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ISTAT: conti territorieli e economia sommersa

MessaggioInviato: 19/12/2018, 8:41
da franz
da: https://www.istat.it/it/files//2018/12/ ... i_2017.pdf

Pag 9 e 10
L’incidenza dell’economia non osservata sempre più alta nel Mezzogiorno
Nel 2016, ultimo anno per cui è disponibile una misura del fenomeno, l’economia non osservata
(somma della componente sommersa e di quella illegale) 3 rappresenta in Italia il 13,8% del
valore aggiunto totale 4 : le componenti più rilevanti in termini di peso sono la rivalutazione della
sotto-dichiarazione dei risultati economici delle imprese (6,3%) e l’impiego di lavoro irregolare
(5,1%). L’economia illegale e le altre componenti minori (mance, fitti in nero e integrazione
domanda-offerta) incidono per il restante 2,4% (Figura 7).

L’incidenza dell’economia non osservata è molto alta nel Mezzogiorno (19% del valore
aggiunto), sopra alla media nel Centro (14,2%) e inferiore nel Nord-est (11,9%) e nel Nord-ovest
(11,4%). La Calabria è la regione in cui il peso dell’economia sommersa e illegale è massimo,
con il 20,9% del valore aggiunto complessivo mentre l’incidenza più bassa si registra nella
Provincia autonoma di Bolzano-Bozen (10,4%).

Puglia e Umbria presentano la quota più alta di rivalutazione del valore aggiunto sotto-dichiarato
(8,4%) seguite da Molise e Marche (8,2%); il peso del sommerso dovuto all’impiego di input di
lavoro irregolare è invece particolarmente elevato in Calabria (9,4% del valore aggiunto) e in
Campania (8,6%).

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