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Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda franz il 20/06/2015, 8:17

Roma, Pd nel mirino: secondo Barca ci sono almeno 27 circoli da chiudere
Nell’impietoso rapporto di Barca le iscrizioni sospette: il 40% dei militanti non si fa vedere mai
di Alessandro Capponi
Fabrizio Barca alla presentazione del dossier sul pd (Omniroma)

ROMA Più che una «mappatura» dei circoli sembra la diagnosi di un male terribile, chissà se curabile: il Pd di Roma, per Fabrizio Barca, che con il suo staff l’ha esaminato nella quasi totalità dei 110 circoli, «finisce per essere un partito mai nato». Con ventisette «sezioni dannose» da classificare in modo inequivocabile: «Il potere per il potere». Ce ne sono altre tredici segnate con segno «meno», accusate nella migliore delle ipotesi di inerzia. Quindi «quaranta circoli - spiega Barca - con una situazione o una tendenza all’infeudamento». Gestiti da capibastone (come Mirko Coratti e Daniele Ozzimo, finiti agli arresti nella seconda ondata di Mafia Capitale, o Marco Di Stefano, anche lui nelle carte di varie inchieste) che li utilizzavano per fare tessere, per «contare». Senza traccia, o quasi, di attività politica. Anche perché il 40 per cento degli iscritti «non frequenta mai la sede». E la media complessiva degli «incontri pubblici» è di 10 all’anno, neanche uno al mese. Un partito guidato quasi esclusivamente da uomini: ogni quattro «coordinatori» c’è una «coordinatrice». Venticinque circoli, poi, sono «privi di sede»; il 36 per cento «ha in corso un contenzioso con la proprietà».

I dati di Barca in qualche modo coincidono con quelli di Matteo Orfini: tra il venti e il trenta per cento di iscritti «fantasma». «Da lunedì via alle chiusure e ai commissariamenti», promette lo stesso Orfini. Di certo, però, il lavoro di Barca fotografa un passato recente e cupo: nella stagione 2012-2013, che porta al congresso, c’è l’ exploit di iscrizioni, con una crescita del 39,6 per cento; l’anno seguente ecco quello che Barca chiama «un disamore improvviso»: le iscrizioni calano del 40 per cento. Per Barca «nel 2013 sono stati 32 i circoli che hanno avuto un aumento di iscrizioni superiore alla media». Inspiegabile, forse, anche alla luce dell’attività svolta: le sedi sono aperte, in media, 11,5 ore a settimana, appena sei in quelle «dannose».

Nel suo lavoro, Barca analizza anche la storia del Pd: «Nel 2006 un nuovo snodo. Le elezioni comunali diventano un test per l’investitura di Walter Veltroni a leader politico nazionale, in vista della messa in opera del progetto del Pd. Raccoglie il 61 per cento dei consensi, quasi un milione di voti, ma nella forza di questo risultato di valenza nazionale è insita una debolezza grave per il sistema politico locale: la ricerca di consenso avvalora una logica di trasformismo e trasversalità che sbiadiscono definitivamente il riformismo romano e l’autonomia della politica dall’economia cittadina». È così che «invece di un modello virtuoso», il Pd di Roma finisce per essere «un partito mai nato». Perché, già nel 2007, è «espressione di divisione correntizia: due correnti Ds, due della Margherita, una per le liste civiche (dentro un pulviscolo di grumi di consenso personale)». E ancora: «Mostra di non sapersi rigenerare, come prova la scelta di candidato sindaco nel 2008», cioè Francesco Rutelli. È lo stesso Rutelli, oggi, a dire: «Se solo trovassi un circolo del partito dove iscrivermi potrei pensare di tornare. Ma li hanno tutti chiusi».

Barca non si nasconde neanche dalle responsabilità del Pd in Mafia Capitale: certo il sodalizio criminale trova terreno fertile con l’amministrazione di Gianni Alemanno ma «il Pd deve farsi carico di una degenerazione nel rapporto con cooperative, consorzi di auto-recupero e aziende cresciute negli ultimi anni al fianco delle amministrazioni di centrosinistra. Ciò è collegato al decadimento della vita interna al partito, i cui equilibri non si formano più sulla dialettica politica ma su rapporti di potere che abusano degli strumenti essenziali della partecipazione democratica, come il tesseramento e le primarie». Certo, ci sono anche elementi di speranza nella mappatura: «Potenzialità positive in 44 circoli». Poi c’è una fascia intermedia, con «17 circoli inattivi e 25 identitari che producono iniziativa politica ma non rappresentano gli interessi dei cittadini».
19 giugno 2015 | 23:59
http://roma.corriere.it/notizie/cronaca ... e795.shtml
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda pianogrande il 20/06/2015, 11:04

E' qui che si dovrebbe vedere il rottamatore e non... ci siamo capiti.
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda mariok il 20/06/2015, 13:43

pianogrande ha scritto:E' qui che si dovrebbe vedere il rottamatore e non... ci siamo capiti.


be', intanto ad incaricare Barca di fare una diagnosi sullo stato del partito (non solo quello romano) è stato lui, diamogliene atto

ora stiamo a vedere quali iniziative concrete prenderà, per il PD di Roma ma non solo
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda pianogrande il 20/06/2015, 14:59

Se si tratta di rifondare il PD romano gli faccio un applauso.

Se si insiste nel colare a picco Marino (ormai condannato da Renzi alle dimissioni o al commissariamento) non sono d'accordo.

Marino è un uomo simbolo da supportare in tutti i modi.
Anche se la giunta fosse marcia (e non lo escludo affatto) andrebbero perseguiti uno per uno i vari personaggi.
In vista delle dimissioni di Marino, i consiglieri comunali ed assessori stanno già prenotandosi la prossima rielezione; pronti a scaricare Marino se la rielezione gli viene assicurata.
Così Renzi avrà raggiunto il brillantissimo risultato di buttare via il bambino e tenersi l'acqua sporca.

Complimenti!
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda Robyn il 20/06/2015, 17:14

Fatta pulizia non solo nella capitale ma in tutta la penisola rimane il problema di come stimolare la partecipazione.La partecipazione nei partiti e andata in declino e le cause sono diverse.Quando sono attaccati dall'esterno da pratiche poco trasparenti la partecipazione declina entra in crisi.Altro motivo della crisi della partecipazione sono stati partiti ideologicamente incastrati dove le liturgie,le abitudini e la poca fantasia erano sempre lo stesse per cui in qualche modo bisognava far decadere il modello troppo tradizionale di partito.Barca parla di partito palestra non vorrei che ci ritrovassimo campi da tennis e da pallavolo all'interno del partito.La denominazione di circolo non mi è mai piaciuta al circolo vanno a beve e a giocà a carte.Al posto di circolo come li chiamiamo federazioni?nel senso che la partecipazione si è diversificata esiste anche il web oltre che la partecipazione attiva ma devono fare riferimento ad un'unica entità federativa non possono esserci federazioni fantasma affaristiche e senza partecipazione
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda mauri il 20/06/2015, 17:37

se renzi non fa pulizia...direi è costretto, visti i recenti risultati elettorali e visto l'ultimo sondaggio
http://www.repubblica.it/politica/2015/ ... ef=HRER1-1
vedremo se si è bevuto il cervello a stare con i ricchi e potenti oppure se ritira fuori la sua voglia di rigirare l'italia come un guanto, cosa che fino ad ora ha fatto solo timidamente
ciao mauri
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda pianogrande il 20/06/2015, 18:59

mauri ha scritto:se renzi non fa pulizia...direi è costretto, visti i recenti risultati elettorali e visto l'ultimo sondaggio
http://www.repubblica.it/politica/2015/ ... ef=HRER1-1
vedremo se si è bevuto il cervello a stare con i ricchi e potenti oppure se ritira fuori la sua voglia di rigirare l'italia come un guanto, cosa che fino ad ora ha fatto solo timidamente
ciao mauri

Se "fare pulizia" significa mandare a casa personaggi come Marino, allora, è meglio che se ne vada a casa e subito proprio Mr. Renzi che sta dimostrando di non aver capito gran ché di come si gestisce la cosa pubblica (e il consenso).
Se Renzi non è il Renzi che avevamo percepito, è meglio prenderne coscienza in fretta.
Le illusioni sono sempre pericolose.
Certo, si apre una voragine buia sulla conduzione del paese ma prima si apre e meglio è.
Non possiamo certo permetterci di vivacchiare sulle promesse, sulle frasi ad effetto (e sui tweet) fino al 2018.
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda Robyn il 20/06/2015, 21:25

Perdersi in una discussione sterile Marino o non Marino non serve a niente ad affrontare la forma partito.La partecipazione è il miglior antidoto alla corruzione ma non si risolve granchè fino a quando ci sarà l'interferenza fra partiti e Pa che ha fatto declinare la partecipazione insieme ad altre cause.I partiti leggeri si caratterizzano per non avere interferenze nella Pa che sono Asl ,pubblica istruzione,banche etc.L'interferenza fra partiti e Pa rappresenta un'attrazione per chi non nutre nessun interesse per il bene comune.Per quando riguarda una delle forme di finanziamento dei partiti è uscire dall'amministrazione delle banche eliminando un'altra interferenza mantenendo solo le azioni risparmio
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda pianogrande il 21/06/2015, 11:59

Se "Marino o non Marino" è una "discussione sterile" mentre la "forma partito" è di vitale importanza, allora diciamo che voglio una forma partito che non butti nel cesso gente come Marino e siamo sempre da capo.
I paroloni lasciamoli a chi ha tempo da perdere e cerca di farci capire meno possibile.
Se il PD butta fuori Marino non c'è forma partito che tenga.
Questi sono i passaggi che contano, le scelte che qualificano, che caratterizzano.
Queste discussioni non possono essere sterili neanche se non si viene ascoltati.
Guardiamo a quello che si fa e ai risultati.
Poi, se i comportamenti e i risultati sono buoni, il partito può essere rotondo, quadrato, a scacchi... sai quanto me ne frega!
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Re: Roma, Pd nel mirino. Barca: 27 circoli da chiudere

Messaggioda Robyn il 21/06/2015, 12:38

A Roma i militanti stanno gia dicendo "non molliamo"ma se si dà retta non si riuscirà mai a cambiare il partito.Dire che la colpa è da quando i Ds si sono uniti ai democristiani può essere anche vero ma non si può fare di tutta l'erba un fascio perche si fà un torto all'ala cristiano sociale e non bisogna dimenticare che pratiche poco trasparenti ci sono state anche negli ex Ds pensiamo a Buzzi che si fà fotografare dietro il quadro degli operai in cammino certo che ci vuole un fegato,.Se di sedi ci sono da chiudere non si possono fare differenze si chiudono quelle compromesse siano esse ex democristiane siano esse ex diessine.Tutti questi prblemi nascono da come affrontare la conquista del centro.La conquista del centro non si fà parlando male dell'ex alleato Ds e facendo entrare chi porta pacchetti di tessere perche non si conquista il centro pulito ma si fà entrare il "centro sporco".Ma il (cuore) del problema è la separazione tra Pa e partiti e fin quando ci saranno interferenze ci sarà sempre chi sarà attratto ad entrare nei partiti per fare i propri interessi.Se si attua la separazione fra partiti e Pa si può tenere lontano la corruzione ed è possibile rigenerare il partito attraverso la partecipazione e la possibilità di conquistare il centro stando uniti.In sintesi la possibilità di poter approfittare e considerare il partito come trampolino di lancio verso i propri interessi e il potere non ce n'è più per nessuno
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