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Gargano, il Parco degli sprechi

Gargano, il Parco degli sprechi

Messaggioda gelormini il 12/08/2008, 10:10

GARGANO, IL PARCO DEGLI SPRECHI





di Antonio V. Gelormini





Ciò che sorprende non sono le vicende giudiziarie di Matteo Fusilli, attuale presidente nazionale di Federparchi ed ex-presidente del Parco del Gargano, e quella di Matteo Rinaldi, ex-direttore dello stesso parco. Questa è categoria di eventi che quasi non fanno più notizia. Ad essere sconcertante, stanti i capi d’imputazione, è la differenza tra i 30 mila euro stimati per i lavori di demolizione delle case abusive nel parco pugliese e i 373 mila euro pagati alla controversa società di Mario Scaramella. Il discusso protagonista dell’affare Mitrokhin e commensale dell’agente russo Litvinenko, nel sushibar londinese, il giorno che se ne consumò l’avvelenamento al polonio.



Devastante leggere le dichiarazioni dei vertici del Parco a supporto di scelte effettuate, sempre secondo i capi d’imputazione, in consapevole autonomia e in assenza di verifiche e cautela; forse più che opportune data la discutibile trasparenza della figura del titolare della Ecpp (Environmental Crime Prevention Program). Così come rilevare che ulteriori 500.000 euro erano stati stanziati, sempre senza gara pubblica, per l’appalto di altri lavori. Incredibile la disinvoltura delle decisioni, dopo che analoghe operazioni con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio avevano fatto puntare l’occhio di bue della giustizia sulla società di demolizione e sul suo unico referente.



Piuttosto inquietante ritrovare gli stessi protagonisti a capo della Federazione Nazionale Parchi e Riserve Naturali e alla direzione proprio del parco alle pendici del vulcano partenopeo. Per non dire del cosiddetto esperto di sicurezza ambientale, diventato consulente delle discussa commissione parlamentare d’inchiesta: “Mitrokhin”, che mise sulla graticola buona parte dei politici di spicco del centrosinistra. E trasformato in strumento di una sbandierata “battaglia di legalità” sui pendii della montagna sacra, dove la sua società arriva a beneficiare di oltre l’80% di anticipazioni, con somme spesso corrisposte prima dell’inizio dei lavori appaltati.



Un susseguirsi di note alquanto stonate, nonché di stecche stridenti da far accapponare la pelle, che fanno assumere tonalità assordanti al silenzio delle associazioni ambientaliste e della stessa Legambiente. Particolarmente attive sul fronte parchi e insolitamente insofferenti, per lo stallo delle procedure di utilizzo dei discussi stanziamenti. Assegnati a suo tempo, a detta dei giudici, in sospetta e anomala procedura amministrativa.



Una vicenda amara che evidenzia, qui come altrove, i limiti di un Partito Democratico poco incisivo nel processo di selezione delle sue classi dirigenti, per garantire rinnovamento della politica, rilancio dell’azione riformista e determinazione nel processo di costruzione del cosiddetto partito nuovo. Tra piromani, mascalzoni urbanistici e dilapidatori di risorse la testa del Gargano, più che svettare su un paradiso naturale mediterraneo, sembra soffrire un contrappasso infernale. Presa d’assalto, come quella dantesca dell’Arcivescoco Ruggieri, dai molari famelici di novelli conti Ugolino, padri nobili senza blasone di una dinastia gattopardesca dagli anticorpi blindati di terza generazione.



(gelormini@katamail.com)
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