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Politica incapace di colpire i corrotti

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Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda flaviomob il 24/04/2016, 11:17

Di Matteo: "La politica è incapace di colpire i corrotti, troppi attacchi ai pm"
di SALVO PALAZZOLO
24 aprile 2016

PALERMO. "Mafia e corruzione sono ormai facce della stessa medaglia - dice Nino Di Matteo - ma mentre i boss sono adeguatamente puniti,i corrotti che vanno a braccetto con i padrini sono garantiti da una sostanziale impunità dalla politica". Il pubblico ministero del processo Stato-mafia riprende le parole di Piercamillo Davigo sui politici che "continuano a rubare e non si vergognano", sulle difficoltà nelle indagini. Le definisce: "Parole chiare, coraggiose, la stragrande maggioranza dei magistrati la pensa così". E rilancia: "Nei pochi casi in cui si riesce ad acquisire la prova di quei fatti di reato, tutti gli sforzi vengono mortificati dal sistema della prescrizione, che non si riesce a riformare".

Perché, secondo lei?
"Probabilmente, una parte della politica trova conveniente l'eventualità di continuare a utilizzare la prescrizione come un comodo rifugio rispetto alla responsabilità dei delinquenti dal colletto bianco".

Si è già riaperto un conflitto fra politica e magistratura?
"Non c'è stata e non c'è una guerra fra politica e magistratura. Una guerra evoca volontà e azione bilaterali. Piuttosto, negli ultimi 30 anni, con sfumature e governi di colore diverso,c'è stata un'offensiva organizzata, costante e abilmente condotta di una parte della politica contro una parte della magistratura,quella che si ispira esclusivamente al principio dell'eguaglianza di tutti innanzi alla legge".

La politica critica i magistrati per certi processi che si concludono con un nulla di fatto. Perché le sembra un fatto anomalo?
"Tante assoluzioni o archiviazioni riguardanti esponenti politici fanno riferimento a rapporti accertati con mafiosi, dunque a dei fatti, che però non sono diventati reato. E la politica cosa fa? Si è dimostrata del tutto incapace di reagire, punendo con meccanismi di responsabilità interna coloro che cercano i mafiosi. È molto più facile attaccare i magistrati".

La politica invoca le sentenza definitive.
"Questo non può essere un alibi. A prescindere dall'eventuale configurabilità di un reato, certe frequentazioni fra mafia e politica sono evidenti, e la politica ancora oggi non sa o non vuole capire. Non è un caso che negli ultimi dodici annidue presidenti della Regione Siciliana siano stati processati per mafia".

Per colpire il voto di scambio politico mafioso, la politica ha avviato la riforma dell'articolo 416 ter.
"Considero quella riforma un'occasione persa. Le pene per il voto di scambio sono molto più basse di quelle previste per l'associazione mafiosa. Non si vuole capire la gravità estrema del patto elettorale mafioso. Ritengo che la nuova norma sia stata formulata male, con aspetti di equivocità".

C'è stato già qualche banco di prova?
"Di recente è stato assolto un politico siciliano che era stato invece condannato per voto di scambio sotto il vigore della vecchia legge".

Su cosa si potrebbe riaprire un tavolo di dialogo fra magistratura e politica per le riforme?
"Per prima cosa, la politica dovrebbe recuperare il messaggio di Pio La Torre, il segretario del Pci ucciso dalla mafia, e ispirarsi alla sua capacità di denunciare le collusioni del potere prima ancora delle inchieste della magistratura".

http://www.repubblica.it/politica/2016/ ... 138320751/


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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda ranvit il 24/04/2016, 11:45

Cantone a Davigo "Manette non bastano"

MILANO - "Mani Pulite ha fallito perché le manette da sole non bastano. La fiaba della magistratura tutta buona e della politica tutta cattiva è falsa". E' quanto afferma al Corriere della Sera, Raffaele Cantone, presidente dell'autorità nazionale Anticorruzione, che aggiunge: "Non sono la ruota di scorta di Renzi. Constato solo che il governo contro la corruzione si sta muovendo. Oggi è meglio che nel 1992".


Che in Italia abbiano vinto i corrotti, spiega Cantone, "non è assolutamente vero. Dire che tutto è corruzione significa che niente è corruzione, e il sistema non può essere emendato.

Io non accetto questo pessimismo cosmico. Mi ribello a questa visione che esclude qualsiasi ricetta". "Non è vero", dice ancora Cantone, che oggi è peggio di Tangentopoli, "è vero che Tangentopoli non sradicò la corruzione, che è continuata come un fiume carsico. Ma ora vedo molte persone che vogliono provare a uscirne. E pensano che la soluzione non sia solo la repressione, che la ricetta non sia solo la stessa del 1993, che all'evidenza ha fallito", "l'idea che tutto si risolva con le manette è stata smentita dai fatti". Sul fatto che anche Pier Camillo Davigo parla di prevenzione, Cantone spiega di continuare "a farlo" anche lui: "Ho parlato di agenti infiltrati un mese fa, a un convegno di magistrati. Capisco che Davigo possa non seguire quello che dico, ma in questo caso non è molto informato".

Cantone segnala nella magistratura anche "gli aspetti critici".

"Molto spesso - spiega - non riesce a dare risposte ai cittadini, perché è sovraccaricata di compiti non suoi. Si pensa che debba occuparsi soprattutto dei grandi temi, e un po' meno del senso di giustizia individuale", "la magistratura ha meriti eccezionali, ma sarebbe scorretto non evidenziare che certi meccanismi organizzativi non funzionano".

Sulla situazione attuale della corruzione in Italia, Cantone afferma: "Ci sono criticità, ma c'è uno sforzo autentico, e se ne vedranno i risultati". Scandali e arresti? "Sono fatti molto gravi. Ma se emergono è la prova che il sistema reagisce.

Fino a poco fa qualche leader politico sosteneva che la corruzione non esisteva; oggi nessuno la nega. Non dico che la strada sia conclusa, sarei un folle. Ma è sbagliato non prendere atto di quel che è avvenuto, grazie al Parlamento che ha votato andando oltre la maggioranza di governo". "Giudici inquinati perché in politica - dice anche - ? Diano le prove o si finisce come quando Falcone venne definito eroe da chi gli aveva dato del traditore".


http://livesicilia.it/2016/04/23/canton ... no_741629/
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda pianogrande il 24/04/2016, 12:21

Le manette non bastano significa forse niente manette ai delinquenti?

Le manette non bastano dovrebbe significare che la politica deve riformarsi e migliorare con mezzi propri.

Quella storia dei magistrati tutti buoni e i politici tutti cattivi è la solita banalizzazione delle cose serie attuata dagli esperti di comunicazione.
Trasformare le cose serie in banalità da bar è un vecchio e purtroppo ottimo metodo per neutralizzare l'opinione pubblica.
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda trilogy il 24/04/2016, 13:07

Questi sono solo la punta dell'iceberg. Poi ci sono decine di migliaia di cittadini che finiscono ogni nella macchina infernale e ne escono magari assolti, ma con la reputazione, la carriera, i risparmi divorati dagli avvocati.
Della "giustizia" italiana si può dire solo una cosa: "meglio non averci mai nulla a che fare."

Ogni anno in Italia 7 mila persone arrestate e poi giudicate innocenti
Il garante dei detenuti: ridurre le misure di custodia cautelare. Gli avvocati: separare le carriere di giudici e pubblici ministeri

«Credevano che fossi il Padrino e non un uomo perbene. Così in attesa dei processi ho fatto 23 giorni di galera e un anno e mezzo ai domiciliari. Dopo di che mi hanno assolto con formula piena in primo grado, in appello e in cassazione. Eppure non è finita».

Secondo la Procura di Palermo, Francesco Lena, ottantenne imprenditore di San Giuseppe Jato, titolare dello spettacolare relais Abbazia di Sant’Anastasia nel parco delle Madonie, era un prestanome di Bernardo Provenzano. Così cinque anni e mezzo fa, all’alba, le forze dell’ordine hanno bussato alla sua porta: «Venga con noi». «È per il permesso di soggiorno del ragazzo che sto assumendo?». «No, mafia». La moglie è sbiancata, lui si è sentito mancare e il suo mondo è andato in pezzi.

Che cosa è successo da quel momento in avanti? «Mi hanno massacrato, trattandomi come il colletto bianco della cosca dell’Uditore e io l’Uditore non so neanche dove sia». Gogna mediatica e custodia cautelare in attesa di tre gradi di giudizio che avrebbero stabilito la sua innocenza, un destino paradossalmente non insolito. «Ogni anno settemila italiani vengono incarcerati o costretti ai domiciliari e poi assolti. Una parte di questi si rivale contro lo Stato, che mediamente riconosce l’indennizzo a una vittima su quattro», spiega l’avvocato Gabriele Magno, presidente dell’associazione nazionale vittime degli errori giudiziari «Articolo643».

Lo Stato sbaglia, dunque. E sbaglia tanto. Almeno a guardare i numeri del ministero della Giustizia. Dal 1992 il Tesoro ha pagato 630 milioni di euro per indennizzare quasi 25 mila vittime di ingiusta detenzione, 36 milioni li ha versati nel 2015 e altri 11 nei primi tre mesi del 2016. [..]

Il caso Lena

Ma perché Francesco Lena sostiene che la sua vita è ancora sospesa? L’imprenditore siciliano precipita in fondo al suo pozzo giudiziario perché un gruppo di mafiosi parla di lui al telefono - «Di me e mai “con” me», chiarisce - ma nei suoi confronti non c’è nient’altro, perciò i processi finiscono in nulla. Eppure la sua proprietà viene sequestrata nel 2011 dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo guidata dall’ormai ex presidente Silvana Saguto, accusata oggi di corruzione e sospesa dalle funzioni e dallo stipendio. Il sequestro avviene pochi mesi prima che la Cassazione scagioni Lena in via definitiva. A danno si aggiunge danno. «Della magistratura ho una altissima stima. Ci sono persone di grande valore, ma anche uomini e donne capaci di distruggere una comunità o una persona. Io vivo di fianco all’Abbazia e quando vedo come l’hanno trattata mi si crepa il cuore. Su 60 ettari di vigne, 30 sono stati abbandonati. Non l’hanno ancora distrutta, ma prima era un’altra cosa. Sono vittima dell’antimafia e delle gelosie, però resisto, pensando che a Enzo Tortora è andata peggio di così», spiega Lena e dal fondo della gola gli esce un suono a metà tra il sospiro e il gemito.

Il 26 di maggio una sentenza dovrebbe restituirgli ciò che è suo. Nel caso di Lena è possibile dire che le misure cautelari non abbiano inciso sulla sua vita sociale? E allo stesso tempo è possibile non pensare che nelle regioni in cui comanda la criminalità organizzata il lavoro dei magistrati sia più duro e complesso e il rischio di errore più alto?

Il caso Lattanzi

[..]Barbarie magari no, ma incomprensibile accanimento qualche volta sì. È il caso di Antonio Lattanzi, ex assessore di Martinsicuro, in provincia di Teramo, arrestato quattro volte nel giro di quattro mesi con l’accusa di tentata concussione e abuso di ufficio a seguito della chiamata in correità di un architetto che lo stesso Lattanzi aveva denunciato qualche anno prima. La Procura si intestardisce in un dinamismo irritante caratterizzato dall’incapacità di vedere le cose da un punto di vista diverso dal proprio. «Sono stato assolto in ogni grado di giudizio con formula piena. Ma ho fatto 83 giorni di prigione. Non ho capito perché abbiano usato questa durezza nei miei confronti. Dopo il primo arresto i miei avvocati hanno impugnato il provvedimento e sono stato rimandato a casa. Ma passati pochi giorni i carabinieri sono tornati a prendermi. Stavolta davanti ai miei figli. In carcere l’idea del suicidio mi ha accompagnato ogni giorno e se non fosse stato per mia moglie non so che cosa sarebbe successo.[..]

articolo completo: http://www.lastampa.it/2016/04/24/itali ... agina.html
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda flaviomob il 25/04/2016, 1:36

...Ma non è stato Renzi a volere questa task force?
Io mi aspettavo, o quantomeno sognavo che almeno parte delle riforme che Renzi mi ha chiesto passasse per decreto. come quella più urgente, che dovrebbe essere meno controversa, per abbattere tempi e costi del processo penale.

Invece nulla. Perché?
Abbattere i tempi del processo significa non arrivare alla prescrizione, specie per i reati ordinari, i tre quarti dei quali oggi non fanno in tempo ad arrivare in Cassazione. Rimettere in piedi un sistema efficiente è fondamentale anche per la lotta alla mafia. Se risolvi il problema di una truffa, magari l’imprenditore prende fiducia e la volta dopo ha il coraggio di denunciare un’estorsione. Forse, per questo tema così delicato, Renzi non ha i numeri in Parlamento. Queste riforme toccano centri di potere: se implementate, manderebbero in galera molti colletti bianchi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04 ... o/2667838/
...


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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda pianogrande il 25/04/2016, 9:16

I empi lunghi della giustizia favoriscono i colpevoli (sopratutto i colpevoli e potenti) mentre rovinano la vita agli innocenti che si debbono trascinare per anni l'ingiusta accusa prima che l'innocenza venga riconosciuta.

Se il governo Renzi (e non certo la magistratura) non fa niente per accorciare i tempi dei processi, allora, il governo Renzi sta dalla parte dei colpevoli potenti e contro gli innocenti deboli.

Questo significa anche che non è giustizia allungare i tempi di prescrizione; un processo non può durare decenni.
E' giustizia accorciare i tempi dei processi.
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda ranvit il 25/04/2016, 9:51

Se "la politica" non sarà capace di colpire i corrotti....possiamo anche smettere di preoccuparcene 8-)
Evidentemente non è cosi'...e dopo aver ricordato che è un problema antico, antichissimo ed a cui tutti vi partecipano: politici e magistrati, ricchi e poveri, padroni, professionisti di ogni settore, lavoratori dipendenti ed autonomi, etc etc) va anche detto che non tutti siamo corrotti.

SE c'è chi puo' fare qualcosa per combattere questo handicap (nessuno c'è mai riuscito fin'ora.....nemmeno la Magistratura) questo è il Governo Renzi. Sono convinto che superato lo scoglio del referendum costituzionale, e quindi rafforzatosi (perchè per avere successo ci vuole tantissima forza) Renzi metterà mano a questo problema.
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda franz il 25/04/2016, 11:11

pianogrande ha scritto:Se il governo Renzi (e non certo la magistratura) non fa niente per accorciare i tempi dei processi, allora, il governo Renzi sta dalla parte dei colpevoli potenti e contro gli innocenti deboli.

La magistratura è dotata di autogoverno e quindi secondo me puo' fare moltissimo per accorciare i tempi processuali.
Si era parlato per esempio del caso di torino.
http://inchieste.repubblica.it/it/repub ... -56696706/
Se lo ha fatto torino, lo possono fare gli altri.
Sicuramente anche il governo deve fare la sua: dotazioni strumentali, economiche, di personale.
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda pianogrande il 25/04/2016, 12:45

D'accordo Franz.
La magistratura ci può mettere la volontà e il sospetto che non sempre ce la metta ce l'ho anche io.
Il governo ci deve mettere le leggi e i mezzi.
Le leggi (non per niente esiste un ministero della giustizia, competente in materia nonostante la separazione dei poteri) possono anche costringere la magistratura a lavorare in un certo modo.
La magistratura ha un autogoverno che può essere ad assetto (a comportamento) variabile ma se le leggi sono semplici, chiare e severe, lo svolgimento dei processi non può che guadagnarne.
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Re: Politica incapace di colpire i corrotti

Messaggioda franz il 25/04/2016, 15:37

Immagino abbiate anche sentito della notizia che impazza, a proposito di un giudice che ha rifiutato il faldone elettronico perché non può fare le "orecchiette" sul monitor ...

http://www.varesepolis.it/giudice-di-bu ... 39019.html

In governo puo' fare molto e dare computer e procedure ma ....
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