La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
08/11/2016, 12:04
da ranvit
Interessante articolo di Salvati di cui riporto solo la conclusione:
Vorrei sbagliarmi, ma temo che il governo Renzi corra lo stesso rischio. Questa volta non perché i convitati di pietra dell’Europa e del regime economico internazionale — convitati con i quali il nostro Paese deve necessariamente convivere — sanzionino la debolezza del tentativo riformatore: questo era stato il caso di Berlusconi. E neppure per l’estraneità alla politica «normale» di un governo tecnico: questo era stato il caso di Monti. Ma per l’avversione di gran parte del ceto dei partiti alle misure, economiche e soprattutto istituzionali, adottate da un governo politico, misure che avevano però incontrato un condizionato consenso in Europa e a livello internazionale. Non è la politica di Renzi a giustificare il rialzo dello spread o la fuga dei capitali, ma il timore che questa venga interrotta a seguito di un voto negativo nel referendum del 4 dicembre. E’ un comprensibile timore di instabilità e di ritorno al passato: non c’è nessuna forza politica europeista e nessun leader che possano rapidamente raccogliere il testimone strappato a questo governo. E un nuovo governo «tecnico», sostenuto da una maggioranza incoerente, sarebbe soltanto una soluzione dilatoria, che segnalerebbe l’incapacità di auto-riformarsi del sistema politico italiano. I timori del convitato di pietra temo siano giustificati.La malattia profonda del nostro sistema politico
Né il consociativismo della Prima Repubblica, con il proporzionale, né il bipolarismo di coalizione, con le leggi maggioritarie della confusa fase successiva, hanno prodotto un buon governo dell’economia
di Michele Salvati
http://www.corriere.it/cultura/16_novem ... 2e34.shtml
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
08/11/2016, 12:54
da mariok
E' una sconsolata analisi che non si può non condividere.
Questa volta però le cose si presentano in modo più chiaro e netto rispetto al passato.
Il fronte del no, con i suoi esponenti che vanno dalla destra di Salvini alla sinistra di Bersani e degli orfani di Bertinotti, ci dà una visione plastica delle forze che, più o meno nell'ombra, hanno fatto in modo che qualsiasi tentativo di cambiamento fosse stroncato sul nascere.
E' un blocco conservatore (nel significato etimologico del termine di "conservare" i piccoli e grandi feudi del potere) che in questa occasione è dovuta uscire allo scoperto, senza nascondersi come ha fatto in buona parte nel passato.
Ciò è dovuto probabilmente alla comparsa sulla scena politica di Renzi, personaggio discutibile quanto si vuole, ma che con la sua arroganza, la sua attitudine a non nascondersi quando c'è da scontrarsi rischiando anche in proprio, il suo non tirarsi indietro, ha reso più chiari i termini della situazione.
Nessuna meraviglia che un'intera classe politica, alternatasi per oltre 20 anni tra potere ed opposizione, senza mai tirare troppo la corda per consentire comunque accordi consociativi più o meno pubblici, si ritrovi schierata dalla stessa parte a difesa di un sistema che forse per la prima volta sta per essere messo in discussione.
Nemmeno Grillo meraviglia. Benché sia formalmente contro il "sistema", in realtà è in esso e grazie ad esso che ha fatto la sua fortuna politica e non solo politica. Normale, a ben riflettere, che sia anche lui schierato con quelli che ha sempre detto di voler combattere ed eliminare.
L'unica relativa sorpresa è rappresentata dal silenzio di Prodi. Quello che è considerato il padre dell'Ulivo, di una "rivoluzione" che voleva farla finita con il proporzionalismo ed il consociativismo, per una democrazia dell'alternanza su base maggioritaria, non dovrebbe avere dubbi su dove schierarsi.
Ed invece tace. Forse perché non ha superato i suoi rancori verso la politica in quanto tale, che lo ha utilizzato quando serviva per scaricarlo e cancellarlo senza alcun riguardo non appena poteva dare un qualche fastidio.
Questa volta dunque le cose appaiono più chiare. E con il referendum la parola decisiva sta in mano a noi elettori.
Ed è qui il problema. Quello che Salvati attribuisce ai partiti ed alla classe politica, in realtà è un retaggio culturale del paese.
E' un po' come la corruzione. Ci abbiamo messo anni a capire che non si tratta di una questione solo di politici disonesti. Se così fosse, sarebbe bastato cambiarli per risolvere il problema ed invece non è stato e non sarà così.
Con il risultato referendario forse scopriremo che anche la conservazione del "sistema", "dell'andazzo", "dell'inciucio" come stile sociale ad ogni livello, ha radici ben più profonde di quanto ci piacerebbe pensare.
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
08/11/2016, 13:31
da gabriele
Un'analisi che parte da un presupposto erroneo, che ci tiriamo dietro da non so quanti anni. Il mattarellum non era un sistema maggioritario puro. Se lo fosse stato, molti problemi legati all'elezione dei parlamentari e all'alternanza sarebbero stati diversi, se non risolti. Ricordiamoci inoltre la costante e sempre presente differenza fra legge elettorale per la camera e per il senato.
Tutti artifici fatti ad hoc per bloccare il paese.
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
08/11/2016, 13:57
da Robyn
La malattia del nostro paese c'è quando la politica è debole non ha principi,valori,linee e strategie da seguire per il benessere dei cittadini e per la democrazia.Allora i poteri forti prendono il sopravvento ma fanno peggio della politica debole e alla fine finiscono solo per fare i propri interessi
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
08/11/2016, 22:50
da flaviomob
La malattia del nostro paese sono tre regioni la cui popolazione è in gran parte assuefatta al controllo della mafia, più l'area metropolitana della capitale e il sud del Lazio. Mettiamoci anche la massoneria deviata in Toscana. E il buco della corruzione che ne consegue (nazionale) dove i soldi van giù, insieme al sistema parassitario dei dipendenti pubblici.
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
09/11/2016, 0:10
da pianogrande
flaviomob ha scritto:La malattia del nostro paese sono tre regioni la cui popolazione è in gran parte assuefatta al controllo della mafia, più l'area metropolitana della capitale e il sud del Lazio. Mettiamoci anche la massoneria deviata in Toscana. E il buco della corruzione che ne consegue (nazionale) dove i soldi van giù, insieme al sistema parassitario dei dipendenti pubblici.
Allora separiamo subito il nord dal centro-sud.
Almeno qualcuno si salva.
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
09/11/2016, 0:33
da flaviomob
Con l'antibiotico si salverebbe l'intero paese. Il problema è che siamo fermi ai riti magici del leaderismo vuoto e della demagogia cerbero a tre teste priva di cerebro (Renzi / Salvini / Grillo) e a deficit perenne cum debito esponenziale.
Poi ci sono quelli che "è colpa dei tedeschi".
Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
09/11/2016, 10:56
da ranvit
Aldilà del fatto che la germania c'entra:
http://www.repubblica.it/economia/2016/11/08/news/germania_ancora_regina_dell_export_piu_21_3_miliardi_il_surplus_della_bilancia_commerciale-151562089/?ref=HREC1-6
ROMA - E adesso la Commissione europea e l'Italia, il presidente Junker e Renzi, avranno un altro motivo per litigare. Non si placa la fame di esportazioni della Germania che, a settembre, registra un nuovo avanzo forte della sua bilancia commerciale a quota 21,3 miliardi di euro. Questa dunque è la differenza tra le tante esportazioni del Paese (100,5 miliardi di euro) e le sue contenute importazioni di merci (79,2 miliardi). Il dato è consistente, anche se in lieve calo rispetto ad agosto (quando era arrivato a 21,6 miliardi).
Questa la buona notizia per Angela Merkel. Quella cattiva è che la produzione industriale - ancora a settembre - accusa una flessione dell'1,8 per cento rispetto al dato di agosto (che si era attestato sul 3 per cento, dato poi rivisto al 2.5%). Il dato viene fornito dall'Istat tedesco (il Destatis).
Il risultato è ben al di sotto delle stime degli economisti, che ipotizzavano un calo dello 0,2%. Tutti i settori vengono investiti da questa inattesa flessione. La produzione di beni strumentali ha registrato una flessione del 2,4% e quella dei beni di consumi dell'1,9%. Giù anche la produzione di energia che ha segnato un -3,1% rispetto al mese precedente.Prendiamo atto della svolta leghista di flaviomob
Ma si stava parlando d'altro

Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
09/11/2016, 11:50
da flaviomob
Ah no, scusa Ranvit, è vero. La mafia non esiste. Non siamo un paese corrotto. Verdini santo subito.

Re: La malattia profonda del nostro sistema politico

Inviato:
09/11/2016, 11:59
da pianogrande
flaviomob ha scritto:Ah no, scusa Ranvit, è vero. La mafia non esiste. Non siamo un paese corrotto. Verdini santo subito.

Per essere più precisi è a nord che la mafia non esiste (
parola di Roberto Maroni).
Più che altro esiste la ndrangheta ma in modo discreto e ben educato e ben introdotto.