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Cooperare è fondamentale

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Cooperare è fondamentale

Messaggioda flaviomob il 24/02/2021, 2:32

https://www.internazionale.it/opinione/ ... evoluzione

Cooperare è fondamentale. E lo è da sempre
Annamaria Testa, esperta di comunicazione
23 febbraio 2021

Questo articolo parla di cooperazione. Il tema è non solo interessante, ma cruciale. Devo però avvertirvi da subito che lo prenderò un po’ alla larga.

Vorrei provare, infatti, a separare l’idea stessa che comunemente abbiamo di “cooperazione” dalla glassa di buonismo zuccheroso e di stucchevole condiscendenza che a volte la ricopre. E che ne maschera l’essenza più solida, permanente e fondamentale.

Dunque, mettetevi comodi.

“In una prospettiva evoluzionistica, la cosa più notevole della società umana è la molteplicità delle forme di cooperazione”, scrive lo psicologo Michael Tomasello in una citatissima ricerca di pochi anni fa. Per sottolineare questa peculiarità, Tomasello impiega una definizione assai suggestiva: dice che noi umani siamo una specie ultrasociale.

L’ultrasocialità appartiene ai pochissimi esseri viventi che praticano una complessa divisione del lavoro e una estrema specializzazione dei ruoli: oltre a noi, si comporta in modo ultrasociale solo qualche specie di insetti, come le formiche.

Questa contiguità comportamentale può forse stupirci, dato che dalle formiche siamo piuttosto diversi. Ma non deve certo offenderci, specie se consideriamo che il successo evolutivo delle formiche, in termini di diffusione della specie nel pianeta, è almeno paragonabile al nostro.

Noi parliamo di cooperazione quando diversi soggetti uniscono i loro sforzi per raggiungere un risultato condiviso. Troviamo tracce rudimentali di questo comportamento anche negli animali superiori, dagli elefanti ad alcune specie di uccelli. In particolare, nelle grandi scimmie.

Ma, appunto, si tratta di tracce, perché di norma il risultato riguarda il procurarsi cibo. Noi e le formiche, invece, cooperiamo anche per coltivarcelo, il cibo. E per costruire, secondo i casi, formicai, o villaggi e città.

Resta comunque rilevante il fatto che sappiano cooperare non solo gli esseri umani e le formiche, ma anche altri animali superiori. E che scelgano di farlo.

Vuol dire che in natura la competizione, e la conseguente vittoria del più forte, non è l’unica soluzione possibile e prevista. Questa, almeno, è la posizione di uno straordinario etologo e primatologo olandese come Frans de Waal.

Tra l’altro: le descrizioni che de Waal ci offre di come i bonobo, beati loro, risolvono i conflitti attraverso il sesso scintillano di intelligenza e humor.

Poiché condivido la simpatia di de Waal per questi scimpanzé pacifici e aggraziati, aggiungo qualche altra informazione che li riguarda: i bonobo (nome scientifico: Pan paniscus) sono nostri antenati neanche tanto remoti. Si sono separati da noi solo qualche milione di anni fa. Insieme agli scimpanzé comuni, i bonobo sono gli esseri viventi con cui condividiamo la maggior percentuale di patrimonio genetico. Vivono in comunità matriarcali. Si trovano sulle rive del fiume Congo e sono catalogati tra le specie a rischio di estinzione.

Il bonobo forse più famoso al mondo si chiama Kanzi. Ha da poco compiuto quarant’anni, è nato in cattività, abita all’università della Georgia, capisce centinaia di parole inglesi e comunica con gli umani usando una tastiera contenente 256 lessigrammi, che lui sa anche unire in sequenze. Cioè, in semplici frasi.

De Waal ha dedicato un’intera vita a studiare come si sviluppa la cooperazione tra gli animali, e in particolare tra i bonobo. Di tutto questo dà conto in una Ted Conference di qualche anno fa, che vi invito a guardare perché contiene diversi filmati incantevoli, e un’idea forte.

Vuol dire che in natura la competizione, e la conseguente vittoria del più forte, non è l’unica soluzione possibile e prevista. Questa, almeno, è la posizione di uno straordinario etologo e primatologo olandese come Frans de Waal.

Tra l’altro: le descrizioni che de Waal ci offre di come i bonobo, beati loro, risolvono i conflitti attraverso il sesso scintillano di intelligenza e humor.

Poiché condivido la simpatia di de Waal per questi scimpanzé pacifici e aggraziati, aggiungo qualche altra informazione che li riguarda: i bonobo (nome scientifico: Pan paniscus) sono nostri antenati neanche tanto remoti. Si sono separati da noi solo qualche milione di anni fa. Insieme agli scimpanzé comuni, i bonobo sono gli esseri viventi con cui condividiamo la maggior percentuale di patrimonio genetico. Vivono in comunità matriarcali. Si trovano sulle rive del fiume Congo e sono catalogati tra le specie a rischio di estinzione.

Il bonobo forse più famoso al mondo si chiama Kanzi. Ha da poco compiuto quarant’anni, è nato in cattività, abita all’università della Georgia, capisce centinaia di parole inglesi e comunica con gli umani usando una tastiera contenente 256 lessigrammi, che lui sa anche unire in sequenze. Cioè, in semplici frasi.

De Waal ha dedicato un’intera vita a studiare come si sviluppa la cooperazione tra gli animali, e in particolare tra i bonobo. Di tutto questo dà conto in una Ted Conference di qualche anno fa, che vi invito a guardare perché contiene diversi filmati incantevoli, e un’idea forte.


De Waal dimostra che, se un bonobo è nella condizione di poter aiutare un altro a procurarsi del cibo, lo aiuta, anche senza ottenere niente in cambio. E dimostra (questo è ancora più interessante) che se due bonobo svolgono lo stesso compito, pretendono di essere ricompensati allo stesso modo dal ricercatore.

A partire da queste evidenze, de Waal afferma che noi esseri umani, proprio come i nostri cugini bonobo, siamo naturalmente empatici e portati a cooperare. Con i bonobo condividiamo i pilastri della moralità: il primo pilastro è la reciprocità, che ci porta ad apprezzare i comportamenti che sono giusti e imparziali.

Il secondo pilastro è l’empatia, che ci guida a comprendere i sentimenti dell’altro e a essere compassionevoli.

Michael Tomasello dirige il Mark Plank Institute a Lipsia. Studia il modo in cui la capacità di cooperare di noi esseri umani si è evoluta, modificandosi e accrescendosi. E diventando qualitativamente diversa da quella dei nostri più prossimi cugini.

Tomasello confronta il comportamento dei primati con quello dei bambini, anche molto piccoli. E scopre una cosa importante: gli esseri umani sanno cooperare non solo unendo gli sforzi per ottenere un risultato materiale e condiviso, ma anche condividendo informazioni ed esperienze.

È un livello di cooperazione superiore, che nemmeno gli amichevoli, intelligenti bonobo praticano. I bambini imparano a cooperare attraverso l’interazione sociale. Cominciano molto presto: a un anno circa di età. E sono propensi a cooperare perfino quando l’unica ricompensa è il piacere per aver cooperato.

(...)


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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda franz il 24/02/2021, 8:53

Noi parliamo di cooperazione quando diversi soggetti uniscono i loro sforzi per raggiungere un risultato condiviso

Non sono del tutto d'accordo.
Si ricorre sicuramente alla cooperazione quando il risultato non è ottenibile con lo sforzo del singolo.
Così gli animali che vivono in branco cooperano durante la caccia.
Se l'uomo primitivo voleva cacciare il mammut, poteva farlo solo unendo gli sforzi coordinati di più persone.
Poi a questo punto è chiaro che anche il risultato è condiviso. Il mammut se lo mangiavano tutti, anche perché era troppo per uno solo.

In altri casi la cooperazione è un optional. Se il risultato posso ottenerlo da solo, posso cooperare o competere.
Libera scelta. Tuttavia la cooperazione ha un costo: mettersi d'accordo con altri e condividere il risultato.
A volte il costo della cooperazione supera il valore aggiunto che possiamo avere cooperando, quindi sul piano economico in quel caso meglio competere. Ma si può anche cooperare, consapevoli che l'esito è sub ottimale.

Esiste poi un mix di competizione anche nella cooperazione. Due branchi separati e contigui di leoni competono tra loro, pur cooperando al loro interno. Così fanno gli umani. Questo succede perché le risorse sono comunque scarse e quindi la competizione per ottenerle c'è sempre: o tra individui o tra gruppi che cooperano al loro interno.

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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda pianogrande il 24/02/2021, 11:52

Perfettamente d'accordo col concetto di base che possiamo riassumere nel binomio specializzazione/organizzazione.

Al primo corso che mi è capitato di fare (anni sessanta) sul concetto di azienda, il conduttore esordì gridando: Oooooh, issaaa!!! e poi partì con un mucchio di altre cose ma richiamando, ogni tanto, quel concetto.
Insomma, quel concetto (eravamo neo assunti) bisognava piantarcelo bene in testa perché non ce lo abbiamo innato.

L'ultimo corso in materia (comunque decenni fa) si chiamava team building ma essenzialmente si era evoluto solo il nome.

Sicuramente gli umani (tranne le immancabili eccezioni) cooperano non per istinto ma per calcolo e questo fa già una enorme differenza con un formicaio o un alveare.
C'è bisogno di regole e di capi che le facciano rispettare e le faranno rispettare (sempre salvo c.s.) sopratutto perché così facendo fanno il proprio interesse.

Aggiungerei un altro concetto che può completare.

C'è una realtà molto vicina a noi in cui la cooperazione funziona al massimo; si chiama organismo.
Evidentemente i primi esseri viventi non avrebbero potuto evolversi più di tanto se non aggregandosi.
Senza farla troppo lunga, organismo e organizzazione non sono esattamente la stessa cosa e credo che il formicaio e l'alveare tendano molto di più al primo.

Ah.
Che bello, ogni tanto, ripassare un po' i fondamentali.
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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda franz il 24/02/2021, 13:17

vero, l'organismo è una forma di cooperazione tramite specializzazione che però rende l'organismo non più inscindibile.
Il cuore non può vivere senza il fegato.
Il passo intermedio, biologicamente parlando, è la colonia, il secondo è il branco.

Qui però parliamo di individui liberi di scegliere se cooperare o competere e soprattutto (questa la parte più complessa) quando cooperare e quando competere.
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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda pianogrande il 24/02/2021, 17:53

franz ha scritto:vero, l'organismo è una forma di cooperazione tramite specializzazione che però rende l'organismo non più inscindibile.
Il cuore non può vivere senza il fegato.
Il passo intermedio, biologicamente parlando, è la colonia, il secondo è il branco.

Qui però parliamo di individui liberi di scegliere se cooperare o competere e soprattutto (questa la parte più complessa) quando cooperare e quando competere.


Quando conviene all'individuo.
Magari sbagliando sul giudizio di convenienza ma quello è il motore (la motivazione).

In seconda battuta ci può essere il piacere; la gratificazione dell'incarico svolto ma quasi mai (tranne santi e simili) quello è il motore principale.

E comunque si tratta sempre di forme di remunerazione.
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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda franz il 24/02/2021, 18:55

pianogrande ha scritto:Quando conviene all'individuo.

Vero, però non basta che convenga (a torto o a ragione) a Pippo.
Deve convenire (a torto o ragione) anche Pluto, Qui, Quo e Qua.
La cooperazione è una decisione che scaturisce da una consapevolezza comune di tutti quelli che devono cooperare. O almeno ad una notevle maggioranza. Tutti devono essere convinti.
Magari Pippo vorrebbe ma gli altri non vogliono.

La cooperazione è una scelta democratica.
Magari forzata dalla necessità (fame di mammut) ma è una scelta collettiva.
Fatta dai singoli individui. Non può essere imposta, direi.
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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda flaviomob il 25/02/2021, 1:12

Ottimo ragionamento. Quindi non può essere imposta nemmeno la competizione.


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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda pianogrande il 25/02/2021, 1:36

flaviomob ha scritto:Ottimo ragionamento. Quindi non può essere imposta nemmeno la competizione.


Be'.
Direi non esattamente.

Come è vero che per litigare ne basta uno mentre per andare d'accordo bisogna essere almeno in due; così per mettersi in competizione ne basta uno che voglia prendere dei vantaggi per se a scapito di altri.

La competizione può essere quindi di tipo difensivo e non accettarla significa rinunciare a qualcosa.

Quindi non può essere imposta ma anche rinunciarvi ha un prezzo.

Bah.
Dopo averlo scritto mi rendo conto che vale in entrambi i casi e quindi libera scelta (con eventuale prezzo da pagare) sia per la cooperazione che per la competizione ma, nel caso della competizione, è sicuro che il prezzo si paga; direi per definizione.
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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda franz il 25/02/2021, 8:29

flaviomob ha scritto:Ottimo ragionamento. Quindi non può essere imposta nemmeno la competizione.

Immagino di sì, nel senso che gli altri non possono imporre ad un singolo di competere, ordinandoglielo.
Ha poco senso, così come a poco senso ordinare di cooperare.
Ovvero qualcuno potrebbe provare a dare entrambi gli obblighi.
Di sicuro in passato è successo.
Re, Imperatori, Faraoni, governavano imponendo ai sudditi di cooperare (per sostentamento del sovrano, naturalmente).
Oggi se partecipi a giochi a squadre (calcio, per esempio o la F1) entri in un ambito per cui competere e cooperare sono praticamente obbligatori e regolamentati. Ma la partecipazione è comunque scelta del singolo.
Qui è interessante notare la cooperazione all'interno di una squadra, di un team, di un'azienda e la competizione tra squadre, atleti, aziende. Ma anche le aziende a volte possono cooperare tra loro, come è successo nella corsa a produrre un vaccino durante 2020.
In teoria quindi competere o cooperare le vedo come libere scelte ma essendo ragionate, sono in qualche modo "obbligate".
Se vuoi catturare il mammut DEVI cooperare. E devono capirlo anche gli altri. Se vuoi vincere la gara, se vuoi per te cose che anche altri vogliono (quel posto di lavoro) allora DEVI competere.
Nessun obbligo da parte di terzi; è una necessità che nasce internamente, direi.
C'è anche (dimenticavo) la competizione sessuale.
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Re: Cooperare è fondamentale

Messaggioda Robyn il 28/02/2021, 19:56

Esiste anche la competizione cooperativa.In sintesi sul lavoro si coopera.I più bravi e preparati non devono avere paura di essere superati dagli altri colleghi di lavoro per ex quando c'è un collega di lavoro in difficoltà sul lavoro si può intervenire e si forniscono informazioni utili non bisogna essere gelosi di ciò che si sa e non bisogna avere paura di essere superati dal collega che sa di meno,dopo un po' di tempo.Nei paesi anglosassoni esiste un concetto diverso di competizione,la cosa più importante non è lavorare ma partecipare sapere lavorare in sinergia con gli altri colleghi di lavoro.Il ccnl al fine di mitigare un'eccesso di competizione prevede regole comuni a tutti i lavoratori ma un premio individuale che si aggiunge alla paga base.Anche se esistono regole comuni a tutti i lavoratori il rapporto di lavoro rimane un rapporto di lavoro individuale i comportamenti negativi di un lavoratore non ricadono sugli altri lavoratori
Locke la democrazia è fatta di molte persone
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