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Di Pietro al ministro per le politiche europee Ronchi

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Di Pietro al ministro per le politiche europee Ronchi

Messaggioda franz il 03/07/2008, 12:05

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La non risposta di Ronchi

Nella mia interpellanza di ieri al ministro per le politiche europee Ronchi, sulle risposte che il governo deve fornire ai quesiti che la Corte di Giustizia europea pone sulla vicenda Europa7, c'è stata la massima evasivita'. Allego il resoconto stenografico del ministro Ronchi perchè i cittadini sappiano che queste risposte ancora non ci sono e che le parole del dipendente di Silvio Berlusconi, Andrea Ronchi, sono una presa per i fondelli ai cittadini italiani. Sappiamo fin d'ora che non c'è nessuna intenzione da parte del Presidente del Consiglio di cedere le frequenze occupate da Rete4 al legittimo proprietario. Sappiamo fin d'ora che gli italiani pagheranno 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo a partire dal primo gennaio 2006.

Antonio Di Pietro: Noi dell'Italia dei Valori vorremmo sapere come il Governo in carica intenda rispettare la sentenza della Corte di giustizia europea, giacché il 31 gennaio 2008 essa ha condannato lo Stato italiano, perché non rispetta il principio di libera prestazione dei servizi né i criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori nell'assegnazione delle frequenze. La Commissione europea, la settimana scorsa, ha rivolto ben venti domande specifiche per chiedere come il Governo intenda dare esecuzione alla sentenza della Corte di giustizia europea.
Poiché il Governo italiano, nell'ultimo decreto-legge - nonostante recasse espressamente il titolo esecuzione di sentenze e di provvedimenti dell'Unione europea - non ha voluto dare corso alla risoluzione di questo problema, vogliamo sapere, adesso, in modo chiaro chiaro, che cosa intende fare, rispetto alle domande rivolte dalla Commissione europea?

Maurizio Lupi: Il Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, ha facoltà di rispondere.

Andrea Ronchi: Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Di Pietro per questa interrogazione a risposta immediata, con la quale chiede al Governo di fornire elementi in merito alla tematica delle autorizzazioni a trasmettere e all'attribuzione delle frequenze con la modalità digitale, con particolare riferimento ai rilievi formulati in sede comunitaria sulla legislazione preesistente e sulle norme recentemente approvate.
Si evidenzia in modo preliminare che, avendo la Commissione europea inviato il questionario al quale si fa riferimento nel testo dell'interrogazione lo scorso 25 giugno ed essendo, dunque, in corso l'elaborazione delle risposte ai quesiti posti, non è, allo stato, possibile fornire una risposta definitiva sulle specifiche tematiche oggetto del questionario.
Ciò premesso, occorre in primo luogo precisare che, con parere motivato del 18 luglio del 2007, la Commissione europea aveva formulato rilievi di incompatibilità comunitaria con riferimento agli aspetti inerenti al titolo per l'esercizio dell'attività di operatore di rete in tecnica digitale su frequenze terrestri e al regime dei trasferimenti di impianti di frequenza al fine della realizzazione delle reti digitali terrestri.
In merito al primo profilo, la Commissione europea ha rilevato che il regime transitorio delle licenze individuali del testo unico della radiotelevisione sarebbe in contrasto con le disposizioni della direttiva di autorizzazione, in quanto, ai sensi del quadro comunitario, il titolo per esercitare l'attività di operatore di reti è l'autorizzazione generale e non la licenza individuale.
Le modifiche introdotte su iniziativa del Ministero dello sviluppo economico si manifestano, appunto, idonee a rimuovere questa censura, in quanto l'articolo 8-novies, comma 1, della legge n. 101 del 2008 modifica l'articolo 15, comma 1, del testo unico della radiotelevisione, al fine di precisare che l'attività di operatore di rete in tecnica digitale è assoggettata al solo regime dell'autorizzazione generale, ciò anche con riferimento al periodo transitorio.
Coerentemente con tale impostazione, il successivo comma 2, per un verso abroga esplicitamente il comma 12 dell'articolo 25, il quale, nel periodo transitorio, prevedeva, quale titolo abilitante, la licenza individuale in luogo dell'autorizzazione generale e, per l'altro verso, dispone la conversione delle attuali licenze individuabili in autorizzazioni generali da effettuarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge.
È così del tutto venuta meno la necessità della preventiva approvazione dell'attività dell'operatore di rete da parte della pubblica autorità, caratteristica della licenza individuale o, più in generale, dei regimi concessori in cui la Commissione europea, nel parere motivato, aveva ravvisato una ragione di contrasto con la direttiva del 2002.

Maurizio Lupi: La prego di concludere.

Andrea Ronchi: Concludo, signor Presidente. L'attività di operatore di rete televisiva digitale terrestre è oggi, pertanto, da ritenersi subordinata al solo titolo abilitativo dell'autorizzazione generale con effetto immediato e ciò conferma che chiunque può chiedere tale autorizzazione, avendo così accesso al comparto televisivo.
In conclusione, con riferimento al tema della gestione delle frequenze, la Commissione europea ha rilevato, sostanzialmente, che in Italia la transizione al digitale terrestre non poteva essere legalizzata per mezzo dell'assegnazione di diritti d'uso su nuove frequenze...

Maurizio Lupi: La prego di concludere.

Andrea Ronchi: ...questo è un punto per noi importante, in ragione della situazione di sostanziale saturazione dello spettro e, in tali circostanze, l'accesso al mercato di operatori di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale.

Maurizio Lupi: L'onorevole Di Pietro ha facoltà di replicare.

Antonio Di Pietro: No! Signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è, lei ha fatto arrampicare sugli specchi il suo Ministro, perché lei avrebbe dovuto dire solo una cosa: la Corte di giustizia delle Comunità europee ha emesso una sentenza di condanna e noi dobbiamo rispettare quella sentenza e, quindi, adeguarci, non riempire di numeri noi, la Corte di giustizia delle Comunità europee e la Commissione europea!
Lei, signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è, avrebbe dovuto far dire, oggi, che è dal 1985 che sta facendo il «furbacchione»! Lo ha fatto con Craxi, quando si è fatto varare un provvedimento ad hoc per rendere lecito quel che era illecito, e lo ha fatto anche pagando bene, attraverso il conto corrente All Iberian. Lo ha rifatto nel 1994, quando la Corte costituzionale ha dichiarato abusiva la frequenza Retequattro, e lo ha rifatto nel 1999, quando ha vinto la causa Europa 7.
La verità è una, e una sola, signor Presidente del Consiglio dei ministri che non c'è e che fa dire un sacco di numeri e fa dare i numeri al suo Ministro: lei è un imprenditore dell'informazione abusivo, al pari di quegli immigrati clandestini che lavorano in nero!
Come tale, anche a lei dovrebbe applicare quell'obbligo di espulsione dalle istituzioni democratiche per palese conflitto di interesse (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Lei deve dare esecuzione a un provvedimento giudiziario della Corte di giustizia delle comunità europee, solo questo deve fare! Oggi noi siamo in mora perché la Corte di giustizia delle comunità europee ha dichiarato di doverlo fare immediatamente. La Commissione europea le ha dato un termine che è già scaduto ed entro il quale avrebbe dovuto rispondere per dire: obbedisco! Lei non obbedisce neanche alla Corte di giustizia delle comunità europee, neanche al giudice europeo, non solo a quello italiano! Ecco perché lei è un abusivo delle istituzioni democratiche, signor Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
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I commenti

Messaggioda franz il 03/07/2008, 12:06

Questi i commenti sul blog di Di Pitero

Commenti

On. Di Pietro,

perchè quando la sinistra era al governo D'Alema (sembra sia stato soprattutto lui a bloccare) non ha fatto applicare la sentenza?
Un elettore di sinistra non si sente preso in giro se i deputati di sinistra si battono per certe tematiche, e poi non le realizzano praticamente?
Non è forse per questo lassismo che la sinistra perde voti?
Mi sembra di segnare un aspetto molto grave, e non vorrei rimanere privo di risposta.

Postato da: Valerio Zuin | 03.07.08 11:57

Bravo ANTONIO!!!

UNICA VERA OPPOSIZIONE!!!

Il PD ha mangiato troppi OMOGENIZZATI!!!
PAPPE MOLLI!!!

Postato da: The Fog | 03.07.08 11:55

On Di Pietro, continui cosi', a chiamare le cose con il loro nome. Dobbiamo in ogni modo contrastare questa gente.
Sostegno pieno a lei a al suo partito.

Postato da: Andrea C. | 03.07.08 11:55

Che vergogna immane! Vede On. DI PIETRO, come si può pretendere che questi rispetti le regole se non c'è nessuno che IN MANIERA COATTA, esegua ciò che dice la sentenza? Ma non esiste un'autorità giudiziaria preposta ad attuare una norma di civiltà stabilita da giudici italiani, ma anche dall'Unione Europea? Chi informerà i cittadini dell'ingente multa che dovranno pagare in quanto contribuenti, a causa delle dolose inadempienze di Mugabe Berlusconi? Emilio Fede o i tg Mediaset e Rai, che insabbiano tutto??

Postato da: Pat Rees | 03.07.08 11:55

Se ormai non si è capito, ogni singolo ministro di questo governo e stato scelto con cura per svolgere ogni singolo comptio che gli affida Berlusconi, Intanto tutti gli altri paesi europei avanzano, progrediscono, la gente sta meglio (basta guardare la Spagna) e noi continuiamo a sprofondare sempre più in basso.

Postato da: Antonio | 03.07.08 11:51

La sentenza di condanna della corte di giustizia europea è sacrosanta e come tale va rispettata,ma temo che il Signor Silvio Berlusconi non la rispettarà mai...tanto la multa per retequattro la pahiamo noi(compreso i leghisti secessionisti)!
In ogno caso i due possibili rimedi a questa situazione sono 2:
1-cercare il piu possibile di far conoscere la situazione agli italiani(dato che pochi hanno coscienza della reale situazione)
2-sollecitare in qualche modo l'intervento delle istituzioni comunitarie,anche se più di dichiarare la sentenza di condanna nn vedo cosa possano fare purtroppo!
La ringrazio per il prezioso lavoro che sta svolgendo in parlamento signor Di Pietro,spero vivamente che continui così

Postato da: Alessandro D'Aniello | 03.07.08 11:49

Anche il governo Prodi avrebbe dovuto obbedire alla corte di giustizia europea, anche con un decreto, visto l'urgenza di non gravare con il costo delle sanzioni sul già magro bilancio dello stato!

Postato da: Gloria Aurora Sirianni | 03.07.08 11:48

UNA PAROLA SOLA! GRANDE,GRANDE,GRANDE!!! ps. tonino for ever! li stai facendo annaspare nella loro stessa merda!!!!

Postato da: andrea cossu | 03.07.08 11:46

ottimo intervento! Insistere e far sapere cosa succede in Parlamento...domandare, domandare domandare SEMPRE

Postato da: bandito | 03.07.08 11:43


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Re: Di Pietro al ministro per le politiche europee Ronchi

Messaggioda ranvit il 03/07/2008, 12:47

Di Pietro in questo caso e soprattutto Europa7 hanno ragione, ma....se non lo fa il cs quando va al governo perchè dovrebbe farlo chi ha interesse a non farlo?
E questo vale per tutte le leggi che hanno consentito al Cav di fare e disfare fino ad arrivare alla vittoria schiacciante alle ultime elezioni politiche.
Se poi ci sommiamo la malamministrazione locale (vedi Campania...)....cosa deve pensare l'elettore medio non militante?

Vittorio
Il 60% degli italiani si è fatta infinocchiare votando contro il Referendum che pur tra errori vari proponeva un deciso rinnovamento del Paese...continueremo nella palude delle non decisioni, degli intrallazzi, etc etc.
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