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Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo islam

Discussioni e proposte, prospettive e strategie per il Paese

Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo islam

Messaggioda diffidente il 12/08/2021, 11:41

Come sappiamo, anche coon la pandemia la politica internazionale non si è fermata e , in maniera repentina, l' amministrazione Biden ha deciso di cessare la missione in Afghanistan, dove dal 2001 un nutrito contingente NATO combatte anche duramente contro i Talibani e un contingente di "volontari" pakistani proveniente dall' esrrcito regolare di quel Paese (anche nel 1950 il corpo di spedizione cinese in Corea era ufficialmente composto da volontari). Siamo tutti d'accordo che il ritiro dall' Afghanistan è una sconfitta con gravi conseguenze, però bisogna, a mio avviso, fare alcune considerazioni, che permettano di trovare una soluzione. 1) dato per certo che il ritiro è una inziativa degli USA, perchè i Paesi europei della nATO non si sono opposti? 2) Pare che senza gli USA non si possa fare niente. Se Washinghton vuole gettare la spugna, perché i Paesi europei non possono assumersi la responsabilità e continuare? A un bel momento, così come noi non possiamo obbligare Biden a restare, nemmeno lui può obbligarci a partire. 3) i Talibani non sono autosufficienti, qualcuno per forza di cose li sostiene e in una certa misura li rifornisce dai Paesi vicini . Bene, cosa si sta facendo per "convincere" i Paesi vicini ( = Pakistan) a smetterla? 4) Perché , se noi Europei abbiamo un problema, dobbiamo sempre aspettare che altri facciano il lavoro che spetterebbe a noi?
Sorge, tuttavia, una domanda: perché i Talibani, che si stima siano circa 10 mila, vincono con tutta questa facilità? Posso pensare a una serie di motivi: questa è una bella domanda. Quando i nazisti occuparono l' Italia nel 1943 , nel Paese vi erano - anche per fare fronte alla verosimile avanzata alleata che era già iniziata partendo dalla Sicilia- circa 500 mila soldati equipaggiati, fra esercito, marina e aeronautica. I documenti dell' Abwehr mostrano che i tedeschi non fossero più di 60 mila all' inizio. Anche tenuto conto della differenza in fatto di armi, una proporzione di 10:1 non lascia molto margine di interpretazione. Eppyre i tedeschi occuparono l' Italia senza difficoltà. Possiamo applicare questo anche all' Afghanistan attuale -) i Talibani sono pochi, ma sono di fatto combattenti di mestiere, allenati - è inutile che ce lo nascondiamo- da soldati professionisti. Ricevono anche rifrnimenti e armi moderne dal Pakistan e non è escluso che agli scontri prendano parte pakistani delle Forze Speciali cammuffati da Talibani -) la gente afghana è stanca di una guerra senza fine e non ha fiducia nel governo di Kabul. Anche a causa del fatto che molti sono analfabeti, per loro i Talibani sono meglio di una guerra senza fine ( non capiscono che si sbagliano). -) Gli afghani adulti sono restii a combattere i Talibani perché sono Afghani come loro, l' odio verso gli stranieri è fin più forte risptto a quello per l' integralismo. -) I Talibani fanno propaganda nelle MOSCHEE ( = vi ricorsate come negli anni '60 e '70 in parrocchia si facesse propaganda per far vincere la DC? Uguale uguale. Bisogna anche dire che in Afhhanista è molto forte l' influenza di Emergency e di Gino Strada. Bene, non abbiamo sentito molte volte i pur meritevolissimi medici di Emergency dire nulla contro l'integralismo islamico
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Re: Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo i

Messaggioda pianogrande il 13/08/2021, 1:58

I medici di Emergency perdono un sacco di tempo e di risorse per curare i feriti e gli ammalati.

Gente davvero inaffidabile che, pur di conservare una certa neutralità per poter curare il prossimo, vigliaccamente, si rifiuta di schierarsi politicamente e (vigliacchissimi) di imbracciare le armi contro il nemico che fa propaganda nelle moschee.

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Re: Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo i

Messaggioda trilogy il 13/08/2021, 13:39

diffidente ha scritto:....Gli afghani adulti sono restii a combattere i Talibani perché sono Afghani come loro, l' odio verso gli stranieri è fin più forte rispetto a quello per l' integralismo. -)...


Non mi è chiaro chi siano gli afghani non integralisti.
I talebani avanzano perché godono di un ampio consenso, tra la popolazione maschile in particolare, e perché in vent'anni di occupazione non siamo riusciti a mettere in piedi un esercito nazionale degno di questo nome, e perché la nostra cultura non è condivisa.
Invece di mandare la NATO avremmo dovuto inviare un po' di ragazze kurde per insegnare alle donne afghane come si usano le armi e come si combattono gli islamisti. Forse qualche progresso il paese l'avrebbe fatto.
L'Europa non deve omologarsi alle follie del politically correct che si vedono sempre più spesso altrove, anche perché a livello di diritti umani e di umanità in generale abbiamo tanto da insegnare a molte nazioni". (E. Canalis)
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Re: Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo i

Messaggioda diffidente il 13/08/2021, 13:54

Il problema, secondo me, è che l' integralismo dall' Afghanistan potrà ridoffondersi velocemente in tutto il mondo islamico sunnita, anche nelle numerose comunità islamiche in Europa. Forse sbaglio, ma ritengo molto verosimile che se non si contrastano oggi gli integralisti a Kabul, un domani dovremo combatterli a Milano o a Genova o a Napoli. Poi, non capisco come la Sinistra radicale aprrezzi l' integralismo islamico, a tal punto che molti ex militanti dell' area extraparlamentare si sono convertiti all' Islam e secondo alcuni, anche Gino Strada si sarebbe convertito, ma senza darne pubblicità.
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Messaggioda diffidente il 13/08/2021, 14:44

E' giunta notizia che il Dott. Gino Strada è mancato nelle prime ore di oggi 13 Agosto. Dunque adesso il suo operato non è più cronaca, ma passa alla Storia. Vederemo se senza il suo indubbio carisma l' associazione da lui fondata potrà proseguire, anche perché ci sono delle divergenze: non tutti, infatti, approvano la spiccata amicizia fra la dirigenza e i potentati musulmani. Ad oggi Emergency è attivissima in Afghanistan, dove è apprezzata anche dai Talibani e ha realizzato un ospedale pediatico in Sudan, a Khartoum, dove per forza di cose cura, con tecniche molto avanzate, soprattutto pazienti musulmani. Ad oggi colpisce che Emergency sia meno attiva in Congo o in Mozambico, Paesi a maggiortanza cristiana. non so, la Storia risponderà alle domande
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Re: Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo i

Messaggioda trilogy il 13/08/2021, 17:34

Che dire, a volte potevi anche non condividere una sua opinione, ma la sua opera, e quella di Emergency in favore dei più deboli, dei feriti, dei mutilati, nelle zone più violente del mondo è stata assolutamente straordinaria.
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Re: Parce defunto

Messaggioda pianogrande il 14/08/2021, 1:01

diffidente ha scritto:E' giunta notizia che il Dott. Gino Strada è mancato nelle prime ore di oggi 13 Agosto. Dunque adesso il suo operato non è più cronaca, ma passa alla Storia. Vederemo se senza il suo indubbio carisma l' associazione da lui fondata potrà proseguire, anche perché ci sono delle divergenze: non tutti, infatti, approvano la spiccata amicizia fra la dirigenza e i potentati musulmani. Ad oggi Emergency è attivissima in Afghanistan, dove è apprezzata anche dai Talibani e ha realizzato un ospedale pediatico in Sudan, a Khartoum, dove per forza di cose cura, con tecniche molto avanzate, soprattutto pazienti musulmani. Ad oggi colpisce che Emergency sia meno attiva in Congo o in Mozambico, Paesi a maggiortanza cristiana. non so, la Storia risponderà alle domande


Emergency, sempre peggio.
Adesso cura anche i pazienti musulmani.

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Re: Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo i

Messaggioda diffidente il 14/08/2021, 1:54

è innegabile l' operato di Emergency,, anche perché senza di loro in Afghanistan non sarebbe sstato possibile curare i tantissimi bambini e adulti rimasti gravemente feriti dallo scoppio di mine, per la quale tutti i potenziali pazienti sono uguali, ma gli integralisti islamici sono più uguali degli altri. A proposito di mine, è ben vero che moltissime furono disseminate dall' Armata Rossa, ma non poche vennero impiegate dagli stessi Mujaheddin, non soltanto lungo le strade percorse da veicoli militari, ma anche in aperta campagna (1).





(1) https://www.benning.army.mil/Infantry/M ... P_Grau.pdf
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Discorso di Biden di questa sera

Messaggioda diffidente il 16/08/2021, 22:46

Il Presidente Biden, con molta schiettezza, che non si aspetta da un capo di Stato europeo o asiatico, ha detto molti concetti, ovvero che -) l' obiettivo degli Stati Uniti era rispondere all' attacco di Al qaeda e di prendere Bin laden, non costruire un nuovo Afghanistan -) gli Stati Uniti non possono, né vogliono più, risolvere i problemi degli altri Stati militarmente né costruire democrazie dove non ci sono -) gli eventi di questi di questi giorni dimostrano - secondo lui - che la missione militare non aveva risolto nulla e che rimanere avrebbe solo rinviato l' inevitabile ( = accanimento terapeutico sul governo Ghani, diremmo noi) -) che le forze armate afghane avevano tutti i mezzi per contrastare i Talibani, ma non la volontà di farlo -) che gli Americani non devono spendere denaro e vedere morire soldati per gli altri Paesi, hanno altri interessi strategici da difendere. In ultimo, che è stato Trump a firmare un accordo di ritiro rapido.
Personalmente credo che un messaggio emerga chiaramente, che ora gli Stati Uniti non si spenderanno più per risolvere i problemi globali, ed è un problema. Perché dico questo: gli Stati Uniti sono il Paese democratico, perché comunque siano particolari, sono una democrazia, più potente. Le altre potenze geopolitiche, Russia, Cina mettamoci anche la Turchia, sono Paesi autoritari, dei regimi e come sappiamo dagli anni '30 del secolo scorso, i regimi tendono ad espandersi e a essere aggressivi verso le democrazie. Solo gli Stati Uniti hanno la forza, non solo militare, ma anche ideologica, morale se vogliamo, per opporsi ai regimi, come nel 1917 si opposero agli Imperi Centrali, nel 1941 all' Asse e durante la Guerra Fredda al Patto di Varsavia. Questo discorso, che non mi è sembrato di corcostanza, segna un nuovo isolazionismo: gli Stati Uniti penseranno a loro stessi, a difendere la "fortezza America" e il Vecchio Mondo, lasciato a se stesso. Noi Europei dobbiamo finalmente imparare a risolvere i nostri problemi da soli, anche i conflitti.
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Re: Ritiro dall' Afghanistan e avanzata dell' integralismo i

Messaggioda franz il 18/08/2021, 7:48

Mi ci ritrovo in questo articolo. Non so voi.

Editoriale, di Christian Rocca

Falling man La scelta immorale di Biden e la prevalenza del cretino occidentale

In Afghanistan siamo tornati al punto di partenza, con i talebani pronti a ingabbiare le donne nel burka, privandole di ogni diritto e rendendole oggetto carnale a disposizione degli uomini. La strategia americana è stata costellata da errori, ma non si può sorvolare sul fatto che per vent’anni due generazioni di bambine e di ragazze hanno provato la libertà di emanciparsi, hanno potuto studiare, hanno vissuto con dignità senza essere stuprate, mercificate e uccise dalla metà patriarcale della popolazione

Il falling man, l’uomo che cade, è una delle immagini simbolo dell’11 settembre 2001. Scattata da Richard Drew alle 9:45 della mattina in cui il mondo è cambiato, quella fotografia ha catturato la disperazione di un uomo libero che, intrappolato dal fuoco e dal fumo dell’attacco islamista alle Torri gemelle, ha scelto di lanciarsi a testa in giù dalla North tower del World Trade Center alla ricerca di un’impossibile via di fuga.

Vent’anni dopo la stessa scena dell’uomo che cade dal cielo per sfuggire al soffocamento talebano è stata catturata da un video amatoriale che all’aeroporto di Kabul ha immortalato il volo di due giovani afghani aggrappatisi follemente all’ala dell’aereo militare americano e poi scivolati via nel vuoto.

Con questo video si è chiuso il cerchio del ventennale scontro di civiltà tra società aperta e islamismo politico, con la vittoria dell’islamismo politico e la disfatta morale della società aperta. In Afghanistan siamo tornati al punto di partenza, con Al Qaeda certamente sconfitta ma con i fondamentalisti del Corano che sono tornati a guidare il paese, pronti a martoriarlo con la sharia e quindi a ingabbiare di nuovo le donne nel burka, privandole di ogni diritto civile e rendendole oggetto carnale a disposizione degli uomini.

L’uscita di scena americana, immaginata ingenuamente da Obama, siglata stupidamente da Trump ed eseguita maldestramente da Biden è un’infamia che segnerà per sempre e con disonore la storia dell’occidente, al pari del genocidio in Ruanda e della carneficina di Srebenica.

Ma quando qualcuno dice che l’intervento in Afghanistan è stato un errore strategico, pur avendo mille ragioni per sostenerlo, visto che gli sforzi umani e finanziari di vent’anni hanno ceduto strutturalmente in due mezzi pomeriggi agostani, sorvola sul fatto che in questo arco di tempo, grazie a quell’intervento militare, due generazioni di donne afghane hanno provato la gioia di emanciparsi, hanno potuto studiare, hanno assaporato la possibilità di una vita dignitosa senza essere stuprate, mercificate e uccise dalla metà patriarcale della popolazione.

Ci sono state bambine che in questi vent’anni di presenza internazionale a Kabul, a Herat, a Kandahar sono diventate donne e fino al ritorno dei Talebani hanno vissuto da donne libere. Ci sono state ragazzine che grazie all’intervento militare hanno cominciato e poi completato gli studi, fino a laurearsi, e hanno vissuto vent’anni da esseri umani e non da oggetto senza valore, da forzare al matrimonio, da inchiavardare dentro un burka e da stuprare a piacimento.

Gli americani hanno commesso molti errori in Afghanistan: Bush si è subito fatto distrarre dall’Iraq; Obama si è stancato di quella che lui stessi ha definito «guerra giusta» e ha fissato una data di disimpegno dall’Afghanistan, come se il diritto delle ragazze a non essere stuprate fosse a scadenza come uno yogurt; Trump ha delegittimato il governo afghano trattando direttamente con i Talebani, facendosi turlupinare come un fesso quale è; Biden ha ereditato l’accordo di Trump ma anziché ridiscuterlo, come ha fatto su altri dossier, ha provocato il patatrac umanitario di queste ore con l’ignominia, ieri notte, di un discorso all’America da leader nazionalista e non da guida del mondo libero.

Biden non aveva alternative buone a disposizione sull’Afghanistan, ma ha fatto una scelta con ogni evidenza sbagliata, l’ha eseguita in modo nefasto e, dopo una disfatta senza precedenti, l’ha difesa con retorica forbita ma con sostanza trumpiana, ovvero con una versione presentabile di America First con cui ribadisce ai dissidenti democratici di tutto il mondo che il Settimo Cavalleggeri non è più interessato a proteggerli. America is not back, per niente.

Quelli che criticarono l’intervento del 2001 contro i talebani però non hanno alcun argomento politico per lamentarsi adesso del ritorno degli attempati ex studenti coranici a Kabul. Se allora gli americani non avessero invaso il paese che ospitava calorosamente Osama Bin Laden, i Talebani non solo avrebbero continuato ad ospitare la centrale del terrorismo islamista ma non avrebbero smesso di brutalizzare le ragazzine e le giovani donne che in questi vent’anni invece sono scampate alla barbarie, al contrario delle loro madri e delle loro sorelle maggiori. Le donne afghane sono state salvate dalla schiavitù per vent’anni. Ora con i Talebani tornano a valere nulla.

Yanis Varoufakis su Twitter rivendica di essersi opposto all’invasione del 2001 «da una prospettiva femminista» (malimorté) e, a quelle stesse giovani donne che grazie alla rimozione ventennale del regime talebano hanno vissuto da esseri umani e non da schiave, adesso dice di «tenere duro». Varoufakis sarà anche un gagà narciso e un politico irrilevante, ma è la controprova che una delle ragioni della disfatta civile e morale di questi giorni è la prevalenza del cretino occidentale.

https://www.linkiesta.it/2021/08/fuga-a ... reo-biden/
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