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stato di emergenza a chi serve veramente?

Discussioni e proposte, prospettive e strategie per il Paese

stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda trilogy il 13/07/2020, 10:19

Il problema di Conte è che con il suo modo di agire soft fa apparire superflui e d'intralcio elementi della vita democratica che banali non sono per nulla, con la Camera e Senato, ormai svuotati.
Ora la ministra degli interni parla di possibili tensioni sociali in autunno e Conte esce tempestivo con la proroga dello stato di emergenza fino a dicembre. Un tempismo inquietante.
Poi a dicembre ci sarà ci sarà allerta elevata per via delle solite centinaia di migliaia di casi di influenza stagionale, e nel 2021 arrivano i soldi del recovery fund e ti fai sfuggire l'occasione di prolungare i pieni poteri fino a giugno 2021? Tanto ormai gl'italiani sono assuefatti e apprezzano l'uomo solo al comando. Nel frattempo il criticatissimo Orban ha restituito i poteri al parlamento da un mese, anche se può riprenderseli in caso di nuova emergenza.


Il Parlamento conta. Così il Colle frena il premier (via Cassese). Il diario di Colombo

Sulla questione che campeggia, ormai da due giorni, sulle prime pagine di tutti i giornali, il conferimento di nuovi ‘pieni poteri’ da stato di emergenza al governo Conte, da parte del medesimo governo che graziosamente se li ripiglia (lo stato di emergenza, proclamato lo scorso 31 gennaio, scade il 31 luglio, ma Conte ora vuole prorogarlo fino al 31 dicembre 2020) scende in campo, naturalmente sotto forma di ‘moral suasion’, anche il Colle. Per via traverse, per ora.

IL COLLE VIGILA (DA TRIESTE)

Il presidente della Repubblica, tra oggi e domani, è a Trieste, impegnato in una doppia cerimonia, cui tiene molto: ricordare sia le foibe sia gli eccidi del regime fascista contro gli sloveni. Epicentro della cerimonia ufficiale sarà la restituzione alla comunità slovena, alla presenza del presidente sloveno Pahor, del ‘Narodni Dom’, la Casa degli Slavi data alle fiamme dai fascisti nel 1920. Una cerimonia dall’alto valore simbolico che Mattarella non vuole in alcun modo ‘sporcare’ lanciandosi in richiami e problemi che attengono alla polemica politica quotidiana.

LA RESA DEI CONTI, IN CSM

Inoltre, mercoledì prossimo, Mattarella presiederà la seduta del Plenum del Csm con all’ordine del giorno la proposta di nomina del Primo Presidente della Corte di Cassazione. La riunione si terrà – un caso più unico che raro – al Quirinale, e non alla sede naturale del Csm, e potrebbe non trattarsi – dopo le polemiche che hanno insanguinato la magistratura e in particolare proprio i membri del Csm, travolto dal ‘caso Palamara’ – di una riunione di routine o solo protocollare. Insomma, il Capo dello Stato potrebbe tornare a far sentire la sua voce, forte e chiaro, sugli scandali che hanno travolto la credibilità e l’autorevolezza della magistratura italiana. Insomma, Mattarella, di grane cui pensare, ne ha già tante.

IL DOPPIO WARNING DI MATTARELLA (VIA CASSESE)

Ma, guarda caso, proprio oggi compare, in prima pagina del Corriere della Sera, un articolo del giurista Sabino Cassese, giudice emerito della Consulta e, da sempre, considerato molto vicino al pensiero del Quirinale, dal titolo inequivoco (“L’eccezione non è la regola”) mentre, sulla Stampa, un quirinalista solitamente ben informato degli umori del Colle, Ugo Magri, scrive un editoriale intitolato “Il Colle frena: nessuna forzatura contro la Carta” (costituzionale).

Il warning del Colle, rivolto al premier, è chiaro: ‘adelante, Pedro, sem cum juicio’ è il messaggio messo in bottiglia. Ma vediamo cosa scrivono sia Cassese sia Magri. Il giurista – che ovviamente guarda ai problemi con la sua ottica, ma che, da tempo, non lesina critiche all’operato del governo – dice poche cose, ma molto chiare. “Per dichiarare uno stato di emergenza, occorre che l’emergenza vi sia, ma se per farlo basta una delibera del Consiglio dei ministri, perché farlo se non ve ne sono le premesse?”. “Urgenza (il rischio di una nuova pandemia che riprenda con forza, ndr.) non vuol dire emergenza”, nota Cassese, ricordando che il ministro della Salute può, in base alla legge del 1978 che istituisce il Servizio sanitario nazionale, emettere ordinanze “contingibili (cioè per casi non prevedibili) e urgenti in materia di igiene e sanità”. Ugualmente si può fare con il codice dei contratti e, soprattutto, con la legge istitutiva della Protezione civile. “Non c’è bisogno – per Cassese – di “accentrare tutte le decisioni a palazzo Chigi”. Il giudizio finale è imperioso e impietoso: “la proroga di dichiarazione dello stato di emergenza è inopportuna perché il diritto eccezionale non può diventare la regola”. Anche perché, chiosa il giurista, e qui entra in corpore vili del sempre delicato rapporto tra i poteri dello Stato, “non si può mettere tra le quinte il Parlamento, più di quanto già non si faccia oggi, e oscurare il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale, al cui controllo sono sottratti gli atti dettati dall’emergenza. Sennò si finisce come Orban…”.

L’AFFONDO QUIRINALIZIO DI MAGRI

Chi vuole, nel governo, capire, dalle parole di Cassese, capisce e capirà, dunque. Ma, come se non bastasse, ecco arrivare il ‘fondino’ di Magri su La Stampa. “Il Colle ha sempre in mano ‘l’estintore’ – ricorda il quirinalista – nel caso scoppiasse un incendio. Il rischio di una seconda ondata c’è – è la sintesi dei pensieri che agitano il Colle – e servono forme di garanzia collettive, prolungare lo stato di emergenza è nell’ordine delle cose, Mattarella non si è scandalizzato davanti alla richiesta dell’Avvocato del Popolo, ‘ma’ Conte avrebbe fatto meglio a interfacciarsi con il Parlamento e, se i diritti delle Camere venissero violati, Mattarella sarebbe il primo a pretenderne il rispetto, sia con interventi pubblici sia con la solita moral suasion”.

Non è un caso che il governo abbia frenato, sul ricorso, all’inizio smodato, dei dpcm, su sua esplicita richiesta. Insomma, la richiesta dello stato di emergenza non è un “modo larvato per scivolare verso forme di dittatura”, la democrazia italiana è solida, ma di certo il Colle ‘vigila’.

CONTE CONVOCATO

Il ‘combinato disposto’ del warning – severo – di Cassese e della nota di Magri indica la strada – obbligata – che Conte dovrà seguire. La riassume, con un tweet, un altro giurista, e costituzionalista, molto ascoltato, sul Colle più alto, Francesco Clementi: “Sia emergenza sia anche urgenza lo deve spiegare il Presidente del Consiglio in Parlamento. Ed adottare, di conseguenza, l’atto normativo di rango primario adeguato. Tutto qui: anche se, beninteso, non è poco”.

Certo, Conte ha garantito – solo in via informale, per ora – che qualsiasi decisione passerà per il Parlamento, ma le opposizioni sono già salite sulle barricate e anche nella maggioranza non mancano i malumori, anche se il segretario dem ha assicurato il pieno sostegno del Pd a Conte “qualsiasi cosa il presidente del Consiglio deciderà”.

C’È SPERANZA PER IL GOVERNO?

Non basterà, dunque, che martedì prossimo, 14 luglio, il ministro della Salute, Roberto Speranza, svolga le sue comunicazioni alle Camere sul dpcm sul coronavirus che scade il 14 luglio e che il governo già intendeva prorogare. Quel dpcm contiene, avendolo ai tempi recepito, il primo ‘stato di emergenza’, quello varato in cdm il 31 gennaio e che ha validità fino al 31 luglio, con tutte le misure che, in questi mesi, gli italiani si sono abituati a conoscere (lockdown, mascherine, chiusura di scuole, distanziamento sociale, deroghe alle gare d’appalto, smart working, etc.).

Certo, sarà già quella l’occasione, per il Parlamento, di chiedere lumi al governo e di esprimersi sul tema (è infatti prevista la presentazione di risoluzioni dei vari gruppi), ma non basterà. Conte, che voleva, in prima battuta, avvalersi di un identico atto amministrativo (delibera dentro il Cdm e varo di un dpcm) dovrà acconciarsi a chiedere, alle Camere, un atto ‘politico’. Dovrà venire in Parlamento, presentare le motivazioni ‘serie e concrete’ della proroga di altri sei mesi dello stato di emergenza e accettare che il provvedimento venga trasfuso in un decreto legge, così come chiesto dal Pd e, in particolare, dal deputato e costituzionalista Ceccanti.

IL TERRE-VOTO SULLA PROROGA

In questo modo, la fonte normativa dell’atto – la richiesta di ‘poteri eccezionali’ si rafforza perché il decreto legge, oltre a essere varato dentro il cdm, va controfirmato dal Capo dello Stato e poi va convertito dalle Camere entro 60 giorni, pena la sua decadenza. Non è neppure escluso – anzi, è da più parti e pezzi della maggioranza auspicato – che anche su quelle, importanti, comunicazioni del capo del governo, quelle sulla richiesta di proroga dello stato di emergenza, si tenga un voto da parte delle aule di entrambe le Camere, come fanno capire di voler chiedere sia il Pd che Iv e LeU. Un voto che, ovviamente, si baserà su risoluzioni diverse e contrapposte, tra maggioranza e opposizione, ma che così vedrà, almeno, rientrare la richiesta di ‘pieni poteri’ nell’alveo delle prerogative e delle scelte del Parlamento. Morale, stavolta, a ‘metterci una pezza’, è stato Mattarella.

fonte: https://formiche.net/2020/07/parlamento ... o-colombo/
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda Robyn il 13/07/2020, 10:38

Qualsiasi decisione sul lokdown che è diventato parziale va' presa dal parlamento ma bisogna essere coscienti che può essere pericoloso abbandonare la linea della precauzione,altri paesi che lo hanno fatto sono ricaduti nella pandemia.Quando arriverà il vaccino tutte le precauzioni potranno cadere
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda pianogrande il 13/07/2020, 21:09

Be'.
L'articolo parte davvero malissimo.
Paragonare Conte a Orban, più che sbagliato, è tra il patetico e il ridicolo.

Dopodiché, il governo prenderà le decisioni necessarie come le ha sempre prese e con risultati ottimi e riconosciuti da molti.
Rovinati solo dalle regioni in mano a quel signore che sproloquiava, lui sì, di pieni poteri intanto che aveva pieno lo stomaco di vari solidi e liquidi dopo vari spettacoli degni del peggior berlusca.

Al solo pensiero che quel signore abbia avuto un qualche potere in questo paese, metterei al governo anche topo gigio; figuriamoci una figura come Conte che ha dimostrato di ragionare; cosa del tutto nuova nel panorama di questa destra dove gli intellettuali e il rispetto delle regole sono trattati con insulti e pesante sarcasmo (anche di tipo vergognosamente sessista).

Nessuno è perfetto ma, almeno, di Conte mi fido.
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda trilogy il 14/07/2020, 8:20

Non si tratta di paragonare Conte a orban ma di mettere i evidenza un dato di fatto. Uno ha restituito i poteri speciali l'altro no. Sul fatto che il governo abbia operato bene, guardando i numeri in qualunque settore, è difficile sostenere una tesi del genere. Certo, lo stato di emergenza, il parlamento oscurato, alleati di governo privi di personalità, mezzi d'informazione dove praticamente parlava solo lui, l'indubbia capacità di Conte di dire tutto e il contrario di tutto, hanno creato le condizioni per esaltare il personaggio. Ma nella sostanza, dal buongoverno Conte, alla fine ci salverà in qualche modo l'Europa, perché il collasso dell' Italia sarebbe un danno per tutti.
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda pianogrande il 14/07/2020, 10:26

trilogy ha scritto:Non si tratta di paragonare Conte a orban ma di mettere i evidenza un dato di fatto. Uno ha restituito i poteri speciali l'altro no. Sul fatto che il governo abbia operato bene, guardando i numeri in qualunque settore, è difficile sostenere una tesi del genere. Certo, lo stato di emergenza, il parlamento oscurato, alleati di governo privi di personalità, mezzi d'informazione dove praticamente parlava solo lui, l'indubbia capacità di Conte di dire tutto e il contrario di tutto, hanno creato le condizioni per esaltare il personaggio. Ma nella sostanza, dal buongoverno Conte, alla fine ci salverà in qualche modo l'Europa, perché il collasso dell' Italia sarebbe un danno per tutti.


Sul fatto che "ci salverà l'Europa" sono pienamente e, (da europeista) orgogliosamente d'accordo.
Ci salverà nonostante questa destra vigliacca e cinica che, pensando solo all'occasione propagandistica, ci rema contro anche nel parlamento europeo in pieno accordo coi loro vari amici sovranisti.

Non ho capito bene in cosa consistano i poteri eccezionali di Conte e, meno che meno, se ne abbia abusato.
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda Robyn il 14/07/2020, 12:21

Lo stato di emergenza in Italia non esiste,la costituzione non lo ha previsto.L'attività legislativa spetta a qualsiasi parlamentare,al governo,a qualsiasi membro del governo,ai cittadini su' un disegno di legge redatto in articoli.La nostra costituzione assicura la massima liberta' ed e' molto liberale per l'attività legislativa.Possono esserci dei disegni di legge di origine governativa quando esistono elementi di necessità ed urgenza <decreto legge> che decadono dopo due mesi se il parlamento non si esprime oppure che possono essere rigettati sempre dal parlamento sul nascere subito dopo la formulazione e la pubblicazione nella gazzetta ufficiale per evitare l'abuso di questi disegni di legge di origine governativa,quindi il parlamento è il cuore pulsante della democrazia.Il parlamento può anche delegare l'attività legislativa al governo <legge delega> per tempi limitati e oggetti definiti da principi e questo avviene nella definizione di norme specifiche di una legge a linee generali di <origine parlamentare> quando è più adatto il governo a fare norme specifiche in una legge e non il parlamento.In merito ad una politica più ragionata,quando questa avviene,<le classi popolari> sono meno irreprensibili e meno isteriche e si fidano di più delle istituzioni rappresentative che eleggono ed è una strada che contrasta efficacemente il populismo.Per ex come nella canzone di Gianni Morandi , tu non li deludere han fede in te,
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda trilogy il 16/07/2020, 9:45

pianogrande ha scritto: Non ho capito bene in cosa consistano i poteri eccezionali di Conte e, meno che meno, se ne abbia abusato.


Sono mesi che siamo governati a colpi di Decreti del Presidente del Consiglio (atti amministrativi). Forse è ora di tornare alla normalità democratica. Il Parlamento che vota e approva, il presidente della Repubblica che controlla e firma ecc. gare di appalto trasparenti (lo so le hanno eliminate fino a 5 milioni); assunzioni nella PA trasparenti (lo so un miraggio)...
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DPCM e Costituzione
I Decreti del Presidente del consiglio, al pari dei Decreto ministeriali, sono atti amministrativi, e, in quanto tali, possono derivare da norme di legge, ma non possono autonomamente promuoverle.

Quindi, disposizioni che limitano, quandanche per motivazioni giuste, alcune libertà espressamente garantite dalla Costituzione, tra tutte la libertà di circolazione (art. 16 Cost.), ma anche la libertà di riunione (art. 17 Cost.), la libertà religiosa (art. 19 Cost.), il diritto/dovere all’istruzione (art. 34 Cost.) la libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.), sino a limitazioni addirittura alla libertà personale di movimento (art. 13 Cost.), dovrebbero avere necessariamente carattere di legge o di atto avente forza di legge.

Il DPCM è un atto che non viene sottoposto ad alcun intervento di verifica, come invece previsto dal principio dell’equilibrio dei poteri, come ad esempio avviene per il decreto legge che, necessitando della firma del Capo dello Stato, avrebbe almeno un minimo controllo preventivo e, soprattutto, entro 60 giorni, dovendo essere convertito dalle Camere, pena la sua inefficacia, verrebbe sottoposto al giudizio dell’organo legislativo.

Ed allora, non si comprende perché si è utilizzato un atto amministrativo invece che uno strumento normativo appositamente previsto in casi straordinari di necessità e di urgenza, dato che si incide su diritti e libertà fondamentali.

Sarebbe stata garantita l’immediatezza insieme alla copertura costituzionale.

L’art. 3 del DL n. 6/20, atto avente valore di legge, dal quale i DPCM traggono legittimazione, non può delegare all’autorità amministrativa (e non legislativa) l’adozione di misure che intacchino libertà fondamentali, sussistendo una chiara riserva di legge, con la conseguenza che risulterebbe anticostituzionale l’intero impianto del DPCM.

segue: https://www.altalex.com/documents/news/ ... stituzione
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda Robyn il 16/07/2020, 11:58

Perche il decreto legge quando dopo 60 giorni perde di efficacia non è possibile reiterarlo con i medesimi contenuti perche è il parlamento che lo ha fatto decadere mentre il DPCM si è possibile reiterarlo con i medesimi contenuti e cambiarlo per ex per adattarlo alle varie fasi fase 1 ,fase 2 e fase 3 però anche per il DPCM dovrebbe esistere la necessità e l'urgenza.Si sarebbe potuto procedere con i decreti legge due mesi per due mesi ma con contenuti differenti adattando l'art 16 al principio di proporzionalità,cioè in base alla gravità della pandemia.L'art 16 prevede che la libertà di circolazione possa essere limitata in via generale per ragioni di sicurezza e di sanità ma per quanto tempo?Il tempo sarebbe potuto essere quello dei decreti legge due mesi per due mesi di contenuto differente e in linea di successione l'uno con l'altro
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda pianogrande il 16/07/2020, 12:41

trilogy ha scritto:
pianogrande ha scritto: Non ho capito bene in cosa consistano i poteri eccezionali di Conte e, meno che meno, se ne abbia abusato.


Sono mesi che siamo governati a colpi di Decreti del Presidente del Consiglio (atti amministrativi). Forse è ora di tornare alla normalità democratica. Il Parlamento che vota e approva, il presidente della Repubblica che controlla e firma ecc. gare di appalto trasparenti (lo so le hanno eliminate fino a 5 milioni); assunzioni nella PA trasparenti (lo so un miraggio)...
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Quindi, disposizioni che limitano, quandanche per motivazioni giuste, alcune libertà espressamente garantite dalla Costituzione, tra tutte la libertà di circolazione (art. 16 Cost.), ma anche la libertà di riunione (art. 17 Cost.), la libertà religiosa (art. 19 Cost.), il diritto/dovere all’istruzione (art. 34 Cost.) la libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.), sino a limitazioni addirittura alla libertà personale di movimento (art. 13 Cost.), dovrebbero avere necessariamente carattere di legge o di atto avente forza di legge.

Il DPCM è un atto che non viene sottoposto ad alcun intervento di verifica, come invece previsto dal principio dell’equilibrio dei poteri, come ad esempio avviene per il decreto legge che, necessitando della firma del Capo dello Stato, avrebbe almeno un minimo controllo preventivo e, soprattutto, entro 60 giorni, dovendo essere convertito dalle Camere, pena la sua inefficacia, verrebbe sottoposto al giudizio dell’organo legislativo.

Ed allora, non si comprende perché si è utilizzato un atto amministrativo invece che uno strumento normativo appositamente previsto in casi straordinari di necessità e di urgenza, dato che si incide su diritti e libertà fondamentali.

Sarebbe stata garantita l’immediatezza insieme alla copertura costituzionale.

L’art. 3 del DL n. 6/20, atto avente valore di legge, dal quale i DPCM traggono legittimazione, non può delegare all’autorità amministrativa (e non legislativa) l’adozione di misure che intacchino libertà fondamentali, sussistendo una chiara riserva di legge, con la conseguenza che risulterebbe anticostituzionale l’intero impianto del DPCM.

segue: https://www.altalex.com/documents/news/ ... stituzione


Le cosa è quanto meno controversa.

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-su ... -AR-20057/

Intanto, però, cominciamo a prendere atto della efficacia dei provvedimenti presi e anche del favore piuttosto diffuso nei confronti di tali provvedimenti.
Ad agitarsi sono più che altro i vertici dell'opposizione che, comunque, quando convocata, è sempre sostanzialmente scappata via.
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Re: stato di emergenza a chi serve veramente?

Messaggioda Robyn il 16/07/2020, 13:03

Non e' un problema di opposizione o meno oppure di prendersela con il governo,in democrazia è giusto e necessario argomentare anche per chiarire alla luce del sole,altrimenti non avremmo più le interrogazioni parlamentari,i question-time la democrazia non si arricchirebbe
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