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virus corona

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Re: virus corona

Messaggioda trilogy il 19/03/2020, 23:19

pianogrande ha scritto:...

Ma se venisse confermato ci sarebbe veramente da aver paura.

Già colpiscono i dati sulla permanenza del virus su vari materiali.

Non si starebbe al sicuro neanche in casa.


Purtroppo ci sono diverse evidenze su questo problema. Comunque il fatto che i virus possano viaggiare sulle microparticelle da solo basta a provocare un contagio, sicuramente c'è la necessità di una certa carica virale. Quindi alto inquinamento e molte persone infette in circolazione possono creare una miscela pericolosa in un'area superiore al famoso metro di distanza.

[..]Gianluigi de Gennaro: «Più ci sono polveri sottili, più si creano autostrade per i contagi. È necessario ridurre al minimo le emissioni». Questo risultato mette altresì in evidenza un altro problema: «L'attuale distanza considerata di sicurezza - fa notare Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) riferendosi allo spazio di un metro - potrebbe non essere sufficiente».
Vi sono altre evidenze scientifiche del fatto che l'inquinamento da Pm10 e in generale il particolato agevoli le infezioni, come per il morbillo. Nel 2010 si è visto che l'influenza aviaria ha viaggiato per lunghe distanze attraverso tempeste asiatiche di polveri che trasportavano il virus[..]
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Re: virus corona

Messaggioda pianogrande il 20/03/2020, 14:13

Ecco.
Questa mi mancava; grazie Trilogy.

Non nel senso di non averne sentito parlare ma nel senso che adesso non posso più non tenerne conto.

Il primo discorso è quello del metro di distanza.

A questo punto si dovrebbe parlare di più della probabilità di avere una certa concentrazione di virus in un certo ambiente in relazione al numero di persone perché se il virus non muore subito e, in qualche modo, viaggia nell'aria, il discorso si fa molto più brutto.

Allora, il parametro che gioca è la "aggressività" (per carità, tra virgolette) del virus nel tempo.

Dopo un'ora o un giorno, è ancora vivo ma capace di aggredire?

Questo parametro mi sembra ora quello meno chiaro.
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Re: virus corona

Messaggioda trilogy il 21/03/2020, 14:53

Coronavirus, perché si muore in Lombardia

20 MARZO 2020
Smog, impianti di aerazione, test tardivi: il rebus che divide gli scienziati. Una mortalità così solo un mese fa era impensabile. Forse va studiato il passaggio degli infetti tra pronto soccorso e terapie intensive. Dobbiamo capire se il Covid-19 è entrato in impianti di areazione magari vecchi, che ne hanno accelerato la circolazione proprio tra i più fragili.
DI GIAMPAOLO VISETTI

MILANO - In Lombardia il coronavirus "circola in modo anomalo e sta uccidendo troppo". Gli scienziati accendono i riflettori sul cosiddetto "mistero di Bergamo", caso scuola a livello mondiale. A far scattare l'allarme, a un mese dal primo caso, l'esplosione di contagi, malati gravi e morti. Nemmeno a Wuhan si sono raggiunte cifre e percentuali tanto spaventose. In Cina la letalità media è stata del 2%, meno della metà in Corea del Sud
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Re: virus corona

Messaggioda Robyn il 21/03/2020, 15:09

Dal momento che la Lombardia non si puo' fermare bisognerebbe almeno di cercare di limitare l'inquinamento ad ex con mezzi non inquinanti per chi va'a lavorare oppure cercare di sfruttare il piu' possibile il trasporto ferroviario per le merci che non inquina,chi e' a poca distanza dal lavoro puo'anche andare a piedi di certo la soluzione non sono i mezzi pendolari per evitare la diffusione del virus e per gli impianti di areazione andrebbero dotati di filtro
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Re: virus corona

Messaggioda franz il 22/03/2020, 11:58

Perché si muore così tanto?
Perché in realtà i positivi sono molti di più, almeno 10 volte tanto.
Considerandolo, la letalità in Italia rientra nella norma.
Perché una gran fetta di positivi è asintomatico, infetta più a lungo ed ha un R0 che potrebbe essere anche di 15.
https://www.medicitalia.it/news/malatti ... atici.html?

Buone notizie?
https://www.huffingtonpost.it/entry/tro ... 3b648ff062
https://www.drugtargetreview.com/news/5 ... y-in-mice/
Il comportamento più adeguato per un essere umano è quello di sentirsi fortunato di essere vivo, umile di fronte all'immensità del tutto. Magari facendosi una birra.
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Re: virus corona

Messaggioda trilogy il 22/03/2020, 12:40

Interessante anche questo
In Italia il virus uccide in Germania no. Il mistero della resistenza dei tedeschi

https://m.espresso.repubblica.it/attual ... o-1.345996
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Re: virus corona

Messaggioda Robyn il 22/03/2020, 13:42

Il fatto che Jhonson in Gran Bretagna inizialmente abbia seguito un'altra strada non bisogna darci peso perche suggerita da un'elettorato euroscettico inglese a cui piu' si da' spazio e piu' si sente superiore i cultori del grande impero inglese tanto per capirci.A differenza di quello che dice lutwak noi non abbiamo bisogno della cultura liberale inglese abbiamo gia' la nostra di cultura liberale che e' piu' "civile" da Croce a Einaudi a Popper probabilmente e' stato suggerito a Jhonsons di non fare nulla dall'elettorato euroscettico del grande impero inglese di cui meno si parla e meglio e' altrimenti si sente superiore.Da noi la cultura liberale inglese e' solo parzialmente applicabile perche siamo culturalmente differenti
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Re: virus corona

Messaggioda pianogrande il 22/03/2020, 15:43

L'argomento che mi convince di più è l'effettuazione dei tamponi.

Se si esamina solo un numero limitato ai sintomi importanti, sfuggono gli asintomatici o quasi.

Si potrebbe quindi, come fa Franz, fare addirittura il calcolo inverso e stabilire gli infettati in base al numero dei morti.

Il fatto che la Corea, da come leggo, abbia fatto tamponi a tappeto sui probabili infettati, penso sia la via più efficace ed è quello che manca nel nostro paese.

Non si va alla radice e cioè non si esaminano i probabili contagiati ma solo i probabili ammalati.
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Re: virus corona

Messaggioda franz il 22/03/2020, 19:34

trilogy ha scritto:Interessante anche questo
In Italia il virus uccide in Germania no. Il mistero della resistenza dei tedeschi

https://m.espresso.repubblica.it/attual ... o-1.345996

Anche il clima svolge il suo ruolo.
Troppo freddo o troppo caldo diminuiscono R0

La tesi che va per la maggiore però è quella sulle relazioni sociali.
Quanti figli vivono coi genitori fino a 30 anni in Italia e in Germania?
Quanti nonni devono accudirei nipoti a mezzogiorno o nel doposcuola, per mancanza di strutture adeguate?
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Re: virus corona

Messaggioda trilogy il 23/03/2020, 11:52

E' impressionante la capacità di diffusione del virus. Singole negligenze hanno provocato una diffusione planetaria.

Coronavirus, il villaggio tirolese di Ischgl che ha infettato mezza Europa

E' impressionante la capacità di diffusione del virus, dove singole negligenze hanno prodotto danni planetari.

Da febbraio a Ischgl si sono infettati più di mille turisti nord-europei. Ma soltanto ora il paesino è stato dichiarato zona rossa. «I ritardi per non compromettere la stagione sciistica»
di Paolo Valentin

BERLINO – Lo scorso 29 febbraio un Boeing della Iceland Air proveniente da Monaco di Baviera atterrò a Reykjavik. A bordo erano in maggioranza turisti islandesi, giovani soprattutto, di ritorno da una settimana bianca in Tirolo, più precisamente a Ischgl, un borgo di 1500 abitanti della regione dell’Austria noto come il paradiso del dopo-sci. Sottoposti al test del coronavirus, l’Islanda era già in modalità emergenza, molti di loro risultarono positivi. Immediatamente il governo islandese dichiarò il Tirolo area a rischio. Bastarono pochi giorni come per capire che quello islandese non fosse un caso isolato. Uno dopo l’altro, notizie di persone contagiate dal Covid-19 dopo essere state in vacanza a Ischgl cominciarono a rimbalzare in tutto il Nord-Europa, da Amburgo alla Danimarca. Il 7 marzo le autorità norvegesi sottoposero al test un gruppo di turisti che erano stati in Austria nella seconda metà di febbraio. Il giorno dopo Oslo fece un annuncio inquietante: 491 dei 1198 infettati della Norvegia erano stati a sciare in Tirolo, la maggioranza di loro a Ischgl.

Eppure, le autorità tirolesi per oltre una settimana negarono tutto con cinismo e arroganza: «Dal punto di vista medico – dichiarava il direttore sanitario del Land, Franz Katzgraber – non è verosimile che il Tirolo sia stato focolaio di infezione». La stagione sciistica doveva continuare. Nonostante l’allarme dei virologi, che da giorni mettevano in guardia da una catastrofe in fieri. E nonostante l’Austria, primo fra i Paesi europei, annunciava la chiusura unilaterale delle sue frontiere a Sud.

Soltanto il 7 marzo, di fronte all’evidenza norvegese e al primo caso ufficiale di coronavirus nel villaggio, ammisero la possibilità. Il contagiato era un tedesco di 36 anni che lavorava come barman al Kitzloch, la più celebre baita della movida locale. Passarono però ancora tre giorni, prima che il locale venisse chiuso. Quanto al resto del villaggio, business as usual: piste aperte, ski-lift operativi, alberghi in funzione. Non bastò neppure che anche la Germania il 13 marzo dichiarasse il Tirolo zona a rischio, dopo che le autorità di Ostalb, nel Baden-Wuerttenberg avevano lanciato un disperato allarme: 200 persone che erano state in autobus a Ischgl erano risultate positive al test.

fonte: https://www.corriere.it/esteri/20_marzo ... fb9f.shtml
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