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Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda Robyn il 07/09/2018, 23:51

Questo è il sistema elettorale toscano che non è trasferibile al parlamento e che presenta problemi di costituzionalità.Alla base c'è che non hai molto chiaro il funzionamento del collegio uninominale che non c'entra niente con il proporzionale.Il sistema elettorale è una delle poche cose in cui non c'è una terza via o è proporzionale o è a collegi.In Italia ognuno vuole importare la propria tradizione regionale al parlamento ma l'Italia è l'Italia.Renzi voleva importare la toscanicità we ragazzi Bersani il sistema emiliano we ragassi siam mica qua a pettinar le bambole mò sù dai lascia quel cose là.Renzi pensi ad importare le bistecche alla fiorentina che sono buone
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda pianogrande il 08/09/2018, 0:20

Per un esecutivo eletto davvero dal popolo va benissimo il maggioritario e l'esecutivo sarà sicuramente più efficace e con meno alibi.

Con un legislativo che non dà la fiducia al governo (perché data direttamente dal popolo) eletto con il ballottaggio, si salva la rappresentanza e l'efficienza e cioè non viene paralizzato da trattative estenuanti che diventerebbero mortali nel nostro bicameralismo perfetto.

Insomma la rappresentanza e l'efficienza possono essere ottenute entrambe tendendo a un sano compromesso tra le due.
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda franz il 08/09/2018, 8:47

esattamente, pianogrande.
Naturalmente occorre modificare la Costituzione e precisare bene i checks and balances tra i due poteri, separandoli piu' nettamente (autonomia) ma mettendoli in grado di limitare i reciproci eventuali abusi. Ma soprattutto occorre indicare in modo preciso i compiti dell'esecutivo, che oggi (incredibilemente) non sono indicati nel nostro testo costituzionale.

Provate a cercare voi (titolo III).

Troverete, dopo tante cose che nulla hanno a che vedere con i compiti, che il PdR "dirige la politica generale del Governo" e che i ministri sono "responsabili". Veramente troppo poco per identificare il chi fa cosa e quindi l'autonomia.

In altre costituzioni vi è un elenco preciso (nei paesi germanici anche meticoloso) delle cose che il governo DEVE fare, di quali sono i suoi precisi compiti. In questo modo non può accadere che il potere legislativo travalichi le sue funzioni eseguendo attività che sono di esclusiva competenza governativa (e viceversa).

Se invece l'elenco dei compiti governativi è vuoto, la disorganizzazione è massima.
E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai.
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda pianogrande il 08/09/2018, 12:41

Bene.
Abbiamo concordato sulla base.
Certo che adesso ci vuole anche l'altezza che si chiama organizzazione e gestione o anche semplicemente qualità.
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda Robyn il 08/09/2018, 19:44

Questo sistema non esiste da nessuna parte,non esiste cioè l'elezione diretta dell'esecutivo.In Francia c'è l'elezione diretta del Presidente della Repubblica ma l'esecutivo è espressione della maggioranza parlamentare ed è il presidente che nomina il Presidente del consiglio e sù proposta di questo i ministri.Questo sistema ha l'inconveniente di accentrare i poteri perche hanno facilmente lo stesso colore e verrebbe a mancare una figura di garanzia neutra come il Presidente della Repubblica non c'è il check and balance dei poteri.Negli Usa il Presidente è eletto direttamente ma racchiude le funzioni del Presidente della Repubblica e del primo ministro.Quello statunitense è più bilanciato perche prevede le elezioni di medio termine.Il Presidente non ha nessun potere qualsiasi sua iniziativa deve avere il via libera del congresso e se nelle elezioni di medio termine non ha più la maggioranza qualsiasi sua iniziativa può trovare il veto del congresso.Da noi vige un sistema molto liberale l'iniziativa legislativa è prerogativa anche del governo ma è il parlamento che può dare il via libera o porre un veto ai dl legislativi del governo.In genere il governo ha più precisamente funzioni esecutive,può regolare cose che per il parlamento sono faragginose o poco indicate ma sempre sù delega del parlamento.La migliore cosa non è l'elezione diretta ma una "consuetudine non scritta da nessuna parte" che il Presidente della Repubblica nomina come primo ministro il leader del partito che ha vinto le elezioni e deve avere la fiducia del parlamento e può essere sfiduciato.Il parlamento da noi rappresenta il cuore pulsante del sistema costituzionale è cioè posto al centro è il cuore pulsante della democrazia
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda franz il 09/09/2018, 8:17

Esiste negli stati americani, nei cantoni svizzeri, in Israele.
Pochi casi (meno di 100) ed è vero che è raro ma non si può dire che non esista.
A spanne 350 milioni di persone nel mondo vivono in luoghi in cui eleggono il loro governo statale.
Faccio notarle che per esempio la California ha una popolazione di 40 milioni di abitanti, un PIl che supera quello italiano ed è uno Stato a tutti gli effetti, inserito in una federazione sia pure in modo diverso da come l'Italia è nella UE.
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda Robyn il 09/09/2018, 12:46

non mi piace per niente quando qualcuno mi dà dell'ella,senta ella,lei fantozzi.E' vero c'era in Israele ma Israele l'ha abbandonata per le deformazioni che provocava alla democrazia.Può esserci negli stati americani ma c'è anche da noi a livello di sindaco di presidente regionale ed è un'altra cosa.E' come immaginare gli stati uniti in una Italia in piccolo ,ma il livello centrale non ce l'ha
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda pianogrande il 09/09/2018, 13:30

Robyn ha scritto:non mi piace per niente quando qualcuno mi dà dell'ella,senta ella,lei fantozzi.E' vero c'era in Israele ma Israele l'ha abbandonata per le deformazioni che provocava alla democrazia.Può esserci negli stati americani ma c'è anche da noi a livello di sindaco di presidente regionale ed è un'altra cosa.E' come immaginare gli stati uniti in una Italia in piccolo ,ma il livello centrale non ce l'ha


Ma cosa c'entra se c'è già o non c'è ancora?

Non è meglio discutere del merito?

Possiamo discutere sui pro e contro e tirare le conclusioni.
Prendere come parametro la diffusione del sistema può servire a portare degli esempi e conseguenti considerazioni ma non a stabilire se il sistema è buono o no in assoluto.

Con lo stesso criterio non useremmo mai una medicina appena scoperta.
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda Robyn il 09/09/2018, 14:39

Può diventare un potere che se ne và per conto suo non egemonizzato dalle forze della democrazia ma scalato da altri poteri slegati dal concetto della democrazia.Più che un potere decidente può diventare un potere debole condizionato da poteri estranei alla democrazia pensiamo a trump alle lobbyes delle armi.Dopo una strage in una scuola trump ha avuto il coraggio di dire che se gli studenti e gli insegnanti erano armati quella strage non sarebbe successa.Più che separazione dei poteri fra esecutivo e legislativo può diventare vera e propria dissociazione dalla democrazia
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Re: Ugo La Malfa. Communism and Democracy in Italy

Messaggioda franz il 09/09/2018, 15:07

pianogrande ha scritto:Ma cosa c'entra se c'è già o non c'è ancora?

Esatto. La democrazia 300 anni fa era cosa rara. L'argomento "questo sistema non esiste da nessuna parte" non è un argomento valido, in politica. Tanto meno il "sì, ecco ad Atene avevano qualche cosa di simile ma è stato abbandonato per una serie di problemi".

Comunque l'argomento di Robyn è utile per arricchire la casistica delle tecniche di resistenza al cambiamento.

Io conoscevo:
    1) Disaccordo sul problema (.... il problema non esiste...)
    2) Disaccordo sulla direzione della soluzione (..... non è questo il problema ...)
    3) Disaccordo sul fatto che la soluzione apporterà tutti i benefici che sostiene di fornire (... così non risolviamo nulla ...)
    4) Esprimere preoccupazioni riguardo a ramificazioni negative (implicazioni negative sulle persone) derivanti da una riuscita implementazione del cambiamento (... "si, ma ..." ..." si, ma cosi' per me sarà peggio...")
    5) Esprimere preoccupazioni riguardo agli ostacoli che impediscono di fare della soluzione una parte della realtà comune. (... si vedono ostacoli ma in realtà vengono messi di proposito ...)
    6) Sollevare dubbi riguardo alla propria o altrui capacità di eseguire i compiti associati al cambiamento, cioè di portare a termine l'implementazione della soluzione (... non ce la faremo mai ... non siamo capaci ... mancherà la collaborazione...) o peggio non sollevarli affatto.

Ora abbiamo un punto zero: non esiste da altre parti. Anche quando non è del tutto vero.

Comunque osservo che la soluzione dell'elezione diretta dell'esecutivo si inquadra meglio in un contesto federativo. A livello federale in USA hanno un sistema indiretto (eleggono delegati che eleggeranno il POTUS) ma nei singoli stati eleggono direttamente il governatore e possono rimuoverlo, come avvenne in California. Il concetto è che la fiducia al livello esecutivo nei 50 stati viene dal popolo e solo il popolo puo' cambiare idea (con il "recall"). Il problema non è vedere se è raro o no (anche i 26 cantoni svizzeri hanno un sistema simile ed eleggono direttamente i ministri) ma se funziona.
Negli Stati USA e nei Cantoni svizzeri, anche in quelli di lingua e cultura italiana, funziona da più di un secolo.
Esecutivi e legislativi sono formalmente separati, con compiti diversi e la fiducia viene direttamente dagli elettori.
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