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No a listoni, serve nuovo centrosinistra

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

No a listoni, serve nuovo centrosinistra

Messaggioda ranvit il 16/09/2017, 16:29

E con chi lo vuoi fare questo "nuovo" centrosinistra? Con gli infantili-velleitari-coglionazzi che albergano alla sinistra del Pd? O con quelle mezze calzette che ancora albergano nel PD? Pisapi'....ma facci il piacere! :lol:
Un nuovo Cs lo puo' fare solo l'elettorato! 8-)

http://www.repubblica.it/politica/2017/09/16/news/pisapia_a_orlando_no_a_listoni_serve_centrosinistra_di_governo_-175646212/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1


Pisapia a Orlando: "No a listoni, serve nuovo centrosinistra di governo"Pisapia a Orlando: "No a listoni, serve nuovo centrosinistra di governo"
Giualiano Pisapia (ansa)
L'ex sindaco di Milano sottolinea la necessità di una forza innovativa "che faccia riforme sostanziali, che non ceda sui propri valori e dia una svolta profonda a un Paese in affanno". E sullo ius soli: "Fare di tutto per approvarlo, soluzione non più procrastinabile". La risposta del ministro: "Serve più coraggio, fuori chi non lo vuole"


ROMA - L'unico modo per superare le difficoltà è restare uniti. E dare vita a un centrosinistra innovativo che, senza rinunciare ai propri valori, agisca per dare nuova spinta a un Paese in affanno. Ne è convinto Giuliano Pisapia che, in un messaggio inviato alla riunione dei Dems di Andrea Orlando, in corso a Roma, sottolinea: "Anche noi stiamo lavorando a un nuovo campo largo e inclusivo e tengo a dirvi che le porte di questo progetto politico sono spalancate a tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del campo democratico e progressista", invitando a superare le divisioni e i malumori.

E quindi critica quanti lavorano a dividere invece di unire: "Mentre molti dividono ed escludono, continuo a pensare che si possa uscire dalle difficoltà soltanto insieme, mai da soli". L'ex sindaco di Milano, che era stato invitato all'evento, ma che non ha potuto partecipare a causa di altri impegni, spera "con tutto il cuore che abbiate successo nel vostro intento di 'unire per l'Italia'", ha scritto.

• OBIETTIVI COMUNI
"Da tempo perseguiamo un unico obiettivo: dare a un Paese in cui la crisi e la fragilità sociale hanno creato disagio e tolto opportunità alle famiglie e ai suoi figli, una proposta politica che possa tornare a dare speranza. La paura, la disperazione, la rabbia dei ceti sociali più colpiti dalla crisi rischia di essere raccolta dal populismo e da una destra che ogni giorno fomenta la guerra degli ultimi contro i penultimi, degli italiani contro gli stranieri, dei forti contro i deboli. Per questo - ha spiegato Pisapia - Campo progressista, da mesi, ha iniziato una faticosa avventura per chiedere discontinuità nel campo del centrosinistra. Non per velleità di personalismi, ma per il Paese. Perché ancora oggi crediamo, e credo, che ci sia bisogno di cambiare e di unire. E non solo e non tanto le forze politiche. Cambiare le politiche e unire le persone. Cioè coloro che la crisi ha separato e reso fragili. Le diseguaglianze e le sacche di povertà estrema sono sotto i nostri occhi".

• NIENTE LISTONI
Pisapia insiste sul fatto che i problemi quotidiani sono sotto gli occhi di tutti :"Le diseguaglianze e le sacche di povertà estrema sono sotto i nostri occhi. Non basta la retorica dell'autosufficienza né un leader solo al comando a convincere gli italiani che tutto va bene". Si sbaglia, quindi, a rispondere "con inverosimili listoni elettorali a chi, come noi, chiede un campo largo che possa accogliere chi oggi non si sente rappresentato, chi si rifugia nell'astensione, i delusi dell'attuale centrosinistra, tutti quegli amministratori locali che lottano ogni giorno con mille difficoltà e le tante associazioni di volontariato che spesso si sostituiscono allo stato. La risposta di cui abbiamo bisogno è un nuovo centrosinistra di governo, radicalmente innovativo, che faccia riforme sostanziali, che non ceda sui propri valori e non si limiti a criticare, ma prenda tutte quelle misure necessarie per dare una svolta profonda a un Paese in affanno".

• IUS SOLI
Non è mancato, nel messaggio di Pisapia, un invito a fare presto per l'approvazione dello ius soli, tema su cui le tensioni nel centrosinistra non mancano, soprattutto dopo che il ddl è sparito dal calendario di settembre dei lavori del Senato: "È in gioco la fiducia di migliaia di bambini e ragazzi nelle istituzioni del Paese in cui sono nati e vivono. Persone che ancora oggi vedono negati diritti fondamentali. Si tratta di una grave e inaccettabile frattura nella società, la cui soluzione non può essere più procrastinabile".

• ORLANDO: "CI VUOLE PIU' CORAGGIO"
E a Pisapia Orlando, a termine dell'incontro, ha risposto con l'invito a mettere la parola fine a rancori e recriminazioni e a fare una selezione, anche all'interno del partito, ma in generale nel centrosinistra, tra chi vuole una prospettiva comune e chi no, criticando la scelta fatta da Mdp in Sicilia con l'obiettivo "di far perdere il Pd": "Dico a Giuliano Pisapia che ci vuole più coraggio: adesso è il momento di costruire una prospettiva politica. Adesso è il momento di dividere il campo tra chi vuole il centrosinistra e quelli che non lo vogliono, nel Pd e dentro la sinistra radicale. Dividere il campo, per poi unirlo".

Orlando, nell'intervento conclusivo dell'evento ha ribadito che "la nostra battaglia va fatta dentro e fuori il Pd" e ha chiarito che non ha intenzione di andare via dal partito: "Noi non dobbiamo essere la minoranza come in passato. Non deve esserci l'idea che la sinistra risolve i suoi problemi se toglie di mezzo Renzi. Perché se poi Renzi vince le primarie, l'unica via è andarsene via e io non voglio andare via dal Pd che è comunque l'unico argine ai populismi e alle destre"
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: No a listoni, serve nuovo centrosinistra

Messaggioda ranvit il 17/09/2017, 15:58

Caro Giuliano, questa legge elettorale che non ti piace è il frutto anche del velleitarismo ultrasterile dei tuoi (forse :roll: ) compagni di viaggio. Per il loro No al referendum e per la rancorosa incapacità di accettare il parere della maggioranza del PD (favorevole a Renzi e non a loro....del resto scelti per almeno 30 anni senza aver saputo combinare nulla) per quanto riguarda Mdp e velleitarismo inconcludente per la sinistra radicale!
Lo vuoi un consiglio? Stai interpretando una farsa davvero disdicevole, quindi per il tuo bene, togliti dai piedi ....
Hai fatto il Sindaco....e dicono anche bene....grazie al Pd, non a quei quattro scafessi ti cui ti circondi ora!


Campo Progressista, no paternali da Pd
Con questa l.elettorale ci portano a drammatica ingovernabilità


(ANSA) - ROMA, 17 SET - "Come diciamo sempre fin dalla nascita del nostro movimento, i nostri avversari sono le destre e il populismo dei 5 Stelle. Il presidente Matteo Orfini non faccia il furbo, dato che sostiene l'autosufficienza del Partito Democratico. Quando invece è del tutto evidente che con questa legge elettorale, con la quale proprio lui e il suo partito sono pronti a portare gli italiani a votare, non si pone neanche il tema delle alleanze e saremo competitivi con il partito guidato da Matteo Renzi. Una legge elettorale che può portare solamente a una drammatica ingovernabilità e quindi a sterili e innaturali alleanze politiche". Così, in una nota congiunta, il vicepresidente del gruppo Art.1-Mdp, Ciccio Ferrara, e il coordinatore nazionale di Campo Progressista, Alessandro Capelli, replicano al presidente dem Matteo Orfini, invitandolo ad evitare "paternali".
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Re: No a listoni, serve nuovo centrosinistra

Messaggioda pianogrande il 17/09/2017, 17:13

Certo che quel fazzoletto di terra che non so ancora come chiamare raccoglie un po' di tutto.
Dalla cantilena dell'uomo solo al comando al piagnisteo sulla futura ingovernabilità.

Ma non c'è bisogno di inventare altre facezie.

Starete tranquilli all'opposizione.

Rilassatevi.
Fotti il sistema. Studia.
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Re: No a listoni, serve nuovo centrosinistra

Messaggioda mariok il 22/09/2017, 17:17

Con l'uscita dal PD dei dinosauri e con la crescita di nuovi dirigenti come Martina e Gentiloni, sarebbe bene che Renzi passasse la mano.
Il suo ruolo di rottamatore lo ha svolto e gliene siamo grati. Ma oggi la sua presenza rappresenta più un problema che un valore aggiunto.
20 settembre 2017
Martina: “Mdp ha superato l’ossessione verso Renzi?”, Pisapia: “Primarie per scelta candidato”
Festa de l'Unità
Dibattito tra il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il leader di Campo progressista Giuliano Pisapia. Modera Bianca Berlinguer


Quello tra Giuliano Pisapia e Maurizio Martina era uno dei dibattiti più attesi della Festa nazionale de l’Unità, e diciamo che il confronto non ha deluso le aspettative.

Sin da subito Bianca Berlinguer, moderatrice del dibattito ha incalzato i suoi ospiti, subito dopo aver notato la grande affluenza alla Festa, nonostante il freddo. Il dibattito ha sin da subito riscaldato gli animi, i temi sono molto sentiti. Il vicesegretario si rivolge a Mdp, partito nato dopo la scissione: “La proposta di riforma della legge elettorale è un avanzamento che proponiamo in particolare alle forze del centrosinistra per provare a ricostruire i termini di un lavoro comune. Domando io a loro: chi ci sta? Perché Mdp, che si diceva per il Mattarellum, a più riprese ha detto no al Mattarellum in commissione. Ora avanziamo una ultima ipotesi per un equilibrio, sia pur perfettibile, e leggo che bombardano questo tentativo”, parole che lasciano intendere quanta difficile sia una possibile alleanza.

E poi pone una domanda ai leader di Mdp: “Il Pd deve superare le sue logiche autosufficienti e le abbiamo superate nei fatti. Io domando agli altri: voi avete superato l’ossessione verso il nostro segretario e la nostra comunità?”.

Dal canto suo Giuliano Pisapia è stato molto critico sulla proposta di legge elettorale il Rosatellum 2.0 che giudica “peggiorativa rispetto alla versione precedente”. Poi mette sul piatto due condizioni per una possibile alleanza: “Noi abbiamo bisogno di recuperare i milioni di voti che il Pd ha perso. L’unico cambiamento possibile è che il Pd guardi a sinistra e non guardi a destra. Se si dice apertamente che il Pd non è autosufficiente e si dice apertamente che il candidato premier non è il segretario del Pd, perché se si vuole creare una coalizione si fanno le primarie, si trova una mediazione. Se si dice che il candidato premier è il segretario del Pd vuol dire andare avanti da soli, invece bisogna andare avanti insieme”. “Con Mdp – continua -ci sono sfumature di differenza ma vogliamo fare un percorso comune, sul tema delle disuguaglianze, degli anziani”.

Sulla legge elettorale Martina risponde a Pisapia: “Il Rosatellum 2.0 è vero che ha una diversa proporzione tra maggioritario e proporzionale, ma ha anche 231 collegi uninominali e questo è un grande passo in avanti per la rappresentatività. Ogni cittadino eleggerà direttamente il proprio rappresentante di collegio. Poi – aggiunge – tutto è perfettibile, ma noi continueremo fino alla fine a provare di modificare la legge elettorale”.

Sui temi Pisapia insiste sull’approvazione dello “Ius soli, perché non approvare la norma sarebbe un passo indietro anche rispetto alle cose buone cose fatte del Governo”, poi chiede di intervenire già “dalla Legge di Stabilità – che sarà molto importante – per diminuire le diseguaglianze sociale, sempre ricordando che ci sono dei vincoli. Io dico ai miei e anche a chi sta facendo il percorso insieme a me – aggiunge – di non fare proposte non approvabili solo per far rumore, ma di sfruttare i margini, pochi ma che ci sono, per incidere sulla politica economica”.

Il vicesegretario incalza: “Ma se alcuni di noi (Mdp) non riconoscono le cose buone che abbiamo fatto, e molte insieme, non fanno del male a tutti. Noi abbiamo sbagliato tante cose, ma quando si governa ci si sporca le mani ancora di più quando si governa come abbiamo fatto noi in un momento di crisi economica, politica e con una maggioranza eterogenea”. E poi continua: “Se parliamo di temi non è vero che siamo così distanti, discutiamo sui temi non su questioni che non interessano alla nostra gente”.
« Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto» Alexis de Tocqueville
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Re: No a listoni, serve nuovo centrosinistra

Messaggioda mariok il 27/09/2017, 16:49

Se non fosse lo stesso che portò al governo Clemente Mastella e che da segretario dei Ds attaccava Cofferati definendolo "chiuso" e sostenendo che mobilità e flessibilità sono un "dato della realtà", e che il "grande problema" che si pone alla sinistra è "se questa società più aperta" non costringa la sinistra a rivisitarsi, lo si potrebbe anche apprezzare.

L’INTERVISTA Milano, 26 settembre 2017 - 23:00
D’Alema: Mai alleati con il Pd, Pisapia sia più coraggioso
di Aldo Cazzullo

D’Alema, ma è Pisapia che deve candidare lei, o è lei che deve candidare Pisapia?
«Nessuno dei due candida l’altro; devono essere i cittadini a farlo. Non ci si candida; si viene candidati. Sono favorevole a coinvolgere i cittadini attraverso le primarie. Il 19 novembre saranno eletti i delegati per l’assemblea nazionale che sceglierà programma, nome e simbolo con cui ci presenteremo alle elezioni. Lì si decideranno le regole con cui decidere le candidature».
Pisapia dovrebbe candidarsi al Parlamento?
«Secondo me, sì. Sarebbe un leader più forte se si mettesse in gioco personalmente».
E lei tornerà alla Camera?
«Sono uno dei pochi che dal Parlamento è uscito di propria iniziativa. Non potrei, però, non prendere in considerazione una richiesta, se venisse dai cittadini, di dare una mano alla campagna elettorale attraverso la mia candidatura. Del resto, sono stato dismesso da presidente della fondazione dei socialisti europei; è comprensibile che il mio ritorno all’impegno politico comportasse questo prezzo».
Colpa di Renzi?
«Non lo so e non mi interessa. Sono arrivato a una certa serenità».
Insomma. Quest’estate ha detto: «Finché vivrò, Renzi non potrà mai stare tranquillo».
«Ho detto sereno. Citavo la battuta che propinò al povero Letta. Tuttavia, non lo ripeterei perché Renzi è in difficoltà e a me piace prendermela con i potenti, non con chi è in difficoltà. Feci così anche con Craxi. Dalla parte di Berlinguer sono stato ferocemente anticraxiano; ma quando è cominciata la disgrazia di Craxi sono stato generoso con lui».
Quand’era premier tentò di farlo rientrare in Italia?
«Sì, per curarsi. Negoziai con la procura di Milano perché non lo arrestassero. Non fu possibile».
Rivede qualcosa di Craxi in Renzi?
«No. A parte la palese differenza di statura politica, Craxi nonostante la forte carica anticomunista è sempre stato un uomo di sinistra. Fu vicino alla causa dei palestinesi, aiutò gli esuli cileni. Renzi alla sinistra è totalmente estraneo. Non c’entra proprio nulla. Ritiene che il Pd debba liberarsi di questo retaggio».
La sinistra è in crisi ovunque. L’Spd è al minimo storico, e i suoi voti vanno a destra.
«In Germania si è manifestata anche una certa stanchezza per la grande coalizione. Ma in molti Paesi europei si afferma una sinistra più radicale: Mélenchon in Francia, Podemos in Spagna, Corbyn in Inghilterra. Tutto questo dovrebbe far riflettere i socialisti, che non sono stati in grado di presentarsi come una forza alternativa alla visione liberista dominante».
E in Italia?
«Il Pd ha governato in modo non dissimile. Per questo c’è bisogno di una nuova forza di sinistra. I grandi cambiamenti nascono sempre da un ritorno alle origini, alle ragioni fondative: ridurre le disuguaglianze, difendere la dignità del lavoro».
Ma lei sembra rinnegare la sua storia politica. In Sicilia appoggia Fava, una candidatura di testimonianza. Pare diventato movimentista. Non crede più ai partiti?
«Non sono diventato movimentista. Vorrei che nascesse un nuovo, moderno partito a sinistra. Non c’è dubbio che la forma del partito tradizionale sia in crisi e si debbano trovare nuovi modi di partecipazione. Claudio Fava non ha una storia gruppettara. Era il segretario regionale dei Ds con Veltroni. L’hanno candidato i siciliani, e prenderà più voti delle sue liste. Questo è uno strano Paese, in cui basta pronunciare la parola “operai” per essere giudicati estremisti».
Pisapia viene da Rifondazione comunista. È un buon leader?
«Indipendentemente dalla sua storia, Pisapia porta uno stile unitario, una cultura di governo, una naturale ritrosia rispetto alle asprezze dello scontro politico, che in un panorama dominato da leadership chiassose ne fa una figura positiva. Dovrebbe essere un leader più coraggioso».
Vale a dire?
«Esporsi di più. Prendere in mano il processo unitario. Spingersi in avanti. Non possiamo permetterci di avere alla sinistra del Pd due liste in conflitto tra loro sull’orlo della soglia di sbarramento. Sarebbe un suicidio».
Non è stato un suicidio per la sinistra anche la vostra scissione?
«La tesi per cui le difficoltà del Pd nascerebbero dal nostro massimalismo non ha fondamento. La sconfitta del Pd è cominciata molto prima che noi nascessimo. Non c’era stata nessuna scissione quando il gruppo dirigente ha consegnato Roma e Torino ai 5 Stelle. Io ho fatto la campagna elettorale per il candidato del Pd a Genova molto più del segretario. La gente mi diceva: “È un bravo compagno, ma se lo voto do una mano a Renzi”».
Lei al Corriere parlò di «rottura sentimentale».
«Immagine profetica. L’idea che il Pd vincerebbe se non fosse per un gruppetto bilioso e rancoroso, come si fa scrivere alla stampa di regime, è falsa. Dicono che siamo nati per far perdere Renzi. Ma no, non c’è bisogno di far nulla: basta lasciarlo lavorare e Renzi ci riesce da sé, come dimostra il referendum. All’opposto, possiamo essere utili se riusciamo a intercettare un elettorato che non vota più e non voterebbe mai Pd. Non è vero che indeboliamo l’argine contro il populismo e la destra. Lo rafforziamo».
Ma con il Pd non dovrete trovare qualche forma di accordo?
«Non mi pare ci siano le condizioni per andare alle elezioni insieme. C’è distanza sul programma e nel giudizio su quel che è accaduto in questi anni. Nessuno capirebbe un accordo in queste condizioni e gli elettori non ci seguirebbero. Presentarsi uniti nei collegi potrebbe essere un disastro».
Ma la legge elettorale in discussione alla Camera i collegi li prevede.
«Quella legge è un’indecenza assoluta: forse il punto più basso della legislatura. Spero venga spazzata via. Ha aspetti aberranti, a mio giudizio palesemente incostituzionali, con il rischio che la Consulta bocci la terza legge elettorale di fila. Ed è incredibile che a proporre una legge fondata sulle coalizioni sia il Pd: un partito che non è in grado di formare coalizioni. Una cosa che non si può giudicare senza l’ausilio dell’aureo libretto del Cipolla».
«Le leggi fondamentali della stupidità»?
«Dove si legge che la forma più alta di stupidità è danneggiare gli altri danneggiando anche se stessi. La legge è concepita per far danno a noi e forse ai 5 Stelle; ma il principale danneggiato sarebbe il Pd. Favorirebbe solo un centrodestra a trazione leghista».
Non potete dire solo no. Quale sistema elettorale vorreste?
«Noi abbiamo sempre proposto la legge Mattarella. Ma, se non è possibile, è inutile fare pasticci, tanto vale votare con una legge proporzionale — sbarramento, collegi piccoli, voto di preferenza — che restituisca il quadro reale del Paese. Non sono un fan delle preferenze, però la nomina dei parlamentari da parte dei partiti è intollerabile».
Ma non ci sarebbe alcuna maggioranza. Quale governo si potrebbe fare?
«Neanche il Rosatellum garantisce maggioranze. Comunque, prima di emettere questa sentenza bisognerà aspettare cosa voteranno gli italiani. Se non ci fosse alcuna maggioranza, le forze politiche che vorranno salvare la democrazia dovranno sostenere un governo che sia al di sopra delle parti, e garantisca una seria riforma del sistema. Condivisa, non imposta da qualcuno un modo improvvisato».
Un governo tecnico?
«Diceva Giovanni Sartori che quando la democrazia parlamentare non produce una maggioranza entra in funzione il motore di riserva: il governo del presidente, che possa avere largo consenso al di sopra degli schieramenti. L’ultima spiaggia per il sistema democratico».
Il vostro non rischia di essere il partito dei reduci?
«No. Abbiamo un sacco di ragazzi. Un bel pezzo dei giovani democratici sono passati con noi».
Nomi?
«Roberto Speranza che dirige Mdp è più giovane di Renzi. Abbiamo gruppi dirigenti giovani in tutto il Paese. Non mi sembra che il Pd abbia questo consenso nella nuova generazione».
Non è stato ingeneroso dire che il suo ex braccio destro Minniti in Libia ha fatto le stesse cose di Berlusconi?
«Minniti è uomo capace e competente. Conosce molto bene gli apparati dello Stato, e ne è stimato: il che è importante, perché questi apparati sono bravi a raggirare la politica, facendo credere al ministro di guidare mentre alla guida sono loro. Ma, sotto la spinta di quella che esagerando ha definito una minaccia alla democrazia, Minniti ha preso misure che hanno lasciato i migranti nelle mani delle milizie libiche, in campi di detenzione dove avviene ogni genere di violazione dei diritti umani: stupri, torture, assassini. E’ stato un voltafaccia dell’Italia. Un respingimento collettivo anche di persone che hanno diritto d’asilo. Minniti è stato efficace; ma mi chiedo quale sia il prezzo della sua efficacia. Sarò inguaribilmente romantico. Sarò uno di sinistra. Minniti dice di essere tormentato. Ma lui è ministro: dovrebbe agire per mettere riparo alle conseguenze delle sue decisioni».
Se la legge elettorale andrà avanti, farete cadere Gentiloni?
«Gentiloni è alla fine. Noi siamo persone responsabili, non vogliamo fare la campagna elettorale con la trojka. Mi sembra molto meno responsabile chi pretende da noi i voti per governare e poi fa la legge elettorale con Salvini».
« Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto» Alexis de Tocqueville
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