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Politica delinquenziale

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Politica delinquenziale

Messaggioda ranvit il 05/12/2017, 20:23

ELEZIONI E TEMI SCOMODI
Ilva e non solo, lo scandalo dei troppi silenzi
–di Guido Gentili @guidogentili1 05 dicembre 2017

Il caso Ilva, e non solo. Nel vociare scomposto della politica, con la testa e i piedi già in campagna elettorale, i silenzi sono a volte apprezzabili. Ma a una condizione: che i silenzi stessi non siano il sintomo di una malattia più insidiosa e rivelatrice, più che di una saggia cautela, di imbarazzati opportunismi.


SIDERURGIA 03 dicembre 2017
L’indotto Ilva a rischio mobilità
La vicenda dell’acciaieria Ilva di Taranto, la cui produzione vale grosso modo un punto di Pil, è esemplare. Accade che nella seconda potenza industriale d’Europa alle spalle della Germania si possa correre il rischio, sulla base di un ricorso al Tar della Regione Puglia e del Comune di Taranto, che l’investimento del primo gruppo siderurgico mondiale (Arcelor Mittal) vada in fumo. Addio acciaio, addio lavoro. Nel Mezzogiorno dove il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, vede lo Stato «come un nemico» e insieme alla Regione, governata dall’ex magistrato Michele Emiliano, promuove l’ennesimo contenzioso nel segno del «no».

Il premier Paolo Gentiloni afferma che un grande Paese trova il modo di non disperdere i capitali pronti a bonificare l’ambiente e a salvare il lavoro. Il ministro Carlo Calenda, a proposito del ricorso, parla di «populismo istituzionale». Si alzano anche le voci delle imprese e dei sindacati. Inizia il tira e molla su come uscire da questa nuova emergenza. Ma tutto intorno, silenzio. Un operoso tacere perché, in fondo, il tema è scomodo, ci sono (per tutti i partiti) le elezioni alle porte e nella sinistra è ancora tempo di tormenti e veleni. I numeri degli investimenti valgono meno di quelli dei sondaggi. E che importa una figuraccia internazionale di dimensione mondiale?


DOPO L'IMPUGNATIVA DI EMILIANO 30 novembre 2017
Ilva, Arcelor chiede certezze: «Ricorso pregiudica gli investimenti»
Silenzi diffusi, soffici rimozioni. Di fette importanti delle classi dirigenti pubbliche e private e di tanta parte del mondo accademico. Perché è più facile parlare d’altro. Ad esempio, a un anno dal naufragio del referendum costituzionale che provava a ridurre il contenzioso tra Stato ed Enti locali, si discute in Parlamento dei rimborsi spese dei consiglieri del Cnel, l’ente che – a giudizio di tutti- doveva scomparire.

Più difficile, invece, affrontare i casi dell’Ilva o del debito pubblico (qui da parte della politica siamo alla rimozione totale) o misurarsi su come non gettare a mare le riforme che hanno funzionato (tipo il Jobs Act) e proporne di nuove per accelerare la crescita. Lo scandalo politico e culturale è anche questo.
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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Re: Politica delinquenziale

Messaggioda pianogrande il 05/12/2017, 20:47

Quello dell'ILVA è un problema incancrenito da decenni di colpe di un po' tutti.
Dal governo in giù, credo che di istituzioni che si salvano non ce ne sia neanche una.

Adesso, a livello formale o di puro buon senso, hanno ragione tutti.

Ma nessuno si può chiamare fuori.

Emiliano è sempre alla ricerca di notorietà; ormai lo considero un populista della peggior specie/senza scrupoli, non diverso da De Magistris di cui per fortuna non sentiamo parlare da un po'.

Tutti hanno le loro colpe; in pensieri, parole opere ed omissioni.

Sopratutto omissioni.

La "figuraccia internazionale" sta sopratutto nella tragica situazione in cui si trovano lo stabilimento e la città.

Ripeto, che Dio mi scampi dal prendere le parti di Emiliano ma i problemi sono grossi e drammatici e questo può essere colpa di Emiliano solo in parte.

Quando una raffica di vento manda in giro veleni da chiudere le scuole, chi delle istituzioni (forse ONU compresa) può chiamarsi fuori?
Chi dei vari organismi dello stato si può chiamare fuori?

E' vero.
Ormai la frittata è fatta e bisogna rimediare.

E' vero ma non si può pretendere che la frittata non continui a fare danni ivi compreso l'atteggiamento di Emiliano e del sindaco che vanno a inserirsi forse più negli effetti che nelle cause.
Capitano che hai trovato - principesse in ogni porto - pensi mai al rematore - che sua moglie crede morto (Lucio Dalla)
pianogrande
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