, vincerà a mani basse. Questa non è una bella prospettiva per il mondo occidentale, per l’Europa in particolare. Una rielezione di Trump allargherebbe ancor di più la distanza politica fra le due sponde dell’Atlantico.

Sul secondo piano - la strategia americana in Medio Oriente – si tratterà di capire se l’azione di Trump (come ci ha da tempo abituato) è solo una rondine che non fa primavera, soltanto una mossa per colpire un uomo che rappresentava un’incombente minaccia per le vite dei soldati e gli interessi dell’America, oppure se è un punto di svolta, un messaggio di questo tenore: l’America è tornata con tutta la sua potenza in Medio Oriente, non è più disposta a lasciare campo libero ai progetti egemonici iraniani, al neo-imperialismo russo o alle nostalgie neo-ottomane turche. Se fosse vera questa seconda eventualità (ma con Trump non c’è niente di sicuro) allora ne discenderebbero molte conseguenze. Anche per l’Europa. Con l’aggravamento del conflitto fra l’Iran, Paese-guida del mondo musulmano sciita, spalleggiato dai russi, e gli Stati Uniti, l’Europa difficilmente potrà fare ancora a lungo il «pesce in barile», come al momento ha scelto di fare. I conflitti, man mano che si acutizzano, generano polarizzazione: se pretendi di non schierarti, prenderai colpi da tutte le parti, potresti fare la fine dei Melii, che per avere scelto di non schierarsi nella guerra (del quinto secolo avanti Cristo) fra spartani e ateniesi vennero massacrati dagli ateniesi.

Poniamo che davvero la potenza americana sia di nuovo in campo al servizio di una più generale strategia tesa a arginare le ambizioni e gli appetiti cresciuti nella regione a causa del vuoto che essa ha lasciato a lungo. Si tratterebbe di un ritorno all’antico: alleanza stretta con una parte del mondo musulmano sunnita e opposizione frontale all’Iran e all’islam sciita. Una presa di distanza non solo dalla politica di Obama (accordo nucleare con l’Iran) ma anche di George Bush Jr. Invadendo l’Iraq nel 2003, eliminando il controllo della minoranza sunnita sulla maggioranza sciita, Bush fece di fatto un favore agli iraniani, spinse l’Iraq nell’area di influenza persiana.

Trump è il contrario di tutto questo. Tenuto conto della complessità del mondo mediorientale (dove qualunque cosa fai rischi di commettere sbagli clamorosi) potrebbe non avere torto. Né Bush né Obama riuscirono a frenare il terrorismo sunnita (da Al-Qaida allo Stato islamico). Forse potrebbero riuscirci potenze sunnite alleate dell’America. Anche in tal caso, comunque, resterebbe aperto per gli Stati Uniti il problema del che fare con le ambiguità del sunnita turco Erdogan. Prima di tutto, però, si tratta di capire se quello di Trump non sia stato un gesto estemporaneo (come ipotizza Paul Berman sul Corriere di ieri).

Se l’America è davvero tornata in Medio Oriente, gli europei dovrebbero fare bene i loro conti. Sarebbe un’opzione realistica in tal caso assumere una posizione neutrale (che è la tentazione di molti europei)? Oppure, lo sarebbe schierarsi con i russi contro gli americani (la tentazione di altri)? Non c’è dubbio che assisteremmo a una vasta mobilitazione in Europa di tutti quelli che amano fare comunella con scorpioni, vedove nere e serpenti a sonagli, per i quali l’unico vero «cattivo» che si aggiri in Medio Oriente (insieme ad Israele, si capisce) è l’americano Trump.

Come sempre accade ci sono in gioco sia interessi che valori. Sul piano degli interessi, pur riconoscendo quanto sia faticoso e frustrante per gli europei avere a che fare con Trump, le alternative (per esempio una predominante influenza russa in Medio Oriente) sarebbero per noi un vantaggio? Si veda cosa è successo in Libia. L’assenza americana ha messo fuori gioco gli europei (italiani in primo luogo): il futuro del Paese è nelle mani dei russi e dei turchi. Senza contare che un’acutizzazione del conflitto Stati Uniti-Iran, con gli europei che tentennano, si dividono e magari inviano messaggi ostili all’America, darebbe forse la botta definitiva alla Nato. L’Europa resterebbe senza difese.

Sul piano dei valori, davvero potrebbe convenire agli europei spezzare del tutto quello che ormai è un debole legame con gli Stati Uniti? Non pare proprio che l’Europa, con i suoi principi costituzionali, con le sue libertà, con il suo stile di vita, abbia più affinità con la Russia che con l’America, con l’Iran che con Israele. Una cosa è la realpolitik (che obbliga, per esempio, a trattare con i sauditi). Una cosa diversa, molto diversa, sono le «affinità elettive». Non occorre una grande perspicacia per capire con chi abbiano più affinità gli europei.

fonte: https://www.corriere.it/opinioni/20_gen ... 6d0e.shtml
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda mauri il 06/01/2020, 19:11

ciao
ma quale guerra nessuno ne ha l'interesse e continueranno a battagliare in modo sommerso come fanno da anni, gli investitori non sono preoccupati
buon anno mauri
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda pianogrande il 07/01/2020, 0:11

Se l'Europa fosse "affine" con se stessa non avrebbe tutto questo bisogno di scegliere con chi stare.

Sarebbe largamente sufficiente stare con se stessa; ne ha le dimensioni e le potenzialità.

Chi vuole fare la guerra se la faccia.

Isolazionismo?

Dai guerrafondai, sì.
Fotti il sistema. Studia.
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda trilogy il 07/01/2020, 6:58

Intanto in Libia non ci vogliono nemmeno vedere, non è tutta colpa dell'immobilismo di Di Maio ma non ci si può improvvisare ministro degli esteri. Altro aspetto critico è che il generale Haftar è stato rifornito di armi e tecnici di alto livello, l'attacco con il drone alla scuola militare del video sotto è di una precisione spaventosa.

Sarraj agli europei: “Non venite in Libia”. Salta la missione Ue a guida italiana
La Turchia comincia l’invio graduale delle truppe. Il governo di unità nazionale contrario alla missione Ue. Sull’attacco all’accademia militare a Tripoli accuse all’aviazione di Haftar. Il generale nega: “C’è la mano dell’Isis”

NEW YORK. Il Governo di accordo nazionale libico chiede a Bruxelles di non inviare la propria delegazione a Tripoli per trovare una mediazione politica alla crisi bellica in atto, azzerando di fatto lo sforzo europeo di reinserirsi nel dossier del Paese nordafricano dopo un’assenza di fatto durata oltre un anno. La missione capitanata dall'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, con protagonisti i ministri degli Esteri di Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia con Luigi Di Maio, sarebbe dovuta arrivare domani nella capitale libica ma «questioni di sicurezza» ne rendono l’attuazione complicata, pericolosa. In realtà, spiegano fonti locali, dietro il rinvio c’è il disinteresse da parte del Gna di Fayez al Sarraj di dare spazio trattative diverse da quelle che hanno portato all’accordo tra Tripoli e Ankara con il conseguente supporto militare della Turchia alla Tripolitania. Come dire, «siete arrivati tardi, un alleato già lo abbiamo».

Libia, razzo cade nel cortile della scuola militare di Tripoli: almeno 28 morti
https://www.lastampa.it/esteri/2020/01/ ... 1.38291794
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda franz il 07/01/2020, 10:48

mauri ha scritto:ciao
ma quale guerra nessuno ne ha l'interesse e continueranno a battagliare in modo sommerso come fanno da anni, gli investitori non sono preoccupati
buon anno mauri

Sono sostanzialmente d'accordo.
Quella è una guerra guerreggiata, fatta da piccoli e grandi colpi.
Quello che gli USA di Trump hanno dimostrato è, oltre alle doti di Intelligence per scovare un simile bersaglio, cosa che a quanto pare sta scompaginando le fila dei terroristi, è la capacità di deterrenza.

A nessuno conviene innescare un conflitto tradizionale.
Prima di tutto all'Iran, che è già in crisi economica.
Nemmeno agli USA, malgrado la capacità di colpire senza rischiare di perdere soldati.

Piuttosto sono desolato constatando la nullità italiana (in nostro ministro degli esteri)
E giusto ieri moti hanno preso atto di come la RAI spieghi la situazione ai telespettatori
https://www.huffingtonpost.it/entry/il- ... a713bbb9ce
Il comportamento più adeguato per un essere umano è quello di sentirsi fortunato di essere vivo, umile di fronte all'immensità del tutto. Magari facendosi una birra.
Karry Mullis, Biochimico, Nobel per la Chimica 1993, (28/12/1944 – 07/08/2019)
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda mauri il 07/01/2020, 16:10

impressionante cosa combina l'indottrinamento e il lavaggio del cervello, i dittatori usano le religioni come arma di distruzione

Rinviata la sepoltura di Soleimani per la ressa: almeno 35 morti e molti feriti
Troppa gente in strada nella sua città natale di Kerman. L’Iran pensa a «tredici scenari» per rispondere al raid americano e minaccia Washington
https://www.lastampa.it/esteri/2020/01/ ... 1.38298399

l'italia è in balia di se stessa e l'espressione lampante ne è il parlamento ingessato, non abbiamo deputati e senatori illuminati ma solo opportunisti azzeccagarbugli ignoranti, la politica estera è arabo per loro quindi non possiamo sperare di meglio
ciao mauri
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda Robyn il 07/01/2020, 17:35

Mi fa' ridere chi pensa all'Italia come una potenza estera che non sara' mai,sembra quasi che si vogliano soddisfare i palati nazionalistici.Bisogna pensare come Europa e le place d'Italy est dans l'Europe come per la Francia le place du France est dans l'Europe
Locke la democrazia è fatta di molte persone
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda trilogy il 08/01/2020, 7:18

'Soleimani Martire', missili iraniani contro truppe Usa. Trump: "Va tutto bene, valutiamo i danni". Ministro esteri Iran: "No guerra, legittima difesa"

L'Iran ha avviato l'operazione Soleimani Martire lanciando una pioggia di missili contro due basi Usa. L'attacco è iniziato all'1.20 di notte ora locale (mezzanotte circa in Italia), la stessa ora in cui è stato ucciso il generale Qassem Soleimani a Baghdad venerdì scorso. Teheran ha lanciato i missili di propria produzione Ghiam e Fateh.

L'attacco più importante è avvenuto contro la base Ayn al-Asad in Iraq che ospita militari americani. Illeso il personale del contingente militare italiano ad Erbil che si è radunato in un'area di sicurezza: i nostri militari si sarebbero rifugiati in appositi bunker. Il contingente italiano che fa parte della coalizione anti Daesh a guida Us è insediato a ridosso della zona dell'aeroporto.[..]

fonte: https://www.repubblica.it/esteri/2020/0 ... P1-S1.8-T1
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda trilogy il 08/01/2020, 9:42

Le autorità americane impongono 'restrizioni d'emergenza' nello spazio aereo sul Golfo Persico. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando la Federal Administration Aviation, secondo la quale le restrizioni puntano a evitare errori di valutazione e di calcolo ma anche di identificazione. Le autorità americane hanno deciso di imporre restrizioni per i voli commerciali nello spazio aereo sull'Iraq, l'Iran e il Golfo Persico alle compagnie aeree americane. "Continuiamo a monitorare da vicino gli eventi in Medio Oriente. Continuiamo a coordinarci con i nostri partner della sicurezza nazionale e a condividere informazioni con le compagnie aeree americane e le autorità dell'aviazione civile straniere", afferma la Faa.(ANSA).
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Re: La guerra si avvicina si può ancora evitare?

Messaggioda pianogrande il 08/01/2020, 10:42

Ho sentito due parole che possono essere parole chiave / chiave di lettura di questi accadimenti.

Arroganza ed ignoranza.

Anche la nostra destra ha queste caratteristiche; infatti è tutta estrema.

Salvini che esulta è un vero monumento a quelle due parole.

Ci aggiungerei incoscienza ma sarebbe come regalargli delle attenuanti.
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