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La scissione perpetua

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

La scissione perpetua

Messaggioda ranvit il 17/02/2017, 8:25

:lol: :lol: :lol:




La sinistra che uscirà dal Pd troverà una sinistra non ancora nata, ma già scissa
Storia della frammentazione perpetua. Dai Ds a Rifondazione
di David Allegranti
allegranti@ilfoglio.it
16 Febbraio 2017 alle 20:21La sinistra che uscirà dal Pd troverà una sinistra non ancora nata, ma già scissa
Laura Boldrini e Giuliano Pisapia (foto LaPresse)
Roma. La sinistra è scissa per definizione, nasce già divisa; fu così nel 1921 a Livorno, quando nacque il Pci, e fu così, molto più recentemente, quando nacque il Pd. I Ds, al momento di sciogliersi nel nuovo partito, persero Fabio Mussi e Gavino Angius, che fondarono Sinistra Democratica. A sua volta Angius si scisse dalla Sinistra Democratica insieme a Valdo Spini per approdare verso lidi socialisti. “Io mi fermo qui”, disse Mussi commosso all’ultimo congresso dei Ds, salutando i compagni. Ma la scissione non è solo roba da post-comunisti: pure Francesco Rutelli se n’è andato dal Pd per fondare il non indimenticabile Api, lasciando in eredità “La svolta. Lettera a un partito mai nato” (Marsilio) con cui spiegava perché il progetto dei Democratici era finito. Per non dimenticare altre scissioni fantastiche e dove trovarle, cme quella che nel 1964 portò alla nascita del Psiup, il Partito socialista italiano di unità proletaria, voluto dalla sinistra del Psi.

Dobbiamo continuare a scinderci sempre di più e creare migliaia di microscopici partiti comunisti, indistinguibili l’uno dall’altro, che cambiano continuamente nome e forma”, diceva il Bertinotti di Corrado Guzzanti. Accontentato! Adesso fra scissioni, correnti e spifferi, la sinistra rischia di avere più partiti che voti. Oggi comincia il congresso di Sinistra Italiana, che però ha già perso pezzi prima di nascere. Arturo Scotto, già capogruppo di SI alla Camera, insieme a diciassette parlamentari ha deciso di non aderire al nuovo partito fondato da Nichi Vendola e Nicola Fratoianni. Al grido di né con Vendola, né con Renzi, Scotto preferisce il progetto politico di Giuliano Pisapia, “Campo Progressista”. “Credo che un’alleanza con il killer del centrosinistra non sia possibile allo stato delle cose, perché una cosa è il popolo del Pd, altro è Matteo Renzi”, dice Scotto. Il deputato ex Sel (che peraltro nacque da una costola di Rifondazione a Chianciano nel 2009) non è l’unico interessato a Pisapia, pure i renziani corteggiano l’ex sindaco di Milano, ma lui pare poco interessato ad allearsi con il Pd a rischio scissione. Il 24-25-26 di febbraio Pippo Civati, già scissionista del Pd e già fondatore di Possibile, lancerà la “Costituente delle idee”.

Ah, e come dimenticare la vecchia Rifondazione Comunista o i fu Comunisti Italiani, poi diventati l’anno scorso Partito Comunista Italiano (presidente del Comitato Centrale Manuela Palermi, segretario Mauro Alboresi)? E Marco Rizzo? Anche lui ha riportato in vita il Partito Comunista (peggio noto come Comunisti - Sinistra Popolare) e s’è candidato sindaco a Torino (0,86 per cento, pari a 3.323 voti). In quota società civile prestata alla politica c’è invece Azione Civile, il movimento di Antonio Ingroia, che prima si chiamava Rivoluzione Civile. Poi c’è il Pd, dove ormai vige il principio una testa una corrente. Un po’ come nei Monty Python: “Siete del fronte popolare giudeo?” “Vaffanculo! Siamo del fronte popolare di Giudea”. Lì c’è Massimo D’Alema, che conduce una personale battaglia contro Matteo Renzi e ha appena lanciato “Consenso” partendo dai comitati per il No al referendum. La ragione sociale dell’associazione dalemiana è una sola: abbattere Renzi.

Ci sono i Giovani Turchi di Matteo Orfini e Andrea Orlando, che a loro volta rischiano di scindersi in orfiniani (diversamente renziani) e orlandiani (diversamente miglioristi). C’è la sinistra governista di Sinistra è cambiamento di Maurizio Martina e Cesare Damiano (con la differenza essenziale che Martina vuole votare a giugno-settembre ed è fedele a Renzi, mentre Damiano vuole che il governo duri fino al 2018 ed è fedele a stesso), c’è la Sinistra Dem di Gianni Cuperlo, poi c’è la Sinistra Riformista di Bersani e Roberto Speranza (quelli che vorrebbero fare la scissione), poi c’è Enrico Rossi (corrente rivoluzionaria per il socialismo toscano) e infine c’è Michele Emiliano (sinistra populista giudiziaria per il Mezzogiorno). Il proporzionale naturalmente favorisce addii, piroette e tentazioni scissioniste. Ora sono tutti pronti ad approfittarne ed è tardi per una cura leninista contro il frazionismo. La sinistra è pronta per il modello YouTube: se quello che vedi in tv non ti piace, fatti un canale tutto tuo

http://www.ilfoglio.it/politica/2017/02 ... sa-120953/
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Re: La scissione perpetua

Messaggioda Robyn il 17/02/2017, 10:28

quelli del foglio non bisogna proprio ascoltarli perche questa non è informazione ma informazione violenta e fascista allo stato puro
Locke la democrazia è fatta di molte persone
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Re: La scissione perpetua

Messaggioda ranvit il 17/02/2017, 11:25

“Dobbiamo continuare a scinderci sempre di più e creare migliaia di microscopici partiti comunisti, indistinguibili l’uno dall’altro, che cambiano continuamente nome e forma”, diceva il Bertinotti di Corrado Guzzanti.


:lol: :lol: :lol:
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Re: La scissione perpetua

Messaggioda mariok il 03/04/2017, 14:35

Certo che i post-comunisti non perdono occasione per confermare che la democrazia è qualcosa per loro completamente estranea.

Mai una volta che, di fronte ad una sconfitta, riconoscessero la vittoria del proprio avversario e ricercassero i motivi della sconfitta nei loro possibili errori senza addebitarla agli altri.

L'Autocritica è una cosa che chiedono di praticare sempre agli altri, mai a se stessi.

Con questo appello, poi, Cuperlo arriva al massimo: chiede a chi non è più del partito di "dargli una mano" andando a votare alle primarie per battere il nemico giurato Renzi.

Le primarie, come è noto, sono aperte a coloro che dichiarano di essere elettori del PD e di sottoscriverne il programma. Come si fa a chiedere di parteciparvi a chi quel partito ha pubblicamente dichiarato di non voler più sostenere?

E' vero: per la segretezza del voto è possibile, ed anche probabile, che alle primarie del PD partecipi anche chi non è un suo elettore.

Ma è inaccettabile che un suo dirigente ne invochi la partecipazione a sostegno della propria fazione.

Cosa direbbero se Renzi lanciasse un appello agli elettori del centro-destra di "dargli una mano" andando a votare per lui?

C'è poco da dire: sarà anche poco politically correct ma ha ragione Giachetti quando ripete che "hanno la faccia come il c...."

Cuperlo tenta di ricucire il Pd: “Bersani torni a darci una mano e voti Orlando”

“Vorrei rimotivare i nostri militanti ed elettori, convincerli che la sinistra ha bisogno di un Pd diverso da quello che hanno visto finora”

“Credo che Bersani darà na mano a unire il centrosinistra. A tanti amici e compagni orfani di un partito diverso io dico: venite a votare il 30 aprile e aiutateci ad ancorare il Pd alla sua natura e missione. Che non è dividere il campo della sinistra ma ricucire quello che Renzi ha strappato. Oggi la candidatura in grado di farlo è quella di Orlando”. Lo afferma il deputato della sinistra dem, Gianni Cuperlo, intervistato dal Corriere della sera a conclusione del voto dei circoli Pd sui candidati alle primarie.

Secondo Cuperlo quello che si è appena svolto “è il congresso di un partito che in troppe realtà è stato trascurato e ha smarrito la sua identità. Quando al dibattito di un circolo partecipano in 15 ma a votare si presentano in 200, c’è qualcosa di malato. E non vederlo vuol dire aggravare l’infezione. Serve una svolta anche per il rispetto che dobbiamo a tante persone perbene che in tanti circoli hanno costruito un congresso vero”.

“In un anno – spiega il deputato dem – oltre centomila iscritti se ne sono andati e molti lo hanno fatto criticando Renzi. Se guardo allo squilibrio di risorse e potere, penso che il risultato di Orlando sia un piccolo miracolo e credo che da oggi comincia un altro film dal finale tutt’altro che scontato”.

Da qui l’appello a Mdp perché, dice Cuperlo , non si può che essere preoccupati di “aver perso migliaia di militanti e elettori scontenti e a volte sconcertati. Io voglio provare a recuperare quelli. Vorrei rimotivarli, convincerli che la sinistra ha bisogno di un Pd diverso da quello che hanno visto finora”. Quanto alla democrazia nel Pd, “vorrei si capisse che trasparenza e costruzione di una vera classe dirigente non passano dallo streaming ma dalla cultura politica e dallo stile che segnano una comunità. In questi anni ho visto molta arroganza e teatralità, non sempre combinate al rispetto e alla cura di chi ha più bisogno”.
« Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto» Alexis de Tocqueville
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