da Robyn il oggi, 9:20
La sfida è come delineare il Rdc o Adi rimodellandolo da semplice strumento assistenziale ad uno per il reingresso nel mercato del lavoro.L'idea è che l'importo erogato non possa superare il 60% del minimo tabellare stabilito nei ccnl cioè del reddito minimo.Questo può essere uno strumento a tempo indefinito per la semplice ragione che non tutti impiegano lo stesso tempo a fare il reingresso nel mercato del lavoro ma va legato all'obbligo di seguire un corso di formazione.Adesso molti mettono inevidenza la difficoltà e i costi che ci sarebbero nel garantire la formazione ma nella realtà questo non è un problema si possono seguire corsi e-lerning magari in locali dei centri per l'impiego dove ci sono tablet,Pc etc cosa che permette di seguire le lezioni dei vari corsi,di registrarle,e poterle ripassare a casa in differita,non ci sarebbe la parte pratica che andrebbe appresa sul lavoro,non ci sarebbero insegnanti perché le lezioni sono e-lerning ma questi corsi e-learning sono solo limitatamente e relativamente a questo strumento Adi o Rdc.L'idea è quella di fornire delle basi minime che possono essere sfruttate per riemergere e trovare lavoro.Le stesse tre proposte congrue dopodiché si perde l'assegno se non si accetta non avrebbero tanto senso in un'assegno che prevede il 60% del reddito da lavoro calcolato sulla paga minima ed eventualmente una parte integrata per l'affitto se non si hanno contributi,ferie e permessi pagati ,tredicesima ,quattordicesima,Tfr.Questa delle tre proposte congrue andrebbe sostituita con l'offerta che possono fare i centri per l'impiego senza limiti di offerta una volta superato un periodo di formazione minimo della durata di 6 mesi,vale a dire sei quasi formato potresti accettare un lavoro secondo quelle che sono le tue preferenze e relativamente al corso che segui
Locke la democrazia è fatta di molte persone