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Giustizia, toghe in agitazione

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Giustizia, toghe in agitazione

Messaggioda franz il 06/07/2008, 10:51

Protesta dell'Anm per le norme del governo sulla sospensione dei processi,
intercettazioni, taglio di risorse e stipendi. "Ulteriore svilimento della funzione giudiziaria"

Giustizia, toghe in agitazione
"Vogliono distruggere il sistema"

L'Associazione: "Intervento peggiorativo senza precedenti". Calderoli: "Li incontrerò"
Cicchitto: "Azione dai risvolti politici". Di Pietro: "Riflettano i commentatori prezzolati"

ROMA - Toghe in agitazione a oltranza. L'associazione nazionale magistrati ha deciso la linea dura contro gli interventi del governo nel settore della giustizia. Tra queste la sospensione dei processi, le disposizioni sulle intercettazioni, il taglio delle risorse al settore giustizia e il taglio degli stipendi introdotto dall'art.69 del dl 112 (cosiddetto decreto manovra).

"Si va verso la distruzione del sistema giustizia" commenta il presidente dell'Anm Luca Palamara. "Agitazione dai risvolti politici", ribatte Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Dura replica di Di Pietro: "Riflettano i soliti commentatori prezzolati prima di accusare l'Anm". Il leghista Castelli non chiude al dialogo: "Voglio capire le ragioni dei magistrati".

Se l'articolo 69 (quello sulla riduzione delle retribuzioni) non sarà cancellato, i giudici sono pronti al blocco delle udienze e allo sciopero delle "supplenze", compiti che non spettano ai magistrati, ma che da loro vengono svolti in assenza di personale specializzato.

Il parlamentino delle toghe, a maggioranza, ha deliberato "lo stato di agitazione, riservando l'adozione di ogni misura di protesta alla luce dell'evoluzione del quadro normativo" con la convocazione permanente del comitato direttivo centrale "per seguire costantemente gli sviluppi degli interventi sul sistema retributivo".

Il documento è stato approvato a larga maggioranza dagli esponenti di Unicost, Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. Magistratura indipendente, la corrente più moderata delle toghe, ha votato un suo documento anch'esso fortemente critico nei confronti della classe politica.

Secondo l'Anm, "la generalizzata sospensione dei processi in corso per fatti puniti con pena inferiore ai 10 anni e commessi prima del giugno 2002, oltre a ledere i diritti delle parti lese e a creare ingiustificate disparità di trattamento, comporterà gravissime disfunzioni del processo penale. Inoltre - scrivono ancora i magistrati - le disposizioni contenute nel disegno di legge in materia di intercettazioni ridurrebbero drasticamente l'efficacia dell'azione di contrasto all'illegalità".

Ma in particolare i magistrati criticano la "drastica" riduzione delle risorse destinate alla giustizia con il taglio del 40% degli stanziamenti e il blocco delle assunzioni del personale amministrativo". Per quanto riguarda il taglio delle retribuzioni introdotto dall'articolo 69 del decreto manovra si segnala come ciò costituisca "l'ulteriore svilimento della funzione giudiziaria e una penalizzazione dei più giovani".

"Un intervento peggiorativo senza precedenti sulla struttura del trattamento retributivo dei magistrati", dice il documento dell'Anm. Un peggioramento che "indurrà la sostanziale paralisi del funzionamento del sistema e l'ulteriore svilimento della funzione giudiziaria".

"La gravissima situazione di disfunzione degli uffici giudiziari e di disagio dei magistrati che vi lavorano impone un incisivo impegno di denuncia e di protesta: a questo scopo l'Anm delibera di adottare iniziative dirette a rappresentare all'opinione pubblica la grave situazione in cui versa la giurisdizione e a ribadire le proposte capaci di dare risposte ai bisogni di giustizia".

Per il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, "i magistrati stanno semplicemente e doverosamente difendendo come ultima frontiera della democrazia italiana il diritto costituzionale di ogni cittadino di avere un giudice per far valere i provvedimenti". E a Fabrizio Cicchitto che parla di "risvolti politici" dell'agitazione, l'ex pm lancia un duro attacco: "Riflettano i soliti commentatori prezzolati prima di accusare l'Anm".

Intanto la Lega sembra non voler abbandonare la linea della trattativa: "Questa settimana chiederò un incontro con i rappresentanti dell'Anm per comprendere e far comprendere le rispettive posizioni. Noi della Lega vogliamo trovare un filo di dialogo", dice Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. E per quanto riguarda la proposta dell'esponente del carroccio, ovvero il cosidetto 'Lodo Calderoli' (eliminare il blocca-processi per sostituirlo con uno scudo di un anno per le alte cariche dello stato), "la nostra proposta - dice - intendo sottoporla in primis all'Anm, voglio far capire che siamo tutti sulla stessa barca. Per capirci, non è il caso che ognuno continui a suonare il suo strumento, altrimenti si rischia di fare la fine del Titanic".

(5 luglio 2008)
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Re: Giustizia, toghe in agitazione

Messaggioda annalu il 06/07/2008, 12:14

La situazione del paese si sta facendo ogni giorno più difficile.

Per due anni hanno attaccato Prodi per un presunto aumento delle tasse.
Ora Berlusconi, che non le ha certo abbassate, sta anche cominciando coi tagli.
Tagliare le spese superflue è certo doveroso, il problema sta nelle scelta operate dal governo. Un paio di norme di Brunetta contro gli statali "fannulloni", a mo' di cortina fumogena, e poi si va al sodo: tagli a tutto spiano su tutto ciò che può avere un valore sociale.

Si tagliano i fondi alle forze dell'ordine (non si sa mai, potrebbero riuscire a fare bene il loro lavoro ... ) e si sostituiscono 6000 unità con tremila soldati, che fanno tanto scena, e poi se non bastassero, si può sempre ricorrere alle ronde padane.

Per la sanità, reintroduciamo i ticket: cos'è mai questa pretesa di una sanità che si occupa di tutti, indipendentemente dal censo?

Per la scuola, riduciamo gli insegnanti e le strutture: per chi può, c'è sempre la scuola privata, e per chi non può, meglio che non studi, a che servirebbe? Poi magari sono bravi e fanno concorrenza ai figli di papà ...
Dell'Università è meglio non parlare: il degrado viene favorito da tempo, a questo punto diamo il colpo di grazia. Leviamo le strutture, limitiamo l'assunzione dei giovani, tagliamo ulteriormente gli stipendi: del resto, lo sappiamo tutti che i laureati in Italia servono poco, ed i bravi vanno a lavorare all'estero.
Chiariamo loro le idee sin dall'inizio: che vadano all'estero anche a studiare, che è meglio!

Ed ora anche i giudici.
Con organici sufficienti, strutture che funzionano e prestigio, magari riuscirebbero anche ad aumentare l'efficienza della macchina della giustizia ... maglio tagliare da subito queste aspirazioni sovversive!

Quanto alle nuove leggi che questo parlamento ci sta preparando, quelle le vediamo tutti.

Certo, la crisi non è solo italiana, ma questo arroccamento di "chi può" in difesa dei privilegi, con un divario sempre crescente tra "chi può" e tutti gli altri che si vanno sempre più impoverendo, è una strada che può portare solo verso il baratro.

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Re: Giustizia, toghe in agitazione

Messaggioda incrociatore il 06/07/2008, 12:19

annalu ha scritto:...è una strada che può portare solo verso il baratro.
...

l'importante è "fare un passo in avanti"...
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