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Lavorare da casa per inquinare meno

Dall'innovazione tecnologica alla ricerca, vogliamo trattare in particolar modo i temi legati all'ambiente ed alla energia, non solo pero' con uno sguardo puramente tecnico ma anche con quello politico, piu' ampio, di respiro strategico

Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda flaviomob il 11/12/2018, 17:47

https://it.businessinsider.com/il-pendo ... late-lanno

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Lavorare 8 ore al giorno svegliarsi sempre alla stessa ora e finire sempre alla stessa ora, è uno stile di vita claustrofobico, al quale si aggiunge lo stress che provoca il pendolarismo. Ma c’è anche un altra possibilità: lo smart working, il lavoro agile, che si sta lentamente diffondendo. Permette al lavoratore di lavorare da casa e di vivere in modo più sano.

Non molte aziende lo stanno utilizzando, ma potrebbe essere una chiave per il futuro: in questo modo infatti si fa anche del bene all’ambiente, riducendo le emissioni che provocano il riscaldamento globale (proprio in questi giorni si tiene in Polonia il summit Cop 24 che dovrebbe riconfermare gli accordi di Parigi, nel quale gli Stati si impegnarono a mantenere l’aumento di temperatura sotto gli 1,5 °C. Purtroppo siamo ancora lontani da quella meta).

Secondo un studio intitolato Added Value of Flexible Working e commissionato da Regus, un fornitore mondiale di spazi di lavoro. a Development Economics, una società di consulenza che fornisce ricerche di mercato, una diffusione su vasta scala del lavoro flessibile ridurrebbe i livelli di anidride carbonica di 214 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030, in pratica la stessa quantità di CO2 che verrebbe sottratta dall’atmosfera da 5,5 miliardi di alberi.



Il beneficio non riguarderebbe solo l’ambiente: si risparmierebbero infatti anche 3,53 miliardi di ore impiegate ogni anno per raggiungere il posto di lavoro, ovvero l’equivalente del tempo passato al lavoro annualmente da 2,01 miliardi di persone. E ci sarebbero anche consistenti vantaggi economici: il valore aggiunto della flessibilità all’economia mondiale sarebbe pari a oltre 10.000 miliardi di dollari se venisse applicata nei sedici Paesi analizzati, ovvero Australia, Austria, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, India, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Singapore, Stati Uniti e Svizzera.

Quando pensiamo ai benefici del lavoro flessibile, spesso ci concentriamo sui vantaggi locali. In particolare pensiamo che permetta di avere un migliore rapporto tra vita e lavoro, più tempo con la famiglia, meno ore passate a guidare o a spostarsi.

Ma il lavoro flessibile non è solo lavorare a casa. E’ infatti la possibilità di lavorare in qualsiasi posto ci si trovi, che sia un caffè o un rifugio di montagna. E’ stato reso possibile dalla tecnologia, che ci ha permesso di essere sempre connessi, di inviare messaggi, fare video conferenze o inviare dati, perfino facendo a meno del computer. E un modo di lavorare che faceva paura perché i datori di lavoro non sapevano come controllare le ore effettivamente lavorate dai dipendenti, ma che si è trasformato invece in un risparmio notevole di tempo e risorse.

Impiegati che lavorano dovunque e in qualsiasi ora significa rispondere immediatamente a ogni esigenza. Certo, il rischio che si diventi schiavi e si debba essere pronti a rispondere 24 ore su 24 c’è. Ma ovviamente questo dipende da regole che devono essere fissate.

E quando vengono rispettate, l’agilità lavorativa rende molto più felice la forza lavoro, alzando inevitabilmente la produttività. Va poi considerato che ogni singolo pendolare che cambi il suo modo di viaggiare, risparmia 6-9 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

La disponibilità ad accettare un contratto a 8 ore chiusi in un ufficio preoccupa soprattutto per il futuro. I millennial infatti hanno logiche completamente diverse rispetto alle generazioni precedenti. Ma entro il 20125 saranno il 75 per cento della forza lavoro. Prima di tutto, abitando da sempre l’ambiente digitale, non vedono ragione di adottare logiche desuete, tra le quali quelle che richiedono una presenza in carne ed ossa. Il loro desiderio è piuttosto quello di lavorare in una community virtuale, come quella a cui sono abituati, senza sprecare ore preziose della loro giornata.

...


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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda pianogrande il 11/12/2018, 18:27

Mi sembra una visione troppo ottimistica.

Bisognerebbe prima fare una cernita dei lavori che è possibile fare a casa a tempo pieno e quindi i lavori che possono essere a casa a tempo parziale e, alla fine e non sono pochi, quelli che si possono fare solo in sede.

Prendiamo un ospedale, una fabbrica, un cantiere edile o un qualsiasi altro cantiere; stradale e quant'altro.

Non sembra che l'articolista faccia di queste sottili distinzioni.

Si può fare da casa un tipo di lavoro assolutamente in solitaria e utilizzando varie connessioni ma pur normalmente in collegamento con realtà materiali e con presenza umana.

Io ero un tecnico di fabbrica h 24 e pure reperibile ma quanto lavoro avrei potuto fare a casa?

Magari qualcosa di amministrativo ma solo in giorni in cui l'attività di fabbrica era piuttosto routinaria.

Insomma, tra uno scrittore di fantascienza o un poeta e un medico di ospedale o conducente di trattore agricolo o potatore di vigne c'è una differenza non trascurabile.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda franz il 11/12/2018, 21:50

Sì, capisco, ma un chirurgo può operare da casa, in remoto.
Qualsiasi attività che oggi sia in qualche modo interfacciata ad un computer, potrebbe essere usata in remoto.
In pratica non vedo alcun problema a guidare in remoto una macchina agricola di grandi dimensioni, una asfaltatrice, un rullo compressore. Anzi proprio il mese scorso ho visto un operaio edile guidare un rullo compressore usando un telecomando e stando a 3 metri di distanza. Che possono diventare 20 km.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda pianogrande il 11/12/2018, 23:17

franz ha scritto:Sì, capisco, ma un chirurgo può operare da casa, in remoto.
Qualsiasi attività che oggi sia in qualche modo interfacciata ad un computer, potrebbe essere usata in remoto.
In pratica non vedo alcun problema a guidare in remoto una macchina agricola di grandi dimensioni, una asfaltatrice, un rullo compressore. Anzi proprio il mese scorso ho visto un operaio edile guidare un rullo compressore usando un telecomando e stando a 3 metri di distanza. Che possono diventare 20 km.


Sarei contento di sbagliarmi ma mi sembri un po' troppo ottimista anche tu.

Certamente quel tipo di lavoro esiste ma per farlo tendere al totale bisognerebbe letteralmente cambiare il mondo.

Te lo immagini un popolo che lavora tutto da casa?

Cosa diventerebbe la vita?
Cosa diventerebbe l'economia?

Facciamo vacanze virtuali in alberghi 3D in cui entriamo indossando un casco e magari una tuta che ci riproducono l'ambiente e una bella seduta massaggio austroungarico?

Per ogni medico che opera in remoto (fatto piuttosto eccezionale e che non credo possa fare a meno di una equipe sul posto) quanti infermieri, cuochi, addetti alle pulizie...

Sicuramente ci sono tutte le condizioni per partire su quella strada e sarebbe meglio farlo ma prima di arrivare a lavorare tutti da casa credo che sarà stato stravolto perfino il concetto di casa... e chissà quanti altri e mi ostino a pensare che non ci si arriverà mai.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda franz il 12/12/2018, 8:43

No, sicuramente tutti da casa è fantascienza.
Ma cominciamo con un 20%
I vantaggi ci sarebbero. Traffico, consumi di carburante, inquinamento.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda pianogrande il 12/12/2018, 10:55

franz ha scritto:No, sicuramente tutti da casa è fantascienza.
Ma cominciamo con un 20%
I vantaggi ci sarebbero. Traffico, consumi di carburante, inquinamento.


In queste proporzioni, assolutamente d'accordo.

Anzi aggiungo che con una accorta politica di mix tra lavoro in azienda e lavoro in remoto si potrebbe andare anche oltre.

Ci vuole tempo ma ormai ci credono in tanti.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda flaviomob il 12/12/2018, 17:01

Intanto, sull'inquinamento FCA si pone in una posizione infame. Minaccia di non investire in 'Italia se passeranno gli incentivi alle auto ibride/elettriche. Una presa di posizione antimoderna, irresponsabile verso la salute dei cittadini e del pianeta, ottusa, priva di prospettive realistiche per il futuro. Una intimidazione degna dell'onorata società.


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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda pianogrande il 12/12/2018, 19:08

flaviomob ha scritto:Intanto, sull'inquinamento FCA si pone in una posizione infame. Minaccia di non investire in 'Italia se passeranno gli incentivi alle auto ibride/elettriche. Una presa di posizione antimoderna, irresponsabile verso la salute dei cittadini e del pianeta, ottusa, priva di prospettive realistiche per il futuro. Una intimidazione degna dell'onorata società.


Andiamo un po' fuori tema ma...
Non sono d'accordo su una eco tassa sulle utilitarie e comunque FCA è una azienda privata e quindi quando si toccano i suoi interessi è libera di reagire di conseguenza.
Ovviamente noi siamo liberissimi di criticarla e pensare a contromisure che non dovrebbero mancare visto che il mercato delle auto in Italia è piuttosto attraente.

Credo siamo finiti i tempi in cui la FIAT comandava e lo stato eseguiva e finanziava anche la FIAT stessa.

Morto un imprenditore, se ne fa un altro; visto che il mercato c'è e che FCA vada a farsi massaggiare da un'altra parte.

Ripeto però la premessa.
Patrimoniale no ma tasse sulle Panda sì?
In nome dell'ecologia?

Ma per favore.
Ultima modifica di pianogrande il 12/12/2018, 19:08, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda franz il 12/12/2018, 19:08

flaviomob ha scritto:Intanto, sull'inquinamento FCA si pone in una posizione infame. Minaccia di non investire in 'Italia se passeranno gli incentivi alle auto ibride/elettriche. Una presa di posizione antimoderna, irresponsabile verso la salute dei cittadini e del pianeta, ottusa, priva di prospettive realistiche per il futuro. Una intimidazione degna dell'onorata società.

Le cose non stanno esattamente così.
Si parla di un sistema bonus malus che penalizza le motorizzazioni tradizionali a favore di ibridi ed elettrici, su cui FCA ha un piano di investimento. Piano che va rivisto se il governo inserisce disposizioni di legge che modificano il mercato.
"È un fatto certo che il sistema di bonus-malus, qualora attuato secondo l'impianto approvato in prima lettura alla Camera, inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore, costruttori e filiera, estremamente delicata, modificando le assunzioni alla base del nostro piano industriale".

Quindi giusto rivedere il piano, come tempi e come volumi.
Se la proposta diventerà legge, dal 1 gennaio una Panda pagherà un minimo di 300 euro di tassa. E in queste condizioni, dicono in Fca, gli investimenti previsti dal piano sono a rischio.

Se salta il piano di investimenti, già programmato, è per la fretta del governo di grattare subito soldi agli automobilisti (il primo gennaio è tra pochi giorni) invece di attendere che arrivino i nuovi modelli ibridi FCA.
"La realizzazione del piano industriale per l'Italia prevede entro il periodo 2019-2021 un ammontare di investimenti pari a 5 miliardi di euro per i il lancio di 13 nuovi modelli o restlyling di modelli esistenti nonché nuove motorizzazioni con impiego diffuso di tecnologia ibrida ed elettrica", si legge nella lettera firmata da Pietro Gorlier. "Il piano industriale incluso l'impegno per il Piemonte mira a fare evolvere gli impianti produttivi verso queste nuove tecnologie, installando e aggiornando le piattaforme produttive". "Questo piano che tra l'altro prevede la produzione della futura Fiat 500 elettrica ed il rinnovamento dei modelli Masrerati Lievante, Quattroruote e Ghibli a Mirafiori, riteniamo garantirà progressivamente il raggiungimento della piena occupazione"

Intendiamoci, è pienamente legittimo che un governo a corto di soldi perché deve mantenere le promesse elettorali cerchi di far cassa sulle auto, con la scusa dell'inquinamento ma se la tassa funziona succederà che gli automobilisti tartassati compreranno subito auto elettriche o ibride tedesche o giapponesi. Fuori discussione che uno passi dalla Panda alla Tesla :-) o che coprino le FCA che ancora non ci sono. Chiara la situazione?
Allora è anche pienamente legittimo che questi 5 miliardi FCA li vada a spendere altrove.
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Re: Lavorare da casa per inquinare meno

Messaggioda Robyn il 12/12/2018, 20:29

FCA non è ancora pronta sulle linee di produzioni biologicamente compatibili con l'ambiente ed una ecotassa in questa fase la svantaggerebbe.Più che altro per eliminare sostanze inquinanti nell'atmosfera sarebbe necessario dotare almeno per il momento le vetture del gpl oppure incentivi che permettano l'installazione del gpl sù auto a benzina.In merito al lavoro a domicilio mi pare che sia sprovvisto delle tutele del lavoro subordinato,non può essere un'altra scusa per baypassare le regole del lavoro.Mi pare che il lavoro a domicilio se online stà alle stesse regole del lavoro subordinato se offline no
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