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Google e l’etica dell’auto senza pilota

Dall'innovazione tecnologica alla ricerca, vogliamo trattare in particolar modo i temi legati all'ambiente ed alla energia, non solo pero' con uno sguardo puramente tecnico ma anche con quello politico, piu' ampio, di respiro strategico

Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda franz il 13/05/2015, 7:04

Google e l’etica dell’auto senza pilota

12 MAGGIO 2015 | di Edoardo Segantini

Google, da tempo, sta sperimentando le automobili senza pilota. Da sei anni, per l’esattezza, compie studi su una flotta di oltre 20 macchine che si guidano da sole e che hanno percorso, in quel periodo, oltre un milione e mezzo di chilometri, totalizzando circa 15 mila chilometri la settimana. Fino ad oggi, stando a quanto riferisce Chris Urmson di Google al sito Techcrunch, ci sono stati soltanto 11 “incidenti minori”, con danni leggeri e senza feriti, la cui colpa, sempre secondo il manager, non è delle auto ma di altri “guidatori umani”.

Più in dettaglio, dichiara Urmson al sito di tecnologia, le auto senza guidatore sono state tamponate sette volte, soprattutto ai semafori, ma anche in autostrada. In altre occasioni, invece, hanno subìto strisciate alla fiancata e sono state urtate da veicoli che non si erano fermata allo stop. La maggior parte degli incidenti ha avuto luogo in città.

Gran parte della discussione ruota, comprensibilmente, intorno al tema della sicurezza. Il celebre tecnologo Alberto Broggi – lunga esperienza all’estero, ex presidente degli ingegneri americani, fondatore e direttore del Vislab, il laboratorio di «Visione artificiale e sistemi intelligenti», che da vent’anni, a Parma, lavora sulle driverless car, realizzando il percorso-test senza pilota più lungo di sempre (Parma-Shanghai) – parlando recentemente al Ted Milano, ha detto che, “guardando in avanti, il tema che si presto porrà sarà quello dell’etica dell’auto”: perché, in certi casi, la macchina si troverà a dover fare una scelta, appunto, etica, cioè optare per il male minore, magari investire una persona per evitare di travolgerne due.

Ovviamente Google ha interesse a sottolineare i vantaggi, per la sicurezza, di una guida completamente automatizzata: quando siamo al volante, è chiaro che non possiamo distrarci troppo con la pubblicità del computer di bordo (che è parte del business della società), mentre un guida sicura senza pilota ci consentirebbe di dedicarci, senza rischio, allo smartphone o al tablet.

Per sostenere questa tesi, Urmson cita le statistiche, realmente terrificanti, sul numero di automobilisti americani che, sottraendo attenzione al volante, la dedicano ai propri dispositivi mobili. Distrazione che è ormai la principale causa di incidenti, più della stessa velocità. In ogni momento della giornata, dice il manager di Google, in America ci sono 660 mila persone che controllano il proprio device anziché fare attenzione alla guida. L’aneddotica è davvero allarmante: i safety driver di Google vedono ogni giorno, abitualmente, auto che sbandano, guidatori che leggono libri o addirittura suonano la tromba. Casi estremi, forse tipici delle strade americane, certo, ma sempre più diffusi. Con una visibilità a 360 gradi e un’attenzione desta al cento per cento e in tutte le direzioni, si possono invece garantire livelli di sicurezza molto migliori, soprattutto nell’interesse di ciclisti e pedoni che della distrazione sono le vittime principali.

L’azienda, dice Urman, ha già raccolto una tale quantità di dati che potrebbe utilizzarli per prevenire situazioni pericolose prima che gli incidenti accadano. Il prossimo passo della ricerca potrebbe essere l’uso di algoritmi per evitare future collisioni.

twitter@SegantiniE
http://estory.corriere.it/2015/05/12/go ... za-pilota/
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda pianogrande il 13/05/2015, 11:09

Suggerirei ai tecnologi di rimpiazzare in qualche modo certi piaceri della guida che verrebbero persi.

Innanzitutto la guida sportiva (già compromessa dal cambio automatico che qualcuno - me compreso - rifiuta sdegnosamente).
Aggiungerei Il conoscere la strada o qualche scorciatoia segreta che sorprende gli altri passeggeri (qui i navigatori hanno già fatto giustizia sommaria ma anche casini immani).
E ancora: il parcheggio di precisione in un'unica manovra o la ricerca di un luogo appartato a prescindere anche dai divieti o dall'esistenza stessa della strada.

Qualche creativo dovrebbe sbizzarrirsi nell'introdurre altre abilità che salvino il lato divertente o perfino romantico della guida.

Cosa ne sarà degli inseguimenti in mezzo al traffico con stridio di gomme e volti tesi durante la sbandata controllata?

Anche lì', se non si rimpiazza con qualcos'altro c'è una industria intera che crolla.
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda franz il 13/05/2015, 15:14

E vuoi mettere, per chi si occupa di sicurezza sulla strada, la soddisfazione di beccare uno a fari spenti nella notte, senza cintura, al telefono mentre chatta, ad 80km/h in città ... e toglierli la patente? ;)
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda mauri il 13/05/2015, 19:14

penso anche alle rapine, alle auto rubate, la fine di un'epoca...ma mi sembra tutto così orwelliano
ciao mauri
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda franz il 14/05/2015, 8:34

“guardando in avanti, il tema che si presto porrà sarà quello dell’etica dell’auto”: perché, in certi casi, la macchina si troverà a dover fare una scelta, appunto, etica, cioè optare per il male minore, magari investire una persona per evitare di travolgerne due

Questo è un punto che mi ha colpito. Ma è un falso problema. Non sarà l'autovettura a fare una "scelta etica". Saranno i programmatori a farla (sempre che siano capaci di impostare il problema). Il software alla fine ordinerà all'hardware di fare quanto stabilito da una programmazione accurata e meticolosa, che prenderà in considerazione diversi aspetti con diversi pesi.
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda pianogrande il 14/05/2015, 12:20

Almeno una cinquantina di anni fa, un giornalista che faceva il giornalista scrisse (sulla Domenica del corriere, se non ricordo male) un articolo provocatorio in cui si chiedeva se convenisse, essendo abbligati alla scelta, investire un ricco o un povero.
La conclusione era che conveniva sicuramente investire il povero.

Sarebbe interessante ipotizzare i parametri che il programmatore dovrebbe inserire per fare una scelta sicura.

Non i vestiti o l'abbronzatura o altri elementi che potrebbero trarre in inganno.

Secondo me, la bestia sarebbe in grado di fotografare i soggetti, identificare e andare a vedere il conto in banca in un nano secondo scarso.

Altro che orwelliano!
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda franz il 14/05/2015, 16:38

pianogrande ha scritto:La conclusione era che conveniva sicuramente investire il povero.

Questo dipende dalla logica del rimborso assicurativo.
Se il risarcimento è uguale per tutti, indipendentemente dal reale stato economico della persona offesa, non vi è convenienza alcuna a scegliere A invece di B sulla base dello stato patrimoniale presunto.

Ovvio che se il risarcimento assicurativo reale è basato sullo stato economico (l'ipotesi quindi che investire un barbone non sia come investire un ricco industriale) allora ogni software che deve poter discriminare dovrebbe essere fatto in modo di saper cogliere quei segnali che portano verso la scelta meno onerosa sul piano economico. Mi immagino quindi barboni che girano per la città con la maschera di rockfeller per non essere scelti come male minore in caso di dubbio. :-)

Ma la logica economica non è l'unica che potrebbe essere presa in considerazione da un software sofisticato.
Se per esempio ci fosse da scegliere tra un bambino di tre anni ed un anziano di 94 (o anche due)?
Beh, dai, qui la scelta sembra piu' facile. Dovendo scegliere UNA vita, meglio salvare chi ha davanti a se' potenzialmente tutta una vita piuttosto che chi, spero di non scandalizzare nessuno, ha davanti a se' pochi anni se non mesi.

Non credo che un padre, potendo scegliere, salverebbe il nonno invece del nipote. Ma se il bambino fosse uno e gli anziani 10? C'è da dire che complicati algoritmi potrebbero anche mostrarci la differenza tra salvare un bambino di tre mesi ed uno di otto anni. Sembra che salvare il secondo sia una scelta piu' razionale. Sono dilemmi che un padre non vorrebbe mai affrontare razionalmente ma che fare se ad un team di programmatori ed analisti fosse richiesto di impostare e risolvere il dilemma per via algoritmica?

Che dire allora della scelta tra coetanei ma di sesso diverso? Che deve fare il software (e quindi il programmatore)? Testa o croce? Ritengo che una cosa fondamentale di questi software sia che debbano essere free ed open source, cosi' chiunque possa esaminare nei sorgenti le scelte codificate negli algoritmi in modo trasparente.

Scusate le divagazioni ...
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda annalu il 14/05/2015, 21:08

Peccato che Asimov non sia più in vita. erano proprio questo tipo di dilemmi a rendere affascinanti i suoi libri sui robot, con le famose "tre leggi della robotica".
Problemi del genere se li era posti riguardo al conflitto tra le leggi, per esempio quando per obbedire ad un ordine avrebbe dovuto nuocere a se stesso (l'umano lo "salva" mettendo in pricolo la propria vita e facendo predominare la prima legge, che vieta di far danno ad un umano o di lasciare un umano in pericolo). Per dilemmi più complessi non mi pare abbia proposto soluzioni efficaci ma li aveva impostati, come per esempio il caso di un robot capo di stato (o qualcosa di simile) che "per il bene del paese" dovesse scegliere di danneggiare alcuni singoli individui.
Drammatico doversi porre il problema di programmare una macchina al fine di ottenere il danno minore, quando il danno minore è pur sempre far del male a qualcuno. L'uomo queste scelte le fa in modo istintivo (la natura e la selezione naturale impongono delle scelte quasi obbligate) ma deve pur sempre rispondere delle proprie azioni, di fronte alla legge ci si augura, ma soprattutto di fronte alla propria coscienza.
La macchina una coscienza non ce l'ha (per ora): sarà il programmatore a doverne rispondere?

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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda pianogrande il 14/05/2015, 21:44

Non sono divagazioni Franz, visto il titolo del thread.

L'etica è sempre quella umana anche perché pare che non avremo mai macchine senzienti.

L'altro aspetto è quello già accennato della privacy.

Già adesso si può tranquillamente registrare il percorso fino alle manovre più dettagliate (tante assicurazioni fanno uno sconto a chi accetta queste diavolerie che sono utilissime in caso di incidente).

Ci si può solo sbizzarrire con la fantasia per inventarsi quali parametri potrebbero essere registrati/elaborati da un'auto tanto tecnologica.

Forse è meglio che comincino dagli autobus e dai tram che sono già pubblici.

Ancora per un po', l'automobile la lascerei privata.
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Re: Google e l’etica dell’auto senza pilota

Messaggioda franz il 15/05/2015, 8:21

annalu ha scritto:La macchina una coscienza non ce l'ha (per ora): sarà il programmatore a doverne rispondere?

Ottima questione! Giuridicamente parlando ritengo che la responsabilità sarà dell'azienda di software, dato che avrà autorizzato l'installazione di un determinato programma dotato di un determinato (e noto) comportamento. E questo sia che il programma faccia quanto previsto, sia nel caso che un difetto di programmazione abbia come esito un danno a cose e persone.

Il problema è che il programma si basa sugli input che riceve (in questo caso dai sensori) ed anche loro sono soggetti ad errori. Saranno possibili quindi vari rimpalli di responsabilità tra chi ha fatto l'hardware e chi il software.
pianogrande ha scritto:Forse è meglio che comincino dagli autobus e dai tram che sono già pubblici.

Ancora per un po', l'automobile la lascerei privata.

Pianogrande :!: mi stupisci. Treni, autobus e taxi senza pilota?
Ma vuoi far piangere i sindacati degli autoferrotranvieri e le gilde dei tassisti?
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