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Bersani, Franceschini o Marino?

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

Chi preferite, oggi, tra i candidati del PD?

Sondaggio concluso il 26/06/2009, 17:30

Bersani
2
9%
Franceschini
4
18%
Marino
11
50%
Chi vorrei non è in questa lista
5
23%
 
Voti totali : 22

Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda Gab il 13/09/2009, 12:35

Eugenio Scalfari da repubblica.it ha scritto:... considerare la situazione del Partito democratico, quello che nella percezione sia degli avversari sia dei suoi ex sostenitori e sia infine di molti osservatori viene definito un partito fantasma o il partito che non c'è; comunque un relitto che nessuno riuscirà a portare in salvo proprio nel momento in cui il paese avrebbe maggior bisogno d'un partito d'opposizione capace di attirare su di sé il disagio che sia pur lentamente si diffonde e che acquisterebbe peso e velocità dalla presenza di una valida alternativa.
Su questa delicata ma essenziale questione faccio le seguenti considerazioni (come persona informata dei fatti).

1. Conosco bene i tre candidati alla segreteria del Pd e in particolare i due maggiormente favoriti, Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani. Sono due persone perbene. Nessuno dei due ha scheletri nell'armadio. Si battono con vigore come deve accadere in una sfida politica e come non accadde né nelle primarie che insediarono Prodi alla leadership del centrosinistra sia in quelle che insediarono Veltroni alla guida del Pd. Questa volta sta accadendo, su questioni di visione politica, senza alcun colpo sotto la cintura. Non è quello che i simpatizzanti e gli iscritti al partito volevano?

2. Chiunque dei due vincerà, il compito di costruire un partito riformista in un paese dove il riformismo ha sempre avuto vita stentata non sarà agevole anche se - ne sono convinto - ciascuno di loro ce la metterà tutta.

3. La condizione necessaria affinché questa costruzione avvenga e sia solida non sta nel programma e tantomeno nelle ragioni che hanno condotto forze culturali e politiche con storie diverse a dar vita ad un partito comune. Sia le ragioni che presiedettero alla nascita del Pd sia la sua visione d'una società "riformata" furono elencate, illustrate e unanimemente approvate nell'assemblea del Lingotto che insediò Veltroni alla guida del Pd. Si può aggiornare il programma, ma le linee di fondo di quella visione del bene comune c'è già stata ed è tuttora pienamente valida.

4. In realtà la condizione necessaria affinché la nave di questo partito esca dalla darsena e riprenda orgogliosamente il mare dipende soltanto da chi sente profondamente la necessità d'un partito seriamente riformista, capace di dar voce a tutte le speranze, le attese e i bisogni del centrosinistra italiano, da un socialismo liberale ad un laicismo che possa esser sostenuto con vigore sia da laici non credenti sia da cattolici di discendenza degasperiana; infine dai grandi valori della libertà e dell'eguaglianza che non possono mai esser disgiunti e che vanno vissuti e applicati nel quadro d'una solidarietà sentita come impegno civile.

Se almeno due milioni di elettori esprimessero quest'impegno nelle votazioni alle primarie del prossimo 25 ottobre, credo che il varo della nave democratica segnerebbe la riscossa che molti hanno nel cuore senza sapere in che modo tradurla in atto.
L'atto decisivo è quello: un varo effettuato sulle braccia e sulle spalle di qualche milione di persone.
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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda Loredana Poncini il 13/09/2009, 21:18

Sì, il PD è nelle nostre mani, come ho scritto nel nuovo messaggio in www.costituentedemocratica.net , attualizzando il libro di Ignazio Marino "NELLE TUE MANI" ( Einaudi, 2009) !
Un piccolo saggio, nell'esergo del libro: "Il coraggio è il primo requisito della spiritualità.I vili non possono essere morali." (Gandhi)
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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda mariok il 14/09/2009, 13:21

PD - LA REPLICA ALL'EDITORIALE DI PANEBIANCO
Un partito a respiro maggioritario
significa autonomia e saper aggregare

Gentile direttore,
ieri Angelo Panebianco ci ha offerto un stimolante punto di vista sul partito democratico. Con una certa brutalità ci ammonisce sulla “scarsa credibilità dell’offerta politica, sull’assenza di un insieme di idee e proposte potenzialmente in grado di convincere una parte rilevante di elettori”. Approfitto dello stimolo per proporre alcune riflessioni.

L’idea del partito con “respiro” maggioritario, che difendo, significa capacità di offrire all’Italia un racconto politico – fatto di valori, idee e proposte – forte e strategico, proprio per competere, come suggerisce Panebianco, nella sfida elettorale e di rappresentanza non sul piano tattico degli accordi partitici (che semmai vengono dopo).

Il Pd o è partito autonomo, forte e aggregatore, o non è. E se pensiamo che per vincere dobbiamo decidere delle alleanze prima di sapere chi siamo, chi siamo non lo sapremo mai. Ecco perché ho detto che mi sembra difficile, oggi, un’alleanza strategica con l’Udc, da cui ci dividono valori identitari (altra cosa la possibilità di progetti locali, sulla base di programmi amministrativi comuni e dell’autonomia di ogni territorio).

Il Pd (che ho in mente) è una forza che non teme di compiere scelte chiare sui temi che oggi dividono, di dire che stiamo dalla parte dei diritti delle persone, che difendiamo un’idea di laicità come metodo di discussione e decisione, senza sentirsi depositari della verità, ma con il dubbio che permette di ascoltare l’altro e di rispettare le decisioni prese a maggioranza.

I diritti civili, la vasta sfera di questioni che toccano la vita, la salute, le libertà delle persone e l’equilibrio con l’ambiente non sono temi marginali, ma indicano, appunto, la nostra identità di forza progressista.

Ci sono poi le idee sui temi in una visione alternativa al modello semplificato di Berlusconi. “Si è si, no è no, tutto il resto è del maligno” dice una frase del Vangelo a me cara, ed è a questo principio che si ispira il programma che propongo. Si può essere d’accordo o meno, ma sfido a trovare ancora le vecchie ambiguità: no al nucleare, ad esempio, o si ad un mercato del lavoro flessibile e sicuro, con contratto unico, salario minimo garantito e reddito di cittadinanza. O, ancora, no ad ogni forma di intromissione della politica nelle nomine, dalla Rai alla sanità. Si ai collegi uninominali per riqualificare la rappresentanza. Sono solo esempi, ma indicano la strada: non dire quello che conviene, né seguire il senso comune sondaggistico, ma affermare quello che crediamo giusto.

Ancora un esempio, sull’immigrazione, che Panebianco indica giustamente come tema decisivo. L’immigrazione è una risorsa per l’Italia, economica e sociale, di cui oggi non possiamo fare a meno. Si parla tanto di respingimenti, che rifiutiamo, ma dobbiamo sapere che non è dal mare che arriva la maggioranza dei clandestini. Non è con la propaganda che si risolvono i problemi. Propongo quattro cose: permessi di soggiorno temporanei per la ricerca di lavoro, metodi rigidi di controllo e verifica degli ingressi – sul modello americano, con documenti elettronici, controllo di iride e impronte digitali, fermezza assoluta per chi non rispetta le regole – jus soli per far essere italiano chi nasce e cresce da noi, diritto di voto amministrativo.


Ignazio Marino
14 settembre 2009
« Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto» Alexis de Tocqueville
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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda pagheca il 14/09/2009, 13:44

mariok ha scritto:
PD - LA REPLICA ALL'EDITORIALE DI PANEBIANCO
Un partito a respiro maggioritario
significa autonomia e saper aggregare

[...]
Ancora un esempio, sull’immigrazione, che Panebianco indica giustamente come tema decisivo. L’immigrazione è una risorsa per l’Italia, economica e sociale, di cui oggi non possiamo fare a meno. Si parla tanto di respingimenti, che rifiutiamo, ma dobbiamo sapere che non è dal mare che arriva la maggioranza dei clandestini. Non è con la propaganda che si risolvono i problemi. Propongo quattro cose: permessi di soggiorno temporanei per la ricerca di lavoro, metodi rigidi di controllo e verifica degli ingressi – sul modello americano, con documenti elettronici, controllo di iride e impronte digitali, fermezza assoluta per chi non rispetta le regole – jus soli per far essere italiano chi nasce e cresce da noi, diritto di voto amministrativo.

Ignazio Marino
14 settembre 2009


Non capisco perche' marino non menziona anche la necessita' di creare criteri di selezione degli immigrati. In quasi tutti i Paesi civili c'e' una distinzione netta tra clandestini ed immigrati, e tra immigrati qualificati e non qualificati, cosa che - mi pare - manchi in Italia, dove un plurilaureato medico del Pakistan viene messo sullo stesso piano di una badante analfabeta quando deve richiedere un visto.

Non sto dicendo che dare una mano anche alla badante analfabeta non sia giusto, ma forse e' arrivato il momento di dire che se abbiamo bisogno di 10.000 badanti assumeremo i 10.000 candidati badanti piu' qualificati che rispettano certi criteri di base. Mentre se avremo bisogno di 10.000 ingenegneri nucleari assumeremo i 10.000 candidati ingegnere nucleari piu' qualificati. Se invece vogliamo solo fare la carita' e permettere semplicemente a 10.000 persone qualsiasi di venire a vivere in Italia e che poi si arrangino a trovare un mestiere qualunque, come e' stato fatto finora, benvenga. Ma i due approcci sono diversi ed e' inutile fare finta di non essersene accorti.

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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda chango il 14/09/2009, 14:07

pagheca ha scritto:
mariok ha scritto:
PD - LA REPLICA ALL'EDITORIALE DI PANEBIANCO
Un partito a respiro maggioritario
significa autonomia e saper aggregare

[...]
Ancora un esempio, sull’immigrazione, che Panebianco indica giustamente come tema decisivo. L’immigrazione è una risorsa per l’Italia, economica e sociale, di cui oggi non possiamo fare a meno. Si parla tanto di respingimenti, che rifiutiamo, ma dobbiamo sapere che non è dal mare che arriva la maggioranza dei clandestini. Non è con la propaganda che si risolvono i problemi. Propongo quattro cose: permessi di soggiorno temporanei per la ricerca di lavoro, metodi rigidi di controllo e verifica degli ingressi – sul modello americano, con documenti elettronici, controllo di iride e impronte digitali, fermezza assoluta per chi non rispetta le regole – jus soli per far essere italiano chi nasce e cresce da noi, diritto di voto amministrativo.

Ignazio Marino
14 settembre 2009


Non capisco perche' marino non menziona anche la necessita' di creare criteri di selezione degli immigrati. In quasi tutti i Paesi civili c'e' una distinzione netta tra clandestini ed immigrati, e tra immigrati qualificati e non qualificati, cosa che - mi pare - manchi in Italia, dove un plurilaureato medico del Pakistan viene messo sullo stesso piano di una badante analfabeta quando deve richiedere un visto.

Non sto dicendo che dare una mano anche alla badante analfabeta non sia giusto, ma forse e' arrivato il momento di dire che se abbiamo bisogno di 10.000 badanti assumeremo i 10.000 candidati badanti piu' qualificati che rispettano certi criteri di base. Mentre se avremo bisogno di 10.000 ingenegneri nucleari assumeremo i 10.000 candidati ingegnere nucleari piu' qualificati. Se invece vogliamo solo fare la carita' e permettere semplicemente a 10.000 persone qualsiasi di venire a vivere in Italia e che poi si arrangino a trovare un mestiere qualunque, come e' stato fatto finora, benvenga. Ma i due approcci sono diversi ed e' inutile fare finta di non essersene accorti.

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oggi nulla impedisce di assumere un tecnico qualificato pakistano per fare il lavoro per cui ha studiato.
la questione è che fatte alcune eccezioni, il "normale" sistema produttivo italiano non sa cosa farsene del lavoratore extracomunitario con un'alta qualifica (e il discorso vale in parte anche per il lavoratore italiano)
il massimo lavoro qualificato ricercato nell'immigrazione è quello del cuoco/cameriere e del saldatore.
è inutile prevedere criteri più professionalmente selettivi se poi la domanda di manodopera extracomunitaria ha come scopo il contenimento dei costi ( molto spesso attraverso il lavoro nero) per posti di lavoro privi di qualifica (badante, raccoglitore di pomodori,ecc.)
chango
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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda pagheca il 14/09/2009, 14:15

chango ha scritto:oggi nulla impedisce di assumere un tecnico qualificato pakistano per fare il lavoro per cui ha studiato.
la questione è che fatte alcune eccezioni, il "normale" sistema produttivo italiano non sa cosa farsene del lavoratore extracomunitario con un'alta qualifica (e il discorso vale in parte anche per il lavoratore italiano)
il massimo lavoro qualificato ricercato nell'immigrazione è quello del cuoco/cameriere e del saldatore.
è inutile prevedere criteri più professionalmente selettivi se poi la domanda di manodopera extracomunitaria ha come scopo il contenimento dei costi ( molto spesso attraverso il lavoro nero) per posti di lavoro privi di qualifica (badante, raccoglitore di pomodori,ecc.)


non mi sembra che sia esattamente cosi'.
Primo, il tecnico qualificato pakistano e' sottoposto alle stesse leggi cui e' sottoposta la badante entrata clandestinamente e poi sanata. Vedi i problemi di ricongiungimento familiare di persocnale scientifico. Beninteso: la badante puo' effettivamente essere assunta a titolo di aiuto, ma mi chiedo se sia giusto che vi sia un mercato di "badanti" entrate magari clandestinamente e poi sanate senza alcun criterio.

Secondo, nessun sistema, nemmeno quello britannico, saprebbe cosa farsene del lavoratore extracomuntario SE si ponesse come presupposto che, a parita di competenze, il lavoratore britannico va comunque preferito a quello pakistano (o italiano, per inciso). Il punto e' che invece un po' dappertutto si cerca di prefereire "il migliroe", il quale e' spesso in grado di migliorare il sistema in cui opera migliorando le opportunita' di sviluppo del paese.

E' proprio questa la cosa che in Italia ancora non si e' capita...

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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda Gab il 17/09/2009, 9:22

Le parole che caratterizzano le tre mozioni (con accanto la frequenza con cui appaiono, frequenza >= 7)

Mozione Franceschini:
Immagine

Mozione Bersani:
Immagine

Mozione Marino:
Immagine

Ho gia' aggiunto queste informazioni altra parte del forum ma mi sembrava utile ripeterle qui dove si parla espressamente dei 3 candidati e quindi delle tre mozioni sulla base delle quali , in parte, vanno scelti.

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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda pagheca il 17/09/2009, 15:29

posto anche qui un documento che riassume in forma tabellare le opinioni e le proposte dei 3 candidati segretario. Naturalmente non contano solo le dichiarazioni programmatiche, ma anche la personalita' del candidato, la sua credibilita', il suo passato, etc., ma intanto conoscere quali sono i punti di accordo, quelli di confronto e le varie proposte puo' aiutare a scegliere meglio.

A questo punto il mio "compitino" l'ho fatto, spero con cio' di avere collaborato a ri-portare la discussione sugli aspetti concreti dei vari progetti politici.

Scusate i numerosi errori ma il tempo e' tiranno. Ho cercato inoltre di essere il piu' possibile imparziale e conciso ma ovviamente c'e' sempre una certa liberta' di interpretazione in queste cose.

saluti
pagheca
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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda Loredana Poncini il 28/09/2009, 8:11

" Perché ho votato MARINO e MARTINA" è l'editoriale che PIETRO ICHINO ha scritto in esclusiva sul suo sito ieri, 27.9.2009, con questo sottotitolo: " i motivi per cui non ho aderito alla mozione Franceschini, che pure, secondo le premesse avrebbe dovuto costituire la mia scelta naturale, e i motivi del mio voto alla terza mozione.
P.s. merita un link ! Lo potete fare ?
Loredana Poncini
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Re: Bersani, Franceschini o Marino?

Messaggioda franz il 28/09/2009, 8:45

Loredana Poncini ha scritto: P.s. merita un link ! Lo potete fare ?

Puoi farlo anche tu, ... dove sta il problema?
Si prende il link e si fa un copia ed incolla qui:
http://pdobama.wordpress.com/2009/09/28 ... e-martina/
Franz
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