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Renzi: "Basta primarie nel Partito democratico"

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

Partito leggero

Messaggioda Robyn il 16/06/2015, 12:50

M Renzi dice basta con le primarie.Si può disegnare un partito agile,leggero e moderno senza per questo dover rincorrere il mito delle primarie che rendono il partito nella sua organizzazione disorganico in cui ci sono infiltrazioni e pratiche poco trasparenti e che rende difficile capire che modello di partito è.Se ancora c'era il collegio uninominale l'organizzazione di partito poteva essere semplice una sede per collegio.Queste elezioni hanno demoralizzato l'elettorato di csx perche probabilmente l'esito è che su ogni riforma sù ogni cosa si esce sempre fuori strada non si riesce mai a centrare si infilano cose che non c'entrano niente oppure si esagera
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Re: Partito leggero

Messaggioda flaviomob il 16/06/2015, 13:16

Basta con le primarie! Che ipocrita, e lui come è stato "eletto"?


"Dovremmo aver paura del capitalismo, non delle macchine".
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Re: Partito leggero

Messaggioda gabriele il 16/06/2015, 13:28

Elezioni, Renzi: “Devo tornare a fare il Renzi 1. Basta primarie, sono in crisi”
Politica
Dopo la sconfitta alle amministrative, il premier si sfoga e punta il dito contro il metodo di selezione della classe dirigente del Pd: "Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io su quelle scelte non ho messo bocca". Roma? "Fossi in Marino, non starei tranquillo". Quando il premier diceva: "Le primarie sono un fatto molto, molto positivo", perché "servono per dettare l’agenda all’Italia"
di F. Q. | 16 giugno 2015

La sconfitta brucia, la ferita è ancora fresca. Se le débâlcle in Veneto e Liguria le aveva ingoiate a fatica ma con il sorriso sulle labbra, i ko multipli incassati alle Comunali non scendono con la stessa facilità. Quarantotto ore dopo, Matteo Renzi rispolvera i panni del rottamatore: “Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1. Infischiarmene dei D’Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito“, è la promessa fatta dal premier in un colloquio in apertura di prima pagina della Stampa. E il primo obiettivo dell’ex sindaco furioso è chiaro: “Una cosa è certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita”. Lo strumento di selezione della classe dirigente del Pd, a suo dire, non ha funzionato: “Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io su quelle scelte non ho messo bocca”. Quella che brucia di più, tra le sconfitte del secondo turno, è quella incassata a Venezia. E qui il segretario del Pd è forse ancor più tranchant: “Era scritto che Casson perdesse. A Venezia mi è venuto incontro un signore: ‘Salve, sono l’unico renziano della città…’. Era Brugnaro, il candidato del centrodestra che ci ha battuto”.

Le primarie nel mirino, quindi. Sono lontani i tempi in cui, da aspirante segretario del Pd, le giudicava “un fatto molto, molto positivo“, si diceva “convinto che era giusto fare una battaglia nazionale, e la rifarei oggi, perché era un segnale che andava dato” (Ansa, 17 dicembre 2012) e predicava che fossero “spalancate, non aperte” perché equivalgono a “chiedere alle persone di dare una mano per cambiare il Paese” (Ansa, 20 settembre 2013). Un trasporto che lo portava a consigliarle anche all’avversario politico: “Il giorno in cui anche il Pdl le farà gli italiani saranno tutti più felici” (Ansa, 8 ottobre 2013). E che gli piacevano ancor di più quando sentiva di poterle vincere: “Possono gonfiare quello che vogliono ma non si elegge cosi’ il segretario, se anche tra gli iscritti vincesse Paolo Bianchi, poi dipende dalle primarie. Il segretario del Pd non lo eleggono i tesserati più o meno gonfiati ma i cittadini che l’8 dicembre vanno a votare” (Ansa, 29 ottobre 2013). Perché, scandiva il futuro premier il 4 dicembre, a 4 giorni dall’appuntamento con le urne che lo avrebbero incoronato segretario, “le primarie non sono una gara fra chi e’ piu’ simpatico e carino, ma servono per dettare l’agenda all’Italia nei prossimi mesi” (Ansa, 4 dicembre 2013).

Va rivisto, secondo Renzi, anche il collocamento politico del Pd: “Questo è un paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità perché, se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona”. E cita un altro caso significativo: quello ligure. “La Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perché nell’ultima settimana il 5% degli elettori di centro si è spostato verso Toti”. Il presidente del Consiglio difende l’operato del governo e torna a tracciare un paragone con il predecessore: “Basterebbe dare uno sguardo alle pratiche che abbiamo ereditato per capire che non è affatto vero che Letta (Enrico, ndr) era più competente di me, come ha scritto qualcuno”.

Il premier rassicura anche sul prosieguo delle riforme: “Da oggi le riforme sono più vicine, non più lontane. Adesso dovrò aumentare i giri, non diminuirli”. Quanto al partito, Renzi afferma: “Devo tornare a fare il Renzi pure lì. E farlo davvero. Infischiandomene delle reazioni per aprire una discussione dentro il mio partito”. E dopo aver elencato le nomine fatte nelle grandi aziende partecipate, afferma: “La vera accusa che mi si dovrebbe rivolgere non è di avere messo i miei al governo, ma di non averli messi nel partito”. Nel partito, prosegue, “non ho messo bocca perché pensavo che astenermi fosse un presupposto per stare tutti insieme”. Ma ora, assicura le cose cambieranno: “Ah, ma adesso basta, si cambia. Anche perché tra un anno si vota nelle grandi città. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma“. Roma? gli chiede l’intervistatore. “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”.

“Per le amministrative mi sarebbe piaciuto il Renzi 1. Anche a Gela…”, ha commentato il governatore siciliano Rosario Crocetta, analizzando i dati delle amministrative: “Anche in Sicilia dove Renzi non ha colto che la battaglia per la rottamazione la sto facendo io”.

Le parole del premier hanno scatenato un diluvio di commenti ironici su Twitter. Molti giocano sulla “dissociazione” tra il “Renzi 1″ e il “Renzi 2″.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06 ... i/1781961/
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Re: Partito leggero

Messaggioda gabriele il 16/06/2015, 13:30

flaviomob ha scritto:Basta con le primarie! Che ipocrita, e lui come è stato "eletto"?


Ormai ha perso la bussola
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Re: Partito leggero

Messaggioda flaviomob il 16/06/2015, 13:39

Finito l'effetto 80EURO è finito anche il renzismo? E intanto siamo arrivati a 2.200 miliardi di debito... Stai serenissimo!
___

Sui mass media comincia a soffiare il vento contrario a Matteo Renzi
MARTEDÌ, 16 GIUGNO 2015
SCRITTO DA
Andrea Mollica


“Certezze perdute e illusioni”, “Matteo senzaterra”, domande sulla sconfitta bruciano. Le prime pagine di “Corriere della Sera”, “La Repubblica” e “La Stampa” evidenziano la delusione e il cambiamento di clima che si registra nei confronti di Matteo Renzi. Dopo il pareggio delle regionali, la sconfitta ai ballottaggi ha reso evidente l’impopolarità del presidente del Consiglio. Matteo Renzi è ancora il leader politico più apprezzato dagli italiani, ma il suo vantaggio nei confronti degli avversari è inferiore rispetto alle aspettative. In particolare della grande stampa, che in questi mesi ha sostenuto, più o meno apertamente, l’iniziativa del governo. Dal “Corriere” sono giunte critiche anche molto dure su singoli punti, ma l’appoggio della grande stampa verso l’esecutivo non è mai stata in discussione. Le regionali e le amministrative hanno però raccontato un’Italia diversa, dove è maggioritaria l’opposizione a Renzi, e dove il centrodestra è competitivo con il PD, tanto da batterlo in “roccaforti” come Liguria, Venezia, Arezzo e così via. L’editoriale del direttore Luciano Fontana chiarisce questo mutamento di prospettiva. “ I ballottaggi nei Comuni e il risultato nelle sette Regioni che hanno votato quindici giorni fa consegnano un panorama politico nuovo. È accaduto qualcosa che era molto difficile prevedere nei mesi in cui si discuteva in Parlamento di nuova legge elettorale e riforme costituzionali. La sfida al Pd, al suo 40,8 per cento conquistato alle Europee, sembrava impossibile: per l’opposizione di centrodestra e per ogni altra”. Ezio Mauro è ancora più duro, visto che il direttore de “La Repubblica” non solo sottolinea la debolezza del PD e la sua sconfitta, ma la ritiene favorita dalla strategia renziana di inseguimento del centro e di scontro con la sinistra. “ Avevamo avvertito che le regionali erano una vittoria numerica, ma una chiara sconfitta politica. Adesso la crisi del Pd, nonostante i successi a Mantova, Lecco, Segrate, Trani e Macerata, è anche numerica ed è davanti agli occhi di tutti: negarla è impossibile per cinque ragioni evidenti. L’astensione che supera il 50 per cento anche in elezioni comunali conferma che l’incantamento è rotto e il renzismo si deve guadagnare il pane nella lotta di tutti i giorni, senza rendite di posizione: diventa uguale agli altri. L’inseguimento del partito della nazione ha lasciato sguarnito il fianco di sinistra, e la disaffezione si vede e soprattutto si conta. La rincorsa al centro arranca perché il cambiamento ristagna. Il Pd è il luogo del conflitto e non delle idee, del risentimento e non del sentimento di una sinistra moderna”. Anche Massimo Gramellini, firma prestigiosa de “La Stampa”, dedica un’intervista post elettorale al presidente del Consiglio dai tratti più spigolosi rispetto al recente passato, evidenziando punti critici e difficoltà del leader PD. La presa di distanza della grande stampa appare un primo segnale interessante della rottura della “pax renziana” siglata con la straordinario 41% delle europee. Un anno fa Renzi sembrava destinato a un dominio lungo, mentre solo un anno dopo il centrodestra è già tornato davanti al centrosinistra nel conteggio del voto delle regionali. La grande stampa ne prende atto, e forse nelle prossime settimane ci sarà meno “spin” di Filippo Sensi sui quotidiani.

http://www.gadlerner.it/2015/06/16/sui- ... tteo-renzi

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PS Casson viene fatto passare per "civatiano", ma in campagna elettorale ha invitato due volte Renzi a parlare e MAI Civati...


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Renzi: "Basta primarie nel Partito democratico"

Messaggioda franz il 16/06/2015, 14:36

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica ... 502a.shtml

Il premier dopo la sconfitta elettorale: "Devo tornare al Renzi numero 1". Poi mette l'acceleratore: "Riforme più vicine, aumentare i giri"

11:57 - "Queste elezioni dicono che col Renzi 2 non si vince, devo tornare il Renzi 1. E basta primarie nel Pd". In un colloquio con La Stampa, il premier fa il punto dopo i ballottaggi: "Non ho scelto io i candidati: fosse per me la stagione delle primarie sarebbe finita". E promette cambio di ritmo: "Riforme più vicine, dovrò aumentare i giri". Il presidente del Consiglio poi mette in guardia Ignazio Marino: "Se fossi in lui non starei tranquillo".
Dopo il voto resa dei conti nel Pd

di Laura Berlinguer

Per Renzi infatti fra "un anno si voterà nelle grandi città. Torino, Milano, Bologna, Napoli, e forse anche Roma".

"Questo è un Paese moderato, vince chi occupa il centro", afferma commentando quindi i risultati delle amministrative. "Con personalità", aggiunge il premier, "perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona".

Renzi prende come esempio il caso Liguria: "La Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei, ha perso perché nell'ultima settimana il 5% degli elettori di centro si è spostato verso Toti".
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Re: Partito leggero

Messaggioda Robyn il 16/06/2015, 14:48

gabriele ha scritto:
flaviomob ha scritto:Basta con le primarie! Che ipocrita, e lui come è stato "eletto"?


Ormai ha perso la bussola

La leadership viene eletta dalla base degli iscritti.Se ci fossero primarie di collegio gli elettori sceglierebbe chi presentare nel collegio per la conquista del seggio parlamentare,più semplice di così non si può.In Italia invece si è fatto tutto il contrario bloccare le liste per i parlamentari e fare le primarie per la leadership se questo è riformismo mi lancio dal primo piano con il paracadute
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Re: Renzi: "Basta primarie nel Partito democratico"

Messaggioda mauri il 16/06/2015, 18:30

mi sa che renzi dovrà fare qualche modifica all'italicum se vuole vincere o contro la lega con la destra o contro i 5s anche perchè sembra che siano tutti contro il pd e si appoggiano a vicenda pur di trombarlo
ciao mauri
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Re: Renzi: "Basta primarie nel Partito democratico"

Messaggioda pianogrande il 16/06/2015, 21:07

Ormai siamo alla demenza.
Un partito veramente "agile" dovrebbe saltare anche le elezioni.
Andare al governo di diritto.

Un sistema ci sarebbe: il partito unico.
Sarebbe il primo partito unico a chiamarsi democratico?
Non lo so ma il massimo di agilità potrebbe essere chiamarsi semplicemente partito.
Sissì, sarebbe una eccessiva personalizzazione date le condizioni psichiche del capo evidentemente alterate.
Fotti il sistema. Studia.
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