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Al via l'assemblea nazionale

Il futuro del PD si sviluppa se non nega le sue radici.

Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda pianogrande il 07/07/2018, 12:47

Ormai, nel PD, la "P" sta per Provvisorio.

Martina passa da segretario reggente a segretario a tempo in attesa di primarie e di congresso e chissà quali altri passaggi e verifiche e consultazioni e discussioni e ... boh.

http://www.repubblica.it/politica/2018/ ... 0&ref=fbbr

Se lasciamo alla "P" il suo primigenio significato di Partito, ecco che la "D" si colloca irresistibilmente sul significato di Dopo.

Ecco a voi siore e siori il Partito del Dopo.

Nel frattempo la Terra continua a girare così come altre cose; in senso più o meno metaforico.

Che delusione!!
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda Robyn il 08/07/2018, 0:34

Adesso renzi dice che si vuole fare un simil pds.I Ds era un partito con una cultura liberal-socialista ben definita ed aveva figure di rilievo come come Ciampi,Barbera,Bobbio ed altri.Che poi avesse poco coraggio nella riforma del welfare è un'altra cosa.Più che altro renzi ha un sentimento anti-socialista ,ma quando si attaccano i partiti di sinistra riformista con le caricature non si capisce o si fà finta di non capire che si lancia un'attacco alla democrazia.Forse erano gli italiani che non avevano capito che quella era una sinistra da una cultura ben definita.Adesso bisogna cercare nuove strade costruire la sinistra del XXI secolo
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda mariok il 08/07/2018, 9:04

La fotografia contenuta nell'articolo corrisponde pienamente alla realtà. Così come ha ragione Renzi quando afferma che la battaglia da fare è innanzitutto culturale.
Ma proprio per questo, per affrontare una tale sfida, non basta un leader ammaccato ed inviso a torto o a ragione alla maggioranza della gente. E poi la storia insegna che la seconda va sempre peggio della prima. Persino per Napoleone dopo Lipsia ci fu Waterloo.
Purtroppo, senza toccare il fondo, il più delle volte la risalita è impossibile.

Perché Renzi è Renzi

Se il Pd ha un leader, quello è lui, non altri, cacciatori seriali di poltrone.

di Giuseppe Turani | 07/07/2018

Che cosa farà Renzi? Non lo so, non ho contatti. I nemici di Renzi pensano che io sia un suo sodale (forse anche pagato), e mi querelano pure. Gli amici di Renzi mi guardano con qualche sospetto perché ogni tanto sollevo qualche critica.

Oggi mi sono ascoltato tutto l’intervento di Renzi all’assemblea del Pd. E non c’è dibattito: se oggi quel partito ha un leader, quel leader è lui. Ha la politica nel Dna. Si sa spiegare, sa convincere, sa argomentare.

Non credo che farà mai “En marche”, come tanti amici vorrebbero (me compreso). Mi rendo conto che tollerare uno come Emiliano (o anche uno assai più educato come Cuperlo) richieda dosi di pazienza immani.

Ma la storia della sinistra è anche questa, nel bene e nel male, forti passioni e forti risse. Da certi congressi locali del Psi si scappava quando cominciavano a volare le sedie. Non cambierà mai, purtroppo.

Penso che Renzi resti nel Pd e che vinca il prossimo congresso. Mi auguro solo che, questa volta, abbia il coraggio di rottamare di più. Il dibattito è bello, è divertente, ma non si può vivere di dibattiti. C’è un momento in cui le discussioni devono finire, e si deve fare. Emiliano, e altri, sono incompatibili con il Pd renziano da tempo, forse da sempre (come metà dei dirigenti a sud di Roma). Devono essere messi nelle condizioni di andarsene. Oppure esiste sempre la vecchia espulsione per indegnità politica, un po’ leninista-staliniana come misura, ma utile in certi casi.

L’ho già scritto altre volte, e quindi un po’ mi ripeto. A Renzi dobbiamo almeno due intuizioni politiche che hanno segnato il nostro tempo:

1- Una sinistra moderna ha senso solo se è liberal-democratica, competitiva, aperta, lanciata verso il futuro. In questo è arrivato anche prima di Macron.

2- Il populismo (che è di destra, e non di sinistra) è il nemico da battere.

Ma allora, si dirà, che cosa vogliono Martina, Zingaretti e compagnia cantando?

Vogliono l’Italia come è sempre stata. Vogliono, cioè, un’Italia consociativa. Un’Italia dove magari vince uno o vince l’altro, ma alla fine ci si spartisce educatamente il potere. Oggi il paese è dove si trova (cioè nei guai) perché è sempre stato amministrato così. Abbiamo 2300 miliardi di debiti che rischiano di affossarci alla prima crisi congiunturale, ma nessuno di noi ha mai visto cortei contro gli eccessi della spesa pubblica. E non li abbiamo mai visti perché nell’Italia consociativa funziona così: io regalo una pensione facile a te, e tu mi regali un ponte al mio paesello o un ospedale inutile. O addirittura un’università: ne abbiamo un centinaio, 90 potrebbero essere chiuse domani mattina dai carabinieri senza alcun danno visibile per la cultura.

I nemici di Renzi vogliono tornare a questo tipo di Italia. Un’Italia in cui, se sei nei piani alti, non sei mai escluso del tutto. Mal che vada ti danno un ente da dirigere, ben sapendo che, se vincerai le prossime elezioni, restituirai il favore.

I nemici di Renzi, viste come sono andate le cose, hanno in testa un piano molto semplice e quasi elementare: far litigare Salvini e Di Maio, e poi proporsi a Di Maio al posto di Salvini. Come nel ballo con le quattro sedie. Oplà, si cambia. Fuori uno, dentro un altro. Salvini fa tappezzeria e noi si balla, che bello.

E così si torna in gioco: ministero dell’agricoltura, delle pari opportunità, della riforma della PA (tanto non si fa), politiche per il Sud (idem, non si fa). Non male per chi ha perso le elezioni.

Ma allora perché puntare su Renzi, ancora? Non ha già fatto troppi errori?

Vero. Li ha fatti. Ma non si tratta solo di questo. L’odio per Renzi (totale, insensato, indecente) non nasce dalla sua presunta antipatia, ma da una semplicissima questione politica. Contro di lui si è mobilitato di tutto: gli hanno persino inventato un fratello di nome Gianni (migliaia di like su FB), che non fa un cazzo e guadagna 53 mila euro al mese. Il vero fratello non si chiama Gianni, fa il medico oncologico, lavora all’estero, e ovviamente non guadagna così tanto.

Se vi guardate intorno, vi accorgerete che è l’unico leader politico che davvero vuole smontare (e in parte lo aveva fatto) l’Italia consociativa. E quindi è un leader politico che va estromesso. E’ il granello di sabbia che può rovinare gli oliati meccanismi dell’Italia consociativa.

E questo è il reato peggiore per un paese fatto di grandi e piccole lobby. Contro di lui hanno trovato l’accordo destra e sinistra perché entrambi gli schieramenti tengono a conservare l’Italia consociativa, l’Italia in cui non si perde mai davvero e in cui semmai aumenta solo la spesa pubblica. L’Italia in cui ti tieni il tuo taxi e vendi la tua licenza, o ti tieni la tua farmacia e vendi la licenza. L’Italia in cui puoi mettere i cinesi in cantina a lavorare, e poi votare per un esaltato che vuole cacciare tutti gli stranieri, tanto al milione di badanti che si occupano dei nostri vecchi ci pensano i giovani padani con il fazzoletto verde, campioni mondiali di boccette, mai lavorato un solo giorno in vita loro (come Salvini).

All’assemblea del Pd Renzi ha detto tante cose, ma su un punto è stato chiarissimo: tutto si può perdonare ai 5 stelle (persino di essere stupidi, questo lo dico io), ma non di aver inquinato la vita politica italiana. Questo non si può perdonare. Ci siamo già dimenticati che avevano chiesto anche l’impeachment (che non esiste nemmeno) per Mattarella? Non si può perdonare loro di aver introdotto il manganellamento personale degli avversari politici (quello che all’estero si chiama character assassination).

Con questa gente, per di più dipendente da una S.r.l. privata, non ci possono essere accordi. Questi sono i nemici da battere.

Ma un pezzo di Pd dopo nemmeno 120 giorni è già stufo di opposizione, sogna poltrone ministeriali (anche di seconda scelta), uscieri, auto blu, segretarie, viaggi all’estero.

E’ talmente affamato di potere, questo pezzo di Pd, che nemmeno si accorge che lo stesso Pd è oggi l’unica barriera possibile contro il populismo. A questa banda di cialtroni la storia ha assegnato un ruolo-chiave e non se ne accorgono, vedono solo le poltrone che non ci sono più, i nastri da tagliare, i discorsi da fare, le interviste ripetute.

Lunga vita a Matteo Renzi e, se ne ha ancora voglia, ci dia una mano.

En marche, dentro o fuori il Pd.
http://www.uominiebusiness.it/default.a ... C3%A8Renzi
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda pianogrande il 08/07/2018, 12:59

Tutto va costruito col materiale esistente.

Si può sognare sullo scopo da raggiungere ma non sul materiale di costruzione che in questo caso sono gli italiani.

Se l'Italia è "consociativista" e sono più che d'accordo, non si può pretendere di "rottamare" il popolo italiano tutto ma da lì bisogna partire e su quel materiale lavorare; diversamente ci si chiude in un cerchio o giglio più o meno magici, si piange e si soffre di frustrazione e si fa la fortuna degli avversari che hanno unghie lunghe e denti affilati.

E quindi il problema è "culturale" come dice l'articolo ma è altrettanto culturale per chi lo deve risolvere.

Non si può pretendere di cambiare il paese facendo i fighetti su Twitter.
Bisogna infilarcisi dentro al paese (giustissimo l'intervento di Giachetti) e non costruirsi una corte dei miracoli che i miracoli li fa solo a parole e slogan.

Il primo problema culturale è proprio quello di una classe politica che dentro la politica si rifugia e cerca di scavarsi un nido più o meno caldo e sicuro e al resto qualcuno ci penserà.

Renzi si è costruito una solidissima torre d'avorio che sfida i venti e le tempeste.

Anche il paese deve sfidare venti e tempeste ma chi sta a casa quando piove....
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda mariok il 10/08/2018, 12:32

Avete notato che il PD con le sue vicissitudini interne (asemmblea nazionale, congresso sì, congresso no) non fa neanche più notizia?
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda pianogrande il 10/08/2018, 16:45

mariok ha scritto:Avete notato che il PD con le sue vicissitudini interne (asemmblea nazionale, congresso sì, congresso no) non fa neanche più notizia?


E farà notizia sempre meno.

Il prossimo congresso stabilirà la data del congresso vero; quello da cui usciranno le future strategie.

Sarà una data "flessibile"; adesso fa tanto figo.

Naturalmente saranno flessibili anche le strategie e avremo un partito-elastico e sopratutto così liquido che poi basterà solo togliere il tappo.
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda Robyn il 13/08/2018, 23:13

Sala sindaco di Milano potrebbe essere una via per la rigenerazione del csx dal momento che a Milano unisce tutta la coalizione di csx.La domanda è che speriamo che neanche Sala disilluda gli elettori.All'apparenza mostra serietà e competenza ciò che serve al csx
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Re: Al via l'assemblea nazionale

Messaggioda pianogrande il 13/08/2018, 23:53

Robyn ha scritto:Sala sindaco di Milano potrebbe essere una via per la rigenerazione del csx dal momento che a Milano unisce tutta la coalizione di csx.La domanda è che speriamo che neanche Sala disilluda gli elettori.All'apparenza mostra serietà e competenza ciò che serve al csx


Sicuramente non farebbe la misera fine di Pisapia.
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