Riforma contratti
Cecilia Guerra prevede di adeguare i redditi all'inflazione in corso di contratto ma nulla dice sulla durata dei contratti che rimarrebbero a trentasei mesi. Invece una possibile riforma sarebbe portarli a 24 mesi con intese precontrattuali prima della scadenza dei 24 mesi.Poi ci si può discostare in più o in meno da questo periodo di 24 mesi di vigenza del contratto attraverso specifiche intese fra le parti nei ccnl. Scaduto il termine l'IVC scatta all'80% e il restante 20% viene legato agli aumenti di produttività con il rinnovo.Pero quello a cui abbiamo assistito in questi anni e l'inerzia dei rinnovi da parte delle aziende con contratti scaduti da molti anni cioè il sistema dei ccnl pare non avere uno stimolo al rinnovo.Sarebbe quindi necessario creare questo stimolo. Ad ex alla scadenza l'IVC scatta al 60% e se entro due mesi c'è il rinnovo è possibile legare il restante 40% agli aumenti di produttività , se invece si superano i due mesi è possibile legare all' aumento di produttività solo il restante 20% dell'inflazione e l'altro 20% va ad aumentare l'IVC all'80%.Inoltre con una durata di 36 mesi dei contratti i lavoratori perdono molto di più in risparmio mentre con una durata di due anni perderebbero molto meno. Poi esistono settori come il turismo e la ristorazione che hanno alla scadenza contrattuale un'incremento dell'IVC più graduale dopo tre mesi il 30% e dopo sei mesi il 50% per questi l'IVC andrebbe aumentata al 50% dopo tre mesi e all'80% dopo sei mesi. Da calcolare poi che le parti rappresentanze sindacali e azienda possono in base a specifiche intese ,e nulla lo impedisce durante i 24 mesi ,di adeguare all'inflazione i redditi in tutto o jn parte