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Sull'articolo 18

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Sull'articolo 18

Messaggioda Robyn il 07/01/2020, 16:50

Sull' articolo 18 mi pare che gia' sia stato raggiunto un buon equilibrio fra le parti"lavoratore,datore di lavoro" e riaprire un duello su questo non mi pare il caso perche si rischia di introdurre elementi di incertezza e di indeterminatezza che possono fare male ai lavoratori e alle aziende.Piu' che altro un intervento lieve andrebbe fatto sui disciplinari mettendo un numero definito di warning cioe' tre ,mentre sui motivi economici non bisogna toccare niente stanno benissimo cosi' come stanno ma l'intervento lieve sui disciplinari e' una cosa che rimane in mano a Conte che e' un giurista e per il momento e' meglio non mettere troppa carne al fuoco.Leu dovrebbe pensare ad altro a lasciare perdere l'articolo 18 e soprattutto a lasciare perdere la sua idea di statalizzazioni
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Re: Sull'articolo 18

Messaggioda Robyn il 09/01/2020, 13:19

In caso di violazione dei criteri di scelta nei licenziamenti collettivi serve l'indennita' piena relazionata alla grandezza aziendale perche quella attualmente prevista,crescente in base all'anzianita',non rappresenta un sufficente deterrente affinche i criteri di scelta non siano violati.Anche nel gmo esiste la reintegrazione perche quando il motivo e' palesemente inesistente il giudice puo' convertirlo in licenziamento discriminatorio che prevede la reintegrazione.La precedente riforma che parlava di insussistenza dava invece origine ad incertezze interpretative
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Re: Sull'articolo 18

Messaggioda Robyn il 10/01/2020, 15:11

Il DEF si e' naturalmente preoccupato di dare qualcosa in piu' sulla busta paga ma ancora non ha fatto un'intervento incisivo per diminuire il cuneo fiscale cioe' la differenza fra quanto si paga e il netto che si ha in busta paga.Questo permetterebbe di contrastare ancora di piu' la precarieta' e le basse retribuzioni dovuto al fatto che attraverso formula atipiche le aziende cercano di baypassare il costo del lavoro,calcoliamo poi che si potrebbe piu' facilmente contrastare il lavoro sommerso che nel nostri paese raggiunge picchi del 30%.Senza un lavoro regolare non si hanno diritti non si ha la pensione non si hanno retribuzioni sufficenti.Adesso che c'e' una maggioranza che puo' fare queste cose facciamole.Poi in Italia non si sa' distinguere a cosa serve il contratto a termine,serve per quelle pochissime esigenze in cui gia' in partenza si conosce il termine mentre il contratto temporaneo che va' scorporato dai contratti a termine serve per quelle esigenze di cui non si sa' bene il termine come maternita' che va' scaricata interamente sugli ammortizzatori sociali e il surplus di lavoro temporaneo
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