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Le stragi in mare

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Le stragi in mare

Messaggioda franz il 16/06/2008, 18:46

L'imbarcazione sulla quale viaggiavano era partita dalla Libia
Ci sarebbero - secondo il governo egiziano - oltre 100 dispersi
Si rovescia barcone diretto in Italia
40 immigrati morti nel mar libico

Le motovedette nelle acque meltesi dove sono scomparsi sei migranti
Nell'isola siciliana approdati stamane su due gommoni altri 90 clandestini

ROMA - Nuova tragedia sulle rotte degli immigrati diretti in Italia. Almeno 40 di loro sono affogati e altri cento sono dispersi dopo che il barcone su cui viaggiavano, partito dalla Libia e diretto in Italia, si è capovolto in mare. Lo ha reso un funzionario egiziano. L'imbarcazione è affondata il 7 giugno, poco dopo aver mollato gli ormeggi al largo di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia. A bordo c'erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone vi fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun riconoscimento.

Intanto risultano ufficialmente "dispersi" sei migranti scomparsi nella acque davanti a Malta: le speranze di trovarli in vita sono quasi nulle. Le ricerche sono riprese all'alba. Mancano all'appello anche dei bambini. I superstiti che si sono salvati aggrappandosi alle gabbie dei tonni sono stati accompagnati nei centri di raccolta a Malta.

Ma l'ondata di sbarchi non si arresta. Neppure le cattive condizioni del mare spengono la speranza di una nuova vita sul versante europeo del Mediterraneo. Stamane, al largo dell'isola di Lampedusa sono stati soccorsi altri due gommoni con a bordo 90 migranti. Il primo ne trasportava 46, tutti uomini e adulti: è stato intercettato a circa 30 miglia a sud dell'isola da una motovedetta della Guardia costiera, a lanciare l'allarme è stato un extracomunitario con un telefono cellulare. L'altro gommone, con a bordo 44 persone, tra cui 16 donne e 7 minori, è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di finanza a circa 45 miglia a sud-est di Lampedusa. In due giorni hanno raggiunto le coste dell'isola quasi 500 migranti, tra i quali un centinaio di donne, due in attesa di un bambino.

Il centro di accoglienza di Lampedusa è in emergenza. Nell'isola riesplode la polemica per la nuova ripresa degli sbarchi. Portavoce della protesta è il vice sindaco leghista Angela Maraventano, che sulle banchine del porticciolo si è presentata vestita "all'araba", con lo chador in testa. La senatrice del Carroccio ormai è una veterana delle iniziative anti-immigrazione: "Voglio trovare un passaggio per Tripoli".

Le gabbie dei tonni, come era capitato altre volte, ieri si sono trasformate in enormi ciambelle di salvataggio. In 28 sono riusciti a salvarsi. Nell'ultima settimana già tre volte i barconi della speranza erano finiti contro le gabbie per la pesca. "Probabilmente, ieri i bambini sono stati i primi ad avere la peggio", ipotizzano alla Capitaneria di porto.

(16 giugno 2008)

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Re: Le stragi in mare

Messaggioda franz il 16/06/2008, 18:51

Mi sembra abbastanza chiaro che se il reato di immigrazione clandestina è stato studiato come deterrenza, questa non funziona assolutamente.
Anzi non solo gli sbarchi proseguono come prima ma stanno vertiginosamene aumentando le drammatiche notizie di naufragi in mezzo al mare, con decine di morti e centinaia di dispersi. Questo è un segno che è cambiato qualche cosa anche dall'altra parte del mare.
Prima esistevano politiche tra stati, accordi tesi a limitare il fenomeno, aiutando i paesi rivieraschi.
Mi sa che il gov. Berlusconi ha fatto saltare tutto in nome delle nuove politiche repressive.
Basterebbe fare una interrogazione parlamentare.

Ciao,
Franz
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Re: Le stragi in mare

Messaggioda annalu il 17/06/2008, 16:58

franz ha scritto:Mi sembra abbastanza chiaro che se il reato di immigrazione clandestina è stato studiato come deterrenza, questa non funziona assolutamente.
Anzi non solo gli sbarchi proseguono come prima ma stanno vertiginosamene aumentando le drammatiche notizie di naufragi in mezzo al mare, con decine di morti e centinaia di dispersi. Questo è un segno che è cambiato qualche cosa anche dall'altra parte del mare.
Prima esistevano politiche tra stati, accordi tesi a limitare il fenomeno, aiutando i paesi rivieraschi.
Mi sa che il gov. Berlusconi ha fatto saltare tutto in nome delle nuove politiche repressive.
Basterebbe fare una interrogazione parlamentare.

Ciao,
Franz


Sono d'accordo con le tue ipotesi riguardo alle iniziative del governo Berlusconi, che pare abbiano avuto effetti "incentivanti" per l'immigrazione clandestina via mare.

Tra l'altro, dati gli eventi che leggiamo quotidianamente sui giornali, la politica repressiva verso l'immigrazione, messa in atto da questo governo, non può che essere considerata ridicola.

Come si può pensare di fermare l'immigrazione via mare con la minaccia della galera, quando non la ferma la minaccia reale e concreta di morire in viaggio?

Rispetto al rischio di una traversata via mare su barconi che spesso affondano col loro carico umano di sventurati, quale disincentivo può rappresentare la minaccia del carcere?

Solo accordi politici, trattative diplomatiche, aiuti nei paesi di origine, hanno la possibilità di arginare in qualche modo il processo.

Ma si tratta di soluzioni "intelligenti" che hanno poca risonanza mediatica: due cose poco adatte all'attuale governo.

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