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Governo, cresce il grido d’allarme

Discussioni e proposte, prospettive e strategie per il Paese

Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda franz il 29/07/2018, 10:26

Un amico segnala questo articolo del direttore del corriere.
La segnalazione è un buon riassunto per cui la condivido volentieri
Bene, oggi Luciano Fontana, uscito dal sarcofago del suo studio colmo di Treccani, ragnatele, maschere funerarie facciali d’oro, racconta il disagio degli imprenditori del Nord. Fa piacere che la Notte del Corriere inizi a intravedere dove inizieranno i problemi del governo Giamaicano. Al Nord. Cari imprenditori del Nord, padroncini, cari dipendenti dei padroncini, questi vi vogliono più poveri. Sveglia siamo ancora in tempo.



GOVERNO AL BIVIO
Governo, cresce il grido d’allarme
Sono passati poco più di due mesi di vita del nuovo governo ma sono già esplosi i contrasti tra i due mondi rappresentati da Cinque Stelle e Lega. È necessario un chiarimento rapido prima che sia troppo tardi
di Luciano Fontana

C’è qualcosa di molto preoccupante nelle decisioni e negli annunci che ogni giorno arrivano dagli esponenti del nuovo governo. Alcune scelte hanno già avuto conseguenze immediate, altre possono cambiare (irrimediabilmente) la cultura del lavoro e dell’impresa nel nostro Paese. Misure sui contratti, Ilva, Alta velocità, gasdotto Tap, Alitalia: sono i capitoli di un «vasto programma» che sta diffondendo l’idea di un’Italia che si chiude al mondo, non rispetta gli impegni, rinuncia alle sfide della competitività nel mercato globale, ostacola chi il lavoro lo crea. Una cultura che ha pregiudizi verso gli imprenditori (siano essi piccoli, medi o grandi), che ingabbia lo spirito d’iniziativa individuale, il desiderio di migliorare la propria condizione di vita con le armi della competenza, del rischio e della determinazione. Si può decrescere (non sappiamo se felicemente o no), tanto ci penserà lo Stato. O la Cassa Depositi e Prestiti, cassaforte del risparmio degli italiani. E se non ci sono i soldi per gli interventi pubblici meglio accumulare altro deficit. Come se non avessimo già un debito pubblico enorme che i contribuenti, prima o poi, dovranno pagare. Le vicende dell’acciaieria Ilva a Taranto e della Tav Torino-Lione sono emblematiche soprattutto per il segnale che stiamo lanciando agli investitori stranieri che ancora producono in Italia o avrebbero intenzione di farlo. Prima erano la burocrazia e la corruzione a costituire i principali ostacoli, ora c’è un’ideologia di governo improntata al sospetto. Che rimette continuamente in discussione gli impegni presi e i contratti firmati. Nel caso della Tav crea anche le condizioni per forti penali e per la revoca dei finanziamenti europei nei prossimi anni.

C’è un sentimento diffuso di disagio nel mondo dell’impresa, soprattutto nel Nord del Paese. Si teme che la Tav sia solo il primo passo. Poi arriverà il no a tante infrastrutture e opere pubbliche necessarie e attese da anni. Queste paure sono ingigantite dalle misure che pongono molti vincoli e rendono più costosi i contratti di lavoro a tempo determinato. Dagli incontri dei seicento imprenditori veneti, da tutte le associazioni di categoria arriva lo stesso grido d’allarme: state creando le condizioni per fermare una crescita già debole. Non ci saranno più posti di lavoro a tempo indeterminato ma semplicemente meno posti di lavoro. Non esiste un’azienda che manderà via un lavoratore se le sue attività crescono; perché quel tecnico, quell’operaio sono la sua forza. Un bene prezioso per quello che ha imparato, per le sue competenze e il suo legame con l’impresa.

Il grido d’allarme è rivolto soprattutto a Matteo Salvini, detentore di un largo consenso nel mondo produttivo. Fino a quando asseconderà l’alleato di governo? E come farà a non ascoltare i suoi governatori e perfino il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giorgetti convinto che in autunno «sui mercati saremo bombardati»? Sono passati poco più di due mesi di vita del nuovo governo ma sono già esplosi i contrasti tra i due mondi rappresentati da Cinque Stelle e Lega. È necessario un chiarimento rapido prima che sia troppo tardi.

C’è un sondaggio realizzato nei giorni scorsi che racconta bene come si stia modificando lo spirito del Paese. Il lavoro più ambito (in fortissima crescita, particolarmente tra gli elettori del M5S) è l’impiego pubblico. Sta radicandosi l’illusione che lo Stato penserà a tutto: con i sussidi o con i suoi interventi. Un Eden, un mondo fantastico in cui ogni cosa è possibile. Viene negata così l’unica verità indiscutibile: il lavoro non si crea con le leggi, i divieti o sperperando denaro pubblico. La crescita (dell’economia e dell’occupazione) dipende dagli imprenditori e dai lavoratori, dalle loro capacità e dalle loro iniziative. Per dividersi la torta prima qualcuno deve cucinarla. Lo stesso vale per la ricchezza e il benessere di un Paese.

28 luglio 2018 (modifica il 28 luglio 2018 | 22:22)
https://www.corriere.it/opinioni/18_lug ... resh_ce-cp
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda pianogrande il 29/07/2018, 11:42

Tutto quello che si muove e respira riceverà la sua giusta punizione.

La pars destruens di una rivoluzione, di solito, si svolge prima di arrivare al potere.

Questi qua sono maledettamente indietro col lavoro e la stanno effettuando col potere in mano.

Ecco qualcosa in cui sono innegabilmente innovativi.
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda trilogy il 29/07/2018, 21:07

Il peggio deve ancora venire. Dimaio è un disastro
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda Robyn il 29/07/2018, 23:01

I pentastelle sul lavoro stanno facendo bene,la chiesa cattolica sul lavoro è con i pentastelle e gli allarmismi sono senza nessuna logica e senso,il mercato è per la persona ,mai la persona per il mercato.Salvini è un pò scemotto non ho paura di Salvini il problema è che quando si usa un certo linguaggio la conclusione è che ci si illude di appagare l'elettorato,ma in realtà c'è solo lo sdoganamento verso certe derive pericolose,farà meno lo spiritoso quando andrà in centrale a rispondere ad alcune domande .L'elettorato non và mai appagato ma certe spinte vanno canalizzate verso la democrazia.Anche Di Pietro aveva fatto lo stesso errore,ma poi la deriva è stata il giustizialismo e la scomparsa di Idv il bue dice cornuto all'asino.Se il csx non cambia musica sul lavoro non ci sono speranze.La sinistra deve sempre occuparsi dei problemi reali dei cittadini dei loro bisogni e lo fà nell'ambito dei principi della democrazia liberale.Quella che abbiamo visto con Renzi è stata la resuscitazione del Pcus di Stalin in Italia,dove si cercano di soffocare le minoranze interne e farle fuori.Mi chiedo sono mai stato comunista?Vedendo il renzismo all'azione ho potuto constatare con mano che cosa è il comunismo è posso dire con matematica certezza di non essere mai stato comunista e posso dire che berlusconi è comunista.Diversi elettori che conosco spesso mi dicono di sentirsi comunisti ma non sanno di non esserlo,il renzismo non tornerà più perche ha mostrato tutta la sua ferocia.In ambito del csx esistono delle persone assunte a tempo indeterminato?si sono Cuperlo,Fassino ,Cacciari che non sono mai stati comunisti.Il Pci aveva votato contro lo statuto dei lavoratori del socialista Gino Giugni perche non era interessato al miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori,ma voleva che stessero così male da fargli fare la rivoluzione oggi la cosa si ripete con il PD in altre spoglie,il lupo ha perso il pelo ma non il vizio
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda franz il 30/07/2018, 8:21

Robyn ha scritto:I pentastelle sul lavoro stanno facendo bene,la chiesa cattolica sul lavoro è con i pentastelle e gli allarmismi sono senza nessuna logica e senso,il mercato è per la persona ,mai la persona per il mercato.

Dovrebbe essere chiaro che se il mercato è per la persona, questo governo va in modo evidente contro entrambi, soprattutto contro il lavoro, per non parlare degli extracomunitari e del rigurgito di razzismo.
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda Robyn il 30/07/2018, 20:57

Quale lavoro?i contratti a termine che durano 24 mesi oppure la Tav?Perche parlare di Tav e di contratti a termine sono due cose differenti siamo su due piani diversi ,la Tav è una cosa i contratti a termine sono un'altra
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda trilogy il 31/07/2018, 10:24

Il primo giugno è arrivato Di Maio....

A giugno 2018, dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati registra un calo (-0,2% rispetto a maggio, pari a -49 mila). Il tasso di occupazione scende al 58,7% (-0,1 punti percentuali).

La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Nell’ultimo mese crescono i dipendenti a termine (+16 mila) mentre il calo si concentra tra i permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila).

La stima delle persone in cerca di occupazione a giugno registra un aumento (+2,1%, +60 mila). La crescita della disoccupazione riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione sale al 10,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile, cresce anche quello giovanile che si attesta al 32,6% (+0,5 punti).....

fonte: https://www.istat.it/it/archivio/219893
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda gabriele il 31/07/2018, 10:29

trilogy ha scritto:Il primo giugno è arrivato Di Maio....

A giugno 2018, dopo tre mesi di crescita, la stima degli occupati registra un calo (-0,2% rispetto a maggio, pari a -49 mila). Il tasso di occupazione scende al 58,7% (-0,1 punti percentuali).

La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Nell’ultimo mese crescono i dipendenti a termine (+16 mila) mentre il calo si concentra tra i permanenti (-56 mila) e in misura più contenuta tra gli indipendenti (-9 mila).

La stima delle persone in cerca di occupazione a giugno registra un aumento (+2,1%, +60 mila). La crescita della disoccupazione riguarda entrambi i generi e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione sale al 10,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile, cresce anche quello giovanile che si attesta al 32,6% (+0,5 punti).....

fonte: https://www.istat.it/it/archivio/219893


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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda Robyn il 31/07/2018, 11:23

Il dl dignità non c'entra nulla con la creazione di lavoro,regola solo la flessibilità.Se invece si dovesse ragionare in altri termini potremmo prendere una piega molto pericolosa secondo cui il lavoro si crea solo se si cancellano tutte le tutele fin qui acquisite e sù questo il PD può andare a sbattere e mettersi fuori dal perimetro della costituzione.Significherebbe andare contro l'art 41 secondo cui se l'iniziativa privata è libera non può svolgersi contro la la libertà,la dignità,la sicurezza e contro il principio base liberale secondo cui la mia libertà c'è fino a quando non calpesto quella dell'altro e su cui si adagia il cattolicesimo sociale in riferimento al mercato che deve essere al servizio della persona e non il contrario
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Re: Governo, cresce il grido d’allarme

Messaggioda trilogy il 31/07/2018, 11:33

Vedremo nei prossimi mesi se si tratta di un rallentamento congiunturale, oppure un effetto del clima d'incertezza che Di Maio e compagni hanno creato. Questi signori dimenticano che gli operatori economici tendono ad anticipare gli aumenti dei costi o i rischi di mercato, è possibile che abbiamo frenato sulle assunzioni . Anche con lo spread è successa la stessa cosa. Le stupidaggini che hanno detto sull'euro, sulla spesa pubblica hanno provocato un aumento dei tassi che ci costeranno alcuni miliardi spesa aggiuntiva per interessi. l'aumento di 100 punti base che si è consolidato tra maggio e giugno costerà miliardi secondo le previsioni: 1,8 miliardi quest'anno, 4,5 miliardi il prossimo anno e 6,6 miliardi nel 2020
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