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28mila laureati se ne vanno ogni anno

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28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda franz il 29/05/2019, 7:44

28mila laureati se ne vanno ogni anno. E no, non è retorica: è la prima emergenza dell'Italia

Sembra un problema da poco, è un disastro. Perché se i cervelli se ne vanno, non ne arrivano. E se non c'è un sistema a misura del talento, nessuno ha più incentivi a diventarlo. E se studiare non serve, non ha senso spendere in istruzione. Rimane solo una domanda: come si torna a crescere?

Di Francesco Cancellato

Potremmo chiamarla la grande evasione: 28mila laureati hanno lasciato l’Italia nel 2017, il 4% in più rispetto al 2016. Lo dice l’Istat, nel suo report sulla mobilità interna e le migrazioni internazionali della popolazione residente, presentato ieri, 14 dicembre 2018. Eccovela, l’Italia dei cervelli in fuga, o dei suoi migranti economici, se preferite. E no, non è solo una retorica antipatica e snob. Al contrario, è il problema dei problemi del nostro Paese, il sintomo primo della nostra crisi senza sbocchi né vie d’uscita, la tessera del domino che cadendo, le fa crollare tutte.

Lo è, banalmente, perché più cervelli se ne vanno, meno ne arrivano. Lo dice la logica, prima della sociologia: ognuno sta bene in mezzo ai suoi simili, e difficilmente un talento si sentirà attratto da un Paese che fa scappare le sue intelligenze. E infatti in Italia ci sono solo 500mila laureati stranieri, il 7% sul totale, contro il 10% della Francia, l’11% della Germania, il 17% del Regno Unito, tutti Paesi che hanno molti più laureati di noi.

Lo è, di conseguenza, perché più laureati se ne vanno, meno gente decide di laurearsi. Anche in questo caso, tutto è perfettamente logico: se il mercato del lavoro italiano non assorbe i laureati e se I lavoratori sovraistruiti rispetto alle mansioni che svolgono sono il 20%, uno ogni cinque, che senso ha laurearsi? Domanda perfettamente legittima. La cui risposta sta nelle 65mila immatricolazioni in meno tra il 2000 e il 2015 e nel dato che ci vede all’ultimo posto come numero di laureati tra i 30 e 34 anni: 23,9% rispetto alla media Ue del 38%.

Lo è, al pari, perché meno immatricolazion e meno laureati non risolvono il problema del mancato incrocio tra domanda e offerta di lavoro, semmai lo aggravano. Viva le eccezioni, ma se l’Italia è il Paese della produttività al palo, forse una parte del problema sta anche nel fatto che solo il 25% dei suoi manager d’impresa ha la laurea in tasca, contro una media europea del 54%. E pure nel fatto che nel nostro Paese i ricercatori sono due volte meno che in Francia e Regno Unito, tre volte meno rispetto alla Germania, nove volte meno rispetto al Giappone, tredici volte meno degli Stati Uniti d’America. Date laureati alle imprese, magari dategli pure il timone, e innoveranno le loro strategie, cambieranno strada, riconosceranno il talento e attrarranno i loro simili. Cacciateli fuori, e continuerete per la vostra strada mentre tutto attorno cambia, semplicemente perché non avete gli strumenti per intraprendere la strada nuova.

Lo è, infine, perché tutto questo è uno spreco enorme di risorse. Perché il nostro petrolio si chiama capitale umano e siamo come una potenza petrolifera che regala il proprio oro nero anziché sfruttarlo per arricchirsi. C’è chi ha fatto i conti ed è arrivato a dire che l’Italia, facendo scappare i suoi cervelli, ha perso sinora 42,8 miliardi di investimenti privati - leggi: famigliari - in capitale umano. Cui si aggiungono circa 15 miliardi ogni anno di investimenti pubblici regalati ai Paesi in cui i nostri giovani cervelli vanno a lavorare. Roba da far venir voglia di smettere di investire nell’istruzione. E infatti, il governo del cambiamento, in legge di bilancio, ha messo sul piatto 7 miliardi per i pensionati, 9 miliardi per i sussidi di disoccupazione e niente per l’istruzione.

Tutto torna. Peraltro, se il numero dei laureati continua a diminuire, e quei pochi scappano, nessuno ne chiederà mai conto, né in piazza, né nel segreto dell'urna. Rimane un solo dubbio: se a un Paese che non ha materie prime, risorse energetiche, riserve illimitate di capitali finanziari togli il capitale umano, il migliore che ha, come diavolo torna a crescere? Quando avete finito gli alibi, con calma, provate a rispondere.

https://www.linkiesta.it/it/article/201 ... stat/40449
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Re: 28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda franz il 29/05/2019, 8:51

Giusto per completare i numeri dati dal mio omonimo rispetto a quanti laureati sono attratti da altri paesi, in Svizzera il 37.5% degli stranieri di provenienza UE28 e AELS è laureato. Il dato supera addirittura il dato della popolazione interna (30.6%). Da altri paesi europei (non UE) abbiamo il 14% mentre dal resto del mondo siamo attorno al 33%.
E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai.
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Re: 28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda pianogrande il 29/05/2019, 9:52

L'articolo parla di "togliere il capitale umano" quasi che quella fosse una causa e non un effetto.

Il problema non è il fatto che i cervelli se ne vanno ma il fatto che di questi cervelli non si abbia bisogno.

Siamo un paese dove il lavoro è sempre più di basso livello (quando c'è).

Ho in famiglia un giovane ingegnere che, facendo l'ingegnere, non arriva a 2000 Euro di stipendio (in Italia) e un medico che ha un ottimo posto dirigenziale (in Inghilterra).
All'ingegnere hanno più volte consigliato di trovarsi un lavoro nella vicina Svizzera (appunto).

Questa è la situazione.

L'italietta piccoloèbello/valepiùlapraticachelagrammatica dei cervelli non sa proprio che farsene.
Fotti il sistema. Studia.
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Re: 28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda trilogy il 29/05/2019, 11:00

mi raccontava un imprenditore qualche giorno fa che aveva preso in stage, dopo un master, in Italia un ragazzo extracomunitario. Finito lo stage, questo ragazzo gli era piaciuto molto e lo voleva assumere con un contratto subordinato. Stanno girando a vuoto in un labirinto di quote annue, permessi ecc. Un paese devastato dalla demagogia e dalla burocrazia.
Quello che conta per lo sviluppo del paese è il saldo tra entrate e uscite di figure qualificate.
Chiunque ha tentato di creare uno Stato perfetto, un paradiso in terra, ha in realtà realizzato un inferno. Popper
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Re: 28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda Robyn il 29/05/2019, 13:21

Penso che il problema non sia solo un problema di occasioni,di incontro fra domanda e offerta,di meritocrazia,ma un problema di democrazia che con l'avvento del berlusconismo si e' affievolita.A me alcuni parenti di Londra con l'avvento del berlusconismo mi chiesero se volevo andare da loro ma sotto l'effetto del mobbing non avevo capito nulla e da li a poco la mia situazione diventava didastrosa,sono rimasto vivo per miracolo con il tempo
Locke la democrazia è fatta di molte persone
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Re: 28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda franz il 29/05/2019, 21:18

In un post mio di mesi fa, riferivo di un sondaggio che tra le priorità degli italiani indicava la salute e l'emigrazione.
Non la criminalità e l'immigrazione.

Chiaro?
E però, in ogni nostra diliberazione si debbe considerare dove sono meno inconvenienti, e pigliare quello per migliore partito: perché tutto netto, tutto sanza sospetto non si truova mai.
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Re: 28mila laureati se ne vanno ogni anno

Messaggioda flaviomob il 30/05/2019, 0:18

In un post mio di mesi fa, riferivo di un sondaggio che tra le priorità degli italiani indicava la salute e l'emigrazione.
Non la criminalità e l'immigrazione.


Si vede che non se ne ricordano quando votano.


"Dovremmo aver paura del capitalismo, non delle macchine".
(Stephen Hawking)
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